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Rita Marcotulli, Israel Varela

Yin And Yang -- Live at Venica & Venica Winery

Cam Jazz CAMJ 7946-5

8052405143792 - Yin And Yang - CD

Artists :
Rita Marcotulli ( Piano )
Israel Varela ( Drums, Vocal )
Release date
May 24, 2019
Duration
0:50:00

Few philosophical ideas are more thoroughly misunderstood than the Chinese concept of yin and yang. This isn’t just a matter of opposites, or male vs female, though that might seem to be the case here, or dark vs light. It’s about mutuality and interdependence, precisely the qualities that define improvised music.  In this exquisitely recorded duo performance, pianist Rita Marcotulli, who once released a record called On the Edge of a Perfect Moment, finds herself on the cusp of another, this time in association with percussionist and vocalist Israel Varela. The music they make together is a seamless blend of jazz, world musics and effortless, unstrained abstraction. It’s music of great clarity and richness, that confidently explores the opposition of light and shade, formal melody and acoustic freedom, and if there is a gender dimension to Yin and Yang, it lies in the ability of both players to combine “masculine” strength and directness with “feminine” delicacy and subtlety.  Ultimately, though, it is music beyond category and so seamless as to defy any such distinctions. Yin and yang, joined together as qi, the material energy that makes the world go round... (Brian Morton)


Recorded Live at Venica & Venica Winery (Dolegna del Collio, Italy) on 6 June 2018
Recording engineer Stefano Amerio

Photos by Elisa Caldana

Reviews

Rita Marcotulli-Israel Varela, Yin and Yang. Live at Venica & Venica Winery

Come ha più volte sottolineato Rita Marcotulli, parlare di generi in musica non ha molto senso, esiste la musica e basta. E in questa registrazione live presso la Cantina Venica & Venica Winery di Dolegna del Collio, la pianista in duo con il batterista e cantante Israel Varela dimostra tutta la veridicità di questa affermazione. “Yin and Yang”, che esce per i tipi della Cam Jazz per la serie “A night at the Winery”, contiene otto brani, quasi tutti a firma della Marcotulli fatta eccezione per una traccia di Varela e un pezzo di Lokua Kanza e Vander Lee, in cui parlare di jazz risulta riduttivo per esprimere il più cangiante e multiforme universo sonoro rappresentato. Di universo si parla del resto quando citiamo i principi dello Yin e dello Yang, gli opposti da cui l’energia e la vita scaturiscono, la notte e il giorno, la luna e il sole, il buio e la luce, il femminile e il maschile, una diversità che è però stretta complementarietà, così come quella dei due artisti che in queste otto tracce mostrano come da una profonda connessione possa mettersi in moto un processo creativo che conduce alla bellezza. A dominare questa registrazione è indubbiamente la passione che entrambi i musicisti nutrono per il ritmo, cardine imprescindibile del linguaggio musicale in genere e che qui diventa fulcro della creazione, spazio che apre ad innesti melodici sia con il pianoforte che attraverso gli interventi vocali di Varela. “Heliopolis” apre l’album porgendoci un esempio di totale osmosi sonora tra la batteria di Varela, il pianismo fluido e naturale di Rita Marcotulli, e di nuovo l’intervento, questa volta vocale, del batterista, a creare un pezzo dalle atmosfere cangianti, ritmicamente molto pronunciato e al contempo melodico. La voce di Varela riappare in “Everything Is Not”, a seguire la linea tracciata dal pianoforte che contemporaneamente puntella ritmicamente il pezzo. La libertà sembra l’ingrediente principale di questa ricetta perfetta in cui tutti gli elementi sono bilanciati in un equilibrio tanto più sorprendente quanto più segnato proprio dal principio dell’equanime gioco delle parti. La sperimentazione sonora del duo talvolta si spinge in un oltre che però non è mai pura astrazione, costruisce, modella e contiene la forma pur nella succitata libertà espressiva, esprime esuberanza e vitalità tangibili. La musica di “Yin and Yang” è sempre corpo, materia, sostanza concreta che sa di terra, di cielo, ha il sapore di quella umanità vera che proprio da elementi antitetici spesso prende forma, come in “Vou Ver” , pezzo di Lokua Kanza, cantante e compositore originario della Repubblica Democratica del Congo e del brasiliano Vander Lee, in cui la voce di Varela e il pianoforte della Marcotulli disegnano con eleganza e raffinatezza la semplicità di una canzone, o ancora in “L’amore fugge”, pezzo che Rita Marcotulli aveva già pubblicato in “Variazioni su tema”, registrazione del 2011 in trio con Javier Girotto e Luciano Biondini. “Yin and Yang” è un disco per ritrovare le radici della musica nella sua necessità di comunicare e nella meraviglia delle sue infinite invenzioni, ma anche per guardare al futuro che siamo certi porterà ancora belle sorprese da parte di questo duo. Con questo progetto Rita Marcotulli nei prossimi mesi sarà in tour con un quartetto formato dal bassista Michel Benita, il sassofonista britannico Andy Sheppard (vincitore di numerosi British Jazz Awards) e lo stesso Varela.

15/6/2019pianosolo.itPaola Parri
Rita Marcotulli è Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana

Gerlando Gatto ripercorre la brillante carriera della pianista e presenta il suo nuovo disco
È “Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana”; tra i tanti riconoscimenti ottenuti nell’arco di una lunga e luminosa carriera Rita Marcotulli può adesso annoverare anche questa onorificenza conferitale dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Già ufficializzata, la prestigiosa nomina sarà ulteriormente suggellata il 1 giugno al Quirinale con la sua partecipazione al ricevimento per la Festa della Repubblica...
Proprio in questi giorni è uscito l’ultimo album inciso da Rita Marcotulli in duo con il batterista e vocalist messicano Israel Varela, il live “Yin e Yang” (ed. Cam Jazz), di cui vi riferisco assai volentieri. Il CD fa parte di quelle registrazioni effettuate da Ermanno Basso produttore dell’etichetta e Stefano Amerio anima e titolare dei celebri “Artesuono Recording Studios” nelle cantine del Friuli Venezia Giulia. Già in questo stesso spazio vi avevo segnalato un album di Pieranunzi, “Wine & Waltzes”, registrato nelle cantine del Friuli e adesso questa nuova realizzazione di Marcotulli e Varela evidenzia come la scommessa di Basso e Amerio sia stata vinta alla grande. L’album si apre con una intro di Varela che disegna uno straordinario tappeto ritmico su cui si inserisce con naturalezza il pianismo della Marcotulli, sempre preciso, essenziale, mai ridondante. E che Rita sia una grandissima artista lo dimostra anche il fatto che per tutta la durata dell’album mai si avverte la mancanza del sostegno armonico solitamente fornito dal contrabbasso. In programma otto brani scritti quasi tutti dalla pianista, eccezion fatta per due pezzi di Israel Varela, e “Vou Ver” di Lokua Kanza (cantante e compositore originario della Repubblica Democratica del Congo) e Vander Lee (cantautore brasiliano venuto meno nel 2016) interpretato al canto magnificamente da Varela. Chi si immaginasse una musica disegnata dalla pianista, con Varela nel semplice ruolo di accompagnatore, sbaglierebbe di grosso ché gli spazi sono equamente divisi e il drumming ‘melodico’ (se mi consentite l’espressione) di Varela ha un ruolo di assoluto rilievo così come gli interventi vocali sempre pertinenti. Lo si ascolti ad esempio in “Everything Is Not” a mio avviso uno dei brani più riusciti dell’album, caratterizzato da una perfetta intesa e da una suadente linea melodica disegnata quasi in crescendo dalla pianista romana, sottolineata dalla delicata voce di Varela, e in “Aria” la cui apertura è affidata ad un centrato assolo del percussionista. E così di sorpresa in sorpresa si arriva alla fine dell’album con la netta sensazione di aver ascoltato due straordinari improvvisatori capaci di regalarci qualcosa di unico. Per questo nuovo progetto, Rita Marcotulli sarà impegnata nei prossimi mesi in tour con un eccellente quartetto europeo formato dal bassista Michel Benita, il sassofonista britannico Andy Sheppard (vincitore di numerosi British Jazz Awards) e lo stesso Varela. (for the complete review see online-jazz.net)

29/5/2019online-jazz.netGerlando Gatto