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Landon Knoblock

The Heartbeat, The Breath

Cam Jazz Presents CAMJ 3305-2

Item: full_album_8024709330529_CD

Artists :
Joe Rehmer ( Bass )
Austin McMahon ( Drums )
Landon Knoblock ( Piano )
Release date
May 6, 2008
Duration
0:61:00
Barcode
8024709330529

"Language is just what Landon Knoblock’s search is aimed at. The young, but not green pianist from southern Florida has been active for some time around Brooklyn. This music is worked out in the name of oral culture, direct relations, continuous exchange, unwritten sources handed down from traditional and technological know-how." (F. Scoppio)


All original compositions.


Recorded and mixed in Englewood (NJ) on 6, 7 February 2008 at Bennett Studio Recording and mixing engineer Dave Kowalski


Liner notes by Federico Scoppio

Reviews

Landon Knoblock Trio
Dopo un primo disco autoprodotto ben recepito anche dalla critica specializzata italiana, il pianista Landon Knoblock torna a far parlare di se con lo stesso di trio di allora. Questa volta però è intervenuta la CamJazz, a far conoscere il suo lavoro, e ne valeva la pena. The heartbeat, the breath, come suggerisce il titolo, è un disco intimistico, che vuole essere ascoltato con attenzione per poter dare all'ascoltatore tutte le sottili risonanze di cui è costituito il suo tessuto armonico e ritmico. Il suono potente del contrabbasso di Rehmer sostiene con sicurezza le volate liriche del leader, con la batteria di Macmahon che, nel solco della migliore tradizione del trio degli ultimi vent'anni, più che accompagnare il pianoforte dialoga con lui alla pari, da percussione a percussione. Emblematica in questo senso è New Beauty, che più che inaugurare un nuovo canone di bellezza - come vorrebbe suggerire il titolo - si inserisce all'interno di un soldo ben scavato, ma in qualche modo istituzionalizzandolo. Il fatto che un pianista giovane come Knoblock, alle prime esperienze discografiche, abbia già assimilato così compiutamente gli stilemi dei grandi protagonisti del piano trio contemporaneo (da John Taylor a Jarrett, a Mehldau), sta a significare che ormai questi stessi stilemi sono entrati a far parte della storia del jazz - non nel senso che siano vecchi, ma appunto nel senso che sono diventati istituzionalizzati. Non mancano i momenti più personali, come Sylvie a Montreal, in cui il pianoforte viene preparato (cageanamente) a sottolineare una certa drammaticità del tema, arrangiato non senza influenze free. Ad ogni modo, il trio di Knoblock è compatto e solidissimo, convincente soprattutto sui tempi lenti proprio in virtù di quel gioco dialogico che coinvolge tutti i musicisti di cui dicevamo prima. Il leader dimostra inoltre ottime abilità compositive, dal momento che tutti i brani sono da lui composti. Il disco è mix abile di diverse idee musicali (i citati New Beauty e Sylvie a Montreal ne sono in qualche modo gli estremi) trattate tutte in modo personale (ai vertici di creativita le due title track, The heartbeat e The Breath, entrambe ricche e variegate). Il disco è già più che una promessa.
01/08/08www.jazzconvention.netDiego D'Angelo
Piano Three-Fer: Michael Wolff, Steve Blanco & Landon Knoblock
Evolving composition is also at the fore in The Heartbeat, The Breath by Landon Knoblock. Right from the start, in the pianist's "Jaunted Memory", Knoblock uses some single notes to find patterns that create a new tune. The composer's touch, both at the keyboard and in his sense of structure, is graceful and easy but it takes real work to achieve this kind of mastery. This is yet another example of the continuing marvels of the piano trio at its finest. All the themes here are delightfully elusive; just when they make themselves known, Knoblock and his cohorts Joe Rehmer (bass) and Austin McMahon (drums) deftly move elsewhere. The groove of "Why the Frown" seems ever-present but the trio plays myriad inventive lines that merely imply it. And the improvisations are done economically, with never a wasted note or phrase.
Speaking of pulse, this trio has also mastered the tempos where there seems to be no pulse at all. "New Beauty" is truly gorgeous, insinuating itself into the consciousness at an almost imperceptible pace. We find it clearly and surely, however, and it's a stunning thing. Oddly, after the quiet glory there, Knoblock prepares his piano for "Sylvie A Montreal". McMahon plays melodica for the sinuous melody that works itself out over the 'noise' and it's somehow very sexy and very funny. These tunes all become little tone poems that sound like places we've been before but damn if it's not like we're there for the first time!
07/03/09allaboutjazz.comDonald Elfman
LANDON KNOBLOCK “The Heartbeat, The Breath”
Tra i giovani pianisti influenzati da Mehldau, questo ventisettenne originario di Miami e attivo a New York appare in grado di sviluppare qualcosa di personale. Sotto la patina di raffinata eleganza melodica, Knoblock mostra maestria nel gestire volumi e dinamiche, in una ricerca anche libera, che s’integra con il lavoro dei partner in una musica d’alta concentrazione ed equilibrio: il suo stile si presenta con caratteri prettamente bianchi, molto più influenzato dai concetti classici che dalle radici afroamericane, blues e tutto il resto. Ma il pregevole senso ritmico, la fluidità del fraseggio e l’intelligenza con cui gestisce anche gli spazi di libertà mostrano una profonda assimilazione del linguaggio jazzistico e della storia moderna del “piano trio”: aspetti evidenti ben prima di arrivare ai momenti conclusivi, quando con “Happy Go Lucky” si fa palpabile l’influenza di Ornette.
Il percorso musicale predilige tempi lenti o medio-lenti e ogni brano si caratterizza con una chiara identità, rifuggendo dalle facili suggestioni iterative, oggi di moda. Grande cura è indirizzata alla scrittura (tutti i brani sono del leader), alla ricerca timbrica e ritmica, in un flusso narrativo mai banale, che rende il lavoro affascinante e significativo.
22/06/09Musica JazzAngelo Leonardi