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Art Farmer, Phil Woods

What Happens?... Art Farmer Phil Woods Together

Cam Jazz CAMJ 7745-2

Item: full_album_8024709774521_CD

Artists :
Art Farmer
Henry Texier ( Contrabass )
Martial Solal ( Piano )
Daniel Humair ( Drums )
Phil Woods
Release date
Oct 2, 2000
Duration
0:45:17

Shortly after midnight Art, Lee, Martial, Henry and Daniel left the studio after having recorded the last take. The last glass of whisky, the last cigarette and then off towards Rome, knowing to have done an excellent job. (Adriano Mazzoletti - 1968)


Extensive liner notes by Adriano Mazzoletti



This CD is a digitally remastered special edition of the LP released in 1968.

Reviews

Art Farmer- Phil Woods/Together
Questo disco risale al 1968 e mette insieme il talento di tre personalità molto diverse, Art Farmer alla tromba, Phil Woods al sax e Martial Solal al piano. I tre artisti hanno collaborato con i nomi più illustri del jazz Benny Goodman, Thelonius Monk, Michel Legrand etc.etc. Personaggi con tre differenti tecniche, che hanno realizzato un piccolo gioiello per la musica jazz e che ora rivive in questa nuova edizione rimasterizzata. Woods e Farmer sembrano rincorrersi attraverso il fraseggio dei loro strumenti in particolare nel ritmo serrato di Blue Bossa, un samba scritto di Kenny Dorham, e Blue Lights di Gigi Cryce. Bellissima la loro interpretazione della title Track Watch Happens di Michel Legrand, che all'epoca i tre session men ritennero perfetta e per questo la scelsero come brano d'apertura dell'album. What Happens rappresenta per gli appassionati un'occasione impedibile da aggiungere alla loro nutrita collezione, mentre per gli altri un modo per avvicinarsi a questo genere musicale attraverso i suoi interpreti migliori.
05/11/00www.caltanet.itwww.caltanet.it
WHAT HAPPENS?... Art Farmer - Phil Woods Together
Those of you who do not know this 1968 album, bringing together five fabulous musicians, Art Farmer, Phil Woods, Martial Solal, Henry Textier and Daniel Humair, will enjoy the digitally remastered special edition of this beautiful album. Jazz standards well orchestrated, energy of this era, with the nice bop language. Phil Woods, the altist who climbs to the top of the Himalaya, like all great alpinists, toward purity and beauty, with an incredible strength. Martial Solal who, already, impresses by his technique and his research on the piano... his identity. Daniel Humair, who likes the cymbals and the polyrhythmics, keeps the tempo in "swinging", the clock with his companion Henry Textier on double bass. Art Farmer, trumpeter who has a deep and powerful sound, an outstanding technique and a vast imagination... These great musicians offer us 45 minutes that are much more valuable than half of a football game!. An expression of life, a story, our story, the freedom to express it.
02/10/00www.jazzbreak.comPepito
"What Happens....?"
Se trata de una extraña reunión de los mundos musicales de Art Farmer y Phil Woods, sobre todo si se tiene en cuenta la intervención de Martial Solal al piano. Desde el principio, la grabación fue bastante mal. El fuerte y distintivo estilo de Art no combinaba con el de Solal; ambos creían que la fórmula inicial no era correcta. Por suerte, bastaron algunos compromisos artísticos para suavizar las diferencias entre Farmer y Solal, y Phil Woods entró en escena para grabar lo que iba a ser el tema que da título al álbum de las sesiones que se grabaron en Roma. Este nuevo álbum remasterizado saldrá este mes a través de la italiana Cam Jazz, y es más un documento sonoro que un álbum propiamente dicho. El sonido es improvisado, y no hay métodos de producción excesivos, lo que deja la puerta abierta a la pareja Farmer - Woods para meterse de lleno en los temas seleccionados. Las sesiones se grabaron muy rápido, un tema detrás de otro. Farmer no estaba satisfecho del sonido del Flügelhorn y decidio grabar el mismo tema ("The Day After", de Tom NcIntosh) tres veces seguidas. La grabacion comenzó el 12 de octubre de 1968 a las nueve de la noche; y a las 10.30 ya iban por el tercer tema. El último tema que se grabó, "Blue Bossa", era una pieza de medio tiempo que se terminó hacia la media noche, después de que la seccion rítmica se hubiera acostumbrado a un estilo más brasileño. Cuando la noche y el álbum llegaron a su fin, los músicos abandonaron el estudio con unas copas de whisky en el cuerpo y un fantástico documento sobre el jazz tradicional en los brazos. (Escuchar audio)
13/11/00www.DoctorMusic.comwww.DoctorMusic.com
Konitz-Solal
Tre importanti ristampe di altrettanti microsolchi editi nel 1968 dalla Cam Jazz, label sussidiaria della prestigiosa Cam (Creazioni Artistiche Musicali) di Roma, protagonista, soprattutto sul versante delle colonne sonore, degli ultimi quarant'anni di storia del cinema italiano e non solo.

I primi due CD raccolgono pressochè integralmente i frutti dell'incontro tra Lee Konitz e Martial Solal, assistiti dai ritmi di Henry Texier al contrabbasso e Daniel Humair alla batteria. Sicuramente un incontro ai vertici quello tra il pianista di origini algerine e l'allievo prediletto di Lennie Tristano.

...Di qualità ancora superiore l'incontro tra il fluegelhorn di Art Farmer ed il sax alto di Phil Woods, sempre a Roma e sempre nel 1968 insieme con i ritmi di Martial Solal, Texier e Humair.
01/12/00RockerillaAndrea Dani
Art Farmer - Phil Woods
Scintille fra due assi della seconda generazione di boppers e fra loro e tre maestri (tuttora in cattedra) del jazz europeo. Frugando negli archivi di cui dispone, la CAM ha recuperato questo notevole reperto, che una trentina d'anni fa aveva la forma di un ellepì, per la verità passato piuttosto inosservato. Eppure oggi quella seduta romana, pur con qualche segno del tempo in quanto a stile, può essere valutata e gustata nel suo giusto valore. Woods e il compianto Farmer erano solisti saldamente radicati nella loro piena maturità, anche se il sassofonista, uscito ormai dall'iniziale impronta parkeriana, si mostrava più inquieto, più avido di nuove ricerche.

(...) Fra i motivi d'interesse la riedizione ha anche quello, marginale ma non senza significato, di ricondurci all'inizio di un importante avventura di Woods, l'indimenticabile European Rhythm Machine che sarebbe durata un buon lustro. Ecco infatti Textier e Humair; ma al pianoforte, anziché George Gruntz (poi Gordon Beck), c'è Martial Solal, l'apporto del quale, inutile dirlo, è un altro pregio ancora: l'intelligenza del pianista francese è tale da permettergli di inserire fantastiche gemme in ogni frangente di un contesto che, per le sue sfaccettature stilistiche, non si presentava facile. Ma impeccabili sono anche gli altri due europei: in particolare sono da assaporare puntualità e varietà di Humair.

Le note del disco riferiscono (e la scioltezza della musica ci spinge a credere sulla parola) di una seduta veloce, chiusa in poco più di tre ore, nonostante svariate prese alternative: ammesso che quegli "scarti" siano ancora in magazzino, perché non averne rivelato qualcuno, allungando i tre quarti d'ora dell'odierno compact?
02/01/01Musica JazzG. Mario Maletto
WHAT HAPPENS?
Ancora un piccolo gioiello proveniente dagli archivi jazzistici della C.A.M. Questa volta in prima linea ci sono il sassofono di Phil Woods ed il flügelhorn (in italiano flicorno soprano ovvero una cornetta a pistoni) di Art Farmer. Prima di parlare del cd, intitolato What happens?, diamo come sempre qualche breve cenno sugli interpreti principali.
Phil Woods è nato a Springfield, Massachusets, nel 1931 e ha iniziato a studiare il sassofono a 12 anni con Harvey La Rose. La sua formazione si è completata a New York dove ha frequentato la Manhattan School ed il Conservatorio Juilliard. Negli anni '50 e '60 ha condotto varie band ed ha suonato con Gene Quill, Dizzy Gillespie e Quincy Jones. Fare un elenco di tutti quelli con i quali Woods ha collaborato significa nominare il gotha del jazz, da Benny Goodman a Thelonious Monk, passando per Bill Evans e Michel Legrand. Nel 1968 si è spostato in Europa formando la European Rhytm Machine che ha intrapreso numerose tournees in tutto il mondo fino al 1973, anno in cui Woods è tornato negli USA. Lì ha fondato il Phil Woods Quartet (attualmente quintetto) con Steve Gilmore e Bill Goodwin, che lo accompagnano da più di venti anni.
Art Farmer (1928-1999) era nato a Council Bluffs, Iowa. Negli anni '40 si esibiva già al fianco di Johnny Otis, Jay McShann, Roy Porter, Gerald Wilson e Benny Carter. Negli anni '50 ha inciso con Wardell Gray e collaborato con Lionel Hampton e Gerry Mulligan. L’utilizzo del flügenhorn risale agli inizi degli anni '60 e, grazie all’uso del suddetto strumento ha dato un contributo personalissimo ed unico alla storia del jazz.
Per quanto riguarda il cd della C.A.M., esso si compone di sei brani, registrati nel 1968 ed eseguiti da un organico che, oltre a Farmer e Woods, comprendeva il pianista Martial Solal, il contrabbassista Henry Textier ed il percussionista Daniel Humair, musicisti di levatura mondiale dei quali già abbiamo avuto modo di parlare in una precedente recensione. Difficile scegliere un pezzo in particolare fra quelli registrati, in quanto sono tutti molto belli ed interpretati in modo magistrale. Così Chelsea Bridge esalta l’abilità solistica di Woods e The day after fa emergere il virtuosismo di Farmer, mentre gli altri quattro pezzi (Watch what happens, Blue Bossa, Blue Lights e Sunrise Sunset) danno un’idea del perfetto affiatamento raggiunto dai solisti. A ciò si aggiunga che Woods, Farmer e Solal suonavano insieme per la prima volta e che il disco fu registrato in poco più di tre ore.
In conclusione un cd imperdibile per tutti gli amanti del jazz che potranno rivivere le emozioni di una memorabile serata del lontano 1968.
18/05/01www.16noni.itMarco Del Vaglio
What Happens?
One can only imagine the recording session since details are few. The Art Farmer-Phil Woods-Martial Solal Quintet entered an Italian recording studio around 9 p.m. on the night of October 19, 1968. Reportedly, there was some tension, a clash of styles and personality between Farmer and Solal, during some of the initial takes. The first piece recorded was 'Watch What Happens,' a hard driving tune that sounds as if the band had been playing and improvising together for years. They hadn't. The tune has a rugged quality with a brief sublime duet between Woods and Textier. They thought it was so perfect that it was chosen as the beginning track of the album. The second track is Billy Strayhorn's 'Chelsea Bridge.' Woods' playing is initially dreamy and sexy, then clear and a bit rough, culminating with a tender conclusion. Then mood changes dramatically with the samba-tinged 'Blue Bossa.' Woods and Farmer play as if they are competing for a woman's affection. And then both Solal and Humair have chances to strut their musical wares. On Gigi Gryce's 'Blue Light,' Textier puts down a strong bass foundation allowing the horns to take off and soar. 'The Day After' features the sultry trumpet of Art Farmer. Finally, 'Sunrise Sunset,' the familiar song from 'Fiddler on the Roof' serves as a delicious coda to the evening's work. Sometime after midnight, the Quintet emerged weary from the studio and returned to Rome. Not much else is known. They never recorded as a quintet again. Although an LP was produced and distributed mostly in Europe, it is unlikely that many in this country possess or even know much about the recording. It doesn't show up in most of the catalogs. Nevertheless, this session resulted in a very exceptional performance and is now available as a digitally remastered CD
11/12/01www.jazzreview.comJohn Doll
Art Farmer e Phil Woods
L'unione di personalità e stili diversi in un disco è un esperimento che, se certamente porta con sé rischi notevoli di scontro o vicendevole annullamento, come le note di copertina di questo CD giustamente sottolineano, rappresenta d'altro canto una notevole possibilità di ampliamento delle direzioni percorribili, specie nel jazz. Se qui non siamo forse di fronte ad un tentativo completamente riuscito, è però vero che questo incontro fra Farmer e Woods, registrato nel 1968 e rimasterizzato quest'anno, è interessante e intriga per molti aspetti. I due solisti (Woods al sax e Farmer al flicorno) sono accompagnati dal piano di Martial Solal, ricco di colori e di brillante eleganza, e sostenuti da una sezione ritmica che si avvale del drumming tecnico e preciso di Daniel Humair (in evidenza in Blue Bossa) e del contrabbasso di Henry Textier, per la verità non sempre disinvolto e fluido. Il timbro limpido ed incisivo di Woods dà bella mostra di sé, specie nella splendida Chelsea Bridge, mentre Farmer è in primo piano in The Day After; il resto è ottimo jazz suonato con perizia e sensibilità. L'elemento caratterizzante del lavoro, nel bene o nel male a seconda di quel che ci si attende, è proprio nel contrasto stilistico fra i due, non stridente ma neanche del tutto armonioso.
12/12/00suono.itPier Luigi Zanzi
Konitz-Solal European Episode; Konitz-Solal Impressive Rome; What Happens?...Art Farmer-Phil Woods Together
Questi 3 CD sono le prime uscite della collana Jazz dell'etichetta CAM che attinge dal suo vasto repertorio (l'etichetta ha più di 40 anni di vita) riproducendo fedelmente tre album usciti nel 1968, anche nella copertina e nel libretto, e ormai introvabili. Questi cd sono la riedizione rimasterizzata rivolta dunque a tutti gli appassionati di jazz. Gli artisti del primo e del secondo cd sono: Lee Konitz, Martial Solal Quartet con Henry Texier e Daniel Humair; del terzo: Art Farmer, Phil Woods Quintet con Martial Solal - Henry Texier e Daniel Humair.
15/12/00Ellin Selae