Labels > Soul Note > Mal Waldron > MAL WALDRON

Mal Waldron

MAL WALDRON

Soul Note BXS 1014

MAL WALDRON

Artists :
Mal Waldron ( Piano )
Release date
Feb 7, 2012
Barcode
8052405140401

MAL WALDRON:


4 CD box-set


Includes: THE GIT GO - LIVE AT THE VILLAGE VANGUARD, THE SEAGULLS OF KRISTIANSUND, CROWD SCENE, WHERE ARE YOU?.


THE COMPLETE REMASTERED RECORDINGS ON BLACK SAINT & SOUL NOTE is a monographic box-set collection aimed at recounting the most beautiful chapters that revolutionised the history of jazz. This new series was launched in March 2010 with the simultaneous release of four box-sets, including albums by some of the artists who participated in the success of the outstanding labels. A philological work, beginning with the original recordings on multi-track master tapes, patiently integrally remastered paying strict attention to the sound quality.


Stay closely tuned for more exciting upcoming box-set releases.

Reviews

MAL WALDRON QUINTETS

Nel box di Waldron la fanno da padrone i primi due dischi, registrati durante un’esibizione al Village Vanguard nel settembre 1986: fase avanzata, dunque nella carriera del pianista e per certi versi oscura, in linea con una certa sua timbrica. In realtà vi si trovano tutti gli strumenti del suo magistero, dall’uso anomalo degli intervalli a una discreta capacità di astrazione pur partendo da intelaiature blues. E, vista la presenza di Charlie Rousse, quale miglior occasione per far riemergere qua e là echi monkiani tanto cari a entrambi?
Rouse e Woody Shaw si muovono agevolmente, in maniera più muscolare il primo e lirica il secondo, su una costante pulsazione della sezione ritmica, composta per l’occasione da quanto di meglio si potesse trovare in quel territorio di confine tra mainstream e sviluppi modali, vale a dire l’ambito d’esplorazione in cui Waldron s’è sempre mosso come leader: Reggie Workman al contrabbasso e il sempre cantabile Ed Blackwell alla batteria. “Crowd Scene” e “Where Are You”, pur meno brillanti, sembrano invece pensati per un dialogo contrastato tra il sax contralto di Sonny Fortune e il tenore di Ricky Ford su una tavolozza di brani dal lungo sviluppo. Piccola perla sul secondo album è la versione in piano solo del brano che l’intitola.

11/10/2012Musica JazzDi Gennaro
MAL WALDRON

Fattosi le ossa al fianco della divina Billie Holiday (esistono bei filmati a riguardo), al termine dei ’50 Mal Waldron era già stimato per la penna sopraffina e per la tecnica scarnificata applicata al pianoforte, in linea con le nodosità e le asimmetrie care a Monk: i soli Elmo Hope e Randy Weston all’epoca stavano viaggiando su una strda simile. Nel corso degli anni Waldron ha lavorato con colleghi di rango tipo John Coltrane, Eric Dolphy, Joe Henderson, Jeanne Lee, fino al ben più giovane Steve Coleman. Questo prezioso e non costoso box della CAMJazz raccoglie quattro prove siglate in origine Soul Note. L’artista guida due diversi quintetti, in cui si distingue quello con Woody Shaw, Charlie Rouse, Eddie Blackwell e Reggie Workman, protagonista di una serata tenutasi al Village Vanguard il 16 settembre 1986. Il set newyorkese occupa i primi due dei quattro cd, già sufficienti a giudicare la spesa. Le intelaiature sono magistrali, merito di una ritmica stellare (Workman/Blackwell) e degli arpeggi “zoppi” di Waldron, perfetti per stimolare Rouse (sax) e Shaw (tromba), che non si fanno pregare per spiccare voli di scuola modale benedetti dalla fantasia e da un retrogusto lirico.

1/7/2012 Il Mucchio Selvaggio Enzo Pavoni
Mal Waldron Quintets

Mal Waldron ha attraversato la storia del jazz con discrezione e determinazione. Il suo pianismo, partito da Monk, si è indirizzato su una strada ricca di varianti, che annodava in modo robusto blues e astrazione, con un formidabile istinto ritmico e timbrico. Ne ricordiamo le collaborazioni con Charles Mingus e con Max Roach, con Coltrane e Billie Holiday. Soprattutto con Steve Lacy, insieme al quale ha scandagliato il repertorio di Monk ed Ellington con raro acume e creatività. Il cofanetto in cui sono raccolti quattro dischi pubblicati negli anni Ottanta dalla Soul Note di Giovanni Bonandrini mette in luce momenti significativi di quel periodo, legati a due formazioni che interpretano in modo magistrale la concezione dinamica di Waldron, in equilibrio tra bop avanzato e impianto modale, con un senso innato della libertà espressiva. In particolare il quintetto con Woody Shaw alla tromba, Charlie Rouse al sax tenore, Reggie Workman al contrabbasso ed Eddie Blackwell alla batteria richiama la celebre registrazione effettuata al Five Spot nel 1961, quando Waldron era al pianoforte in un quintetto che allineava Eric Dolphy, Booker Little e Richard Davis.
Anche in quell'occasione c'era Blackwell, ed è proprio il gioco tra piano, contrabbasso e batteria che dà il carattere più personale al presente quintetto, la cui musica è catturata in questo caso in un concerto al Village Vanguard. La scansione danzante, dinoccolata, ricca di spunti melodici di Blackwell interagisce con il piano, sempre pronto a suggerire diversioni, e con un contrabbasso che a sua volta offre ardite digressioni. Su tale tappeto caleidoscopico brillano i contributi dei fiati, in particolare di Shaw, la cui tromba in costante bilico tra lirismo e astrazione chiede riguardo in un momento in cui è davvero poco ricordata. La presenza di Charlie Rouse richiama ancora Monk: il suo robusto fraseggio resta comunque l'elemento del quintetto più legato alla tradizione.
Gli altri due CD ripropongono altrettanti dischi registrati in una stessa seduta, nel giugno dell'89, con una formazione più decisamente orientata verso un mainstream post-coltraniano, che affianca i due sassofoni di Sonny Fortune e Ricky Ford. Il contralto del primo ripropone con veemenza la lezione di Coltrane, mentre il tenore di Ford attualizza strade che attingono più a Rollins, arrivando fino a Coleman Hawkins. Un bel confronto a contrasto, tra i due.
Nei CD si ascolta l'interpretazione di lunghi brani, con assoli dilatati, che spesso toccano livelli di climax molto intensi, ma in definitiva raccontano una storia già sentita e assimilata. Una piccola perla è rappresentata da "Where Are You?," un solo di Waldron che mette in luce la sua capacità di interpretare le ballad con piglio disincantato, costruendo geometrie poco ortodosse e fascinose.
Peccato che il meritevole lavoro di ripubblicazione e rimasterizzazione sia proposto in un cofanetto molto spartano, sul cui retro sono indicati solo i titoli dei brani e i musicisti, senza le informazioni di registrazione. Le riproduzioni in piccolo delle copertine originali costringono poi a una lettura faticosa delle note: chi possiede ancora i vecchi vinili dovrà recuperarli, per poter leggere con agio.

26/6/2012italia.allaboutjazz.com Giuseppe Segala
Mal Waldron

Il cofanetto di Mal Waldron ingloba i quattro album Soul Note incise alla testa di due quintetti, con il contrabbassista Reggie Workman come unico altro elemento stabile. I primi due lavori sono “The Git Go – Live At The Villlage Vanguard” (1987) e “The Seagulls Of Kristiansund” (1989), che immortalano integralmente un concerto tenuto al Village Vanguard il 16 settembre 1986; completano il combo Woody Shaw, Ed Blackwell e Charlie Rouse. In “Crowd Scene” (1992) e “Where Are You?” (1994), registrati in studio a New York il 10 giugno 1989, sono invece della partita Sonny Fortune, Ricky Ford e Eddie Moore.
Premesso che un pianista/compositore dall’incessante impulso creativo come Waldron non ha mai patito “infezioni mainstream”, i solisti coinvolti inducono a preferire la serata al celebre club newyorkese.
Difficile non farsi catturare dalla magistrale gestione dei ritmi, basati sulla cavata granitica di Workman e sui battiti dalle ataviche reminiscenze tribali di Blackwell. Altrettanta fantasia la garantiscono il leader e Rouse, entrambi monkiani veraci, (il sassofonista vi ha collaborato per anni), quindi impregnati di “arte del togliere” e dell’esigenza di puntare all’essenza del discorso evitando gratuiti bizantinismi. Nascono da lì quelle figure labirintiche, segmentate e irte di spigoli, la cui scarnificante ossatura le fa apparire a tratti lineari e naïf. Shaw è poi la ciliegina finale, un trombettista dal virtuosismo tanto marcato e frizzante, quanto dinamico, variegato e stilisticamente polivalente: sentite cosa combina nella chilometrica “Snake Out”. I due compact restanti viaggiano sulle medesime frequenze, ma i protagonisti, pur eccellenti, soffrono inevitabilmente il confronto con i colleghi esibitisi al Vanguard. In ogni caso, una ristampa da CD-teca.

21/5/2012AudioreviewEnzo Pavoni
Mal Waldron Quintets

1986, 1989, 4 CDs: de généreux solistes (Woody Shaw/Clifford Jordan, Sonny Fortune/Ricky Ford) et des sections rythmiques énergiques (Reggie Workman/Ed Blackwell ou Eddie Moore) entourent le pianiste. Live ou studio, chacun se donne jusqu’à l’usure sur des standards et compositions avoisinant souvent les vingt minutes.

3/05/2012Jazz Magazine JazzmanEQ