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Pipe Dream

Pipe Dream

Cam Jazz CAMJ 7935-5

8052405143396 - Pipe Dream - CD

Artists :
Giorgio Pacorig ( Piano, Fender Rhodes, Live Electronics )
Zeno De Rossi ( Drums, Percussion )
Filippo Vignato ( Trombone )
Hank Roberts ( Cello and Vocals )
Pasquale Mirra ( Vibraphone )
Release date
Sep 7, 2018
Duration
70:20

Sometimes unconventional jazz recordings, different from all the others, happen to be released: you instantly realize you are being thrown into another dimension. Convinced you are facing a little door like many others, you open it almost absent-mindedly and find yourself on a road full of hidden corners, sudden turns, unexpected views, so different from one another that you forget where you were just a moment earlier.  And you just want to explore, venture into that mysterious, mystic cloud called Summer Prayer, a mood that turns dream-like and magical with Looking For Home. But you don’t really have the time to get enchanted before you find yourself among playful, somewhat clownish characters, whose names are Vibraphone, Trombone, Piano, Cello and Drums joking around with one another and interacting in They Were Years. But then you leave them behind because you fall in love with Pictures, a short, tender, moony tune. And so, with your head a bit in the clouds, you move on to listen to an almost, not quite blues track, for it is multifaceted and called Pipe Dream, Pipe Dream being a name, not a title.  From that dream to the spacey country music in Sam (for Sam Amidon), is a short step, just a little, but crucial turning point. By going forward, farther, you find yourself deep into the solemn, slow pace of First, a necessary oasis to withstand the following impact with the (seemingly) wild confusion in Fermati. The graceful, fascinating, bright melancholy in White Giant carries you away from that brief, beneficial chaos and so, flying, clinging to an ethereal white rhino, you land on Cayuga, a beach that is lazy, calm but blazing with all the colors of the sunset. But wasn’t it just a little door that you opened just an hour ago?


Recorded in Cavalicco on 23, 24 October 2017 at Artesuono Recording Studio
Recording engineer Stefano Amerio

Photos by Luca A. d'Agostino © Phocus Agency
Cover by Francesco Chiacchio

Reviews

Pipe Dream: il sogno realizzato del jazz italiano

Esce per CAM JAZZ il debutto di Pipe Dream, il progetto di Zeno De Rossi, Filippo Vignato, Pasquale Mirra, Giorgio Pacorig e Hank Roberts: l'intervista
Chi frequenta il jazz italiano ha già iniziato a familiarizzare con questo gruppo da qualche mese. Magari riuscendo a ascoltarlo in concerto (Cormòns, Correggio, Novara – tra gli altri festival che lo ha ospitato: il gdm ne aveva parlato qui) o nella crescente attesa del disco che, finalmente, esce in questi giorni. Sto parlando di “Pipe Dream” (espressione che significa “sogno irrealizzabile”), collettivo che riunisce alcuni riconosciuti talenti del nostro jazz – il batterista Zeno De Rossi, il vibrafonista Pasquale Mirra, il trombonista Filippo Vignato e il tastierista Giorgio Pacorig – insieme a un nome leggendario della scena downtown newyorchese come quello del violoncellista Hank Roberts. Sogno irrealizzabile che – felice eccezione alla regola – si realizza: perché la generazione di De Rossi e compagni di avventura è cresciuta con la musica di Roberts (che ricordiamo accanto a Tim Berne, a Bill Frisell, nonché nell’Arcado String Trio e in alcuni fantastici dischi a proprio nome), ma anche perché riporta il violoncellista giustamente al centro dell’attenzione, dopo alcuni anni di lontananza dai riflettori. La maturità della scena jazz di casa nostra si misura anche da progetti come questo: se fino a non molti anni fa era ambizione di più di un musicista quella di far parte della “sezione ritmica” dell’americano di turno – vecchia gloria o giovane promessa che fosse – di passaggio in Italia, qui siamo in presenza di un progetto voluto, pensato e realizzato pariteticamente, in cui Mirra, Vignato, Pacorig e De Rossi mettono le proprie eccellenti qualità di compositori e improvvisatori sul tavolo insieme a quella del più maturo collega americano. Ne esce una musica – ben testimoniata dal disco omonimo, “Pipe Dream” (CAM JAZZ) – ottimamente amalgamata, con idee melodiche e ritmiche semplici e efficaci che spesso trovano nella costruzione collettiva una forza cinetica illuminante. Sognante (poteva essere altrimenti?) e lirico, attraversato da una spiritualità incisiva senza che il senso di spontaneità ne sia scalfito, il lavoro di Pipe Dream è un punto nodale per le vicende del jazz sulla scena italiana: un lavoro in grado di saldare l’istinto melodico con l’eredità delle pratiche improvvisative degli ultimi quarant’anni, un lavoro in cui l’umanità gioca un ruolo centrale. (for the complete review see giornaledellamusica.it)

6/9/2018giornaledellamusica.itEnrico Bettinello
Hank Roberts - Zeno De Rossi - Pasquale Mirra - Giorgio Pacorig - Filippo Vignato: “Pipe Dream”

Esce per la CAM JAZZ “Pipe Dream”, l’album che vede l’incontro in studio tra Hank Roberts (violoncello), Zeno De Rossi (batteria), Pasquale Mirra (vibrafono), Giorgio Pacorig (pianoforte) e Filippo Vignato (trombone). Abbiamo chiesto al giovane trombonista di illustrarci i tratti salienti di questa realizzazione dal particolare assetto timbrico e dal profondo scavo espressivo, in equilibrio tra lucenti melodie e passaggi immaginifici.
Il quintetto di “Pipe Dream” presenta una particolare organizzazione timbrica. Come è nata la collaborazione tra di voi?
Tutto nasce da un’idea di Zeno De Rossi, estimatore della musica di Hank Roberts da più di trent’anni. Per affinità umana e musicale ha coinvolto Giorgio Pacorig e Pasquale Mirra e successivamente anche me, per avere un’altra voce accanto al violoncello, e mi sono subito entusiasmato. È poi diventato un progetto collettivo e condiviso che ci sta dando molte soddisfazioni.
In che periodo vi siete frequentati e per quale motivo avete pensato in seguito di incidere?
Nei primi mesi del 2017 abbiamo lavorato al repertorio per qualche mese in quartetto senza Hank, che vive a Brooklyn. Abbiamo trovato la complicità del Festival Jazz & Wine of Peace di Cormons, che ci ha subito dato carta bianca per la première del progetto, avvenuto a ottobre 2017. Una volta avuta questa possibilità, decidere di andare in studio subito dopo è stata una naturale conseguenza, l’occasione perfetta. La CAM JAZZ, sempre alla ricerca di nuovi progetti, si è mostrata interessata ed eccoci qui.
Come si è sviluppato il lavoro in studio?
Ognuno ha contribuito con un paio di brani, portando ciascuno un pezzetto di sé e del proprio universo e immaginando come adattarlo agli altri. Ne è risultato un insieme di brani eterogeneo e ricco di diversità, che abbiamo arrangiato insieme per adattarli alla strumentazione che è decisamente singolare, quasi cameristica. Stefano Amerio di Artesuono si è preso cura del suono del disco, riuscendo a riconsegnare fedelmente attraverso la registrazione quello che è il sound della band.
Qual è il segno distintivo di questo album?
È prima di tutto frutto di un incontro umano davvero meraviglioso. Ci diverte passare del tempo insieme e questo si riflette nella musica. Fin da subito anche Hank si è inserito con grande spirito in questo mood, il che ha favorito il lavoro collettivo e la condivisione di una visione comune riguardo al progetto.
Il titolo e l’artwork di copertina hanno un particolare significato?
“Pipe Dream” significa letteralmente Sogno impossibile. Hank e Zeno si conobbero a Verona più di venticinque anni fa, Zeno era già un fan della sua musica e si sono tenuti sempre più o meno in contatto. Mettere in piedi un gruppo con lui è sempre stato uno dei suoi sogni - se non impossibile - molto complesso da realizzare per ovvi motivi logistici. Ora si è realizzato, ma rimane sempre un Pipe Dream. Il riferimento, inoltre, è ai sogni di ognuno di noi, al non abbandonarli ma coltivarli e prendersene cura. Le immagini di Francesco Chiacchio non potevano essere più adatte per accompagnare la nostra musica, che usiamo per rendere vivi i nostri sogni più intimi.

5/9/2018strategieoblique.blogspot.comRoberto Paviglianiti