Mediterranean TrioDall'Africa al Mediterraneo, da Charlie Parker al Brasile. Il mondo musicale di Luigi Tessarollo viene prepotentemente alla ribalta in questo disco, che si fa apprezzare per freschezza di idee e sensibiltà melodica. Una sorta di gramelot musicale - attenzione: non di world music, termine oggi abusato, e ormai privo di significato - che Tessarollo condivide con due partners sensibili e capaci di mettersi in gioco.
A livello compositivo il disco rivela l'originalità del chitarrista, che dimostra di prediligere un certo eclettismo: temi semplici, dalla linea melodica cantabile solare; composizioni fortemente ritmate con frasi iterate dal basso; motivi swinganti e, a volte, vicini al rock (grazie anche al recupero della chitarra synth). Nelle improvvisazioni, si fanno strada un continuo fluire di idee, il gusto per l'imprevisto, il controllo assoluto delle dinamiche. Si ha modo di cogliere tutto questo in brani come "Il mondo di Fabio", "La piccola Alice", "Solo", "Garota de Ipanema", qui trattata con un tocco di disincanta energia lontana dalle tante versioni - a volte un po' kitch - cui siamo abituati. Il timbro elettrico del basso di Deidda è onnipresente e svetta in tutto il disco. Il bassista ha anche modo di farsi apprezzare come compositore in "Cercopiteco", un brano che, complice un fitto gioco percussivo creato da Rolle, guarda al Nordafrica. Il percussionista è una vera e propria "macchina percussiva" e si rivela essenziale nell'economia di tutto il disco
01/01/99All About Jazz.comPierpaolo Faggiano