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Enrico Rava

Full Of Life

Cam Jazz CAMJ 7759-2

Item: full_album_8024709775924_CD

Artists :
Fabrizio Sferra ( Drums )
Javier Girotto ( Soprano & Baritone Sax )
Enrico Rava ( Trumpet, Flugelhorn )
Ares Tavolazzi ( Double Bass )
Release date
Jun 13, 2003
Duration
0:62:22
Barcode
8024709775924

An outstanding recording which is just that: full of life, poetry, swing, energy, sensuality.


FULL OF LIFE presents "...traces of a life that are enriched by the precise and precious tonality of Girotto's reeds, by Ares Tavolazzi's perfect chords ...and by the harmonizing chant of Fabrizio Sferra's drums. An apparently simple (as life?) work by Rava... and literally enchanting." (Jazz Magazine, P. Carles)


Recorded in Cavalicco (Udine) on 11,12 November 2002 at Artesuono Recording Studio Recording & mixing engineer Stefano Amerio

Liner notes by Philippe Carles

Reviews

Il jazz di Rava è "pieno di vita"
E' stato pubblicato da poco il nuovo lavoro di Enrico Rava, uno dei musicisti più interessanti del panorama jazzistico internazionale, collaboratore, tra gli altri, di John Abercrombie, Joe Henderson, John Taylor, Archie Shepp, Richard Galliano, Lee Konitz, vale a dire alcuni mostri sacri della scena jazzistica mondiale.
Disco molto particolare questo Full Of Life, interamente arrangiato dallo stesso Rava e suonato in compagnia di un terzetto di tutto rilievo, comprendente Javier Girotto al sax baritono e soprano, Ares Tavolazzi al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria, all'interno del quale è possibile trovare diversi momenti musicali, diverse situazioni emotive, diversi stati d'animo, sintetizzati egregiamente in Mystère, brano oscillante tra una suspance ovattata e violente esplosioni acide. Momenti questi che ben rappresentano le diverse fasi di una carriera transoceanica ricca di diverse esperienze jazzistiche, impreziosita da molteplici influenze musicali, dalla musica sudamericana al funk, al rock, che hanno reso il suono del musicista friulano assolutamente unico ed incantevole.
14/07/2003rockshock.itMassimo Garofalo
FULL OF LIFE
La collana jazz della C.A.M. continua ad essere fonte di piacevoli sorprese. Questa volta abbiamo addirittura l'onore di ascoltare "Full of Life", l'ultima fatica di Enrico Rava, uno dei trombettisti più famosi del mondo, alla testa di un quartetto che comprende anche Javier Girotto al sax, Ares Tavolazzi al contrabbasso e Fabrizio Sferra alla batteria. Una formazione "piano less", come recita lo spettacolo che i quattro stanno portando in tournée, e simile per molti versi a quella formata anni addietro da Gerry Mulligan e Chet Baker. Ma, prima di addentrarci nella descrizione del cd, qualche breve considerazioni sui componenti del gruppo va naturalmente fatta. Ci sembra intanto inutile presentare Enrico Rava in quanto artista di fama mondiale. Certo, ci rendiamo conto che in Italia un musicista del calibro di Rava non avrà mai la stessa visibilità di un cantante di musica leggera o di un calciatore, ma a riprova di una affermata notorietà, lo abbiamo recentemente ammirato in televisione, ospite di Superquark. Ciò speriamo abbia contribuito a dargli una maggiore visibilità, anche se può aver corso il rischio di essere ricordato dagli spettatori come "l trombettista che accompagnava Piero Angela mentre suonava il pianoforte". Anche per Javier Girotto il discorso appare molto simile ed inoltre, del leader degli Aires Tango, e del suo superbo sax, abbiamo già parlato, recensendo un doppio ed un singolo cd, sempre della C.A.M. Spendiamo quindi qualche breve cenno sugli altri due componenti del gruppo, cominciando dal contrabbassista. Ares Tavolazzi è nato a Ferrara, dove ha studiato al locale Conservatorio violoncello e contrabbasso. Attivo fin dal 1969, ha lavorato con prestigiosi artisti della musica leggera quali Paolo Conte, Francesco Guccini, Mina, Eugenio Finardi e Lucio Battisti Dal 1973 al 1983 ha fatto parte dello storico gruppo d'avanguardia "AREA" insieme a Demetrio Stratos e Giulio Capiozzo. A partire dal 1982 ha iniziato la sua avventura nel campo jazzistico, partecipando al tour italiano di Gil Evans. Da quel momento ha collaborato con tutta una serie di jazzisti di fama mondiale quali Pat Metheny, Gary Bartz, Giorgio Gaslini e Guido Manusardi, solo per fare qualche nome. Numerosi anche i riconoscimenti ricevuti, come quello di miglior bassista italiano per tre anni consecutivi (1984-85-86) in una speciale classifica indetta da "Guitar Club", mentre nel 1987 gli è stato assegnato il premio "A.Willaert" come migliore musicista dell'anno. Curriculum altrettanto prestigioso quello del batterista Fabrizio Sferra, nato a Roma e attivo dal 1979, quando inizia la sua attività professionale con il West Trio, insieme al fratello Aldo. Negli anni seguenti si afferma sulla scena jazzistica a fianco di prestigiosi musicisti italiani e stranieri tra i quali: Chet Baker, Lee Konitz, Johnny Griffin, Toots Thielemans, Joe Pass, Kenny Wheeler, Massimo Urbani, Giovanni Tommaso, Franco D'Andrea, Rita Marcotulli, Antonello Salis. Dal 1983 al 1992, con Enzo Pietropaoli, fa parte dello Space Jazz Trio di Enrico Pieranunzi. Questo trio, nel 1988, si aggiudica il primo posto nel referendum indetto dalla rivista Musica Jazz come "Miglior gruppo Italiano". Numerosi sono i concerti tenuti da Sferra in ogni parte del mondo, ai quali vanno aggiunte circa trenta incisioni a fianco di musicisti italiani e stranieri. Attualmente è docente presso l'"Università Della Musica" e l'"Accademia Romana di Musica". Ritorniamo al cd, non prima di aver fatto notare la grande esperienza maturata da tutti i componenti del gruppo. Non è quindi un caso se dal loro incontro è scaturito un prodotto semplicemente eccezionale. Recensire un cd del genere può apparire di una semplicità disarmante in quanto tutti i brani proposti sono meravigliosamente interpretati e ricchi di un fascino particolare. Il recensore pigro, o a corto di spazio, potrebbe già chiudere qui, dopo aver citato e lodato gli artisti per la loro splendida interpretazione e aver apprezzato indistintamente tutti i brani che, nella maggior parte dei casi, s
01/08/2003www.16noni.itMarco Del Vaglio
Full of Life
Dopo l'esplicito omaggio a Miles realizzato insieme a Paolo Fresu, Plays Miles Davis, Enrico Rava torna a rendere tributo all'altro suo musicista di riferimento, Chet Baker - a distanza di qualche anno da Shades of Chet, realizzato per la Via Veneto Jazz sempre con Paolo Fresu. Full of Life è un lavoro che per certi versi ci sembra più indovinato del precedente, per quanto non ci sia qui un'aperta dichiarazione d'intenti, né tantomeno un repertorio che possa rimandare a Chet, trattandosi di 8 originals e di 3 standards di cui non ricordiamo versioni bakeriane. Ma al trombettista americano viene da pensare per la formula del pianoless quartet (con Javier Girotto che, quando imbraccia il sax baritono, non disdegna di fare il Mulligan), ma anche per certe atmosfere intime, ed ancora per un fraseggio agile che rimanda a certe registrazioni di Chet degli anni '50 (quelle con Charlie Parker ed Art Pepper, per intenderci); non ultimo, il titolo del CD, visto che pochi altri possono essere definiti Full of Life come Chet. Certo la formula del quartetto senza pianoforte non è nuova per il trombettista triestino, tornandoci subito alla mente lo straordinario Enrico Rava Quartet registrato negli anni '70 per la ECM, insieme a Roswell Rudd, Jean-François Jenny- Clark ed Aldo Romano, in una dimensione certamente più libera. (Ma, del resto, quale formula può risultare nuova per un musicista che opera in vari ambiti da più di 30 anni?) Undici tracce (con una take doppia) per un lavoro gradevolissimo nel quale fanno la loro indiscutibile parte Javier Girotto (bravissimo negli assolo al sax soprano, ma straordinario nel lavoro armonico al baritono), Ares Tavolazzi (per un accompagnamento sempre molto vario e ricco di spinta ritmica), Fabrizio Sferra (con un drumming sempre preciso e un pregevole lavoro di ricamo sui tamburi). Di Rava cosa dire? Forse che negli omaggi musicali resta sempre fedele al suo linguaggio, al suo suono, alla sua idea della musica, senza mai pensare di scimmiottare questo o quel musicista. (D'altronde, non ne ha bisogno). E che, quando magari si parla di qualche suo lavoro meno esaltante, occorre tener presente che ci troviamo sempre a livelli alti, molto alti.
05/09/2003www.allaboutjazz.com/italyFrancesco Varriale
Full of life
Per analizzare brevemente e presentare al pubblico il disco Full of Life può essere di aiuto fare un piccolo accenno ai musicisti che vi hanno suonato, per meglio intendere le "origini" e lo spessore di questo prodotto di casa Cam, una discografica che negli ultimi anni raramente ha tirato fuori lavori rivelatisi non di livello. Questo cd arriva infatti come l'ultimo della kilometrica discografia del trombettista Enrico Rava: classe 1943 (o 1939, come riporta alternatIvamente una delle pagine del suo sito web - vedi nota a fondo pagina) il trombettista triestino è molto probabilmente il più apprezzato musicista italiano di jazz, in patria come all'estero, dove ha collaborato e si è confrontato davvero con i più grandi. Da precisare, Rava ha fatto questo, dando non un "modesto contributo" (necessario per il debito inserimento nel curriculum), ma lasciando il segno nelle majors d'oltreoceano ed in tutta europa: freschissima a tal proposito l'onoreficenza francese che lo ha addirittura insiginito del titolo "Cavaliere delle Arti e delle Lettere", ricevuto per mano del Ministro della Cultura francese Catherine Tasca. Javier Girotto invece è un saxofonista relativamente "giovane" (classe '65), ma ugualmente famoso ed apprezzato. Non solo per la sua partecipazione (da leader) nel gruppo degli Aires Tango, e per le sue opere di ricerca della musica tradizionale (argentina, sua patria di origine), ma proprio per la sua duttilità musicale, sintomo di grande talento e capacità artistiche, oltre alla sua consolidata finezza interpretativa. Per quanto riguarda Ares Tavolazzi, si può anzitutto suggerire un rinvio diretto all'intervista illuminata (e per certi aspetti illuminante) che ha rilasciato proprio ai lettori di jazz convention in occasione della sua partecipazione al festival jazz Suoni Mediterranei - edizione 2000 - del chitarrista recentemente scomparso Giovanni Finizii. In seconda istanza vale ricordare che questo richiesto contrabbassista ha negli anni spesso caratterizzato la sua carriera artistica con scelte tanto audaci quanto diverse tra loro e sempre all'insegna della ricerca. Ciò facendo, ha operato nella sua vita professionale (come forse anche nella sua musica) più spesso rifiutando occasioni e proposte anzichè accettandole, preferendo voltare pagina invece di continuare a "rileggersi". Questo elemento discriminante può essere tradotto in una attitudine del contrabbassista ferrarese a guardare più al nuovo e a ciò che lo può arricchire musicalmente, tralasciando spesso di preoccuparsi di gonfiare il borsello. Su Fabrizio Sferra Jazz Convention riporta le parole di elogio di Maurizio Giammarco in un'altra intervista, rilasciata in occasione anche in questo caso della partecipazione del saxofonista (e dei suoi Megatones, di cui faceva parte lo stesso batterista) ai Suoni Mediterranei edizione 2001. E se all'epoca si era rimasti al premio di Musica Jazz per il Doctor 3 di Danilo Rea, il "ragazzo" ha continuato a farne di strada, suonando tantissimo e con i migliori. Fondamentale questa premessa, dunque, per dare credito all'ascolto di un pianoless quartet, come lo stesso Rava lo chiama nella pagina degli "appuntamenti" della sua web page: la formazione priva di pianoforte riecheggia sicuramente i lustri della fortuna di Don Cherry-Ornette Coleman, o ancora di più si avvicina a ritroso alla rivoluzione west coast degli anni '50 di Gerry Mulligan-Chet Baker. In tal senso, però, le note introduttive di Philippes Carles (Redattore Capo di Jazz Magazines, France) ben chiaramente osservano che il rimando forse è ad un lirisimo proprio di quel periodo, che prediligeva indugiare (in maniera magistrale) su tempi metronomici non propriamente fast. Ciò ovviamente non esautora in alcun modo la formazione di una identità stilistica notevolmente moderna, financo "latina" in alcuni punti: le voci di Rava e Girotto come improvvisatori sono straordinariamente abili e dedite all'interscambio e addirittura alla fusione in alcuni passaggi. Accade così ad esempio nella piacevolissima (e faceta quasi anche al di là del titolo) "Happiness is to win a big prize in cash".
04/09/2003www.theorein.itCarlo Costantin
Full of Life
Enrico Rava's new quartet has no piano or guitar. Already this is not only an anomaly for Italian jazzers, but also a rare occasion in the jazz world everywhere today. Rava's haunted mysterious lyricism has become more and more pronounced over the past decade, and his new band reveals the depth of commitment to exploring new avenues in it. With Javier Girotto on baritone and soprano saxophones, sensational bassist Ares Tavolazzi, and Fabrizio Sferra on drums, the makeup of this band is not unlike that of the Gerry Mulligan Quartet with Chet Baker. But makeup is where the similarities end. Rava's sense of adventure is wide-ranging and his restraint in tempo and multi-textural dynamics surpasses the concerns of Mulligan's pioneering experiments in harmony. For instance, the sprightly read of "Surrey With the Fringe on Top" is a commingling of two contrapuntal melodies meeting in the center of a harmonic structure geared to open on either end. On "Mystère," Girotto's statement of theme is halted after six notes before Rava enters, playing around those same notes and eventually creating a melody that whispers by on the changes, or perhaps in spite of them. The funky blues syncopation in Girotto's composition "Miss MG" plays on the staccato concerns of bebop before opening onto a theme that could have been written by Jimmy Giuffre for clarinet -- but here it is scripted for baritone sax and leads into of the most delightfully beguiling solos on the record. On other standards, such as "Moonlight in Vermont" and "Nature Boy," economy of space becomes the prime consideration for how the lyric line is developed. Tempos are taken slowly and purposefully and the ends of lines bleed into one another so that the notion of voice and song is ever present in the improvisation as well as in the theme and its variations. The title cut is the only real anomaly here, with its brisk tempo and flighty front-line statement, moving like something out of a Jack Sheldon/Art Pepper date with shifting time signatures. Ultimately, it's Rava, as soloist, arranger, and bandleader, who holds the keys to the smoky, lustrous world of sound and enchantment. And he uses his musicians to great purpose as they move all around the harmonic world, bringing out hidden delights and wonderfully executed tunes.
26/09/2003www.allmusic.comThom Jurek
Full of life
There is little doubt that trumpeter, Enrico Rava, has forged a solid reputation that reaches far outside his native Italy, and that places amongst the major players on the international scene. This latest release Rava, once again finds him playing in a context without a harmony instrument; and where at one time this would be considered outside the norm, we like the musicians find ourselves totally at home with such a line-up. There is a quiet and relaxed feeling that permeates throughout this date, and if the no piano/guitar, trumpet and baritone conjure up inevitable thoughts of the Mulligan/Baker Quartet then this is readily acknowledged in two of the standards in the set, a pensive "Moonlight In Vermont" and gently swinging "Surrey With The Fringe On Top" with superb brush work from drummer, Sferra, that allows the music to dance along at a delightful pace and eliciting good solo from both horn men. Of the originals, Rava's "Mystere" creates a dark and menacing backing for Enrico trumpet , whilst the title track, "Full Of Life" bounces along with it's joyous unison theme for trumpet and baritone, buoyantly supported by bass and drums. Irrespective of tempo, Rava will not be rushed and again produces a wonderfully melodic and logically constructed solo. Sure to bring a smile to everybody's face is the upbeat (what else could it possible be?) "Happiness Is To Win A Big Prize In Cash", and judging by the ebullient baritone form Javier Girotto, he may have been feeling relatively confident of hitting the jackpot! This is another recommended, high quality release from Cam Jazz, and a disc that will have broad appeal to visitors to the Jazz Views website. A quietly exciting mixture of originals and standards, and should further proof be needed check out Rava's superb arrangement of "Nature Boy" that fully utilises the chemistry between trumpet and soprano, with maximum input from bassist and drummer.
19/09/2003www.editmanager.co.ukNick Lea
Full of Life
Rava è il prezzemolo musicale del jazz italiano. E lo stesso potrebbe cominciare a valere anche per il deuteragonista del disco, largentino leader degli Aires Tango Javier Girotto. Abbondanza di presenze non vuol dire presenzialismo: nel senso che Full of Life non è dorata routine, non obbedisce a scadenziari imposti. E' il consueto, splendido disco di «puro jazz» che ogni tanto Rava si concede, col gusto di scegliersi musicisti di classe: oltre a Girotto, Ares Tavolazzi e Fabrizio Sferra. Qui si omaggiano le atmosfere del «pianoless quartet» di Gerry Mulligan, le soavi inquietudini californiane, ma non solo: impennate acide, aguzzi frammenti bebop, e una tirata lirica nella versione di Nature Boy che commuoverebbe anche i sassi.
27/09/2003Il ManifestoGuido Festinese
Enrico Rava - Full of Life
Rappelez-vous le contre chants du quartette sans piano de Gerry Mulligan avec Chet Baker, l'entrain apaisant, la caresse enjouée, la sensation permanente de richesse mélodique. Le trompettiste Enrico Rava réhabilite ce souffle tout au long du disque Full of Life, enregistré en 2002 à Udine avec son quartette italien.
Le baryton limpide de Javier Girotto lui donne la répartie, et la formation emmenée par la batterie chantante de Fabrizio Sferra retrouve les sonorités pétillantes et lyriques du carré magique de Mulligan. Sur Moonlight in Vermont et Boston April 15th , les phrases de Rava installent une atmosphère romantique, et invitent à la langueur des côtes chaudes…..
01/09/2003JazzmanBruno Pfeiffer
Full of Life - Disco del mese
Il modo migliore di vivere la maturità. Umana e artistica. Enrico rava sta per compiere sessant'anni ed è finalmente riuscito a veder riconosciuto il suo talento in tutto il mondo, a partire dall'Italia dalla quale si era allontanato giovanissimo nei '60 per andare a scoprire il "vero jazz" negli USA. E poi dovunque, come dimostrato, per esempio, dalle giornate dedicate a lui qualche tempo fa (e testimoniate su disco Label Blu) in Canada. Non si contano gli esperimenti e i gruppi che il trombettista ha messo insieme nell'ultimo ventennio utilizzando l'opera, i contesti elettrici con due chitarre, la sperimentazionepura, la sua dichiarata passione per le atmosfere latine (il tango in special modo). Sono stati spessissimo esperimenti riusciti che denotavano però, almeno a parere di chi scrive, una ricerca di consenso che adesso si è placata in quanto raggiunta. E l'album che Enrico Rava ha inciso oggi per la sempre più attenta e convincente CamJazz, piccola label nostrana figlia di una lunga e gloriosa tradizione di colonne sonore, è un disco rilassato, calmo, sereno ma proprio per questo bellissimo.

Il trombettista ha volutamente lasciato fuori il suo "compare" Stefano Bollani, al suo fianco in tanti recenti successi, e ha optato per un quartetto "pianoless" completato dal sassofonista argentino Javier Girotto, dal contrabbassista Ares Tavolazzi e dal batterista Fabrizio Sferra. IN Full of Life viene fuori una passione mai così apertamente dichiarata per le atmosfere che nei '50 incantarono il mondo del jazz attraverso le gesta del quartetto di Chet Baker e Gerry Mulligan. Girotto, che pure è eccellente al sax soprano e tenore, è qui attivo prevalentemente al baritono, ed è un prezioso alter ego per la tromba sempre lirica e ficcante di Rava e per il flicorno, che dona alle esecuzioni un sapore più nostalgico in linea con l'aroma melodico-latino che è l'altro punto di riferimento "forte".

L'album alterna gustose composizioni originali a classici del jazz, tutti affrontati con malcelato "abandon", come si può leggere nel libretto interno secondo una definizione dalla pianista e direttrice d'orchestra Maria Scheider. Rava ha un fraseggio caldo e melanconico che ben si sposa con l'irruenza qui assai contenuta di Girotto, che ricordiamo alla testa degli eccellenti Aires Tango e che qui sa essere perfetto complice di Rava con una tessitura melodico-ritmica di grande raffinatezza. La ritmica di Tavolazzi e Sferra compie un magistrale lavoro di sostegno oculato lavorando spesso in punta di spazzole o con cadenze bassistiche appena accennate ma incredibilmente efficaci. E' l'universo jazzistico di Rava che ne esce fuori, un universo che è passato per gli Stati Uniti, è transitato a lungo in America Latina (dove Enrico ha lasciato una buona fetta di cuore, e si sente) ed è poi ritornato in Italia, dove il Nostro oggi vive (esattamente in Toscana).

Difficile stilare graduatorie di merito, tanto l'album è omogeneo e i singoli brani complementari l'uno con l'altro. Dopo un ennesimo appagante ascolto abbiamo scelto l'ironica Happiness is to win a big prize cash, lo standard The surrey with a fringe... (in cui sembra proprio di ascoltare Chet e Gerry), la pensosa e intensa Nature boy pervasa di aromi notturni e davisiani, la vivace Miss MG di Girotto proposta in doppia versione e la breve ma incantevole title track, dove su un tema di chiaro stampo be bop il quartetto si lancia in un'esecuzione memorabile e serena.

Full of Life è davvero un grande disco a firma di un musicista che ha fortemente contribuito con la sua passione e il suo intusiasmo a far crescere il jazz italiano. Senza Enrico Rava, ne siamo certi, intere generazioni di musicisti - a partire dai suoi più giovani Colleghi Paolo Fresu, Flavio Boltro e Fabrizio Bosso, senza dimenticare Stefano Bollani - non avrebbero potuto e saputo spiccare il grande balzo. E ora che i capelli e i baffi si sono imbiancati, lui è ancora lì con la sua tromba a raccontare storie candide e appassionate. Un solo personal
06/09/2003AudioreviewMarco Crisostomi
Full Of Life - Jazzit likes it! oct 2003
Un quartetto pianoless in classico stile west coast. Si, proprio come quelli che negli anni Cinquanta impazzavano dopo l'illuminante apparizione di Chet Baker e Gerry Mulligan. Il rientro di Rava in studio, con una ritmica stimolante e ricca di idee, e un "contro-leader" ricercato e costruttivo come Javier Girotto, parte tutto da questi presupposti. Rava si muove da capobanda, indicando i percorsi guida senza avventurarsi in pazzeschi confronti, semmai restituendo e mettendo a disposizione di tutti quel bagaglio ineguagliabile di rimandi, di allusioni, di simbolismo interpretativo che incanta e che quasi commuove. Le versioni di titoli come Nature Boy e Moonlight in Vermount spiazzano per quel dialogo e quel raffrontarsi tra i due fiati che si allontanano dalla pretenziosità per avvicinarsi e stringersi come fossero pensieri percepibili. La scorrevolezza loquace del trombettista, l'avvenenza ruvida e rugosa di Girotto, sembrano quasi voler instaurare quel magico controcanto inscenato trent'anni fa con un altro prestigioso connazionale del sassofonista che fu Gato Barbieri. Altri pezzi, tra i quali Boston April 15th a firma di Girotto, il waltz di Mystere e la sorprendente magia di Vision - destinata a un sicuro futuro da standard - partecipano ugualmente al fluire del discorso, senza mai tradire lo spirito oscillatorio del progetto. Un disco perfettamente fedele alla passione per il jazz e a quell'impercettibile atto d'amore che continua ancora oggi a trascinarci.
01/10/2003JazzitGianmichele Taormina
Enrico Rava
Full of Life Enrico Rava me confiait voici quelque temps qu'avant d'être musicien de jazz, il avait été -- et restait encore de façon viscérale -- un fan de jazz. Indécrottablement amoureux des sonorités d'Armstrong, de Bix, Miles, Chet, Don… (pour ne citer que les trompettistes qu'il a depuis longtemps rejoints au panthéon des fans d'improvisation ternaire). C'est de cet amour immodéré du beau son et de la pulsation subtile qu'est né le présent quartette, où l'on trouvera sans peine les traces de ceux de Mulligan et d'Ornette, mais qu'on se gardera bien de confiner à l'influence de ces prestigieux prédécesseurs. Flanqué de Javier Girotto, excellent saxophoniste argentin établi en Italie, et d'une rythmique transalpine qui rivalise de finesse et de dynamisme, Rava y réinvente, avec une apparente ingénuité qui cache des trésors de subtilité souriante, l'art de la conversation à quatre voix qui, à l'instar du quatuor à cordes en musique classique, constitue un des sommets de ce que le jazz moderne peut offrir à l'auditeur averti. Une heure de ravissements raffinés, d'émotions savamment distillées, de mélodies ingénieusement modulées, de rythmes toniques ou habilement suggérés : voici la vision d'une musique marquée au coin de la vitalité et de la plénitude que nous propose "Full of Life". Ne pas suivre Rava sur un parcours aussi riche de plaisirs et de promesses serait proprement insensé
01/11/2003JazzmagazineThierry Quénum
Enrico Rava - Full of Life
Enrico est un de mes trompettistes favoris. Son côté ruffian mâtiné de Miles et de Chet, associé à Javier Girotto au soprano mais surtout au baryton, Ares Tavolazzi à la contrebasse et Fabrizio Sferra à la batterie, tous dans une suprême décontraction, voilà qui évoque irrésistiblement les quartettes sans piano de Gerry Mulligan ou l'association Ornette Coleman - Don Cherry. Mais ces Ragazi du 3ème millénaire sont surtout eux-mêmes dans les fascinantes compositions de Rava Mystère - Recuerdos - Happiness...in cash - Full of Life et Visions et aussi dans le traitement original du plus beau thème de jazz, le Nature Boy d'Ahbez. A dèguster sans modération.
01/11/03Jazz Forum InternationalPierre Lapijover
Full Of Life
Continua il momento d'oro di Enrico Rava, uomo-simbolo del jazz italiano assieme a Trovesi e pochi altri solisti di assoluta eccellenza. Il trombettista ci ha abituato alle svolte più imprevedibili nell'ultimo quindicennio della sua carriera, e soprattutto ad una progettualità costante, polimorfica, quasi un'inquietudine esistenziale trasfusa in situazioni completamente diverse le une dalla altre. Ecco allora un disco di puro, immacolato jazz, un primo amore omaggiato qui con un senso di abbandono lirico così intenso e struggente da commuovere. Ecco allora la scelta del quartetto senza pianoforte, come Gerry Mulligan con Chet Baker: e non a caso c'è uno strepitoso Javier Girotto, qui, al sax baritono e soprano. Quasi fatata l'intensa leggerezza delle tracce: suggeriamo di partire dalla versione da brividi di Nature Boy, settima traccia, per comprendere il senso di questo ennesimo passo.
09/12/2003www.worldmusiconline.itGuido Festinese
Enrico Rava - Full of Life
Inutile de le nier, tout instrumentiste a un jour décidé de commencer ou de continuer son apprentissage musical en suivant les traces d'un "grand" musicien. Son compatriote et ami Paolo Fresu a choisi de suivre celles de Miles Davis. Enrico Rava, lui, s'est tourné vers celui qui était considéré en son temps comme le play-boy du jazz : Chet Baker. Les deux hommes ont successivement enregistré deux hommages à deux voix : Shades of Chet (1999) et Play Miles Davis (2002). Pour ce disque, Rava a choisi un quartet sans piano, remplaçant ce dernier par un saxophoniste baryton : Javier Girotto. Comme Gerry Mulligan durant sa collaboration avec Chet, Girotto instaure un jeu de cache-cache subtil et trouve magnifiquement sa place. Girotto sait qu'un saxophoniste baryton doit avant tout être modeste et avoir un grand sens du swing. Full of Life est un disque plein de finesse et de force. L'entrée en matière, avec Recuerdos, donne le ton. Rava est en pleine forme ! Son son à la fois rond et cuivré) lui permet d'interpréter les standards avec une grande modernité. Nature Boy est le point d'orgue de ce disque. Rava nous transmet une tension et une fébrilité impressionnantes. Enrico Rava déçoit très rarement. Ici, il confirme magnifiquement son talent et sa sensibilité.
07/01/2004www.citizenjazz.comXavier Encinas
Enrico Rava - Full of Life
(...) Il quartetto pianoless è solo in parte considerabile come un omaggio a Gerry Mulligan e Chet Baker, poichè in realtà si tratta di un articolato percorso nel mondo musicale del leader, pervaso da quella che Philippe Carles definisce, nelle note di copertina, un'intimità affettuosa, cui si può aggiungere anche una vena malinconica, un lirismo meditativo. Interessante è il fatto che la musica si muova all'interno di un ampio spettro agogico, con sfumature che dal largo portano all'allegro, sviluppando talvolta anche quell'arioso gioco contrappuntistico tipico dell'organico scelto, cui Girotto apporta le proprie qualità di compositore e la ritmica quelle di una magistrale adesione al contesto (...)
01/01/2004Musica JazzMaurizio Franco
ENRICO RAVA/Full of Life
40 years on into his career the esteemed Italian trumpet player continues to build his reputation with innovation and ever growing and deepening chops. A layer that can stand toe to toe with any of the creme de la creme you favor, this hot little set uses some off beat instrumentation to swing and sway and deliver a fine time. A little cutting edge, a taste of mainstream and all Rava. A find for contemporary tastes. 5007 (CAM Jazz)
14/07/05MIDWEST RECORD RECAPChris Spector
Full Of Life
CamJazz continues to dominate the European jazz market (only ECM comes close in quantity and quality of recent releases) with another set of CDs featuring a prominent Italian jazz musician. This time the featured artist is trumpet and flugelhorn player Enrico Rava, featured on both the Tommaso-Rava Quartet's La Dolce Vita and on the pianoless quartet CD Full of Life. Full of Life finds Rava, together with saxophonist Javier Girotto, heading a pianoless quartet which immediately invites comparison with the most famous such quartet, that featuring Gerry Mulligan and Chet Baker. Such groups can fail if the lead players aren't simpatico, or if the rhythm section isn't sturdy or can't sustain interest without the addition of a chordal instrument. Neither is the case here, as Girotto (a graduate of studies at the Music Conservatory in Cordoba, Argentina and Berklee College of Music in Boston) is the perfect match for Rava's romantic style. He offers not only baritone sax work on this disc, but also soprano, which helps vary the tonal colors at the group's disposal. Bassist Ares Tavolazzi and drummer Fabrizio Sferra show right out of the gate that they're here to play, nailing the Latin American rhythms of Rava's "Recuerdos" and keeping it solid and interesting throughout. At the same time, they can float like the proverbial butterfly, as on the wistful reading of "Surrey With the Fringe on Top." Here the group sounds very much like the Mulligan/Baker group (with Rava on flugelhorn), but the clarity of the group's vision keeps it from sounding like a mere imitation. Those looking for more upbeat, boppish fare will enjoy a couple of originals presented here. Girotto's composition "Miss MG" bristles with energy, and is presented in two different versions (an alternate take is included at the CD's conclusion). Rava's "Happiness Is To Win a Big Prize in Cash" rumbles along like a gaily-painted Baja dune buggy rolling along the Mexican countryside, serenaded by slightly off-kilter mariachis. The group's rendition of the famous ballad "Nature Boy" offers up all the mystery and exotic nature of the song's lyrics and mythology during the course of its eight-minute span. Like some other recent CamJazz releases, this one was recorded and released previously in Europe (Full of Life was recorded in Udine in November 2002), but that makes little difference to American jazz fans who will want to hear this excellent recording featuring some of Italy's finest jazz musicians.
01/08/2005www.jazzitude.comwww.jazzitude.com
Enrico Rava: Full of Life
Full of Life reveals a different musical side of Enrico Rava, one devoid of the round, mid-register sepia tone of La Dolce Vita. Rava presents a bright and playful tone, one not afraid of taking chances, albeit those chances do not stray far from the mainstream.
On Full of Life, Enrico Rava is the sole leader of a pianoless, trumpet/saxophone-led quartet with a pronounced creative edge to it. Three standards and eight originals comprise the song list with the composing duties shared between Rava and reedsman Javier Girotto. The pliable rhythm section of bassist Ares Tavolazzi and Fabrizio Sferra provide the solo instruments both room and cushion, while being allowed generous solo time for themselves.
The opening piece, Rava's "Recuerdos," illustrates a facet of all band formats lacking harmony instrumentation (e.g., piano, guitar): the absolute requirement for competent arrangements. Rava and Girotto follow one another through the head arrangement in a way reminiscent of Miles Davis and John Coltrane on Gil Evans' seminal quintet arrangement of "Round Midnight". The relationship of brass to reeds is one of counterpoint, each instrument touching the other at precise harmonic times. If this sounds oddly familiar, it should. Gerry Mulligan and Chet Baker made a cottage industry of the method 50 years previous. It was no mistake then that Mulligan was one of the finest arrangers working. He had to be to pull off what he did with his pianoless quartet. Now as then, the combo effect is one of careful craftsmanship, a delicate crochet of notes seemingly held together by nothing.
Rava continues the recital with an arresting take on the Rodgers and Hammerstein chestnut "The Surrey with the Fringe on Top." The listener cannot help but think of Miles Davis' performance during his marathon 1956 Prestige sessions with his first great quintet before moving to Columbia. Rava's tone is too close; however, is approach is not. Rava drops notes, adds notes, until by the end of the head it is apparent what the song is. Girotto provides a bouncy baritone behind Rava and when the two trade solo places, Rava does the same. "Moonlight in Vermont" gets much the same treatment, a beautiful ballad played beautifully.
Of the originals, Rava's "Visions" proves most compelling with the introductory baritone figure building the foundation for a swinging conversation between brass and reeds. The rhythm section suspends the soloists without tethering their individual explorations. In fact, that may describe the approach to the entire recording and why it works as well as it does.
03/08/2005www.AllAboutJazz.comC. Michael Bailey
Full of Life
A lyrical trumpeter with a mellow tone and soft-edged motions, Enrico Rava brings a delicious sound to the forum. His piano-less quartet maintains a focus on embellished melodies and creatively improvised airs. Their combined textures leave space for the quartet's harmony to breathe. Without clutter, they give their audience a feeling of openness. The music simply floats around the room like falling leaves. Rava's original "Mystere" moves slowly with baritone saxophone and trumpet textures, producing an eerie plot. Life's full of mysteries, after all, and the piece lets the quartet explore some of that exoticism. Trumpet and soprano saxophone interpret "Nature Boy" with a heavy heart. Emotions run far and wide as the quartet takes this familiar message and reinterprets it with charming elegance. Rava moves into his highest register for effect, only to have his say. It's not about showing off technique or anything like that. Instead, he's able to express the timeless meaning of this piece through his trumpet in a genuine and sincere manner. Rava's "Full of Life" swings with the spirit of Chet Baker and Gerry Mulligan as trumpet and baritone saxophone parade in a celebration of straightahead jazz. The groove identified by the quartet fits the situation. Solos around the room further the tradition that we've followed for more than a century. The slow, melodic outpouring from several original selections, coupled with the fast and happy rhythms of other pieces, makes Full of Life easy on the ears and fastened to our intellect. Baritone saxophone and flugelhorn combine to bring us an interpretation of "Moonlight in Vermont" that floats gently on the breeze. Creative in his direction and musically exciting in his arrangements, Rava brings us a highly recommended album that's filled with life's natural pleasures.
11/08/2005www.allaboutjazz.comJim Santella
Full of Life
In a recent AAJ article, Marc Meyers makes a strong case for a new mainstream in jazz, championed by artists like trumpeters David Weiss and Dave Douglas, as well as the improvisationally and compositionally rich SF Jazz Collective. But it's worthwhile to note that there are still artists out there mining the legacy of the more conventional mainstream for new riches. Italian trumpeter Enrico Rava, who enjoys a reputation as a fearless improviser in a multitude of contexts, chooses to examine that legacy on this '02 session for the Italian Cam Jazz label. Full of Life was recently issued in the US as part of Cam's distribution deal with Sunnyside Records. While only three standards appear in the eleven-song programme, the rest--composed by Rava and saxophonist Javier Girotto--feel equally locked in time, but in a way that doesn't diminish their freshness. One reason is the lineup: a quartet fleshed out by bassist Ares Tavolazzi and drummer Fabrizio Sferra. Lacking any kind of chordal accompaniment, this instrumentation is generally more closely associated with the free jazz explorations of Ornette Coleman's classic quartet or, more recently, John Zorn's Masada and Dave Douglas' Magic Triangle quartet. And, to be sure, while Tavolazzi and Sferra keep things on form throughout, they stretch time in a modernistic fashion, instead of relying on the swing-defined rhythmic tendency of most mainstream ensembles--and that's one definition, if there is such a thing, of a European jazz approach. Another reason is that Girotto's saxophones of choice are the soprano and baritone variety. While the soprano entwines with Rava's trumpet and flugelhorn seamlessly and organically, the lower range of the baritone creates an inherently larger sound that makes the front line sometimes sound bigger than it is. And it's no coincidence that Rava chose to work with a baritone player, since his music makes clear references to work by Gerry Mulligan and his collaborations with Chet Baker. In fact, the generally soft ambience of the entire set is in clear homage to the West Coast Cool of which Mulligan and Baker were such instrumental parts. There's an uncanny sense of the familiar in tunes like Girotto's swinging "Miss MG" (of which two versions are presented here), the soothing bossa of Rava's "Recuerdos," and the ambling "Happiness is to Win a Big Prize in Cash" that makes them feel of a kind to the standards: "The Surrey With the Fringe on Top," where Rava breaks up the familiar theme with well-placed rests, the balladic elegance of "Moonlight in Vermont," and a dark-hued reading of "Nature Boy." But as much as form plays a major role, the interplay between Rava and Girotto suggests more openmindedness at work. "Nature Boy," in fact, often hints at more than it actually states, from both the front line and the rhythm section. It's this kind of liberal approach that makes Full of Life avoid the conventional, even as it remains clearly respectful of its roots.
20/08/2005www.allaboutjazz.comJohn Kelman
ENRICO RAVA FULL OF LIFE
Rava is such a beautiful trumpet and flugelhorn player that he can exalt almost anything simply by playing it straight. He does much more than that here, of course, engaging delicately with an excellent Javier Girotto (baritone/soprano) in a piano-less quartet completed by Ares Tavolazzi (bass) and Fabrizio Sferra (drums), a format that inevitably recalls the Gerry Mulligan-Chet Baker Quartet. The results are full of a savoury melodic charm, not least because the variety, character and sheer attractiveness of the originals (mostly by Rava, with two by Girotto and one by Tavolazzi) allow full flow to the front line's lyricism. Three standards complete the fare on a release that, although it attempts nothing remotely extraterrestrial, is full of an insinuatingly graceful interplay hard to resist.
12/08/2005The Irish TimesRay Comiskey
Enrico Rava Full of Life
At this year’s Montreal Jazz Festival, Pat Metheny was the artist-in-residence, interacting with multiple musical partners during his “invitational” concerts. During one marathon show, Metheny commented that “trumpet consciousness was always deep inside me”, and then introduced one of his longtime favorites on the instrument, the eminent Italian trumpeter Enrico Rava. The pair spun some enchanting webs around “Smile” and “Solar” before joining a larger group. The shining hour belonged less to Metheny than Rava, who, for decades, has been one of the jazz trumpet’s poets deserving wider recognition.
With his sure and understated tonal palette, his innately lyrical phrasing, and dry humor, Rava, at 66, seems evermore a giant in jazz but too seldom recognized as such, partly because of his status as a “European jazz” player. But Rava’s music soars over borders.
More than two sides of Rava emerge on a fascinating pair of new titles on CamJazz, finding the horn player interacting with separate groups of fine Italian players. “Full of Life” features Rava in a flexible, spacious, and chordless quartet on revisited standards and complementary originals, while “La Dolce Vita” is a celebration of film music and Rava’s love thereof, with the Tommaso-Rava Quartet, this one proudly featuring piano. Every time pianist Stefano Bollani solos, it’s an intriguing and never rote occasion. Bassist Giovanni Tommaso also wrote material, and the album’s literal centerpiece is an inventive jazz arrangement of Nino Rota’s great score for the Fellini classic “La Dolce Vita”.
Rava’s title track for “Full of Life” is a bright, post-boppish tune that could nod to Clifford Brown’s “Joy Spring” and brings out the cool charms of his group, with Javier Girotto on baritone and soprano saxes, double bassist Ares Tavolazzi, and drummer Fabrizio Sferra. The album kicks off with Rava’s medium-heat Italo-samba “Recuerdos” and turns woozy waltztime with Rava’s “Mystere”.
In short, the new CamJazz titles provide two more fine reasons to bend an ear Rava’s way.
15/10/05JazzizJosef Woodard
Enrico Rava – Full of Life
La destilación y la altura alcanzadas por “Easy Living y The Words and the Days” (ECM) invitan a reconsiderar toda la obra reciente de Enrico Rava. Habrá quien busque el inicio de este periodo dorado sin encontrar una respuesta definitiva, salvo la excepcionalidad de un disco como “Duo in Noir” (Between the Lines), junto a Ran Blake, y un reguero de enormes interpretaciones en “Montreal Diary” o “Shades of Chet”, hasta toparse con este “Full of Life”, un disco atípico, inesperado, fuera de la línea de las últimas producciones del trompetista italiano.
Para empezar, el grupo es poco familiar, con el saxofonista argentino Javier Girotto como segunda voz, y una rítmica que se revela como muy eficaz para los propósitos del grupo, en especial con las propulsivas y melodiosas líneas del contrabajista Ares Tavolazzi. Ese propósito no es otro que el de ofrecer una música que en todo momento canta, ya sea en el registro lírico en el que se mueve Rava en sus piezas y en los estándares elegidos, como en las piezas que proporciona Girotto, líder de Aires Tango, que sin referirse directamente a sete tipo de música, participan de su ambiente emocional.
La combinación Rava-Girotto es espléndida, con un barítono nada ronco y un soprano que roza lo chillón, pero se mantiene sin romperse lanzando contralíneas al trompetista. En el tema que da título al disco hay referencias al modelo West Coast sin instrumento de acordes, algo que aparece y desaparece a placer a lo largo del álbum (escúchense la preciosa combinación de timbres y contrapunto en “Recuerdos”, de Rava, o en la memorable “Boston April 15th” de Girotto).
Como es habitual en los últimos álbumes del trompetista, hay revisiones continuas de sus temas; aquí, “Visions” o “Happiness is to Win a Big Prize in Cash”, compuesta con motivo de la concesión del Jazzpar Prize a Rava. Comparar la primera con la tan formidable lectura alcanzaba en su último ECM, es percibir que diferencia de óptica opera en este disco. Las versiones abundan en lo lírico, con un desolado “Nature Boy”, y un no menos emocional “Moonlight in Vermont”. Si en los últimos álbumes de Rava para el sello alemán hay un placentero abandono, una delectación en lo paralizado, hay sin embargo en este “Full of Life” un dinamismo y algo ligeramente inubicable que lo dota de una gran frescura y capacidad de sorpresa.
26/04/2007www.tomajazz.comÁngel Gómez Aparicio