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Michel Godard

Cousins Germains

Cam Jazz CAMJ 7770-2

Item: full_album_8024709777027_CD

Artists :
Franck Tortiller ( Vibes, Marimba )
Herbert Joos ( Trumpet, Flugelhorn )
Michel Godard ( Tuba, Serpent )
Wolfgang Puschnig ( Alto Sax, Flute )
Wolfgang Reisinger ( Drums )
Christof Lauer ( Soprano And Tenor Sax )
Release date
Jan 20, 2006
Duration
0:57:07

An exceptional group of friends reunited by Michel Godard in this subtly overwhelming, pulsating, sensitive recording. Cousins Germains…: a family affair… smooth grooves and melancholic tenderness; his musical project seems to be driven by an aspiration to lightness but veers to sweet insanity and hints at optimism, jazz is home again, its acoustic breath makes everything cheerful.


Recorded in Ludwigsburg on 10, 11, 12 January 2005 at Bauer Studios Recording engineer Johannes Wohlleben


Liner notes by Hydra Khelid

Reviews

Godard: Cousins Germains
Vi sono artisti, pochi per la verità, che sfuggono ad una ben precisa classificazione, essendo in grado di primeggiare in diversi ambiti musicali. Uno dei rappresentanti più prestigiosi di questa categoria è sicuramente il francese Michel Godard. Nato nel 1960 nei pressi di Belfort, cittadina francese poco distante dall'Alsazia, ha iniziato molto presto a suonare uno strumento abbastanza inusuale come la tuba (e in seguito ha approfondito anche un suo antenato, il cosiddetto "serpente"). La sua versatilità gli ha permesso di spaziare dalla musica classica, con collaborazioni a prestigiose compagini come l' Orchestra Filarmonica di Radio-France, l' Orchestra Nazionale di Francia, l' Ensemble Musique Vivante, l' Ensemble Jacques Moderne, l'Ensemble Baroque La Venice e il quintetto di fiati Arban Chamber Brass, alla musica jazz, in qualità di componente, dal 1989 al 1991, all' Orchestre National de Jazz e suonando con artisti del calibro di Michel Portal, Henri Texier, Antoine Hervé, Kenny Wheeler, Rabih Abou Khalil, Wolfgang Puschnig, Pierre Favre, Enrico Rava. Ha inoltre formato, nel 1989, il gruppo "Le Chant du Serpent", con P. Deschepper (chitarra), J. F. Canapè (tromba e flicorno), J. Mahieux (batteria) e Linda Bsiri (voce). Completiamo questa breve biografia ricordando che Godard, ha inciso diversi cd, fra i quali due recentemente registrati all'interno del "Castel del Monte", celebre maniero fatto costruire da Federico II in terra pugliese.

Dopo aver cercato di inquadrare un'artista eclettico, il nostro discorso si sposta sulla sua ultima fatica discografica, "Cousins Germains", che ha di recente arricchito la collana jazz della C.A.M. Il titolo fa riferimento allo strepitoso quintetto di solisti, scelto da Godard per farsi accompagnare in questa esaltante avventura musicale che, oltre al connazionale Franck Tortiller (vibrafono e marimba), è formato dai tedeschi Christof Lauer (sax soprano e tenore) e Herbert Joos (tromba e flicorno) e dagli austriaci Wolfgang Puschnig (sax alto e flauto) e Wolfgang Reisinger (batteria). Un organico decisamente inusuale che, lungo i dieci brani che costituiscono il cd, in gran parte composti da Godard, offre una varietà di suoni e colori incredibili. Infatti, da una parte abbiamo la tuba, la batteria e il vibrafono, che dettano i tempi, dall'altra i due sassofonisti ed il trombettista, che si producono in assoli eccezionali, dove i loro strumenti emettono suoni inimmaginabili, nel pieno della tradizione del jazz moderno, che presenta notevoli contiguità con la musica classica contemporanea. Ma, pur essendo tutti dei numeri uno nel loro campo, gli strumentisti non tendono mai a sopraffarsi, dimostrando un perfetto affiatamento. La loro abilità è utilizzata per dare vita ad un'esecuzione di grande equilibrio, che fornisce un risultato finale che può essere definito, con un vocabolo mai come in questo caso appropriato, fortemente sinergico.

Ritornando ai brani del cd, sono tutti estremamente interessanti e dotati di grande originalità. Fra essi ricordiamo "Nutty's Cousin", indicativo del continuo evolversi di sonorità, talora inaspettate, che oscillano continuamente fra moderno e classico, mettendo in evidenza le potenzialità del singolo solista, "Cross Culture", scritto da Puschnig, dove ritmi di varie provenienze si alternano e si fondono in un crogiolo musicale di grande efficacia. Particolarmente originali "Luna Nera" e "Beautiful Love", che presentano un inedito duetto fra il serpente e la marimba, mentre "Alla Ciaccona" chiude il disco con l'ennesima splendida performance dell'intero sestetto. In conclusione "Cousins Germains" rappresenta un cd di notevole fattura, che va ad impreziosire un catalogo già di per sé ricchissimo come quello della collana jazz della C.A.M.
01/06/05www.16noni.itMarco Del Vaglio
Michel Godard. Cousins Germains
Überraschungen gewohnt von diesem unbegrenzten Tubaspieler, sitzt man vor dem neuen Geniestreich des Michel Godard und reibt sich die Ohren. Vier Bläser, die ausgesuchte Individualisten sind und doch immer wieder in Big-Band-nahe Satzgesänge einschwelgen, dazu die Soundklopfer Wolfgang Reisinger und Franck Tortiller, der an Vibrafon und Marimba eine der großen Entdeckungen dieser pulsierenden Aufnahmen ist. Ein gemeinsamer Nenner könnte Vienna Art Orchestra heißen, weil die Arrangements äußerst präzise und trotzdem alles andere als akademisch eingesargt sind. Das hat Leichtigkeit, Furor, Kraft und Spaß an der Sache. Das macht Druck und bekommt von Godards agil betriebsamem Pumpwerk die Richtung. Wolfgang Puschnig darf ein bisschen ungeduldig drängeln, bevor er von Christof Lauers aufgerauter Expressivität abgelöst wird oder vor den dunkel-samtigen Schattenspielen des Herbert Joos zurücktritt. Dann schwenkt das zu Fanfaren von sommerlicher Ausgelassenheit, bremst ins Fragile, verweilt in der Pastorale, um bald darauf wieder vor kompakter Sinnenfreude zu tanzen. Das ist brillant und dicht inszenierte Kurzweil mit Tiefgang und schön differenzierten, unverbrauchten Nuancen. Das ist viel mehr als eine vorhersehbare Summe seiner Teile.
01/06/05JazzthingUlrich Steinmetzger
Cousins Germains - 7,5/10
Cousins Germains è l'espressione vivente che il jazz contemporaneo non è solo virtuosismo, ma un'unione di eccelsi emotivi.

Per descrivere Cousins Germains è necessario un semplice termine tecnico, utilizzato però con la pienezza e la profondità del suo significato: collaborazione di artisti. E' proprio questo che il progetto guidato da Godard riesce a trasmetterci, una vera propria entità musicale costruita sinergicamente da ottimi artisti che si prodigano magnificamente per far si che le proprie peculiarità non siano solamente atto virtuoso, bensì strumento vitale per una musica evocativa e vibrante.

Tecnicamente è un progetto diretto da Michel Godard, musicista noto sia nell'ambito della musica jazz che in quello della musica classica. Godard vanta infatti infinite collaborazioni in entrambi i campi, per la classica ricordiamo quelle con l'Orchestra Nazionale di Francia o con l'Orchestra Filarmonica di Radio France, mentre nel jazz ha condiviso le proprie note con Portal, Taxier e con il nostro Enrico Rava.

Anche in questo lavoro i "collaboratori" sono davvero eccellenti, ma come ho accennato in precedenza, ciò che stavolta sorprende è il modo in cui riescono attraverso la loro unione a dare vita a ciò che interessa noi miseri ascoltatori, cioè l'emozione musicale. Ogni strumento svolge perfettamente il proprio ruolo, dalla batteria alla marimba, che magnificante sostengono l'humus di ogni pezzo e che con la loro precisione permettono a sax, trombe e serpentone, di liberarsi in voli emozionanti che permettono ad ogni brano di volare verso una allegria sincera.

Se dovessi racchiudere il colore di questo disco in un unico pezzo sceglierei sicuramente la sorridente Nutty's Cousin, che con uno spirito di quotidianità si muove attraverso temi e sonorità diversi, ma alternati con un'armonia perfetta. Forse è proprio questo che ci fa apprezzare questo lavoro, il fatto che riesca perfettamente a musicare la semplicità di giorni qualsiasi.
17/08/05www.rockshock.itLorenzo Perferi
Cousins Germains
Michel Godard firma un album di quelli che restano impressi nella memoria e, rime a parte, perché no, anche nella storia. Affiancato da un quintetto di grande prestigio composto da una sezione di fiati, affidata all'estro di Wolfang Pusching, Herbert Joos e Christof Lauer, ed una sezione ritmica tenuta in piedi dalla batteria di Wolfang Reisinger e dal vibrafono di Franck Tortiller, Godard firma personalmente sette degli undici brani proposti, alternando suoni modernissimi e alquanto inusuali, a composizioni "dall'aspetto" più standard-classicheggiante. Sonorità sinistre, suoni striduli che premono il timpano ed esplodono nel petto; melodie nascoste nell'ombra che prendono forma gradualmente fino a raggiungere l'apice dell'armonia: questo è "Cousins Germains", ultima produzione a cura della CAM Jazz. "Visite" apre le danze in uno stile ballad assolutamente malinconico. Brush-set e vibrafono impegnato in evoluzioni armoniche catturate dal resto del sestetto che sale nell'aria stampando melodie dai tratti vagamente appartenenti alla saudade del sud del mondo.Estasi prima dell'esplosione e poi "Nutty's Cousins", antique-bop frizzante e modern groove shekerati con gusto assoluto. Si spazia dalla gioia musicale ad un sentimento molto più noir, una sorta di suspance che a dire il vero abita molti dei brani proposti. E' il caso di "Sur l'echelle des spheres", "Luna Nera","Pastorale", brani che rimandano alle luci della notte in cui la musica "s'annera" e cela segreti inaspettati. Sperimentalismo e tradizione portano a "Cross Culture", un brano in cui il flauto iniziale non può che catapultarci agli assoli di un eclettico Ian Andersond a capo degli storici Jhetro Tull.Assolutamente strepitoso, sempre a mio parere. Nonostante l'eccezionale classe dei sei, l'album risulta assolutamente equilibrato nonché privo di "prime donne" che tolgono la scena al resto delle presenti pur di primeggiare, E questo non è poco, soprattutto considerando l'inusuale formazione chiamata a gridare la propria anima musicale. Questa brass-band presa per mano dal magistrale talento di Godard genera arte allo stato puro, arrangiamenti senza confine che procreano brani impossibili da incasellare entro definizioni precise. Un moto perpetuo che passa in rassegna i più disparati stili musicali nel sacro nome della raffinatezza stilistica. Assolutamente strepitoso. Come sempre, buon ascolto!
29/08/05www.jazzconvention.netSimone Falgiatore
COUSINS GERMAINS Michel Godard
Ecco una brass-band magistralmente condotta da Michel Godard, per un progetto totalmente acustico che ha splendide pagine come "Nutty's cousin" e "Beautiful love". Splendidi gli arrangiamenti per un lavoro che vede la presenza di Christof Lauer al sax soprano e tenore, Wolfgang Puschnig al sax alto e al flauto, di Herbert Joos alla tromba e al flicorno, di Franck Tortiller al vibrafono e marimba, nonché dello stesso Michel Godard alla tuba e al serpentone. Davvero bello scoprire strumenti particolari come la marimba e il serpentone.
13/07/05Il SettimanaleMassimo Biliorsi
Cousins Germains - 4 Stars out of 5
Michel Godard studied the trumpet for years before giving it up in favour of the huffing tuba - so some might have concluded that the trumpet world got a little hot for him, and he opted for an instrument that few improvise on instead. But Godard's live and recorded work doesn't back that suspicion up. He just seems charmed by the sound of big, fat instruments (he also plays that many-coiled 17th-century wooden monster, the serpent) and has a remarkable talent for making them sound lithe and graceful. Godard has been to the UK with Lebanese musician Rabih Abou-Khalil's band, and recently released an album of tuba duets with Dave Bargeron - on which they both sounded impossibly fleet on flat-out jazz classics such as Giant Steps and Donna Lee.

Cousins Germains features Godard with five partners from the German contemporary jazz scene, including Carla Bley's alto saxophonist, Wolfgang Puschnig, and the vastly experienced tenor player Christof Lauer. Godard's tuba, therefore, takes on a more supportive role on a programme largely composed by him and his partners - though his gentle, weaving lines are always audible. Godard has played classical music as well as jazz, and tracks such as the mid-tempo Visite, with its distant tuba ostinato entwined with glossy vibraphone lines and the two saxophones similarly embracing, have a baroque contrapuntal symmetry. Nutty's Cousin is an accelerating groover that turns into a showcase for the vibes and marimba player Franck Tortiller and for Lauer's raunchy tenor sax; the group does a free-improv reprise of it as a follow-up. Trumpeter Herbert Joos, playing so softly as to barely disturb the air, floats along with Puschnig's flute, the tuba and the vibes on Sur l'Echelle des Sphères, which might almost have been the mysterious work of a Gil Evans band. And Godard's wistful duet with Tortiller on Luna Nera confirms how the Frenchman has brought a spontaneous emotional fragility to the tuba.

Puschnig unleashes some arresting flute fireworks, and the solo Pastorale is a faultlessly controlled reverie by Joos. Lauer's Mike Brecker allegiances emerge attractively on Le Feu et l'Eau, while Godard's duet with Tortiller on Beautiful Love may be the highlight of the set. The disc is like a joint programme by the Dirty Dozen Brass Band and Orchestre Baobab as covered by a meticulous but amiable group of hardcore jazzers.
09/09/05The GuardianJohn Fordham
Cousins Germanis - Gustoso
Ecco che questo cd viene a farci visita col suo bel jazz scorrevole, semplice, affascinante, convincente. Visite in apertura evoca il celeberrimo Conference of the Birds (Holland-Braxton-Rivers-Altschul, Ecm, 1973) e, insomma, l'atmosfera è quella: lirica, sognante, ricercata, ritmicamente distesa. Godard con la sua tuba si limita spesso a un puntuale sostegno «tipo contrabbasso», a parte un bell'assolo in dialogo con la marimba di Franck Tortiller in Luna nera firmato dallo stesso Tortiller, che suona anche il vibrafono. Qui gli altri partner di Godard, campione delle più diverse avventure, tra le quali preferiamo quelle «avant-garde», sono Christof Lauer (sax soprano e tenore), Wolfgang Puschnig (sax alto e flauto), Herbert Joos (tromba), Wolfgang Reisinger (batteria). Tutti felici in una squisita occasione di far musica.
10/09/05Alias - Il ManifestoMario Gamba
COUSINS GERMAINS
Michel Godard suona la tuba in questo album CamJazz e ha raccolto alcuni amici con il proposito di dare risalto a quelle famiglie miste in cui ogni individualità è lasciata fiorire piuttosto che cancellata. Tale è il jazz, in effetti. E il gioco, con i sax, la tromba e il flugelhorn, la marimba e il vibrafono, le batterie, tutto tessuto di impeccabili squisitezze, vale la candela.
09/09/05Il Venerdi' di RepubblicaEnzo Siciliano
MICHEL GODARD COUSINS GERMAINS
Musicista dal divertente appeal, costantemente a caccia delle più disparate collaborazioni che spesso lo hanno condotto nel nostro paese, Michel Godard -- quarantacinque anni e una lunghissima discografia alle spalle -- si ripropone stavolta alla testa di un ensemble "tedesco" (ma in realtà con presenze austriache e francofone), costituito da quattro fiati con vibrafono e marimba. Questi ultimi due innesti consentono alla colorazione della musica un aspetto differentemente folklorico a dispetto di altre sonorità cui spesso Godard ci ha abituati. Certo, il (funky poderoso, lo spavaldo groove da brass band, gli arrangiamenti per fiati egregiamente distribuiti, restano presenti e attivi all'interno del bel programma. Ma le dinamiche offrono in aggiunta, proprio per la varietà dei temi e delle calde atmosfere che rimandano ai sapori antillani delle (steel drums, un aspetto ancor più energico e curioso. Il leader poi, esprime la consueta e simpatica ironia, incastonata in un discorso melodico che predilige il contrappunto tra i vari fiati. La fanno da padrone gli straordinari Wolfgang Puschnig e Christof Lauer che si alternano in solismi da brivido, su territori a loro congeniali, mentre la morbida tuba e l'aggraziato serpentone, contraddicendo la loro ingombrante mole fisica, aggiungono suggestive invenzioni alle originali partiture.
27/09/05JazzitGianmichele Taormina
MICHEL GODARD COUSINS GERMAINS
Michel Godard, maestro francese del basso tuba e del serpentone, firma un articolato album basato su proprie composizioni con partner di rilievo, tra cui il sassofonista e flautista Wolfgang Puschnig e il trombettista Herbert Joos. I brani spaziano da reminiscenze mediterranee a pagine intimistiche, sino a situazioni improvvisate, che compongono un gradevole paesaggio sonoro, anche se forse non troppo caratterizzato.
27/09/05Musica & DischiMaurizio Franco
MICHEL GODARD Cousins germains - CHOC
Un disque réunissant musiciens français, allemands et autrichiens, voilà déjà en soi une bonne nouvelle, tant il est vrai que notre scène nationale semble d'ordinaire tourne le dos à ses voisines germaniques. Mais l'incontestable réussite musicale du projet éclipse largement ce genre de considération. Si la réputation du tubiste est établie depuis longtemps, "Cousins germains" constitue la consécration de Michel Godard compositeur; chaque morceau est un univers à lui tout seul, avec une ambiance et un caractère qui lui sont propres: douce mélancolie dans Visite ou Deep Memories, funk débonnaire à la bonne humeur contagieuse pour Nutty's cousin, abîmes de mystère dans Pastorale ou encore variations à la mode baroque avec Alla Ciaccona, on passe d'un monde musical à un autre sans jamais avoir le sentiment de perdre le fil. Pour rien gâcher, les magnifiques arrangements sont parfaitement servis par une bande de vétérans du Vienna Art Orchestra rompus à l'exercice, dont les solos rivalisent d'invention et d'expressivité. Comment ne pas être séduit par le lyrisme de Christof Lauer, l'exubérance de Wolfgang Puschnig ou encore la sublime sonorité voilée d'Herbert Joos, quasi évanescente ? Quant à Godard lui-même, s'il se limite souvent à un rôle de bassiste faisant tourner les ostinatos qui structurent la plupart des compositions, il sait aussi faire mentir l'image un peu balourde de son instrument en le faisant chanter avec émotion et légèreté, à la manière d'un trombone ou d'une trompette, notamment sur deux superbes duos avec Franck Tortiller. Un régal!
10/12/05JazzmanPascal Rozat
MICHEL GODARD Cousins germains
Godard figure à la perfection l'insondable légèreté de l'être tubiste. Tempérament et tempérance qui l'autorisent à procéder à une fusion douce de tant de cuivres et de métal teintés d’un éclat si particulier. Et d'une condition instrumentale a priori pachydermique il tire une conjugaison de souffles en rupture ou continus par simple cousinage et assaut d'ingénuité (Nutty's Cousin). Des thèmes immédiatement lisibles, quasi lisses, se transcendent par chases successifs (sax-trombone-trompette) en autant de suppléments de vie, de saveurs. Une chanson (Luna Nera), avec son histoire de notes, son couplet simple, son évidence trompeuse, se densifie, se complexifie dans une exécution à deux, trois ou quatre parties prenantes pour finir en sagesse et folie mêlées. Godard assisté de Franck Tortiller -- qui de sa palette travaille plutôt dans la nuance des à-plats -- habiles faiseurs de mélodies, visiblement se régalent à s'encanailler des colonnes d'air tortueuses de leurs trois espiègle (plus un spécifiquement percussif) compères germains. L'orchestre exclusivement "acoustique" met au pot commun avec un égal bonheur Le feu et l'eau. Et génère une dimension musicale capable de générer à son tour de gros volumes, avec un groove permanent en guise d'assurance-vie (Cross Culture). Il reste pour profiter au maximum d'une matière sonore ainsi généreusement enrobée à qualifier son mode d'expression. Dans sa conjugaison, sa ponctuation, le verbe musical profite de finesse et de subtilité. Que demander de plus ?
10/01/06JAZZ magazineRobert Latxague
Michel Godard: Cousins Germains
Lo straordinario musicista francese Michel Godard, artista nell'arte tuba e del suo antenato serpentone, ha riunito in questa sua prima registrazione per la CAM un eccellente gruppo di musicisti "cugini gemelli" - o Cousins Germains come recita il titolo -: il connazionale Franck Tortiller (vibrafono e marimba), i tedeschi Christof Lauer (sassofono soprano e tenore) e Herbert Joos (tromba e flicorno) e gli austriaci Wolfgang Puschnig (sassofono alto e flauto) e Wolfgang Reisinger (batteria). Malgrado le tante e diverse personalità, il quintetto di Godard ci regala una bella musica, ben strutturata, densa, calda e mai banale. Undici brani ironici e briosi, pieni di sostanza e di spunti, che vengono tutti giocati sul filo delle idiosincrasie e/o adattabilità reciproche. I solisti si muovono come individui/individualità capaci di dare vita ad un insieme organico e vivo, piuttosto che individui/individualità conflittuali. Il risultato per una questa ridente e simpatica "famille nombreuse" è una sfida musicalmente avvincente e vinta che riscalda il cuore di una vecchia Europa (che su altri fronti lascia invece piuttosto infreddoliti…).
01/02/06www.altrisuoni.orgLucia Caponi
MICHEL GODARD COUSINS GERMAINS
Que tous ceux qui croient qu'on ne choisi pas sa famille se foutent le doigt dans l'il à s'en gratter l'arrière boutique: Michel Godard, lui,se l'est choisie depuis lurette. D'abord en jouant du tuba on ne se fait pas que des amis. Mais en le faisant au sein du Workshop de Lyon ou de "La Marmite infernale", on se retrouve à imaginer des folklores, donc à constituer une tribu. Instrument ingrat le tuba? Nenni. Sous son allure bonnasse il cache des trésors de subtilités, peu murmurer comme Chet Baker ou souffler de rage comme un Archie Shepp.
Encore faut-il s'appeler Michel Godard pour savoir en tirer toute la palette, et se retrouver en bonne compagnie. C'est ici chose faite et chose faite avec un presque brass-band : Herbert Joos à la trompette et au buggle, Christof Lauer soprano et ténor, Wolfgang Pushnig alto e flute, Wolfgang Reisinger aux drums… et Franck Tortiller au vibraphone et marimba histoire de se passer définitivement du piano. Du coup, Michel Godard, outre la tuba, prend aussi le Serpent, lointain cousin (on n'en sort pas) de l'ars nova sur quelques titres d'un album aussi bucolique que ludique où l'on passe du cocasse à la musique planante le tout pulsé par un swing mordant qui au moindre détour de sente se permet des escapades dans des contrées que les musiciens cousins arpentent goulûment. C'est du solide, du sensuel et du malicieux. Un disque à vous donner de jouer de l'hélicon…
11/12/05La MarseillaiseC.M.
MICHEL GODARD Cousins germains
Il nuovo album del maestro francese del basso tuba e del serpentone è stato inciso con un organico originale costituito da forti individualità della scena europea, diverse tra loro ma accomunate da una particolare attenzione per il colore strumentale. La musica – in gran parte composta da Godard ma con brani anche di Puschnig, Tortiller, Joos e la celeberrima “Beautiful Love” di Victor Young – presenta una multiformità di situazioni, configurandosi come un articolato percorso dalle atmosfere cangianti, vicine tanto al mondo mediterraneo quanto a una tenue influenza accademica, come se il leader ripercorresse, nella sua mezza età, le tappe che hanno contraddistinto il suo percorso musicale.
Nella sua eterogeneità, l’album non è privo anche di situazioni risapute e di cadute nei cliché ma le alte qualità strumentistiche dei musicisti riescono comunque a mantenere una certa omogeneità nei livelli espressivi della musica.
15/01/06Musica JazzMaurizio Franco
MICHEL GODARD : Cousins germains
Ces cousins germains, ce sont quelques musiciens allemands et autrichiens, vétérans du Vienna Art Orchestra, venus prêter main forte au tubiste. Arrangements somptueux cuivrés de soleil (vibraphone et marimba), solos repus d’expressivité donnent à chaque thème son caractère et cette couleur particulière de brass band intimiste. Menant la danse d’une basse intransigeante, Michel Godard fait danser son balourd d’instrument avec émotion et légèreté.
11/01/06La voix du Nordeditorial
Michel Godard. ‘Cousins Germains’
L’Allemagne, l’Autriche, la France, réunies pour notre plus grande joie dans une union sacré tout à fait réussie. Notre tubiste serpentiste, Michel Godard, réuni pour la circonstance Christof Lauer (sts), Wolgang Pushnig (as, fl), Herbert Joos (tp, flg), Franck Tortiller (vib, marimba), Wolfgang Reisinger (dr), afin d’interpréter ses œuvres. Une dizaine de compositions, très différentes les unes des autres, dont les arrangements sont d’une belles facture. Ils sont tous très attentifs à donner à leurs interventions le meilleur d’eux-mêmes. C’est totalement divertissant et le leader utilise avec bonheur ses deux instruments, quelque peu barbares pour certains. Bref un disque où la musique est reine.
10/03/06Jazz Noteseditorial