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Roberto Gatto

Plays Rugantino

Cam Jazz CAMJ 7747-2

Item: full_album_8024709774729_CD

Artists :
Enrico Pieranunzi ( Piano )
Gabriele Mirabassi ( Clarinet )
Massimo Pirone
Paolo Silvestri ( Conductor )
Enrico Rava ( Trumpet, Flugelhorn )
Roberto Gatto ( Drums )
Luca Bulgarelli ( Bass )
Gianluca Petrella ( Trombone )
Orchestra Roma Sinfonietta
Rosario Giuliani
Stefano Mastrangelo
Claudio Corvini
Release date
Jan 16, 2000
Duration
0:66:00

A sensational tribute to film music composer and jazzman Armando Trovaioli; this original idea by drummer and composer Roberto Gatto is an instrumental jazz interpretation of the themes from the memorable musical RUGANTINO, performed by some of the most outstanding Italian jazz performers of our times.
Upon hearing the first cuts, Mr. Trovaioli exclaimed: "...it's amazing... Roberto Gatto's sensitivity, intuition and passion together with the soloists' professionalism was the basis for this unique interpretation. Hats off!"

Arranged and conducted by Paolo Silvestri
Track #11 performed by Peppe Servillo


Photos by: Andrea Pacioni

Reviews

Rugantino in jazz come Porgy & Bess
ROMA - Quando Roberto Gatto, grande firma della batteria del jazz europeo, ha cominciato a lavorare alla rilettura jazzistica del Rugantino, affrontando così un monumento del teatro musicale italiano consegnato alla storia attraverso il pentagramma da Armando Trovajoli e tenuto in vita sul palcoscenico dalla ditta Garinei & Giovannini, era spinto dalla consapevolezza del suo innato talento, e da un viatico di rispetto, ambizioni e qualche sogno. I complimenti ricevuti dal maestro, per lui erano già stati una sorta di personale Grammy. Ma a pensare che sarebbe andato a replicare il concerto andato in scena l'altra sera al Sistina alla Carnegie Hall di New York non ci aveva nemmeno provato fino a quando non ha avuto la conferma ufficiale. C'era una grande emozione sul palco l'atra sera per l'esibizione live dei pezzi pubblicati sul disco da qualche giorno nei negozi. In platea, applauditissimo, Trovajoli, Ettore Scola, Nino Manfredi e tutti i jazzisti della generazione di Roberto venuti a festeggiare "la sua grande serata". Da musicista esperto, Gatto ha scelto una partitura che aveva in nuce il suo sviluppo jazzistico: non va dimenticato che Trovajoli proprio nel jazz ha le sue radici. Il Rugantino ascoltato ieri sera fa parte in realtà di una tradizione gloriosa: buona parte degli standard del jazz non sono altro che le versioni delle canzoni scritte per Broadway dai geniali autori di Tin Pan Alley (Gershwin, Porter, Berlin, Kern, Hart, etc). Gatto ha voluto ricordare il capolavoro compiuto da Gil Evans e Miles Davis con Porgy and Bess di Gershwin. Ma la qualità della musica prodotta con il contributo di un solista come Enrico Rava, di un clarinettista come Gabriele Mirabassi, del pianista Stefano Bollani, insieme all'ensamble d'archi Roma Sinfonietta e all'insolito organico di sax, trombone, contrabbasso, tromba, tuba e corno, con Rosario Giuliani, Gianluca Petrella, Claudio Corvini, Luca Bulgarelli, Massimo Pirone e Stefano Mastrangelo, diretti da Paolo Silvestri, non aveva certo bisogno di stemmi di paternità. Dove il lavoro è stato più difficile, e si sente qualche volta in alcuni momenti di "pieno" eccessivo, è stato nel rendere "jazz" ogni brano: una lode particolare Gatto se l'è meritata riarrangiando E'l'omo mio, trasformata dalla tromba di Rava in una ballad che fa pensare inevitabilmente a Davis. Non era facile proporre canzoni come Ciumachella e Roma nun fa la stupida stasera al Sistina: con la prima sono state le pause, gli intervalli, le cadenze del jazz a risolvere tutto. La parte più difficile è toccata a Peppe Servillo, ospite graditissimo (anche del disco): "Abito a Roma da poco e l'ho sentita tutta", ha detto alla fine di Roma nun fa la stupida stasera. Ma quando nel finale, quella che rimane una delle più belle canzoni italiane, è stata riproposta attraverso quei distillati di suoni che Rava usa per dare ad ogni nota della melodia la stessa importanza, anche il maestro Trovajoli sorrideva.
11/08/00La RepubblicaPaolo Biamonte
Roma nun fa' la stupida stasera a ritmo di swing
Rugantino diventa un'opera jazz. Le musiche originali di Armando Trovaioli, scritte a suo tempo per la commedia di Garinei & Giovannini, sono state rilette e riarrangiate dal batterista romano Roberto Gatto, un veterano del jazz che vanta una carriera artistica di primissimo piano e un curriculum di collaborazioni di tutto rispetto, da Chet Baker a Joe Zawinul, fino a Lee Konitz, Bob Berg, Joe Lovano e Tommy Flanagan. Il nuovo "Rugantino"esordirà dal vivo proprio sulle tavole del palcoscenico del Sistina, il suo habitat naturale, che nel corso degli anni ha ospitato innumerevoli versioni e allestimenti della celebre commedia musicale, ultimo dei quali quello con protagonisti Sabrina Ferilli, Valerio Mastrandrea e Maurizio Mattioli. L'appuntamento è fissato per lunedì 6 novembre nel teatro a due passi da Piazza Barberini, ma prima ancora verrà distribuito l'album intitolato "Roberto Gatto Plays Rugantino" edito dalla CamJazz. Sarà curioso riascoltare in questa chiave autentici hit della tradizione capitolina come "Roma nun fa' la stupida stasera", "Ciumachella", "Tirollallero", e ancora altri brani come "La morra", "Na botta e via", "Anvedi si che paciocca", "Carnevale", "E' l'omo mio".

Soltanto nel disco, "Roma nun fa' la stupida stasera" avrà anche una seconda versione oltre a quella strumentale, e sarà cantata dalla voce di Peppe Servillo degli Avion Travel. E lo stesso maestro Trovaioli, dopo aver ascoltato le prime incisioni, è rimasto piacevolmente sorpreso: "Rugantino Jazz! E' quasi incredibile. Ci voleva la sensibilità, l'intuito e la passione di Roberto Gatto e la bravura dei solisti per realizzare questa particolare partitura. Tanto di cappello!"

In questa avventura, infatti, Gatto ha coinvolto altri importantissimi musicisti italiani, a partire dal trombettista Enrico Rava, probabilmente il nostro jazzista più apprezzato all'estero. Sul palcoscenico del Sistina saliranno anche il pianista Stefano Bollani, il clarinettista Gabriele Mirabassi, il sassofonista Rosario Giuliani, il trombettista Claudio Corvini (che suonerà anche il flicorno, come Rava), il contrabbassista Luca Bulgarelli, e ancora Massimo Pirone a basso tuba e trombone basso, oltre a Stefano Mastrangelo al corno. Sul podio salirà Paolo Silvestri, mentre gli ensemble di archi sarà quello dell'Orchestra di Roma Sinfonietta, che poi ha organizzato lo spettacolo del Sistina.
26/10/00La RepubblicaPietro D'Ottavio
Al Sistina ROBERTO GATTO plays RUGANTINO
"Roma nun fa la stupida stasera" - brano simbolo del musical "Rugantino" - è un hit internazionale scritto da Armando Trovajoli cui è associata, soprattutto all'estero, una certa immagine dell'Italia rispecchiata da quella commedia musicale. Ora il batterista Roberto Gatto, Paolo Silvestri in quanto arrangiatore, un pool di jazzisti e la casa discografica Cam hanno ideato e realizzato una versione integrale a carattere jazzistico delle musiche di "Rugantino", presentandola il 6 novembre al teatro Sistina con l'autore in sala ed una diretta radiofonica (Radiotre) curata da Pino Saulo. L'operazione ha già dato alla luce un Cd ("Roberto Gatto plays Rugantino") e si presenta come difficile. Il vantaggio rispetto ad altri progetti (come quello dedicato al repertorio di Lucio Battisti, dalla riuscita parziale) è che Trovajoli - oggi ottantaduenne - è stato uno dei nostri migliori jazzisti fin dagli anni Trenta, con punte di eccellenza nella seconda metà dei Cinquanta. Egli ha lavorato soprattutto per il musical ed il cinema cogliendo svariati successi internazionali come "El Negro Zumbon", "Che m'è 'mparato a ffà", "Rugantino", "Ciao Rudy", "Aggiungi un posto a tavola" e centinaia di colonne sonore (da "La ciociara" a "Una giornata particolare"). In quest'oceano di musica, il Trovajoli compositore ha spesso mantenuto elementi della lezione jazzistica a lui così familiare. In tal senso l'idea di Roberto Gatto e gli arrangiamenti di Silvestri hanno trovato un materiale vicino - almeno a livello armonico - ad una sensibilità jazzistica: mantendendo ed esaltando il profilo melodico dei brani del "Rugantino", li hanno trasposti per ensemble jazzistico con l'apporto - talvolta - degli archi della Roma Sinfonietta e, soprattutto, hanno dati ai molti solisti spazio per improvvisare su melodie dense di fascino. Roberto Gatto, emozionato per l'evento, ha chiaramente detto di essersi ispirato al lavoro fatto da Gil Evans e Miles Davis nel rileggere il "Porgy and Bess" di George Gershwin, modello insuperabile ma imitabile. Al Sistina, infatti, c'era un organico "gilevansiano" con Enrico Rava e Claudio Corvini (tromba e flicorno), Gianluca Petrella (trombone), Stefano Mastrangelo (corno), Massimo Pirone (tuba), Rosario Giuliani (sax soprano ed alto), Gabriele Mirabassi (clarinetti), Stefano Bollani (piano), Luca Bulgarelli (contrabbasso) oltre a Gatto e a Silvestri e ad una sezione d'archi. "Roma nun fa la stupida stasera" ha avuto una doppia versione: una cantata senza enfasi ma con sentimento da Peppe Servillo all'inizio del secondo set ed un'altra strumentale, in chiusura, dominata dalla tromba di Rava. Per il resto i vari brani ("Tirollallero", "La Morra", "Anvedi sì che paciocca", "Ciumachella de Trastevere", "'Na botta e via", "Saltarello"…) sono stati eseguiti solo strumentalmente con largo - e ben utilizzato - spazio solistico a Petrella, Corvini, Mirabassi, Giuliani e Bollani. Il tutto sembra funzionare anche se c'è il rischio della retorica e dell'enfasi in cui si può cadere, lavorando su materiali così conosciuti e connotati. Questo "Rugantino Jazz" sarà presentato alla Carnegie Hall di New York il 29 gennaio 2001 e qui rappresenterà una delle molte anime il jazz italiano in una delle sue molte anime.
11/11/00www.blackinradio.itLuca Bulgarelli
ROBERTO GATTO
Un vero e proprio trionfo è stata l'esibizione di Roberto Gatto per questa versione in chiave jazz di Rugantino. Il noto batterista ha chiamato attorno a se il gotha tra i session men italiani di questo genere musicale: uno per tutti Enrico Rava. Un ensemble di 10 musicisti, diretto dal maestro Paolo Silvestri, ha suonato per ben due ore le musiche composte da Armando Trovajoli diversi anni fa. Questo progetto prevede anche il cd 'Gatto Plays Rugantino', realizzato con la CAMjazz ed una tournee in giro per l'Italia. Si è trattato di un saggio incredibile di musica jazz: le conosciutissime melodie di questo musical venivano trasformate dagli arrangiamenti del noto batterista. Il momento più emozionante è stato quando Peppe Servillo della Piccola Orchestra degli Avion Travel, ideatore insieme a Gatto di questo progetto, si è presentato sul palco per cantare Roma non fa la stupida stasera, dimostrando come al solito la sua grande capacità interpretativa. Servillo è riuscito a superare la sua napoletanità trasmettendo al pubblico tutto il sentimento di questo brano, in pratica la sua romanità. Alla fine il cantante visibilmente commosso ha chiuso la sua performance dichiarando che 'sono due anni che vivo a Roma sto imparando a conoscerla', alludendo ad un feeling che è riuscito ad instaurare con la città eterna. La serata è stata un momento di purissima musica jazz con gli strumenti lanciati all'inseguimento di note in fuga, che davano all'opera di Garinei una dimensione diversa. Gatto ed il suo gruppo hanno messo tutta la loro esperienza di session men, conquistata in tanti anni di militanza e di collaborazioni illustri, nel caso di Gatto non si può evitare di citare quelle con Michael Brecker, Chet Baker e Bob Berg. Chi ama il jazz si sarà lasciato conquistare da questa entusiasmante esibizione di Roberto Gatto & Co.
06/11/00www.caltanet.itAlessandra Dell'Olmo
Roberto Gatto plays Rugantino
Una nueva interpretación de la ópera clásica en clave de jazz Volver a grabar una de las más grandes óperas italianas no es un proyecto fácil. De hecho, han pasado diez años desde la concepción de este álbum hasta que ha visto la luz. Roberto Gatto vio la producción de "Rugantino" de Garienri y Giovannini por primera vez en 1990. Otro encuentro fortuito con una de las producciones de Cam Jazz, "La Dolce Vita", con Giovanni Tommaso, fue la que le hizo decidir abordar el proyecto. En el folleto que acompaña a su nuevo trabajo, Gatto explica su fascinación por la ópera y sus claras referencias a la música clásica y jazz. Una vez Gatto hubo reunido a su grupo empezó a adaptar el material, escrito originalmente por Armando Trovaioli, a su propio sonido jazzístico. El álbum se grabó en los estudios Forum Music Village, donde se produjo también la última grabación del Rugantino original. La propia grabación es una poderosa producción de proporciones clásicas. Los elementos del jazz están tratados como en una orquesta, y cada sección del "ensemble" suena clara y concisa. La sesión se grabó en directo, sin posproducción. Rugantino es, originalmente, una pieza orquestal que se puede combinar con el jazz, y Gatto lo hace de forma excelente. Roberto Gatto es uno de los bateristas italianos y uno de los músicos de jazz más importantes del momento. En diciembre de 1979 tocó con Chet Baker.
09/11/00www.DoctorMusic.comwww.DoctorMusic.com
L'anima swing di Rugantino
Roberto Gatto riesce sempre a stupire! Considerato ormai il miglior batterista italiano di jazz, forte delle mitiche collaborazioni con Lee Konitz, Chet Baker, Joe Zawinul e Joe Lovano, si e' gettato a capofitto nel suo ultimo progetto: riarrangiare la più prestigiosa commedia musicale italiana, Rugantino, in un adattamento jazz. Un vero omaggio al maestro Armando Trovaioli, autore delle musiche originali, piacevolmente colpito dall'idea del batterista romano: "Rugantino jazz! E' quasi incredibile. Tanto di cappello alla sensibilita', l'intuito e la passione di Roberto Gatto e alla bravura dei suoi solisti" ha commentato il maestro. Il progetto di Gatto si presenta inoltre in una duplice veste. E' nato cosi' un CD, edito dalla CamJazz e distribuito in Italia dalla Sony Music; le grandi hit della tradizone romana, Roma nun fa' la stupida stasera, Ciumachella, Tirollallero, 'Na botta e via, Anvedi si' che paciocca, E' l'omo mio, e tante altre, saranno rilette in chiave jazz. In più una gradita curiosità: oltre alla versione strumentale di Roma nun fa' la stupida stasera, e' stata incisa sul disco una versione alternativa cantata dall'inconfondibile voce di Peppe Servillo degli Avion Travel, non nuovo a sperimentazioni musicali o meno (molti ricorderanno la sua collaborazione come voce recitante al fianco degli Aires Tango; in ambito cinematografico in un'ambigua interpretazione nell'ultimo cortometraggio di Fabrizio Bentivoglio; ma soprattutto i suoi inizi che affondano le radici nel teatro d'avanguardia degli anni '70). Poi, sulla scia del momento magico che il genere musical sta vivendo in Italia, e del successo della commedia di Garinei & Giovannini (autori dei primi musical in Italia: Attanasio cavallo vanesio, Giove in doppio petto e Alvaro piuttosto corsaro) nell'ultimo allestimento con protagonisti Sabrina Ferilli, Valerio Mastrandea e Maurizio Mattioli, Roberto Gatto ha curato la supervisione musicale e la produzione artistica per portare in teatro il nuovo Rugantino. L'appuntamento e' per lunedì 6 novembre sul prezioso palcoscenico del Teatro Sistina di Roma. Al suo fianco alcuni tra i migliori strumentisti del nostro panorama musicale. Oltre alla presenza sul podio di Paolo Silvestri, e alla sezione di archi della Roma Sinfonietta Orchestra, Enrico Rava, trombettista e compositore jazz che non ha bisogno di presentazioni, il leggendario Enrico Pieranunzi al pianoforte, Gabriele Mirabassi ai clarinetti, Rosario Giuliani al contralto e al soprano, Gianluca Petrella al trombone, Claudio Corvini alla tromba, Luca Bulgarelli al contrabasso, Massimo Pirone al basso tuba e al trombone basso e Stefano Mastrangelo al corno.
04/11/00www.vinile.comFederico Scoppio
Roberto Gatto plays Rugantino
Rugantino is the title of a popular Italian stage musical dating from the early sixties. Written by Garinei e Giovannini, it particularizes Rugantino's romance of Rosetta 'neath the nose of her humorless husband. The Mediterranean Spectacle proved such a success it was exported to Broadway and eventually made into a feature film. Armando Travaioli's score explains a large part of Rugantino's popularity. Strewn with entwined lines of intelligent, contrapuntal melody, it summons both Prokofiev's 'Peter And The Wolf' and Meredith Wilson's 'The Music Man.' Roberto Gatto, the semi-big-deal Italian percussionist, has endeavored an ambitious jazz arrangement of Maestro Travaioli's popular work. On the cryptically titled Roberto Gatto Plays Rugantino, The Doge Of The Traps swings with style and wit, utilizing a 10-piece jazz group fortified by the Orchestra Roma Sinofonietta Strings. Roberto Gatto Plays Rugantino steadfastly wades through the 3rd Stream, churning up silt from The Modern Jazz Quartet's Blues On Bach and Dave Brubeck's Brandeburg Gate. This aggregation -- under the direction of Paolo Silvestri -- wraps sharp, well-crafted variations in a lush quilt of Ah-Um. Maestro Travaioli's reactions to Robert Gatto Plays Rugantino seem to validate the efforts. "Rugantino Jazz! It's amazing." Travaioli exclaims in the press package. "Roberto Gatto's sensitivity, intuition and passion together with the soloists professionalism was the basis for this unique interpretation. Hats off!" Luxuriamusic subscribers shouldn't attempt to divine the ironical hipster vibe from this release. Covered with an extremely professional sheen, it's a traditional-sounding platter. Fans of Wynton Marsalis' brand new Marciac Suite or Joshua Redman's Moodswings might enjoy this tuneful, contemporary listen. However, folks who prefer an emotional distance to their jazz - a lounge lizard's congratulatory sense of smart-ass - would do well to look elsewhere. Roberto Gatto Plays Rugantino provides some clever takes on an already solid set of themes. Straightforward contemporary jazzbos or musical theater swingers could certainly spend some rewarding time here. Everybody else should listen to Gris-Gris by Dr. John. ( Please see this Magnificent Seven - Number Twenty-six for further details. )
16/11/00www.LuxuriaMusic.comGuy Benoit
C'è il grande jazz al Sistina
Tempio del musical? Non solo. Il Teatro Sistina apre le porte al grande jazz e i risultati, a giudicare dallo straordinario successo, vanno oltre le più rosee previsioni. Da quest'anno il Sistina, oltre alla normale stagione teatrale, propone anche una rassegna musicale, "I concerti del lunedì", in collaborazione con l'associazione Roma Sinfonietta, istituzione tra le più attive della scena musicale capitolina. La rassegna si è inaugurata nei giorni scorsi con un concerto eccezzionale e insolito: il "Rugantino" in versione jazz eseguito da Roberto Gatto e i migliori jazzisti italiani noti anche in ambito internazionale. Nato come omaggio ad Armando Trovajoli, che iniziò la sua carriera proprio come pianista jazz, "Roberto Gatto plays Rugantino" ha visto riuniti sul palco musicisti del calibro di enrico Rava, Rosario Giuliani, Stefano Bollani, Claudio Corvini ed altri ancora - come a dire il gotha del jazz made in Italy - diretti ottimamente da Paolo Silvestri, anche autore degli arrangiamenti. Un concerto formidabile, che ha visto anche la partecipazione della voce solista degli Avio Travel, Peppe Servillo, in una raffinatissima interpretazione dell'arcinota "Roma nu fà la stupida stasera". Nel concerto, che non a caso sarà replicato il prossimo 29 gennaio alla mitica Carnegie Hall di New York, Roberto Gatto e la sua orchestra hanno riproposto in versione jazzistica i motivi più celebri del "Rugantino", da "Ciumachella" a "Tirollallero", ma anche quelli strumentali come "Saltarello" e "Carnevale", di cui alcuni eseguiti insieme all'ensemble Roma Sinfonietta. Una performance formidabile, accolta dal grandissimo entusiasmo del pubblico (in platea, tra gli altri, anche Armando Trovajoli, Nino Manfredi e Maurizio Mattioli) che ha applaudito senza sosta. Sulla carta poteva essere un'operazione rischiosa in quanto le musiche originali del Rugantino sono indubbiamente melodiche e con molti riferimenti alla musica popolare ma la versione jazzistica realizzata ha mantenuto intatto le linee melodiche, perfettamente riconoscibili. La riscrittura ha puntato piuttosto sulla griglia degli accordi, sulla tessitura armonica che ben si presta ad improvvisazioni jazzistiche, pertanto il risultato è stato magnifico. Splendidi gli impasti armonici tra i fiati e il contrabbasso di Luca Bulgarelli in "Tirollallero", così come l'assolo virtuosistico del clarinetto di Gabriele Mirabassi in "Carnevale". Tra i momenti più emozionanti sicuramente la magistrale interpretazione del trombettista Enrico Rava in "E' l'omo mio", struggente per intensità emotiva, ed il trascinante finale con la batteria di Roberto Gatto in "Saltarello". Entusiasta anche il maestro Trovajoli che ha dichiarato: "E' quasi incredibile. Ci voleva la sensibilità, l'intuito e la passione di Roberto Gatto e la bravura dei solisti per realizzare questa partitura. Tanto di cappello!". Il "Rugantino Jazz", segnaliamo è disponibile anche in cd distribuito dalla CamJazz della Sony.
13/11/00CORRIERE DEL GIORNOAdele de Gennaro
Roberto Gatto plays Rugantino
Roberto Gatto è considerato uno dei migliori batteristi italiani ed è noto sia per l'attività del suo trio che per le sue collaborazioni con i più grandi session-men del panorama musicale italiano ed internazionale come Enrico Pieranunzi, Lee Konitz, Chet Baker, Bob Berg e Joe Zawinul. Dopo le numerose colonne sonore di cui è stato autore, come quelle per il film di Manfredi Nudo di Donna, Mignon è partita e Il Grande Cocomero dell'Archibugi, Gatto ora regala al suo pubblico questa magnifica rilettura delle musiche di un musical storico e popolare come Rugantino. Si tratta di un amore sbocciato anni fa quando il musicista romano ascoltò per la prima volta il capolavoro di Armando Trovajoli. Gatto ne rimase colpito al punto da desiderare di realizzare qualcosa di diverso, più vicino alla sua sensibilità musicale. E così è nato Roberto Gatto Plays Rugantino. Per quest'album gatto ha riunito il meglio dei musicisti italiani: Enrico Rava, Enrico Pieranunzi, Claudio Corvini, Massimo Pirone e molti altri ancora. Il batterista italiano ha saputo trasformare con fantasia e perizia in chiave jazz le caratteristiche dell'opera originale. Dietro i virtuosismi di tutti i musicisti coinvolti e ai geniali arrangiamenti, si riconoscono lo spirito e tutti quei motivetti che hanno accompagnato diverse generazioni. Gatto & Co non hanno snaturato l'opera, ma ne hanno fatto qualcosa di diverso e che riesce a raggiungere anche i palati più raffinati. Dulcis in fundo la bellissima interpretazione di Beppe Servillo di Roma nun fa la stupida stasera, una rarità per tutti gli intenditori
20/11/00www.caltanet.itAlessandra Dell'Olmo
Rugantino in a jazz style like Porgy & Bess
Driven by the awareness of his innate talent and by a mix of respect, ambition and some dreams, Roberto Gatto, great name in drums in the European jazz scene, began working on the jazz version of Rugantino, consciously facing this monument of the Italian musical scene, with music written by Armando Trovajoli kept alive through the years on stage by writers Garinei and Giovannini.
The compliments that Roberto Gatto received from the Maestro (Trovaioli) have already been a sort of personal Grammy. But Gatto never thought that last night’s concert at the Sistina theatre would have the chance to be repeated next January at Carnegie Hall, in New York, until he had the official confirmation during the course of the evening.
There was great emotion on stage last night during the live performances of the tracks published on the CD, which is now available in stores.
In the theatre, amongst those cheering were Trovaioli, Ettore Scola, Nino Manfredi...
...Last night’s Rugantino is, in reality, part of a glorious tradition: most of the jazz standards are none other but versions of those songs originally written for Broadway by genial authors of Tin Pan Alley (Gershwin, Porter, Berlin, Kern, Hart, etc..). Gatto wanted to recall the masterpiece by Gil Evans and Miles Davis, Gershwin’s Porgy and Bess.
But the quality of the music produced with the contribution of a soloist as Enrico Rava, of a sumptuous clarinetist as Gabriele Mirabassi, of the pianist Stefano Bollani, together with the strings of the Roma Sinfonietta and the unusual mix of sax, trombone, contrabass, trumpet, tube and French horn, with Rosario Giuliani, Gianluca Petrella, Claudio Corvini, Luca Bulgarelli, Massimo Pirone and Stefano Mastrangelo, conducted by Paolo Silvestri, certainly didn't need paternity coat of arms...
...the song E' l'omo mio, transformed by Rava's trumpet into a ballad, makes one inevitably think of Miles Davis.
...The most difficult role was for Peppe Servillo, very welcome guest (also in the CD)…
08/11/00La RepubblicaPaolo Biamonte
Roberto Gatto - Rome, Sistina Theatre
Roberto Gatto’s performance of the jazz version of Rugantino has been a real triumph.
The famous drummer has called for this performance the "gotha" of the Italian session men of this genre of music: one for all, Enrico Rava.
An ensemble of 10 musicians, conducted by Maestro Paolo Silvestri, played for two hours the music composed by Armando Trovaioli many years ago.
...This project also consists in a CD, "Roberto Gatto plays Rugantino", produced by the CamJazz label, and later a tour across Italy...
...Gatto and his group have put into this production their whole experience of session men, conquered during many years of militancy and renowned collaborations; for Gatto it is impossible not to mention his collaborations with Michael Brecker, Chet Baker and Bob Berg.
Those in love with jazz will certainly be conquered by this enthusiastic performance by Roberto Gatto & Co.
11/06/00www.Caltanet.itAlessandra Dell'Olmo
Roma nun fa' la stupida stasera in jazz style
...The CD "Roberto Gatto plays Rugantino" is due for imminent release (label: CamJazz).
On Monday night, at the Sistina theatre - where Garinei and Giovannini debuted with musical in 1962 - took place the first live performance, which will soon be followed by an Italian tour and by a prestigious appearance at Carnegie Hall, New York.
For this Jazz version of the musical by Trovaioli, the Roman drummer and composer Gatto, who is one of the most internationally appreciated Italian jazz musicians, has first of all involved the trumpet of Enrico Rava.
...Special performance by pianist Stefano Bollani, the saxophonist Rosario Giuliani and the clarinet of Gabriele Mirabassi, together with the strings of the Roma Sinfonietta. Great performance of the conductor and arranger Paolo Silvestri.
11/08/00Corriere della SeraRaffaele Roselli
A night of great music
All in one night: for once Rome has become like New York...
...Also the Sistina theatre opened its doors to great music: about a thousand people cheered the jazz version of Rugantino by Roberto Gatto...
11/06/00www.Repubblica.itPietro D'Ottavio
La big band di Roberto Gatto conquista la platea del Sistina
Un concerto memorabile quello al Teatro Sistina che ha omaggiato le musiche del Rugantino scritte da Armando Trovajoli. Per l'imperdibile occasione un'intera sezione di ottoni, una di archi con in più la magica tromba di Enrico Rava e l'avvolgente ritmica di Roberto Gatto hanno offerto ai presenti uno show di meraviglioso jazz orchestrale che più volte ha ricordato le "sinfonie" di Duek Ellington e George Gershwin. La big band, magnificamente fusa con l'Ensemble "Roma Sinfonietta" è stata efficacemente condotta dal maestro Paolo Silvestri, perfettamente a suo agio tra le atmosfere jazz e situazioni "popolaresche" come l'intensa "Roma nun fa' la stupida stasera" (eseguita in due versioni, tra cui una cantata da Beppe Servillo degli Avion Travel). L'autore delle musiche, il maestro Armando Trovajoli (presente in sala a fianco del regista Ettore Scola), è apparso commosso dal grande applauso finale del pubblico a lui dedicato per il suo indiscusso apporto alla musica colta italiana e al jazz. Enrico Rava si è distinto come un solista eccelso; la sua tromba è apparsa sempre cristallina e appassionata, capace di creare emozioni da pelle d'oca. Ma tutti i musicisti della big band hanno partecipato all'evento con intensa emozione e grande perizia tecnico-strumentale. Infine Roberto Gatto, emozionato nel spiegare a livello musicale il connubio tra improvvisazione jazz e le partiture del Rugantino, ha dimostrato ancora una volta il suo innato talento percussivo sempre intelligente e mai solo virtuosistico.
11/08/00Italia SeraAlessandro Ceccarelli
"Roma nun fa' la stupida" si trasforma in un pezzo jazz
..."Il disco "Roberto Gatto plays Rugantino" esce in questi giorni per la CamJazz.
L'altra sera al Sistina, il teatro in cui Garinei e Giovannini lanciarono la commedia musicale nel '62, la prima, convincente uscita dal vivo.
Per questa rilettura jazz delle musiche di Trovajoli, Gatto, batterista e compositore romano, uno dei nostri jazzisti più apprezzati a livello internazionale, ha ingaggiato anzitutto la tromba di Enrico Rava.
...In luce soprattutto il pianista Stefano Bollani, il sassofonista Rosario Giuliani e il clarinetto di Gabriele Mirabassi. Con loro una sezione di archi dell'Orchestra Roma Sinfonietta. Un plauso particolare a Paolo Silvestri, che ha curato gli arrangiamenti e diretto l'ensemble.
08/11/00Corriere della seraRaffaele Roselli
ROBERTO GATTO plays RUGANTINO
Roberto Gatto, one of the greatest italian jazz drummer, whose road has crossed those of musicians like Lee Konitz, Chet Baker, Joe Zawinul, Tommy Flanagan... leader of his own band, and composer of film soundtracks... wanted to pay a tribute to the musical "Rugantino", written by Garinei and Giovannini in the early 60's. In 1978, Roberto Gatto saw the musical "Rugantino" at the Sistina Theater in Roma, and was fascinated by the story, the acting.... but above all, by the music of Armando Trovaioli. Ten years later, he hasn't forgotten and listens again to the original soundtrack... but he doens't feel ready yet for a personal interpretation. In 1999, with the support of CamJazz, Roberto Gatto can at last start working on this gigantic project. He then hires excellent solists: Enrico Rava, Enrico Pieranunzi (whith whom he has often worked), Luca Bulgarelli, Gianluca Petrella (who play in his quintet)... the singer Peppe Servillo, and the strings of the Roma Sinfonietta. Paolo Silvestri will do the arrangements. The album is recorded in four days at the Forum Music Village studios... where the previous versions of Rugantino had also been recorded! Taste, Italian class ... great lively "talkers", human warmth, esthetic, roots, lyricism, journeys... All of these qualities included in this jazz formation, composed of outstanding musicians, make this interpretation of the musical "Rugantino", a true master piece. A must listen to, to discover, and discover again the immense talent of these italian jazzmen [Roberto Gatto, Enrico Rava.. to name only two] ... and the beautiful music of Armando Trovaioli. Bellissimo!
04/12/00www.jazzbreak.comPépito
Il jazz incontra il musical Rugantino
Il grande jazz al servizio del grande musical. E questa volta non è certo l'ennesimo omaggio ad uno dei tanti miti hollywoodiani, ma un doveroso quanto affettuoso "regalo" ad uno dei più grandi compositori italiani di questi ultimi quarant'anni: il maestro Armando Trovajoli. Per l'etichetta Cam Jazz della mitica Cam, con la distribuzione nel nostro paese affidata alla Sony Music, esce in questi giorni l'affascinante compact "Roberto Gatto plays Rugantino", ovvero l'interpretazione di grandi maestri del jazz a questa commedia musicale di Garinei e Giovannini ormai senza tempo, che annovera versioni una più bella dell'altra. Roberto Gatto ha curato questo disco con una serie leggendaria di jazzisti. Con lui troviamo Enrico Rava, Luca Bulgarelli, Rosario Giuliani, Stefano Mastrangelo, Enrico Pieranunzi, Gianluca Petrella, Gabriele Mirabassi, Massimo Pirone e Claudio Corvini. Un ensamble di primissimo ordine arricchita dall'Orchestra Roma Sinfonietta. Il risultato è davvero grande, adatto a tutti, dai fedelissimi dell'opera musicale di Trovajoli, che troveranno nuovi spunti alle partiture orchestral-popolari del maestro Armando, a chi ama il jazz, a chi invece non mette steccati alla propria curiosità musicale e cerca grandi musiche e belle esecuzioni. Ci rivolgiamo soprattutto a quest'ultima categoria: il suono espresso negli undici brani tratti da "rugantino" è strepitoso e ineccepibile da tutti i punti di vista. Come non mettere in giusta evidenza la colorita introduzione di "Tirollallero-La Morra" che precede "Na botta e via" che sembrano davvero camminare in una sorta di magico equilibrio fra esecuzione formale e momenti di esaltazione-improvvisazione che non possono certo passare inosservati. E' un disco splendidamente per tutti: ascoltate la grande forza di "Roma nun fà la stupida stasera" nella versione strumentale. E' una sorta di meraviglioso gioco ad incastro musicale, che adopera l'originale calore espresso da Trovajoli per raggiungere una formalità jazzistica fortemente naturale, spontaneo, anche perchè lo stesso compositore romano è uomo di jazz, anzi, di grande jazz. Non manca ovviamente il divertimento per antonomasia di "rugantino", ovvero "Ciumachella de Trastevere", dove la voce è sostituita da strumenti caldi ed avvolgenti che mostrano come il jazz sia anche suono popolare immediato, che lascia indelebili tracce alla nostra sensibilità musicale. E' un disco per tutti ma con diverse chiavi di lettura. Sicuramente gli esperti di jazz apprezzeranno i giochi ben poco formali di "Anvedi si che paciocca", brano che precede il ritmo ormai senza tempo della conosciuta "Carnevale", altra perla offerta da Armando Trovajoli alle nuove ispirazioni dei maestri del jazz, maestri giovani che hanno sicuramente abbattuto steccati fra i vari generi musicali, giocando ad arte alla composizione ed esecuzione di una sola musica, semplicemente bella ed apparentemente al solo genere della grandezza. Scive lo stesso Trovajoli nel ricco libretto a corredo del compact: "Rugantino jazz. E' quasi incredibile. Ci voleva l'intuito, la sensibilità e la passione di Roberto Gatto, la bravura dei solisti per realizzare questa particolare partitura. Tanto di cappello: a questo punto ogni nostro commento appare inutile, quasi forzato. Segnaliamo soltanto che il brano "Roma nun fà la stupida stasera" ha una doppia versione. La seconda è offerta con la voce particolarissima di Peppe Servillo, il cantante del gruppo Avion Travel. Una versione puntigliosa ma immediata, divertente e di forte passionalità, che si aggiunge alle mille altre offerte nel corso degli anni, ma con un "tocco in più" che poi è lo stile uniforme di questo imperdibile disco che la Cam offre con grande slancio, al pari di questi magnifici esecutori, a cominciare dallo stesso Roberto Gatto. Onore al merito, all'idea e alla realizzazione.
23/11/00La voce del campoMassimo Biliorsi
Jazz spotlight - Sampling the different flavours of jazz
Rugantino is a popular Italian musical, and drummer Gatto-with arranger Paolo Silvestri-has created a highly entertaining, richly harmonic suite of the Armando Trovaioli score featuring trumpeter Enrico Rava, whose pure tone and melodic intelligence are unmatched in jazz anywhere. Hot on the heals of the wonderful Jazz In the Movies album, also featuring Rava and Gatto, this is another winner from CAM, and surely one of the best CDs of the year.
09/12/00Music & MediaTerry Berne
Roberto Gatto plays Rugantino
ROBERTO GATTO plays RUGANTINO (CAMJAZZ).
Arrangiamenti magici, con molta suspance alla Ray Anthony, un modo diverso di rielaborare la musica di Rugantino in versione jazz. Non omologato con le solite riletture ma con l'intelligenza di Roberto Gatto (drums) di interpretare le esecuzioni di Trovaioli con un swing molto personale, mai accademico, cogliendo molte sfumature cool e incredibili armonie contemporanee.
I solisti scelti da Gatto sono pregevoli e di grande statura internazionale, Enrico Rava alla tromba, Enrico Pieranunzi al piano, Luca Bulgarelli al basso, una sezione fiati sperimentale e concreta (Rosario Giuliani, Gianluca Petrella, Claudio Corvini, Massimo Pirone, Gabriele Mirabassi, Stefano Mastrangelo) e una interessante e quanto mai sorprendente voglia di realizzare, attraverso i suoni afro-americani, l'emozione di un musical dalle sonorità strettamente mediterranee e popolari.
Omaggiando a più riprese Gil Evans, Art Blakey, Miles Davis il cd scorre fluido e morbido, Tirollallero - la morra , E' l'omo mio e Carnevale hanno il privilegio assoluto di ammaliare l'ascoltatore tra citazioni bobbistiche e nuovo jazz, la ritmica Gatto - Bulgarelli (in grande forma) crea tappeti sinuosi e circolari, Rava dà prova -ad ogni sua incursione- di un lirismo estremo e compatto.
La goccia che trasforma il lavoro in un'opera completa viena da Roma nun fà la stupida stasera cantata da Peppe Servillo, degli Avion Travel, modernizzando con una versione da crooner consumato un brano di per sè già molto bello ma che troppe volte era stato riprodotto in situazioni molto occasionali. Un cd dal sicuro effetto musicale, con uno spirito classico e molto apprezzato dalla nuova generazione. Voto : [8/9]
07/12/00www.windout.itGiuseppe Maggioli
Rugantino jazz e Trovajoli approva
Garinei & Giovannini come George e Ira Gershwin? Beh, non esageriamo. Certo che quando il "Rugantino" riveduto e corretto è andato in scena a Roma (era l'inizio di novembre), qualcuno ha ammaginato che il Teatro Sistina si fosse trasformato in un'appendice di Broadway. Da Gershwin a Trovajoli. E' stata l'idea di Roberto Gatto, numero uno dei batteristi made in Italy, l'idea di riprendere la celebre commedia musicale. Dopo l'applaudita prima capitolina, Gatto e compagni sono stati invitati in gennaio alla Carnegie Hall di New York. Per chi volesse saperne di più, senza aver presenziato, c'è "Roberto Gatto plays Rugantino" (Cam/Sony): un'ora di canzoni e stornelli riarrangiati in chiave inedita. Con la "benedizione" dello stesso Trovajoli che ha dichiarato: "Rugantino jazz! E' quasi incredibile. Ci volevano l'intuito, la sensibilità e la passione di Roberto Gatto, la bravura dei solisti per realizzare questa particolare partitura. Tanto di cappello". Corre a "Porgy and bess" di Miles Davis e Gil Evans il pensiero. E si sono scomodati i migliori jazzisti italiani da Enrico Pieranunzi (pianoforte) a Enrico Rava, fino alla giovane generazione di Rosario Giuliani (sassofoni contralto e soprano) e Gianluca Petrella (trombone). In più ci sono l'Orchestra Roma Sinfonietta e gli arrangiamenti eclettici e intelligenti di Paolo Silvestri, che già avevano dato buoni frutti con Rava per il balletto "Ragazzi selvaggi". Tra jazz e canzone d'autore. Il matrimonio improvvisazione-musica leggera ha una ragion d'essere, considerato che Trovajoli conteneva "in nuce" varie spezie jazz. E che l'autore stesso bazzicava, da pianista, l'universo sapido dello swing all'italiana. Zampate di classe le lascia Rava (nella ballata "E' L'omo mio") e la voce dell'Avion Travel Peppe Servillo. Il quale messa da parte la napoletanità, riprende quella "Roma nun fà la stupida stasera" depurandola da anni di retorica e restituendole il fascino di una tra le più belle canzoni italiane.
22/11/00Il GiornoIvo Franchi
Roberto Gatto plays Rugantino
Alla CAM prosegue l'opera meritoria di riscoperta e riproposizione del patrimonio musicale.

...oggi Roberto Gatto omaggia Armando Trovaioli attraverso la rilettura in chiave jazz - la prima in assoluto - della musica di Rugantino (Garinei e Giovannini, 1962).

...Al fianco di Gatto personaggi di spicco della scena jazz nostrana, da Enrico Rava e Rosario Giuliani a Enrico Pieranunzi e Paolo Silvestri, che arrangia e dirige il tutto. Con una sensibilità tutta italiana, il supergruppo - che porterà questo lavoro a New York, sul palco della Carnegie Hall - alterna andature e accenti, muovendosi tra Tirollalero e Ciumachella de Trastevere (dominata dalla tromba di Rava in stato di grazie) con un equilibrio molto "visivo".
12/01/00RARO!Luigi Iavarone
Roberto Gatto, 'Rugantino' 'E la commedia musicale si tinge di jazz'
TERNI, 22 GENNAIO - Roma nun fa' la stupida stasera. E' un brano famosissimo (autori Garinei Giovannini e Trovajoli) che abbiamo sentito cantare da tanti interpreti come Nino Manfredi, Enrico Montesano. Cantanti-attori che avevano portato in scena 'Rugantino', una delle commedie musicali italiane più note. Stavolta Rugantino viene rivisto e rieseguito in chiave jazz da alcuni tra i migliori artisti italiani per iniziativa del batterista Roberto Gatto. 'Roberto Gatto plays Rugantino' è il titolo del Cd che è stato presentato in prima italiana al teatro Verdi di Terni, dopo l'anteprima al Sistina di Roma, e che è stato portato anche all'interno della prestigiosa Carnegie Hall di New York. Questo concerto nasce dall'omaggio che Gatto ha voluto rendere in collaborazione con la casa musicale Cam, a un grande compositore come Armando Trovajoli. E' nato così il cd edito dalla CamJazz uscito in questi giorni per la direzione artistica di Ermanno Basso con Roberto Gatto affiancato da grandi interpreti. E con due presenze particolari: quella della voce di Aldo Fabrizi, inserita nel finale, e quella come ospite d'onore di Peppe Servillo della Piccola orchestra Avion travel che canta proprio l'hit della commedia musicale, 'Roma nun fa' la stupida stasera'. Gatto nel disco ha al suo fianco una vera e propria parata di stelle del jazz nazionale. Si tratta di Enrico Rava (tromba), Enrico Pieranunzi (pianoforte), Gabriele Mirabassi (clarinetto), Rosario Giuliani (sax), Gianluca Petrella (trombone), Claudio Corvini (tromba), Luca Bulgarelli (contrabbasso), Stefano Mastrangelo (corno), Massimo Pirone (tuba). Inoltre suona l'orchestra d'archi Orchestra Roma Sinfonietta. L'ensemble è diretto da Paolo Silvestri, curatore degli arrangiamenti, per la supervisione musicale di Roberto Gatto, al quale lo stesso autore delle musiche Armando Trovajoli ha tributato un plauso. "Rugantino jazz! E' quasi incredibile - ha detto infatti dopo aver ascoltato le prime incisioni -. Ci voleva la sensibilità, l'intuito e la passione di Gatto e la bravura dei solisti per realizzare questa particolare partitura. Tanto di cappello!". Uno dei pregi del Rugantino jazz è infatti quello di mantenere intatto lo spirito popolaresco dei brani, ma di renderlo più moderno. Una sorta di Broadway all'italiana condita con un pizzico di Stravinskij e di sano 'Jazz Club' dove i solisti fanno ampiamente il loro dovere. E' un disco che affascina per i suoi momenti di vigore ritmico (con un batterista come Gatto non poteva essere altrimenti), ma anche di straordinario lirismo (Ciumachella de Trastevere e Roma nun fà la stupida stasera nella versione strumentale). E il pensiero va all'Italia in bianco e nero quando viene riproposta in un cameo l'inconfondibile voce di Aldo Fabrizi, insuperato Mastro Titta nella versione teatrale, mentre Peppe Servillo serve il gran finale. Un cd che può trovare tanti estimatori, anche al di fuori dell'ambiente jazz.
25/01/01www.quotidiano.netMichele Manzotti
Il Rugantino in jazz
...In Italia nessuno si era mai azzardato in passi del genere, benché il materiale non mancasse, con tutte quelle musiche estrose fornite al teatro di Garinei e Giovannini da due compositori che erano essi stessi jazzisti, Gorni Kramer e Armando Trovaioli. Ma proprio per quest'ultimo cade oggi quel muro di ghiaccio: il jazz italiano si è mostrato in grado di rielaborare, a più di vent'anni dall'ultima replica del Rugantino, le musiche che il maestro romano aveva ideato per quel nostrano indimenticabile Kolossal.
All'impresa hanno offerto il loro talento innanzitutto Roberto Gatto, uno dei migliori batteristi di qui, e un giovane arrangiatore in ascesa, il genovese Paolo Silvestri. Fior di solisti del nostro jazz, poi, hanno aderito al progetto: decani come Enrico Rava ed Enrico Pieranunzi, giovani come Rosario Giuliani, Gabriele Mirabassi, Gianluca Petrella. Inoltre una buona dose di archi classicheggianti per sottolineare qualche passaggio. Ne è uscito un disco di robusta quanto preziosa stoffa, Roberto Gatto Plays Rugantino, pubblicato dalla CAM (e distribuito dalla Sony).
14/01/01Il Sole 24 OreGian Mario Maletto
Roberto Gatto Plays Rugantino
Non si accontenta, Roberto Gatto, di essere da tempo uno dei più brillanti batteristi della scena jazzistica internazionale. Né di essere stato tra i primi a reindirizzare il proprio universo stilistico verso un giacimento virtualmente infinito, ovvero quello rappresentato dalla musica italiana. Rischiando, a volte, di venire quantomeno frainteso, dalla critica più imbalsamata, per la apparente disinvoltura di certe aperture di linguaggio (come nel bellissimo L'avventura dove chiamava accanto a sé un cantante intenso e inimitabile come Piero Brega, ex Canzoniere Del Lazio). No, per Gatto, musicista raffinatissimo più attento alle idee che agli stili, essere dalla parte giusta della strada ha sempre significato esplorare, con infinita modestia, percorsi alternativi, che magari allungano la strada, ma rendono lo spostamento, il viaggio, il movimento più importanti della destinazione. L'ultimo tragitto artistico del vulcanico batterista romano, è in fondo un vecchio sogno, raggiunto dopo una lunga serie di tappe d'avvicinamento, meticolosamente segnate su un diario di bordo sonoro che si è dipanato lungo l'arco degli ultimi anni di una produzione artistica mirata a cercare necessarie confluenze tra forme artistiche diverse (le colonne sonore, e dunque la riluttante arte di commentare immagini e storie; la canzone italiana, che per intensità e lucentezza poco ha da invidiare alla più blasonata cugina d'oltreoceano; la musica popolare, nell'accezione più pura, e forse più ingenua e vera); linguaggi da ricondurre ad un comune denominatore che Gatto ha individuato nelle musiche che Armando Trovajoli scrisse per la commedia musicale Rugantino. Non un obiettivo scelto a caso. Tutt'altro. Intanto, Trovajoli è stato uno tra i più sensibili musicisti di jazz italiani, in un'epoca in cui era difficile ragionare sulla musica afroamericana sia per la mancanza di fonti concrete (dischi, partiture, pubblicazioni), sia per il ritardo culturale con cui l'Italia si è allineata, sincronicamente, con la produzione statunitense. Nella sua musica, anche quella di carattere più funzionale - i commenti sonori, appunto - riluce un'attenzione artigianale e sapiente al trattamento delle armonie, un gusto melodico saporito e forte, che non si limitava a ripetere stilemi e suggestioni, ma sapeva scavare nella più profonda anima melodica italiana. E poi, come lo stesso Gatto sottolinea nelle note di copertina, "la musica di Rugantino ha quel carattere popolare tale da aderire perfettamente al racconto, ma nello stesso tempo molto ritmica, e con dei chiari riferimenti alla musica classica e soprattutto al mondo del jazz". Individuato l'obiettivo, o la meta (fate voi), il primo problema consisteva nel raccogliere musicisti dotati della necessaria sensibilità per calarsi in un progetto affatto semplice, in grado di esibire una spontanea cantabilità e altissima capacità di interplay. La scelta di Gatto è caduta su compagni di viaggio che rappresentano una sorta di All Stars del jazz italico: Enrico Pieranunzi, Enrico Rava, Rosario Giuliani, Gabriele Mirabassi, Gianluca Petrella, Luca Bulgarelli, Massimo Pirone, Claudio Corvini e Stefano Mastrangelo, ovvero un ensemble che punta agli impasti timbrici di gilevansiana memoria (per la presenza di tuba e corno francese). Il secondo problema era quello dell'arrangiamento. Paolo Silvestri, non ancora quarantenne ma con una già luminosissima carriera alle spalle, ha allestito partiture di grande equilibrio timbrico e strutturale, con guizzi di altissimo artigianato, utilizzando anche un'orchestra d'archi con gusto e misura. Dopo aver approntato tutto il materiale, non resta che il viaggio. Ed è un viaggio formidabile, dentro e attorno a una musica brillante e coinvolgente. Molti gli episodi di assoluto fascino: a partire dall'iniziale "Introduzione", in cui Giuliani e Pieranunzi si dividono lo spazio solistico esibendo una fluidità di linguaggio impressionante, "'Na botta e via", dominata dal flicorno lirico, di Rava, o "Tirollallero" in cui riluce il clarinetto di Gabriele Mirabas
05/02/01www.allaboutjazz.com/italyVincenzo Martorella
Roberto Gatto
Da tempo Gatto vagheggiava l'idea di riproporre in versione aggiornata (ma al tempo stesso il più possibile rispettosa dello spirito delle partiture originarie) le musiche scritte da Armando Trovaioli per la commedia musicale Rugantino partendo da alcuni dei più tipici romani. In batterista è finalmente riuscito a concretizzare quel sogno nel cassetto in occasione della lavorazione del CD "La dolce vita" di Rava e Giovanni Tommaso, per la medesima etichetta.

l'obiettivo, indubbiamente ambizioso, risulta centrato nei momenti in cui Gatto e Paolo Silvestri (direttore musicale e autore degli arrangiamenti) adoperano la chiave bandistica o privilegiano la sponda jazzistica: per esempio in Saltarello, una delle esecuzioni più riuscite, arricchita da una sequenza di ottimi interventi di Petrella efficacemente sostenuto dai riff delle sezioni, dal pianoforte e dalla batteria. Oppure Carnevale, un tema ricostruito da Silvestri in maniera originalissima, con un'introduzione seducente basata su stimolanti chiamate e risposte delle sezioni orchestrali, con un incalzante sottofondo ritmico e con superbi interventi del clarinetto e del pianoforte. o ancora la versione orchestrale di Roma nun fa' la stupida stasera, forte di un arrangiamento azzeccatissimo e di splendidi assoli di tromba.
01/02/01Musica JazzGiorgio Lombardi
Roberto Gatto plays Rugantino
(Cam Jazz CAM 499613-2 www.camjazz.com (commandable en cliquant sur le bandeau en page d’accueil de ce site…) ). Gatto (dm), Enrico Rava (tp, bugle), Claudio Corvini (tp), Gabriele Mirabassi (cl, bcl), Rosario Giuliani (as, ss), Gianluca Petrella (tb), Stefano Mastrangelo (cor), Massimo Pirone (tu), Enrico Pieranunzi (p), Luca Bulgarelli (b). Ce projet de faire interpréter la musique de la comédie musicale Rugantino par un orchestre de jazz, voilà vingt ans que Roberto Gatto le porte en lui. Depuis qu’il a vu ce spectacle sur scène, en 78 à Rome, la musique d’Armando Trovaioli — ex-pianiste de jazz et compositeur, entre autres, de musiques de films — ne l’a pas quitté. D’où, enfin, ce magnifique enregistrement auquel Trovaioli lui-même rend hommage. Musique de toute beauté intégrant éléments populaires classiques et jazz, dans l’esprit d’un Gershwin latin de la seconde moitié du XXème siècle, casting parfait mêlant vieux complices (Rava, Pieranunzi, Mastrangelo), stars ascendantes (Giuliani, Mirabassi) et compagnons du leader au sein de son propre quintette ou des diverses formations auxquelles il participe, arrangements subtils et pertinents de Paolo Silvestri (l’orchestrateur du “Vento” de Rava et Casini, sur Label Bleu), orchestre à cordes intelligemment utilisées et, bien sûr, le drumming et raffiné de Gatto, le padrino de la batterie jazz transalpine, qui à présent peut sourire d’aise — et nous donc!
23/02/01www.jazzmagazine.comThierry Quénum
MIDEM 2001
(...) At MIDEM, CAM Original Soundtracks, whose 40-year trajectory parallels that of modern Italian cinema, will present its new division, CAM Jazz, and its latest release, "Roberto Gatto Plays Rugantino", already acclaimed as one of the best European jazz albums of the year. Gatto and his orchestra will present their version of the popular Italian musical-which played Broadway some 30 years ago-at Carnegie Hall. In keeping with its parent company, CAM Jazz will focus on jazz treatments inspired by movie and theater scores, such as last year's excellent "La Dolce Vita", a jazz journey through 40 years of classic Italian movie music.
20/01/01BillboardTerry Berne
Roberto Gatto plays Rugantino
Rating:* * * * Roberto Gatto, a well-known Italian drummer, began the process of recreating Armando Trovaioli's musical "Rugantino" in 1988. And here it is now in its recorded completion (tour dates are set for Italy), featuring a number of talented Italian jazz musicians and the Roma Sinfonietta. Gatto's RUGANTINO is full and plump without being overweight. Enrico Rava, having built his name with the bands of Gato Barbieri, Don Cherry and Joe Henderson (to name a few), brings his voice to the forefront of this energized ensemble. Enrico Pieranunzi proves that solo space amidst a tight arrangement can still yield inspiration. A beautiful addition to the second version of "Roma Nun Fa' La Stupida Stasera" is the voice of Peppe Servillo, though the instrumental interpretations of these primary musical themes are breathtakingly complex and well-balanced. Without having heard Trovaioli's original score, it's impossible for me to say that Gatto has increased (or decreased) the jazz elements in RUGANTINO. Trovaioli is a jazz-influenced composer, though I would hazard a guess that Gatto (along with Paolo Silvestri, arranger/conductor) has taken the music one step farther than dialogue-compatible and almost entirely transformed the score into the long-poem version of a theme on jazz. At times it has the sweeping feel of a Ralph Vaughan-Williams composition. Could this be Trovaioli's classical influence peeking into the arrangement? Though I could not locate any information about the history of "Rugantino" in English, I doubt it's necessary to be familiar with the original production to fully enjoy Gatto's interpretation.
10/09/01www.52ndstreet.comLarissa Buijs
Roberto Gatto plays Rugantino
Italy's leading mainstream jazz drummer Gatto, reveals his skill as an arranger in this instrumental interpretation of Rugantino, a long-running musical set in 19th century Rome beloved in Italy the way My Fair Lady in in the U.S. Gatto assembled an all-star line-up of soloist including Rava, saxophonist Rosario Giuliani and trombonist Gianluca Petrella to perform his version of a score by Trovaioli, a jazz pianist who became a successful soundtrack composer. Highlights include the beautiful ballads Tirollallero and Roma nun fà la stupida stasera, immortalized as standards in Italy today, and the fugal Saltarello, whose traditional folk dance roots are anhanced in this jazzy context.
01/11/01DOWNBEATMitchell Feldman
Reggio Calabria 29 gennaio, Politeama Siracusa: Roberto Gatto plays Rugantino
A più di un anno dall'incisione e dalla prima al Sistina, Roberto Gatto ha ripreso con un organico in parte rinnovato ma egualmente coeso l'ambizioso lavoro dedicato alle musiche che Armando Trovaioli scrisse per Rugantino, classico del teatro musicale italiano firmato da Garinei e Giovannini. Il breve tour è partito in riva allo Stretto, in apertura della stagione 2002 dei 'Concerti all'università'.
Ammorbidendo il denso impasto timbrico con la tuba di Massimo Pirone, il corno di Stefano Mastrangelo e un pertinente ottetto d'archi ma lasciando intatti il carattere di essenzialità e il genuino sapore bandistico, nel rispetto dello spirito delle partiture originali, Paolo Silvestri (direttore musicale e curatore degli arrangiamenti) è riuscito, tranne che in qualche episodio ('Na botta e via, Anvedi sì che paciocca), nell'intento di 'jazzificare' compiutamente i celebri temi popolareschi di Trovaioli, offrendo ai solisti sufficienti spazi di libertà.
Tra le esecuzioni meglio riuscite si segnalano quelle che, rispettivamente, hanno chiuso le due parti del concerto: Salterello, con incalzati riff della sezione fiati a sostegno di un notevole assolo trombonistico di Gianluca Petrella, e uno swingante Carnevale, in cui svettava il clarinetto di Mauro Negri. In primo piano, specie in Ciumachella di Trastevere, E' l'omo mio e Roma nun fa la stupida stasera, Fabrizio Bosso, lirico al flicorno, incisivo e mai sopra le righe alla tromba. Pregevoli erano anche gli interventi solistici di Maurizio Giammarco, di Claudio Corvini (seconda tromba) e di un magistrale Danilo Rea, tessitore, con il contrabbassista Luca Bulgarelli e lo stesso Gatto, di trame ritmiche solide quanto raffinate.
01/04/02Musica JazzEnrico Vita
plays Rugantino
Le operazioni di rilettura sono un fatto frequente nel panorama del jazz italiano, e spesso sembrano operazioni mirate ad ottenere la notazione di un pubblico più vasto. Il lavoro compiuto da Roberto Gatto sulla musica di Trovaioli è completamente differente: è teso a leggere quella musica da una angolatura che in fondo, gli apparteneva già e che quindi gli era connaturata. Significa cioè, far riemergere una "natura propria" di questa musica, prima celata dalla necessità di essere "cantabile al fine di un musical. Gatto ha avuto la grande intelligenza di coglierne la natura intima e di aprirla, svelarla jazzisticamente, facendosi aiutare da un insieme di interpreti superbi. Il risultato secondo me, è eccezionale: cantabilità dei temi, improvvisazioni, stile, modernità, storia si intersecano e costituiscono un insieme indissolubile che rendono questa versione del "Rugantino" una gemma di classicità, li dove la classicità non è solo memorialistica e imbalsamazione, ma la continua novità, la continua vitalità che l'arte riesce a generare. Il cd è godibilissimo, con episodi di straordinario interesse, anche in chiave di moderna interpretazione: citerei tra tutti il "Saltarello", entusiasmante per l'intreccio di tradizione mediterranea e assoluto spirito jazzistico e nella stessa splendida vitalità "Anvedi sì che paciocca" e ancor di più lo splendido "Carnevale", brani fast assolutamente travolgenti, e big band ispirata e ben diretta. Per gli altri brani tutti di elevata fattura e di grande interpretazione per un cd di jazz italiano che personalmente ritengo fondamentale.
12/07/03www.jazzconvention.netAntongiulio Zimarino