Carla Marciano Quartet

Change Of Mood

Black Saint 120194-2

Item: full_album_8024709059727_CD

Artists :
Aldo Vigorito ( Bass )
Alessandro La Corte ( Piano )
Gaetano Fasano ( Drums )
Carla Marciano ( Alto & Sopranino Saxex )
Release date
Dec 31, 2007
Duration
1:1:0
Barcode
8024709059727

An album that's shown Marciano's gentle side more than expected. It's also shown her growing as both player and composer.


Recorded on 3, 4 July 2006 at Hypnocampo Studio, Naples
Sound engineer Piero de Asmundis

Reviews

Change of mood

La trasfigurazione dell’opera di un modello è operazione coraggiosa, talvolta rischiosa.
Carla Marciano è specialista di sax contralto e continua a essere affascinata dalla bellezza folgorante del torrente sonoro coltraniano ma a ogni nuovo passo artistico, riesce a non farsi risucchiare dall’ombra di tale gigante. La sua musica è anzi in costante tensione tra omaggio dichiarato e slancio del tutto personale. Hypnotic Touch è impressionante per magnificenza tecnica e intuizione espressiva: costruzioni articolate, volute mozzafiato, controllo perfetto di un materiale incandescente. La vicinanza a Coltrane si coglie nel senso del collettivo e non solo nella prova della sassofonista, peraltro eccezionale. E se in Change of Mood c’è l’esplicita citazione di My Favorite Things, l’uso del sopranino rammenta addirittura certe schegge di Anthony Braxton, solista comunque molto lontano dalle intenzioni di Carla Marciano. Gli otto brani sono in lucido equilibrio tra momenti trascinanti, dove il quartetto si lascia andare e improvvisa come Coltrane insegnava (magnifico il duetto sax-batteria in Unaware), e altri invece pacati a investigare il medium tempo o la ballad. Un disco di notevole maturità che preannuncia ulteriori evoluzioni.

Musica JazzStefano Merighi
Change of mood

Carla Marciano non tradisce le attese suscitate dai suoi precedenti bei lavori degli ultimi anni e con questo Change Of Mood dimostra ancora, ove ce ne fosse bisogno, di essere una musicista fra le più interessanti dell’intero panorama jazz italiano ed europeo (e non parlo solo al femminile, naturalmente…), molto considerata anche negli Stati Uniti, dove ha suonato con la sua attuale formazione e dove attenti critici hanno evidenziato una sua stretta parentela con il genio di John Coltrane senza che questo significasse una pura “riproduzione nostalgica”. La formazione di Carla Marciano (sax alto e sopranino) è completata dal piano di Alessandro La Corte, dal basso di Aldo Vigorito e dalla batteria di Gaetano Fasano ed è impressionante ascoltare quanta energia il quartetto sia in grado di sprigionare con la sua musica, che probabilmente in un contesto live deve colpire ancora di più. I quattro, a cominciare dalla leader, sono senza dubbio orientati sulle strade tracciate dalla luminosa scia coltraniana, ognuno nel suo ruolo, e quanto già mostrato nei precedenti lavori si palesa qui ancora più evidente. La formazione è un “treno” che non perde colpi nella sua corsa, gli strumenti sembrano compenetrati uno nell’altro, le composizioni di Carla Marciano sono cariche del più puro bop e di altrettanto blues e la sua bravura con entrambi gli strumenti è tanto naturale quanto impressionante. I suoi assoli sono allo stesso tempo irruenti e passionali (Hypnotic Touch), le note del sax contaminano il piano di La Corte che tiene il passo con eccellenza, disegnando in altri più rari momenti (Change Of Mood) trame musicali melodiche e liriche, la ritmica sostiene e primeggia talvolta in prima linea. Un gruppo davvero di alto livello, musicisti che continuano a meritare ribalte prestigiose, ennesimo fiore all’occhiello per la Black Saint.

SuonoSergio Spada
Sax Lady

Dal modo di gestire il programma musicale (blues, tempi veloci e ballad) incrociandone le forme con alcuni particolari modi dell’espressione jazzistica, Carla Marciano non manca un’occasione per rimarcare la sua profonda fede coltraniana. Solo che la musicista salernitana, tra i sax, ha preferito il contralto, raddoppiandolo con il sopranino. Già dall’iniziale Hypnotic Touch, la pronuncia coltraniana, l’affondo nel registro grave del contralto e lo sforzo dinamico sono un chiaro monito lanciato dalla Marciano: che non vi venga di prenderla per una delicata ed eterea presenza femminile nel mondo macho del jazz. Lei, qui, combatte ad armi pari. A spalleggiarla in Change of Mood, sua terza prova discografica (anche le precedenti erano state pubblicate sulle etichette di Bonandrini), c’è un trio che si lancia senza remore anche in tempi così spediti che pare la musica fili via più veloce dei musicisti stessi: Alessandro La Corte (pianoforte), Aldo Vigorito (contrabbasso) e Gaetano Fasano (batteria). Proseguendo l’ascolto, Change of Mood è un brano a tempo lento, in forma di ballad, dalla narrazione fiabesca resa particolare dal timbro piccante del sopranino, che la Marciano impugna con fermezza d’emissione, riuscendo a domare le bizze d’intonazione che fanno parte della natura di questo strumento. Anche la successiva In Front of My Eyes è una ballad: il passaggio dalla tensione modernista dei precedenti arrangiamenti a uno swing sacrosanto le dà un aspetto assai più rilassato. Comunque, nel corso della lunga marcia del brano, il gruppo ha modo di aumentare la pulsazione per poi sospendere il climax e planare nuovamente sul tempo ‘giusto’ con effetto di notevole souplesse melodica. Spiccano successivamente Unaware, un up tempo che si muove come una fiamma libera, Blues at 2 PM, una composizione che fa a meno del pianoforte e che sarebbe probabilmente piaciuta a Joe Henderson e Red Blossom, dove dietro al sax rimane solamente il contrabbasso: un pezzo di bravura e sottigliezze espressive.

Audiophile SoundDaniele Cecchini
Tu Sei La Tua Musica

Ci vuole coraggio. Un gran coraggio. A dare vita ad un proprio quartetto, e a guidarlo con quella fermezza di cui solo le donne sono capaci. A credere che abbiano importanza solo le ragioni dell'arte, ed esse soltanto. Ma Carla Marciano è fatta così. Ed è proprio per questo che, nell'attuale panorama del jazz italiano, in cui convivono e sopravvivono talenti eccezionali e musicisti di scarso spessore (una minoranza, per fortuna), la straordinaria sassofonista salernitana è riuscita ad imporsi. Grazie anche ad intensi anni di studio (è diplomata in clarinetto, ma il sax lo ha imparato a suonare da sola) e a tre dischi: "Trane's Groove", "A Strange Day" e l'ultimissimo "Change of Mood".
Ascoltare "Change of Mood", quindi, significa vivere in tempo reale un momento felice della storia del nostro jazz. E l'aggettivo "nostro" merita davvero di essere sottolineato. Certo, non bisogna dimenticare che Carla Marciano, Aldo Vigorito (contrabbasso), Alessandro La Corte (pianoforte) e Gaetano Fasano (batteria) sono alcuni degli esponenti migliori della scuola salernitana di jazz, la più affine alla tradizione afro-americana. Ma i riferimenti consapevoli e inconsapevoli agli artisti di oltreoceano (il talento di Carla Marciano, grazie al tour americano del 2006 e al legame con la prestigiosa etichetta Black Saint, è conosciuto e riconosciuto anche negli Stati Uniti), e in particolar modo al grandissimo John Coltrane, rappresentano solo una parte della sua musica. A dominare è il suo autentico modo di essere, ricco di piacevolissime contraddizioni. Fragile e forte, timida ed estroversa, determinata e sempre pronta a mettersi in discussione. Del resto, è sua la frase che ho scelto come titolo per iniziare il racconto di "Change of Mood": "Tu sei la tua musica". E la sua musica è anche la nostra!... Non meno interessante il significato del titolo che ha scelto per questo ultimo album. Se "Trane's Groove" stava ad indicare la volontà di seguire il solco tracciato dal celebre musicista, non nel fraseggio quanto nell'atteggiamento verso la musica, e se "A Strange Day" prendeva spunto dai momenti vissuti in occasione della seduta di registrazione (alla quale io stesso ebbi la fortuna di partecipare, Nda), in quel "Change of Mood" c'è una vera e propria dichiarazione d'intenti. Il cambiamento di umore cui lei accenna, infatti, sta a ricordare che il suo stile esecutivo e compositivo si fonda propria alternanza di momenti diversi, tra tonalità e modalità, tra ballads e up-tempo. Come è facile immaginare, viste queste premesse, si tratta di un disco impegnativo, sia a livello emozionale sia strumentale. Tanto impegnativo quanto sincero. "Change of Mood" è una delle pagine più belle della storia del jazz italiano. Grazie a musicisti come Carla Marciano, Aldo Vigorito, Alessandro La Corte e Gaetano Fasano, per fortuna, ce ne saranno altre…

JazzitaliaMassimiliano Cerreto
Change Of Mood Carla Marciano
The “force”: the essence of the great John Coltrane that so many musicians and fans have drawn inspiration from—its roots in the blues, swing, spirituality and exploration. Italian saxophonist Carla Marciano has been heavily influenced by it and channels that energy into her own music where she's well known for her awe-inspiring chops as witnessed on the Black Saint releases—“Trane's Groove” (2002), “A Strange Day” (2005), and here on “A Change of Mood”. As “Star Wars”' Yoda might say, "The force is strong in this one."
With her excellent working quartet, pianist Alessandro La Corte, bassist Aldo Vigorito and drummer Gaetano Fasano, the music is true to the post-Coltrane bop sound but, as the title implies, there is “some” change in Marciano's direction. The opening salvo "Hypnotic Touch" is typical Trane-sounding—hard swing, modal to the bone, free solos and Marciano playing alto like a hummingbird on straight nectar. But the change is most notable in the title, a wonderful composition that glides then gradually intensifies with smooth exchanges from bass to piano to Marciano's soaring sopranino. This new airiness is found in "Sunday Morning," with nice spots from La Corte and Vigorito as Fasano massages the timing.
"Blues At 2 PM" is undeniable, the band in total sync with Marciano's purity of tone—acrid, coarse and heartfelt. Tracks such as "Red Blossom" are a little nostalgic; reminiscent of time-weathered standards, but Marciano's playing (careful phasing and playfulness) is simply without reproach.
To swing or not to swing (like Trane); that is the question for Marciano. The force is in her sax-blood. Can she deny it; probably not. Though it would have been nice to hear more music such as the title, the recording is not diminished one iota. It's a further example of one of today's strongest female saxophonists coming into her own. Here's hoping there are more surprises from Marciano in the near future.
18/10/08allaboutjazz.comMark F. Turner