Javier Girotto - Aires Tango

Duende

Cam Jazz CAMJ 7898-5

8052405141972 - Duende - CD

Artists :
Aires Tango ( Band )
Javier Girotto ( Soprano & Baritone Sax )
Marco Siniscalco ( Bass, Electric Bass )
Michele Rabbia ( Drums, Percussion, Live Electronics )
Alessandro Gwis ( Piano, Keyboards )
Ralph Towner ( Classical Guitar, Piano )
Release date
Apr 15, 2016
Duration
69:25

After twenty years of playing music together, an anniversary recently celebrated by CAM JAZZ with a commemorative box set, Javier Girotto & Aires Tango are back on track. And for the first time their number has grown to five. Indeed, their new album, “Duende”, also features the well-known American guitar player, Ralph Towner, who wrote half the tracks on it, allowing Aires Tango new sonic shades that intertwine into a wildly intriguing music.  The six pieces by Towner regularly alternate with the six by Girotto, showing both the differences and many similarities in style between the Washington State-born musician and the Italian-Argentinian quartet. “Duende” opens with the title track by Towner. The guitarist’s opening arpeggio is highlighted by Michele Rabbia’s drums, as the other Aires Tango players gradually join in. “Racconti in fuga” is introduced by Alessandro Gwis on piano, who performs a stunning solo toward the end. In “Origini”, a rustling gramophone creates the opening for an amazing theme on piano and sax, then flows into Marco Siniscalco’s solo on electric bass. Ralph Towner tests himself against Italian traditional music, specifically from Campania, giving rise to a fresh “Tammurriata”, where his classic guitar interacts beautifully with Gwis’s piano. Listening is pleasant, as is always the case when you come across Girotto’s rich, appealing melodies. Towner’s contribution to the bandleader’s pieces merges perfectly with Aires Tango’s sound. “A Breath Away” and “Chiaroscuro” are further cases in point: in the latter track, the guitarist launches into a long solo, supported and highlighted very gently by the rhythm section of Girotto’s quartet. “Duende” ends with “Barrio Jardin”, a highly impressive, melancholic piece vaguely evoking Fellini’s world.


Recorded in Cavalicco on 21 - 22 - 23 September 2015 at Artesuono Recording Studio
Recording engineer Stefano Amerio

Photos by Andrea Boccalini


Reviews

JAVIER GIROTTO AIRES TANGO WITH RALPH TOWNER Duende

Der Italo-Argentinier Javier Girotto blickt mit seiner Gruppe Airos Tango auf gut 20 Jahre spannungsvolle Auseinandersetzung im Bereich des Tango-Jazz zurück. Auf ”Duende” hat sich der in Italien lebende Gitarrist Ralph Towner zum Quartett gesellt und die Auseinandersetzung ist absolut hörenswert, ja zum Teil von atemberaubender Schönheit. Brüderlich teilen sich der Leader und der amerikanische Gitarrist die zwölf Kompositionen je hälftig. Den Titelsong kennen wir bereits von ”Travel Guide”, dem zweiten Trioalbum von Towner-Muthspiel-Grigoryan. Der dem spanischen Flamenco-Gitarristen Duende gewidmete Song eröffnet diese Aufnahmen, zu deren bestechender Ästhetik insbesondere das filigrane Spiel des Perkussionisten Rabbia beiträgt. Fast schon barock wirkt Girottos anschliessendes ”Racconti in Fuga” mit Ohrwurmeffekt. Das Aires Tango, live auch mal ganz wuchtig im Auftritt, versteht sich hervorragend mit der Gitarrenlegende, die sich auch italienischen Themen widmet, etwa in einer bestechenden ”Tammuriata” oder in ”Chiaroscuro”, dem vor Jahren gemeinsam mit Paolo Fresu eingespielten Song. Immer wieder taucht der argentinische Hintergrund Girottos auf und immer wieder finden sich die Musiker zwischen Jazz und Klassik, mit Öffnungen zu Tango und Flamenco. Erstaunlich, dass dieses Album ausserhalb Italiens bisher so wenig Beachtung gefunden hat.

3/2/2017 Jazz’n’MoreRuedi Ankli
Javier Girotto Aires Tango with Ralph Towner Duende

La chitarra di Towner, con i suoi accenti sospesi tra suggestioni “folk” e musica colta, aggiunge un tocco impressionista allo spettro timbrico ed espressivo degli Aires Tango. Il tessuto narrativo del gruppo si arricchisce così di sfumature inedite che espandono un paesaggio sonoro già di per sé rigoglioso; un contesto dove gli arpeggi di Towner trovano ampio spazio d’integrazione, sia nelle trame create da Gwis, Siniscalco e Rabbia sia incrociandosi con le linee melodiche enunciate da Girotto.

30/8/2016JazzitAntonino Di Vita
Javier Girotto Aires Tango with Ralph Towner Duende

Questo è un lavoro che nasce da un felice incontro fra ottimi musicisti e non può essere classificato secondo le anguste regole che la critica musicale spesso impone. Quella degli Aires Tango del sassofonista Javier Girotto è sempre stata una formula sonora estremamente libera che trae origine dai colori della sua terra d’origine, l’Argentina, dai funambolismi strumentali di Astro Piazzolla e da un linguaggio jazzistico estremamente funzionale. In questa nuova e felice versione, contaminata dalle atmosferiche vibrazioni chitarristiche di Ralph Towner (membro degli Oregon, una delle più innovative formazioni degli ultimi quarantacinque anni di storia musicale) il tipico sound degli Aires Tango riesce a spaziare in maniera più radicale, senza dover per questo abdicare sa una formula sonora amata e decisamente convincente. World music, jazz, classica e improvvisazioni strumentali di raro fascino (grazie anche alla grande maestria di solisti come Alessandro Gwis, Marco Siniscalco e Michele Rabbia) si susseguono in riuscite tracce, come l’iniziale Duende, l’atmosferica On The Rise o la sensuale Un certo Luca(s). Dodici brani equamente divisi, a livello compositivo, fra il “maestro” argentino e quello statunitense che però si snodano lungo l’unico filo conduttore del fascino e della creatività.

15/6/2016RAROPIÙTonino Merolli
Javier Girotto Aires Tango Duende

Dodicesimo album degli Aires Tango in oltre due decenni di carriera, “Duende” è il primo dalla riunione del quartetto, reduce da parecchi anni sabbatici spesi in un buon numero di progetti individuali. C’era il rischio di scivolare nel déjà vu, ma per fortuna non è accaduto: era del resto prevedibile, vista la bella anticipazione all’Auditorium nella primavera 2015, coincidente con la stampa dell’integrale (CAM JAZZ, 11 CD). Nell’occasione, molti esperti rimasero colpiti dal rinnovato impulso motivazionale degli Aires Tango: apparvero addirittura migliorati, più asciutti ed essenziali, non tradendo mai la magica miscela sonora che li canonizzò subito con “Malvinas”, il disco d’esordio. L’erotica miscela coniata dalla band trae linfa vitale dall’interazione tra jazz, habanera, tango, fughe di bachiana memoria. Con questo ritorno in studio, il combo conferma l’ottima vena preannunciata dal suddetto concerto lo scorso anno. Il lavoro è ulteriormente avvalorato dal contributo dello statunitense Ralph Towner, chitarrista degli Oregon: è la prima volta che entra un quinto elemento. I componenti base sono quelli originari, ossia il leader, compositore e sassofonista argentino Javier Girotto, il pianista Alessandro Gwis, il bassista Marco Siniscalco e il batterista/percussionista Michele Rabbia. I dodici pezzi appartengono per metà a Girotto (i pari), i rimanenti a Towner (i dispari). Anche in cinque, il gruppo non ha smarrito affatto l’avvolgente alchimia, il tourbillon contrappuntistico e l’elevato lirismo del passato. Continua a essere un piacere ascoltare gli inebrianti mulinelli, gli sfiancanti inseguimenti “a canone”, la vivace circolarità di Girotto e soci, che nel dopoguerra non avrebbero sfigurato negli esclusivi workshop di Lennie Tristano.

5/6/2016AudioreviewEnzo Pavoni
JAVIER GIROTTO AIRES TANGO with Ralph Towner “Duende

Il noto quartetto Aires Tango, capitanato dal sassofonista argentino Javier Girotto, si avvale, in questa nuova produzione CAM JAZZ dal titolo “Duende”, della preziosa collaborazione del chitarrista Ralph Towner. Il pluristrumentista nordamericano, leader e co-fondatore degli Oregon, arricchisce con la sua chitarra acustica la tavolozza sonora degli Aires Tango, creando un valore aggiunto formale e creativo alla già collaudata formazione composta dal pianista Alessandro Gwis, dal bassista Marco Siniscalco, dal batterista e percussionista Michele Rabbia e dal citato Javier Girotto al sax soprano. La vocazione alla trasversalità fra generi degli Aires Tango si apre ad ancor più vasti orizzonti nella scrittura di Towner, permettendo a Girotto e compagni di imbastire un dialogo d’assieme che, seppur legato alle origini avant-tango/jazz, s’incammina verso nuove frontiere musicali. L’album si dichiara dalle prime battute della title track sinuoso ed accattivante, ma è nello svelarsi di “As She Sleeps” che si intuisce la discontinuità con i pregressi lavori del quartetto. L’incontro fra gli Aires Tango e Ralph Towner tocca in “Duende” numerose sfumature stilistiche, dalle citazioni classicheggianti di “Racconti in fuga” alle atmosfere sud-americane care ad Astor Piazzolla in “Io e te”, dai momenti di puro e delicato lirismo nel dualismo Towner – Girotto in “A Breath Away” a talune increspature ritmiche in “Tammurriata”, laddove la coesa intesa fra i cinque musicisti dona al lavoro un’ampia vetrina di forme linguistiche esaltate, per altro, da una ripresa audio di tutto rispetto.

28/5/2016Fedeltà del Suono - La Bacchetta MagicaFrancesco Peluso
Javier Girotto Aires Tango - Duende

Grazie all’inclusione della sei corde di Towner, il profilo espressivo degli Aires Tango si colora di nuove sfumature. Ne nasce così una musica senza etichetta, dove le suadenti melodie tessute dal sassofono e dai flauti di Girotto si incrociano con gli arpeggi della chitarra di Towner, raccontando storie senza confini.

19/5/2016In JazzAntonino Di Vita
Javier Girotto Aires Tango with Ralph Towner, Duende

Era il 1994 quando al sassofonista Javier Girotto venne in mente qualcosa come gli “Aires Tango”, una miscela musicale esplosiva in cui i suoni e i colori della sua terra di origine, l’Argentina, l’amore per la musica di Astor Piazzolla e il linguaggio jazzistico trovavano massima e sublime espressione grazie all’incontro con Alessandro Gwis (pianoforte e live electronics), Marco Siniscalco (basso elettrico) e Michele Rabbia (batteria e percussioni). Vent’anni di attività documentata da numerose registrazioni e da concerti live che hanno rappresentato la punta di diamante di un percorso unico. Cam Jazz aveva già omaggiato questa gloriosa carriera con un cofanetto contenente undici cd e dedicato proprio a questa ventennale carriera.
Oggi gli Aires Tango ci regalano una nuova registrazione, sempre per Cam Jazz, intitolata “Duende” e che si avvale della preziosa presenza di un ospite d’eccezione, il chitarrista Ralph Towner. L’incontro è fatale. La presenza di Towner si configura non accessoria, piuttosto come naturale estensione del gruppo, perfettamente integrata nel tessuto musicale del quartetto. Il chitarrista firma sei delle 12 composizioni che compongono “Duende”, mentre le altre sei sono di Javier Girotto. L’anima profondamente e sinceramente argentina di Girotto sposa il gusto tutto americano di Ralph Towner creando una varietà multiforme di atmosfere, un contesto mai statico, piuttosto estremamente vitale e innovativo, una fucina di idee in costante stato di avanzamento. La creatività passa attraverso il duplice processo della composizione e dell’improvvisazione, in un eclettismo linguistico che può solo giovare all’invenzione e al pensiero musicale che le soggiace. Girotto crea melodie lineari e le espone con una dizione improntata alla chiarezza così da consentire l’ingresso nella nostra memoria, dove restano a lungo, cariche di suggestioni e sorrette dall’esemplare intarsio di un tessuto armonico e ritmico che il pianoforte lirico di Gwis, il basso di Siniscalco e la creatività delle percussioni di Michele Rabbia rendono speciali a livello emozionale. Mai monocorde la musica di questi dodici brani sorprende per i repentini cambi di registro e l’abile costruzione del dialogo tra artisti che si consuma per tutta la durata di “Duende”. Una sorta di attacco contrappuntistico presagito nel titolo quello di “Racconti in fuga”, che apre e chiude sul pianoforte solo di Gwis, un sapore diverso in “As She Sleeps”, con una melodia il cui andamento sembra vagamente rimandare al Bolero di Ravel e alla sua carica emotiva, un suono più “antico” in “Origini” con quel grammofono che fruscia e sussurra all’inizio del brano. La narrazione musicale a tratti sfiora la suggestione magica, una sorta di visionarietà leggera e aerea, ad esempio in “Gatos”, a tratti invece si fa corpo, materia reale, ad esempio nel tango struggente e appassionato di “Io e te”. L’incanto si libera sulla chitarra di Towner e sulla sublime intenzione espressiva che lo anima, con delicatezza ma anche con energia, con un canto incisivo perennemente sospeso tra soave fragilità e robusta affermazione di arte.

22/4/2016pianosolo.itPaola Parri