Alfredo Impullitti

Missa

Soul Note 121368-2

Item: full_album_8024709095121_CD

Artists :
Alfredo Impullitti ( Conductor )
Gianluigi Trovesi ( Alto Saxophone, Alto & Bass Clarinet )
Pierre Favre ( Percussion )
Tino Tracanna ( Soprano & Tenor Sax )
Release date
Dec 31, 2001
Duration
0:52:52
Barcode
8024709095121

La Missa di Alfredo Ippullitti è una rara e quanto mai preziosa opera di musica contemporanea. Basata sul cantus firmus di Duke Ellington, è scritta in sei movimenti che calcano suggestivamente l'ossatura delle partiture delle Misse. Ippullitti ha scelto quattro strumentisti jazz - Paolo Fresu alla tromba, Tino Tracanna ai sassofoni, Gianluigi Trovesi ai clarinetti e Pierre Favre alle percussioni - per interpretarne le voci soliste, dando così una sottile e sferzante ri-lettura di un genere difficoltoso e senz'altro oscuro. Ogni parte è al contempo una eco del movimento inteso in forma classica e un omaggio con dedica a grandi maestri della classica contemporanea. Nel libretto sono aggiunte alcune apprezzabili note di Gioacchino Palma, che chiariscono o completano ciascuna partitura. Particolarmente belle sono quelle che accompagnano l'Introitus e il Gloria. Il primo movimento, l'"Introitus", dedicato a Luigi Nono e a Edgard Varese, sul finale ha un assolo estremamente penetrante di Fresu. Segue un cupo "Kyrie", dedicato a György Kurtàg, e il "Gloria", con dedica a Stravinskij, aperto e spento sulle note di un lungo dialogo frusciato ("sottovoce, il caos si diffonde", avvertono le note di copertina) tra la tromba di Fresu, il clarinetto di Trovesi, il Coro e la salmodia della voce di Diana Torto. Il "Credo", dedicato a Bach, è una 'Sardinian Folk Song', densa di inquitudine e sospensioni. Segue il "Sanctus", omaggio a Ligeti e a Mahler, "Prelude to a Kiss" secondo Impullitti, dove protagoniste e anima sono le parcussioni suonate da Favre con il Coro, presenza sempre spettrale. Chiude l'"Agnus Dei", dedicato a Bela Bártok, tutto giocato su una ripetizione ossessiva, inesorabile, fatale. L'originale senso di colpa da cui dovrebbe redimere la Missa, è lasciato in sospeso in una sorta di profonda tensione, a mezz'aria, ingabbiata nei tre ultimi secondi di pausa con cui Impulliti si allontana. La Missa, nel suo complesso, è dunque una sorprendente testimonianza di un percorso che indaga nello spirito e nella spiritualità, con profondo senso umano. Le stesse note di Gioacchino Palma aiutano a capirlo. Impullitti non teme direzioni angosciose e dense, non teme i silenzi, non teme le voci, soliste o sole?, che a fatica dialogano con il Coro. È questo forse il gran servizio di un uomo, che non cerca redenzioni, ma che si sofferma, "circondato da persone che sperano e promettono".