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Enrico Pieranunzi

Fellinijazz

Cam Jazz CAMJ 7761-2

kenny wheeler chris potter charlie haden paul motian

Item: full_album_8024709776129_CD

Artists :
Enrico Pieranunzi ( Piano )
Chris Potter ( Tenor And Soprano Sax )
Paul Motian ( Drums )
Kenny Wheeler ( Trumpet, Flugelhorn )
Charlie Haden ( Bass )
Release date
Sep 5, 2003
Duration
0:63:45
Barcode
8024709776129

A musical tribute to the legendary film director.
Memorable themes performed in a jazz style by artists endowed with a soul without frontiers which exalt the extraordinary Fellini melodies.
"Italian pianist Enrico Pieranunzi is no stranger to tribute albums, with homages to Wayne Shorter, Bill Evans and film composer Ennio Morricone among his post-millennium credits. On Fellini Jazz he turns his attention to "inventing a new and in a completely original way" the sonic world of director Federico Fellini. Pieranunzi addresses six Fellini soundtrack compositions by Nino Rota and one by Luis Bacalov, and adds two originals, crafting evocative, discursive arrangements that transmute the harmonic strategies of Shorter and Evans into poetic personal argot. He tells a story on each solo and guides his guests' ensemble-oriented leading men Kenny Wheeler, Chris Potter, Charlie Haden and Paul Motian, all navigating with appropriately off-kilter interpretations that hew resolutely to the melody, through their respective journeys with grace." (source: Downbeat, T.Panken)

This digipak edition includes a 16-page color booklet filled with photographs taken during the sessions, and unique liner notes by Ira Gitler and Enrico Pieranunzi.


Recorded in March 2003 at Forum Music Village


Recording & mixing engineer Luciano Torani

Reviews

FelliniJazz: cinque star per Federico
Secondo Enrico Pieranunzi, grande del jazz italiano e 'anima' di FELLINIJAZZ (CAMJAZZ), il 'movimento' e' la qualita' comune al cinema del regista riminese e al gusto dell'improvvisazione che ispira le star riunite per il progetto. Che e' quello di affidare alcuni degli score piu' belli della cinematografia di Fellini (rigorosamente editi dalla Casa romana e firmati da Nino Rota e Luis Bacalov) a un team che riunisce il Gotha del jazz contemporaneo: il trombettista Kenny Wheeler, il bassista Charlie Haden, il batterista Paul Motian, il pianista Enrico Pieranunzi e il saxofonista Chris Potter. Nella rosa delle iniziative per il decimo anniversario della scomparsa del regista, questa e' di sicuro una fra le piu' 'golose'. L'inedita formazione (l'occasione crea straordinarie sinergie: Haden e Wheeler, per esempio, non hanno mai registrato insieme prima) gia' sulla carta garantisce il livello del prodotto. La qualita' si trasforma poi in emozione quando si ascolta il contrabbasso di Haden alle prese con il tema di I vitelloni, quando il sax di Potter 'rilegge' La strada, o quando la malinconia di Amarcord si affida alla tromba di Wheeler che passa poi a 'ricamare' sul tema di La dolce vita. L'album e' completato da due rielaborazioni dello stesso Pieranunzi: Cabiria's Dream e Fellini's Waltz.
04/09/2003Film TVDaniela Zacconi
Fellini in Jazz
Quintetto di prestigio per ricordare il Maestro Fellini a dieci anni dalla sua morte (il 31 ottobre 1993). Nei suoi quarant'anni di carriera, aveva girato 24 films, vinto cinque oscar e ricevuto numerosi altri premi. La Cam, editore musicale di gran parte delle colonne sonore dei film diretti dal Maestro (composte per la maggior parte da Nino Rota), a nome della CamJazz, riunisce in una formazione "all star" il ghota del Jazz internazionale, facendogli reinterpretare le musiche che hanno segnato la storia della cinematografia internazionale. Il pianista romano Enrico Pieranunzi ha rivisitato in versione jazz colonne sonore di film come La dolce vita, Otto e mezzo, La città delle donne, Amarcord, La strada, oltre ad aver inserito due composizioni inedite ispirate allo stesso Fellini, Cabiria's Dream e Fellini's Waltz. Ad accompagnarlo in questa avventura Charlie Haden (basso), Paul Motian (batteria), Chris Potter (sax) e Kenny Wheeler (tromba). Il disco miscela elegantemente, in contesti sempre molto raffinati, l'improvvisazione jazz e le armonie delle musiche di Nino Rota, impastando sonorità acustiche all'insegna sempre della massima musicalità. Pieranunzi smonta e rimonta temi già noti e ce li fa rivivere in un'atmosfera diversa, forse più intensa, dato che stavolta le musiche non hanno il "limite" di dover accompagnare le immagini, ma possono spiccare il volo da sole verso qualsiasi lido. Ne viene fuori un sapiente uso delle esperienze jazz dell'artista finalizzate alla proposta di una musica altamente creativa e mai scontata. Il Cd (registrato a marzo neglio studi romani del "Forum Music Village") sarà disponibile nei negozi a partire dai primi giorni di ottobre (ora è disponibile solo sul sito della Cam Jazz), mentre sarà possibile ascoltare Fellini Jazz dal vivo a Roma, il 30 ottobre al Parco della Musica (Sala Giuseppe Sinopoli), dove Pieranunzi si esibirà con la sua band.
08/09/2003www.rockshock.itAlfredo Fiore
FELLINI JAZZ
FELLINI JAZZ E. Pieranunzi, C. Haden, K. Wheeler, C. Potter, P. Motian Dieci anni fa , esattamente il 31 ottobre 1993, moriva a Roma Federico Fellini, il regista più innovativo e originale che il cinema italiano abbia mai prodotto. Fra le tante manifestazioni, mostre, proiezioni e dibattiti, la città di Roma in collaborazione con l'etichetta Cam è riuscita nell' intento di rendere un omaggio musicale in chiave jazz al maestro riminese. E' nato quindi per l'occasione un supergruppo di livello internazionale, come l'avvenimento richiedeva: Pierannunzi al pianoforte, Haden al contrabasso, Wheeler alla tromba, Potter al sax e Motian alla batteria. Il risultato accontenterà tutti gli appassionati e non solo. Una formazione da Blue Note anni Sessanta tutta impegnata a riarrangiare i celebri brani di film come Amarcord, I Vitelloni, La Dolce Vita, La Strada; un ensemble eccezionale al servizio di un maestro della fantasia ma anche un omaggio a chi quelle immagini oniriche e surreali, spendide e assolute, le seppe poi trasformare in note: quel Nino Rota che Federico Fellini definiva esplicitamente "la musica".
30/08/2003www.ilsecoloxix.itAntonello Mura
Elegante omaggio pianistico a Fellini
L'accoppiata cinema-jazz è ormai una moda, ma Pieranunzi sa trattarla con originale eleganza. Per onorare il più famoso regista italiano e i suoi compositori prediletti (Rota, Bacalov), il prestigioso pianista romano ha riunito in Fellini Jazz alcuni campioni con i quali ha lunga consuetudine: Paul Motian alla batteria, Charlie Haden al contrabbasso, Kenny Wheeler alla tromba e il giovane Chris Potter ai sax. Già l'insolito ensemble merita l'ascolto, ma il fatto è che il gruppo suona benissimo, grazie anche agli arrangiamenti del leader che scopre nuove angolature, spesso spiazzanti, in temi celeberrimi. Tanto che alcuni (Il bidone , La dolce vita ) sono affrontati in doppie, diversissime versioni. Un cd da centellinare e da riascoltare fino a scoprirne gli aromi più nascosti. ENRICO PIERANUNZI «Fellini Jazz» (Cam)
17/09/2003Corriere della SeraClaudio Sessa
FELLINIJAZZ
Non sappiamo quanti e quali siano state le manifestazioni organizzate in occasione del decennale della morte di Federico Fellini. Di certo, una delle più indovinate ed originali è quella proposta dalla C.A.M., nella sua collana jazz, che ha reso possibile un progetto di Enrico Pieranunzi al limite dell'utopia musicale. Il grande pianista ha pensato, infatti, di omaggiare la memoria del genio romagnolo, creando una serie di arrangiamenti jazz dei motivi di alcune colonne sonore felliniane, composte per la maggior parte da Nino Rota. Fin qui si potrebbe pensare ad un'operazione, di per sé interessante, ma che rientra in canoni abbastanza normali. Senonchè, Pieranunzi non si è limitato a trasformare parte del materiale "rotiano" nel linguaggio che gli è congeniale, ma è riuscito a coinvolgere tre mostri sacri, come Kenny Wheeler (tromba), Charlie Haden (contrabbasso) e Paul Motian (batteria) ed un quarto, Chris Potter (sassofono), più giovane di tutti ma anch'egli ormai affermato virtuoso. Il risultato finale è un cd che sarebbe riduttivo definire evento, in quanto il vocabolo ha perso gran parte del suo significato originario. Preferiamo perciò parlare di disco dalle caratteristiche uniche e irripetibili, per la caratura dei solisti che hanno partecipato all'incisione, alcuni dei quali, come Haden e Wheeler, non si erano mai incontrati in precedenza. Comprensibile, quindi, che Pieranunzi, nel libretto di copertina del cd, parli di sogno e di incredulità da lui stesso provati, nel momento in cui l'iniziativa è andata a buon fine. Il disco comprende arrangiamenti delle musiche de "I vitelloni", "Il bidone", "La città delle donne" (l'unica colonna sonora non di Rota, ma di Bacalov), "Amarcord", "La dolce vita", "La strada" e "Le notti di Cabiria". Ad essi vanno aggiunti "Cabiria's Dream" e "Fellini's Waltz" scritti per l'occasione da Enrico Pieranunzi. Fin dal brano iniziale si può notare come i motivi di base vengano rielaborati dando vita ad un caleidoscopio di colori e sensazioni molto difficili da descrivere. Ogni musicista fornisce un'interpretazione magistrale, sia quando è impegnato in un assolo, che nel momento in cui ritorna ad essere parte integrante del quintetto, per cui, mai come in questa occasione, risulta impossibile formulare preferenze nei confronti di un solista in particolare. Lo stesso dicasi per i brani, molti dei quali, come quello familiare e un po' inflazionato di "Amarcord", sotto l'abile mano di Pieranunzi assumono contorni nuovi ed assolutamente imprevedibili. Molto altro ci sarebbe da dire, ma il modo migliore per comprendere ciò che abbiamo tentato di descrivere, è quello di acquisire il cd, che sarà sul mercato a partire da questo mese. Prima di chiudere desideriamo segnalare l'appuntamento del 30 ottobre, vigilia del decimo anniversario della morte di Fellini. In quella data il quintetto, composto da Wheeler, Potter, Pieranunzi, Haden e Motian, si esibirà nella Sala Sinopoli dell'Auditorium del Parco della Musica a Roma, dando vita ad un concerto che sicuramente sarà ricordato a lungo.
01/10/2003www.16noni.itMarco Del Vaglio
Fellini Jazz
Jazz and the movies have quite often worked hand in hand, from the cartoons, films of the thirties when jazz was the popular music of the day (with Hollywood even making films about Benny Goodman and Glen Miller) and even today traces of jazz will emerge within many a movie score. This latest release from the Italian label CamJazz pitches together pianist, Enrico Pieranunzi, with a veritable star studded line-up to play his arrangements of movie scores written for films directed by Federico Fellini. I cannot comment on how the music stands alone, without the images or storyline from the films, as many of the movies in question are from the fifties -- at least a decade before I was born. But what does stand out is the quality of the compositions, and the fact that they do stand up well as vehicles for jazz improvisation, which I suspect has much also to do with the arranging skills of Pieranunzi himself. The relative newcomer, Potter, and veteran Kenny Wheeler, make a sympathetic front-line with their contrasting timbres blending seamlessly to create a wonderful ensemble passages filled with tension and drama. Potter is excellent on tenor on "Amarcord" and the driving "Il Bidone" (part 1?) with his strident and swaggering solo; and his sinewy soprano setting the mood for the opener "I Vitelloni". Kenny seems to relish the tango "La Citta Delle Donne" ("City Of Women") his muted trumpet dancing with each of the ladies in turn, whilst elsewhere his ensemble playing is absolutely spot on, speaking volumes with an inflection here, a smear there. Knowing Kenny's high standards he has often said that he cannot recall a solo that he has ever been happy with, so perhaps we the listeners should be the judge of that, and if I may be so bold as to suggest taking a listen to contribution to "La Dolce Vita" from quiet beginnings to it's turbulent climax and jostling with the tenor of Chris Potter. The bass and drums team of Haden and Motian is a pure delight, and one can sit back and relish in the glorious interplay between the two. Master craftsmen who lift the music with a harmonic and rhythmic framework to die for. Pieranunzi quite simply excels throughout, and two of his previous releases have been reviewed elsewhere on the CD database, in glowing terms by Euan Dixon. Here away from the more familiar surround of the trio he shows his total empathy with what is happening around him, never getting in the way, but simply following the music and allowing it to flow effortlessly. Too many good solos to mention in the context of a review, but needless to say he closes this superb set with his own composition "Fellini's Waltz" , a fitting tribute to the dedicatee. Those who have heard the pianist's work before will need little encouragement to check this out, and if you haven't it's high time you did. Another one on the shortlist for CD of the Year.
13/10/2003www.jazzviews.co.ukNick Lea
FelliniJazz - CD of the week
Fellini's films were funny, sad, compassionate and clear-eyed in their view of human nature and the way it's circumscribed by circumstance. Their impact was always reinforced by the evocative power of music. It's something obviously appreciated by Enrico Pieranunzi in this beautiful exploration of themes from some of Fellini's finest. Permutating a stellar quintet of Kenny Wheeler (trumpet/flugelhorn), Chris Potter (tenor/soprano), himself on piano, Charlie Haden (bass) and Paul Motian (drums), he gets a series of sublimely unified and sensitive performances from these great musicians.

In itself this is remarkable, since each is a strong personality in his own right. It's as if Pieranunzi has managed to draw them into Fellini's world and, in the process, tapped into a shared ground of emotional response to evoke a variety of moods, from the heart-rending tenderness of Amarcord at one end, to the mocking and gradual descent into wildness and debauchery of the two La Dolce Vita performances at the other. The album also abounds in glorious examples drawn from La Strada, I Vitelloni, Il Bidone, La Città delle Donne and Le Notti di Cabiria, almost all written by the great Nino Rota, as well as two superbly apposite compositions by Pieranunzi who, incidentally, enjoys incredible rapport with Potter in particular. Marvellous.
09/10/2003The Irish TimesRay Comiskey
Enrico Pieranunzi - FelliniJazz
Editeur de la plupart des bandes originales des films de Federico fellini, il était logique qu'au moment de créer un département réservé au jazz (CamJazz), le label italien Cam associe celui-ci à quelques projets d'essence cinématographique. Ainsi, après La Dolce Vita gravé par un quartet codirigé par le contrebassiste Giovanni Tommaso et le trompettiste Enrico Rava, et une première approche cinecittesque d'Enrico Pieranunzi (en trio avec Marc Johnson et Joey Baron)via sa découverte de l'univers du western spaghetti (Play Morricone 1 et 2), le pianiste transalpin (épaulé cette fois par le saxophoniste Chris Potter, le trompettiste Kenny Wheeler, le bassiste Charlie Haden et le batteur Paul Motian) s'attaque aujourd'hui à l'ouvre du maestro Federico. Et donc, par extension, aux mélodies de Nino Rota, son compositeur attitré.

Car Pieranunzi a beau raconter à qui veut l'entendre qu'il s'est efforcé de concevoir l'ensemble de son disque comme un film de Fellini, il offre surtout ici une scrupuleuse relecture jazzy d'une partie du répertoire de Rota (Amarcord, I Vitelloni, La Strada, Le Notti di Cabiria...), avec, en guise de bonus, deux (jolis) thèmes originaux (Cabiria's Dream, Fellini's Waltz), histoire de justifier sa réputation de cinéphile accompli.
31/10/2003LibérationSerge Loupien
Fellini jazz
Questo omaggio a Fellini guarda soprattutto alle melodie di Nino Rota. Riuscire a catturarne il fascino e le atmosfere, pur in chiave jazzistica, è il principale merito di Pieranunzi, che ha realizzato un'opera tra le sue migliori. Complici anche i compagni di avventura: Chris Potter, tra i più originali sassofonisti attuali, il trombettista canadese di prima grandezza Kenny Wheeler, Charlie Haden al contrabbasso e Paul Motian alla batteria.

04/11/2003Musica e dischiMaurizio Franco
Enrico Pieranunzi - FelliniJazz
Questo disco non lo troverete nelle classifiche ufficiali dei migliori dischi dell'anno per un motivo tecnico: la casa discografica s'è dimenticata di mandarlo al vostro colonnista jazz: Peccato. E' davvero molto bello, il colonnista lo avrebbe certo votato al Referendum Top Jazz della rivista Musica Jazz.

Magari il nome di Enrico Pieranunzi non vi dice niente. Azzi vostri. E' un grandissimo pianista italiano con un solo difetto: si fa chiamare Maestro, come Riccardo Muti. Magari, però, qualcosina vi dice il nome di Charlie Haden. Certo che sì, ciarliaden lo conoscono tutti. Magari avete sentito parlare anche di Kenny Wheeler, no? Neanche di Chris Potter? Ma sì, dai. Sono un trombettista inglese che ha fatto la storia della Ecm eccetera e un sassofonista giù ragazzino prodigio. Sì. Magari vi ritorna in mente anche il nome di Paul Motian. Certo che è lui, Paul Motian, è il batterista che ha fatto la storia del jazz moderno. Uno dei tre più bravi batteristi del mondo (gli altri sono Joey Baron e Jack DeJohnette).

Bene, ora anche se Enrico Pieranunzi non vi dice niente, immaginate che queste star si mettano insieme e facciano un disco together. Lo hanno fatto. Ed è un gran bel disco, dedicato alle musiche dei film di Fellini. E' un disco così bello che i cinque musicisti riescono a rigenerare quelle note che con le immagini oniriche e circensi di Fellini risultavano stucchevoli. Fino a domani una versione light di FelliniJazz può essere ascoltata al Blue Note di Milano, che non è solo un club ma la prova della superiorità della civiltà occidentale.
01/11/2003Il Foglio
FelliniJazz
Dieci anni. Tanto è passato da quel 31 ottobre del 1993, il giorno in cui si spense il maestro Federico Fellini. La CamJazz, etichetta nata in seno alla Cam, editore musicale di gran parte delle colonne sonore dei film diretti dal regista, ha pensato bene di omaggiarlo con un disco che ne ripercorre le musiche che hanno scandito le scene sacre e immortali di tante storiche pellicole. Basterebbe questo per fare del disco uno di quei lavori che procurano piccole illuminazioni: passano i secondi e scatta una magia indescrivibile.

Eppure a fare di questo disco un vero capolavoro è anche un altro aspetto. La formazione. Tenuti per mano da Enrico Pieranunzi -- nel duplice ruolo di pianista e arrangiatore in chiave jazz delle musiche da film -- viaggiano per i temi de I vitelloni, Amarcord, La dolce vita (originariamente di Nino Rota), La città delle donne (Luis Bacalov), dei veri mostri sacri: l'ultrasettantenne canadese Kenny Wheeler, alla tromba e flicorno, la giovane icona di Chicago Chris Potter al tenore e soprano, Charlie Haden, indiscusso gota del contrabbasso e Paul Motian alla batteria, di quest'ultimo è estremamente complicato stabilire una scala di valore tra i lavori al fianco di Bill Evans e quelli con Keith Jarrett. Ne esci fuori una sintesi giocosa, tumultuosa e palpitante negli undici brani, compresa una ghost track.

E. Pieranunzi riesce a mettere a nudo l'identità melodica dei temi per ristrutturarne l'immagine con un vigoroso e intenso lavoro di alterazioni. Ogni brano è affrontato con procedimenti diversi dal successivo, il che dimostra una decisa opera di progettazione. Un vero sogno per chiunque abbia voglia di ascoltare FelliniJazz. E per lo stesso Pieranunzi che confessa nelle note introduttive: "quando riascolto i brani, tutto mi sembra irreale ed è davvero come immergersi in un sogno. O se volete, in un film che Fellini avrebbe volentieri girato."
Voto: 8
Perché: è un voto che va al disco ma sicuramente anche alla casa discografica. Un'operazione mastodontica e un formato da mozzafiato. Nel booklet, oltre alle splendide foto dei musicisti e un ricordo di Fellini, l'introduzione dello stesso Pieranunzi e le note di copertina del maestro della critica jazz Ira Gitler.
07/11/2003JamFederico Scoppio
Enrico Pieranunzi - FelliniJazz
Il cast è da brivido; e in copertina il nome di Pieranunzi è l'unico scritto in rosso, giusto per segnalare che il coordinamento del disco è opera sua ma che poi, all'atto pratico, tutti hanno contribuito in pari misura. E il pianista ha già fatto cose eccellenti con le musiche cinematografiche di Morricone. Non ci si aspetti, però, uno di quei dischi che lasciano il segno nell'annata discografica. L'impressione, piuttosto è che questo quintetto di sogno abbia voluto soprattutto vagabondare fra le atmosfere felliniane, a dieci anni dalla scomparsa del regista, senza troppo badare a compiere una vera e propria rivisitazione. Del resto, di fronte alle pagine di Nino Rota (più La Città delle Donne di Luis Bacalov) c'è da andare cauti: basta una modifica di troppo e quello spirito inconfondibile, quella magia evapora senza lasciar traccia.

Fellini era un mondo e la composizione di questo gruppo sembra fatta apposta per rifletterne le anime: la poesia lunare (Wheeler), il carattere sanguigno (Potter), il virile lirismo (Haden), l'invenzione intellettuale (Motian), con il temperamento di Pieranunzi a tenere le fila, oltre che a dare in qualche occasione (La Dolce Vita parte prima) un tocco da sala da ballo del tempo che fu, filtrata però dalla memoria.

Lo spirito educatamente giocoso di questo disco non trova migliore esemplificazione che nella seconda parte della Dolce Vita, dove gli assoli poggiano su un classico quattro quarti swingante ma sono preceduti da un'esposizione incalzante del tema (più degna dei Soliti ignoti...). A volte, come nella Strada, il gioco si allenta e annoia un poco. Altre volte si crea una sapiente mistura di eleganza e di freschezza, come nella prima parte del Bidone, con quel gusto da Jazz Messengers. E', insomma, un disco di grande finezza che nulla aggiunge alla fama dei suoi interpreti ma che si ascolta con molto piacere.
01/11/2003Musica JazzGiuseppe Piacentino
FelliniJazz
La música es parte esencial en el cine de Fellini, siendo su compositor más querido Nino Rota. El dominador pianista romano Pieranunzi sumerge en el universo del jazz los mundos sonoros de películas inolvidables: 'I Vitelloni', 'Amarcord', 'La dolce vita', 'La Strada', 'Le notti di Cabiria'… En tan suntuosa aventura participan jazzistas tan enormes como el contrabajista Charlie Hade, el trompetista Kenny Wheeler, el saxofonista Chris Potter y el baterista Paul Motian. Pieranunzi ha elegido a estos músicos precisamente por su amor desde el jazz hacia otras celestes esquinas de la música, como Nino Rota, que también amaba el jazz.
13/11/2003http://la-clave.esredazione
La strada impériale de CamJazz - FelliniJazz
Un concept en airain et un casting de rêve pour cette nouvelle production de la firme romaine que nos lecteurs apprécient depuis plusieurs années alors que la presse-jazz nationale la découvre et reprend même nos titres de l'époque. Bien sûr, on est tenté de commencer par la plage 9 - La Strada - et on est aussitôt sous le charme de Nino Rota in priorité - Les Vitelloni - Il Bidonne - suprême Amarcord - La Dolce Vita - La Strada et Les Nuits de Cabiria - mais aussi Luis Bacalov pour La Cité des Femmes et deux compositions originales de Pieranunzi - Cabiria's Dream et Fellini's Waltz. Chris Potter s'impose dans la lignée de Benny Carter et Colemans Hawkins.

Enregistré en mars 2003, FelliniJazz sera joué en concert à Rome le 30 octobre. On aimerait y être. Mettez ce Cd dans votre lecteur et comme moi vous aurez envie de l'écouter encore et encore: sublime et inépuisable.
25/10/2003Jazz Forum InternationalPierre Lapijover
Fellini se hace jazz
FelliniJazz es el titulo de un asombroso homenaje musical al cineasta Federico Fellini. el pianista Enrico Pieranunzi reuniò a un estelar equipo internacional - el contrabajista Charlie Haden, el saxofonista Chris Potter, el baterìa Paul Motian y el trompetista Kenny Wheeler - para grabar los temas principales de Amarcord, La estrada, Las noches de Cabiria y otras pelìculas del maestro Fellini, aparte de piezas originales inspiradas por su universo creativo. El disco, que ahora se edita en todo el mundo, se grabò en un estudio romano, al lado de Via Veneto, la calle para ver y ser visto que Fellini immortalizò en La dolce vita.
06/11/2003El PaisDiego A. Manrique
Jazzit Likes it! - Enrico Pieranunzi - FelliniJazz
A dieci anni di distanza dalla scomparsa di Federico Fellini, Enrico Pieranunzi, musicista di grandi passioni e intuizioni singolari, chiamando a se tre eminenze grige del jazz degli ultimi quarant'anni e un'altra di recente scuola americana, rielabora le musiche leggiadre e sognanti che furono di Nino Rota.

Bello ascoltare Chris Potter svolazzare agile nello swing de Il Bidone, mentre ci si diverte a rintracciare addirittura un piglio vagamente soul nell'anima "nera" del leader. Ascoltare Wheeler catapultarsi in quelle sue fantastiche transvolate, spurie nella loro indifesa fragilità, fare a pugni col break di Motion (impossibile non pensare ai fasti vissuti al fianco di Bill Evans). Altrettanto sorprendente è scoprire nel waltz de I Vitelloni, l'assolo compiuto e lirico di Haden senza far tacere la ritmica. Proprio lui che ha sempre voluto essere in prima linea, silenzioso, quasi assoluto. Ci s'immerge perciò senza riserve lungo la storia raccontata dal Pieranunzi cineasta, il quale compone collage storici imbattendosi anche nel trascinante tango de La Città Delle Donne di Louis Bcalov e regalandoci infine, due illuminanti composizioni autografe: Fellini's Waltz e Cabiria's Dream, splendide poesie scritte nel perfetto stile che da sempre contraddistingue il sensibile pianista romano.
08/12/2003JazzitGianmichele Taormina
Fellinijazz
Un disco veramente originale per ricordare Fellini, a dieci anni dalla morte. Un'idea del pianista jazz romano Enrico Pieranunzi, pure arrangiatore, che ha chiamato alcune star del jazz (Charlie Haden, Paul Motian, Chris Potter, Kenny Wheeler) per ripercorrere in chiave jazz la straordinaria macchina onirica del maestro riminese. Ne risulta un Fellini trasfigurato, come sempre avviene nelle migliori interpretazioni jazz: allo stesso tempo malinconico e classico, onirico e realistico, coinvolgente e distaccato. Pertanto tra tutti i motivi selezionati (da I vitelloni a Le notti di Cabiria passando per La dolce vita) si riconosce a malapena quello di Amarcord. Più che un omaggio dunque si tratta di una rivisitazione veramente personale da parte dei jazzisti, con Pieranunzi che ha anche composto due brani originali ("Cabiria's dream" e "Fellini's waltz"). Un disco da non perdere per gli amanti del genere.
07/11/2003Il Giornale dello SpettacoloDaniela Bisogni
Enrico Pieranunzi - FelliniJazz
El cine de Fellini y la música de Nino Rota forman un universo de dimensiones culturales y humanas dificil de superar, perl el jazz es reto y aquí da muestra de ello Enrico Pieranunzi. El pianista italiano se puso al frente de un grupo excelso para rendir un homenaje y acabó haciendo buena música: el trompetista Kenny Wheeler, el saxofonista Chris Potter, el contrabajista Charlie Haden y el batterista Paul Motian. Casi nada. En el fondo, recreaciones líricas de La dolce vita, Amarcord o La strada. Todo hermoso.
05/12/2003El MundoPablo Sanz
Fellini Jazz
Im März diese Jahres hat sich der italienische Pianist Enrico Pieranunzi - er hat sich auch schon mit der Musik Ennio Morricones beschäftigt - mit dem Trompeter Kenny Wheeler, dem Saxophonisten Chris Potter, Charlie Haden am Bass und Paul Motian am Schlagzeug ins Studio zurückgezogen. Die hochkarätige Runde spielte eine ganze Reihe Titel aus Fellini-Filmen in Arrangements Pieranunzis ein: Sie nahm sich der Nino-Rota-Evergreens «I vitelloni», «Il bidone», «Amarcord», «La dolce vita», «La strada» und «Le notti di Cabiria» an und ergänzte sie um die Musik zu «La città delle donne» des Argentiniers Luis Bacalov sowie die Pieranunzi-Komposition «Fellinis Waltz». Die Aufnahmesession wirkt wie die Grundlegung zu einem «Great Italian Songbook», das die Originaltitel bloss als Aufhänger für eine gänzlich andere als die ursprüngliche Tonsprache nimmt. Beinahe alle originalen Stilkennzeichen haben sich dabei dem gepflegten kammermusikalischen Jazz auf höchstem Niveau unterzuordnen. Durch den Wegfall der ursprünglichen, genial-schrägen Instrumentierungen der Rota-Titel findet eine empfindliche Nivellierung statt, die manche Melodie austauschbar macht - etwa die chromatischen Seufzer von «La dolce vita» und «La strada». Das gepflegt-virtouse Spiel der Ausnahmemusiker lässt überdies kaum mehr etwas vom hintergründig-morbiden Charme der Fellinivorlagen ahnen. Auch das penetrante Becken-Schlagen, das beinahe alles gleichförmig überzuckert, wirkt sich störend aus. Dennoch hört man sich die Aufnahme immer wieder gerne an, denn das Ausgangsmaterial verführt das Quintett dazu, im Rahmen des zeitgenössischen Jazz - ungewöhnlich melodiöse Linien zu zeichnen. Der ausserordentlich hohe Anteil an Dreitakt-Passagen tut das seinige, um ein Klangbild zu erzeugen, dass sich vom Jazz-Mainstream wohltuend abhebt. Wer grossartig gespielte Balladen in intimer Besetzung liebt, der sollte sich die CD deshalb unbedingt einmal anhören.
23/11/2003www.codexflores.chPB
FelliniJazz
Questo progetto musicale è stato ideato dalla CamJazz per rendere omaggio al grande regista a dieci anni dalla scomparsa. In realtà il disco è un omaggio al jazz, grazie alla presenza di un quintetto di grandi stelle internazionali. Enrico Pieranunzi al piano, Charlie Haden al basso, Paul Motian alla batteria, Kenny Wheeler alla tromba e Chris Potter al sax rendono indimenticabili brani già straordinariamente noti e ormai identificabili come melodie Felliniane. Amarcord, La dolce vita, La strada, I vitelloni sono solo alcuni dei brani presenti nel disco a cui Pieranunzi affianca sue due composizioni ispirate al regista (Cabiria's dreams e Fellini Waltz).

Le opere di Nino Rota brillano di nuova luce grazie alla sensibilità di questo straordinario quintetto, facendo di questo album un evento unico e imperdibile.
01/12/2003Grand Tour CultClaudio Sforza
Fellini a tempo di jazz
Un bellissimo disco con prestigiose collaborazioni
Pieranunzi arrangia sette colonne sonore
C'è l'imperioso contrabbasso di Charlie Haden e la spumosa macchina timbrica offerta dalla batteria di Paul Motion, la sopraffina tecnica strumentale del sassofonista Chris Potter e la tromba crepuscolare di Kenny Wheeler. C'è Enrico Pieranunzi, gentleman del pianoforte, a cui si deve lo splendido disco FelliniJazz uscito recentemente, in occasione del decennale della scomparsa del grande regista. Sette noti temi firmati da Nino Rota e Luis Bacalov (altri due brani contenuti nel ciddì sono invece del pianista romano) che hanno accompagnato le più belle pellicole del genio riminese: I vitelloni, Il bidone, La città delle donne, Amarcord, La dolce vita, La strada, Le notti di Cabiria. «Il disco è stato prodotto dalla Cam, casa discografica specializzata in musiche da film» spiega Pieranunzi, senatore del jazz tricolore. «Ho arrangiato tutti i brani piegandoli al linguaggio del jazz, un lavoro impegnativo soprattutto dal punto di vista armonico. Una volta avute le partiture di Rota, la scelta è ricaduta tra le pellicole girate perlopiù negli anni Cinquanta, che poi, è il periodo al quale rimango maggiormente legato dal punto di vista cinematografico».
Tiene molti concerti in Italia e all'estero, in Europa il nostro jazz che gradino occupa?
«Quello più alto, e non lo dico certo per campanilismo Girando spesso per l'Europa non sento mai le cose che sento qua, e non c'è neanche la varietà di proposte offerta dal nostro paese. Abbiamo grandi musicisti con grosse identità, artisti che si muovono in direzioni diverse. Penso a Gianluigi Trovesi ed Enrico Rava. Ci sono poi tanti giovani interessanti che, pur muovendosi nel solco della tradizione del jazz, hanno trovato una strada propria».
In generale, però, sembra che sotto il profilo creativo il jazz non stia vivendo una delle stagioni migliori.
«Se guardiamo agli Stati Uniti, il dato è reale. Il quadro infatti è deprimente, c'è appiattimento. In Europa, e in Italia, le cose vanno invece in maniera diversa. Parlo spesso con musicisti americani, e mi dicono che tanti di loro guardano al vecchio continente come al luogo dove ci sono più idee, più libertà e fantasia. Inoltre, da noi, il discorso del business non è così pressante come oltreoceano».
La distribuzione dei dischi italiani di jazz è sempre una spina nel fianco.
«Adesso la situazione è comunque meno drammatica del passato. Internet, ad esempio, ha facilitato molto le cose. Anche i nostri dischi ora possono essere acquistati in ogni parte del mondo».
Quali sono stati gli incontri più importanti della carriera?
«In cima metto quelli che con Chet Baker e Lee Konitz. Poi, ci sono gli altri: Paul Motion, ad esempio, che personalmente considero un musicista geniale e obliquo, fuori da ogni categoria. Oppure Marc Johnson, col quale suono ancora oggi dopo vent'anni di frequentazione».
L'agenda di Enrico Pieranunzi cosa contempla a breve?
«Sul versante discografico sto aspettando l'uscita di cinque album. Il primo è stato registrato con Charlie Haden e Paul Motion, mentre il secondo, in duo con Motion, anche se in qualche tema compare Chris Potter. Il terzo lavoro è un album dedicato a Ennio Morricone. Poi c'è il disco con Marc Johnson e Paul McCandless, infine, quello con Rosario Giuliani, Johnson, e un quartetto d'archi».
23/11/2003L'UNIONE SARDACarlo Argiolas
Enrico Pieranunzi - FelliniJazz
Vi starete forse chiedendo perchè un album come questo, che ha tutte le caratteristiche per essere inserito e vivamente consigliato nella sezione jazz della rivista, sia stato invece collocato tra gli album spot del mese. La risposta è semplice: i cinque formidabili jazzisti che, accogliendo l'invito della Cam, hanno voluto e saputo rendere omaggio al grande Federico Fellini attraverso la rivisitazione di alcune delle più note composizioni di Nino Rota (una anche di Luis Bacalov, La città delle donne) hanno saputo mantenere quel tasso di melanconicità e di struggente poesia che sono stati elementi importantissimi di tutta l'arte del grande maestro riminese.

Il disco è attribuito ad Enrico Pieranunzi, il cui ruolo è però più di regista che di leader effettivo. Ed avendo al fianco una sorta di dream team del jazz come quello formato dal trombettista Kenny Wheeler, dal sassofonista Chris Potter, dal contrabbassista Charlie Haden e dal batterista Paul Motian, il pianista romano ha compiuto l'ennesimo piccolo miracolo di questo suo evidente periodo di grazia, facendo sì che i sette celeberrimi temi da film scelti dal quintetto stesso avessero una matrice di jazz che però non penalizzasse e anzi innalzasse quella originaria.

La melodia si mescola quindi all'improvvisazione purissima e stupisce che quattro stranieri abbiano subito colto lo spirito più intimo e profondo delle musiche interpretate; il merito deve essere stato senza dubbio dei film di Fellini, certo conosciuti da ognuno di loro. Nel disco anche due centratissime composizioni di Pieranunzi, Cabiria's Dream e Fellini's Waltz, scritte appositamente per questo evento che, ne siamo convinti, andrà ben oltre la commemorazione per il decennale della scomparsa del regista.
01/11/2003Audio ReviewMarco Crisostomi
FelliniJazz
Travare insieme Charlie Haden, contrabbassista di Ornette Coleman e socio di Carla Bley nella Liberation Music Orchestra, Paul Motioan, batterista di Bill Evans e Keith Jarrett, Chris Potter, giovane talento tra i sassofonisti jazz e Kenny Wheeler, trombettista esperto e talentuoso in un solo disco è già un miracolo, per gli appassionati di jazz. Trovarli poi riuniti grazie ad un'etichetta italiana come la CAM, rispondendo al bellissimo progetto del pianista Enrico Pieranunzi, è un vero e proprio evento. Tutto questo è stato possibile grazie, oltre che al lavoro degli ideatori dell'opera, al carisma internazionale di un nostro regista molto amato all'estero: Federico Fellini.

I tracks che si susseguono nel Cd della collana CAMJazz, infatti, non sono altro che le versioni jazz dei temi che Nino Rota e Luisa Bacalov hanno messo in musica per gli splendidi film del regista riminese, da I vitelloni a La città delle donne. Il tutto condito da due composizioni originali dello stesso Pieranunzi.

FelliniJazz è un disco da scoltare tutto d'un fiato, con il duplice gioco di lasciarsi andare al tessuto musicale imbastito da Pieranunzi e dai suoi eclettici sodali e, nel contempo, di riconoscere nella fitta trama jazz le note familiari delle colonne sonore felliniane.
15/12/2003Cinema d'OggiRedazione
FelliniJazz
The elegance that is Fellini Jazz serves as a tribute to both the great director and this assembly of musicians.

Italian pianist Enrico Pieranunzi continues to make make dream recordings that are so much more than all-star get togethers. This release follows two stellar sessions, Plays Morricone and Current Conditions (both on CAM Jazz), with bassist Marc Johnson and drummer Joey Baron.

Think of Fellini and the name that follows is Nino Rota, who composed music for the director's films and also Coppola's Godfather series. Rota draws inspiration from all music to form his unique brand of folk music. This band measures out the composer's vision in satisfying portions.

Besides the pianist, the attention-grabbing performances come from trumpeter Kenny Wheeler and saxophonist Chris Potter. Potter a mainstay in Dave Holland's band, has full command of his horn at the tender age of 31. He tends toward a gentle but large voice, for example covering the ballad "Il Bidone" like fresh syrup over warm pancakes. The two versions of that particular track are done in the form of a ballad and a post-bop workout. Wheeler's flugelhorn complements Potter with remarkable telepathy. His muted trumpet fills the tango of "La Città Delle Donne" as well as the railroad-patterned version of "La Dolce Vita."

Pieranunzi finds it almost second nature to be partnered with drummer Paul Motian and bassist Charlie Haden. Motian, who played with Bill Evans, keeps that open, loose rhythm swirling behind Pieranunzi's Evans-like clean vision. Haden and the pianist close the record with a sentimental duo of a Pieranunzi bitter/sweet original that could be the end piece to a "love found/love lost" movie.

The band keeps the music in the forefront here. They play the circus theme version of "La Dolce Vita" with a straight-face, Pieranunzi ringing in the track by comping around Potter's soprano flight. The favorite always is the composition "Amarcord." Played as a blues, it reveals Fellini's bittersweet cinematic themes.

This is a sensational recording, worthy of its subject matter and its superb cast.
10/01/2004www.allaboutjazz.comMark Corroto
Fellini Jazz
Un'autentica All Stars, la formazione messa in piedi da Enrico Pieranunzi per questo suo omaggio a Federico Fellini, inciso in occasione del decennale della morte del regista riminese.

Mai era capitato di ascoltare tutte insieme tali stelle del jazz, musicisti di esperienza e classe che ben comprendono l'importanza di contribuire ad un obiettivo comune, mettendo da parte la (naturale) tendenza a mostrare le proprie capacità tecniche che hanno invece, spesso, i musicisti di jazz.

E così, avendo a disposizione gente del calibro di Kenny Wheeler, Chris Potter, Charlie Haden e Paul Motian, Enrico Pieranunzi - da intenditore di calcio qual è - passa a rivestire il ruolo di regista fantasioso, badando all'organizzazione del gioco ed all'assist vincente (con i suoi arrangiamenti di composizioni di Nino Rota e Luis Bacalov, oltre che con due suoi nuovi brani) pur non disdegnando di mostrare, qua e là, palleggi di gran classe. E con quale casa discografica registrare un disco simile se non con la CAM, che da sempre fa parte integrante del mondo del cinema, pubblicando un'infinità di colonne sonore e dischi che in qualche modo al cinema si rapportano?

In questo lavoro si avverte subito, già al primo ascolto, una coerenza stilistica dal primo all'ultimo brano, con "canzoni felici fatte tristi" - quelle che Fellini chiedeva a Nino Rota - nelle quali il contrasto emotivo viene esaltato dal contrapporsi dei fiati: la tromba di Wheeler a definire un'atmosfera circense; il suono caldo ma chiuso di Potter a contrapporre una dimensione triste. Assoli misurati, linee che si intrecciano, spiccata cantabilità (e danzabilità) dei brani. Se a ciò aggiungiamo una ritmica che non si limita, mai, al semplice sostegno dei fiati, comprendiamo quanto Fellini Jazz sia l'ennesima prova riuscita nel 2003 ad un Pieranunzi particolarmente prolifico.

Tra i brani - tutti riusciti - ci piace ricordare "La città delle donne" come un condensato di 5 minuti e 9 secondi di pura bellezza.
13/01/2004www.allaboutjazz.com/italyFrancesco Varriale
Fellini Jazz
Italian pianist, composer, and arranger Enrico Pieranunzi has done something delightful and enlightening on Fellini Jazz: He has gathered together some of the brightest lights in American jazz --all of whom who have a serious affinity for European music--and formed a quintet to creatively interpret theme music from the director's films. While most of the themes here were composed by Nino Rota, there are two original pieces that extrapolate from various melodic and harmonic schema in Rota's work. All of the music here, with the exception of the themes from Amarcord and City of Women (the latter composed by Luis Bacalov) comes from Fellini's films of the 1950s. There is a reason for this. The musical element in Rota's scores from these films, were, at the very least informed by the spirit of jazz. Using the great American musicians who came of age during the great Yankee discovery of Fellini's movies is a brilliant touch, as they become "actors" themselves in this musical drama. Not being Italian, and not being regular players of Rota's scores they look at Pieranunzi's adaptations with a non-literal, gauzy, nearly surrealist view. And while some would argue that Pieranunzi is not on the same level musically with his collaborators as a pianist, and perhaps someone like Brad Meldau or Fred Hirsch might have been better choices, they'd be wrong. Pieranunzi--speciafically because he brings the great Italian jazz tradition, with its deep reliance on lyricism and harmonic interlay to the mix--is the only player who could have pulled off the gig. This is a beautifully, movingly wrought album that is indeed a jazz date first, but one that is also not so far removed from the music of Fellini's cinema, because of its reliance on impression, subtlety, grace, warm humor, and, of course, elegance.
Two sets of liner notes accompany the set, one by Pieranunzi about the session and one from Ira Gitler about the films and Pieranunzi.
Fantastic and breathtaking.
22/01/2004www.allmusic.comThom Jurek
FELLINIJAZZ
L'universo del grande regista rivive nelle pagine composte ed arrangiate dal pianista romano. Il cd ha un respiro internazionale come i film di Fellini e le musiche di Nino Rota qui rielaborate, accanto a due delicate e sognanti composizioni di Pieranunzi (Cabiria's Dream, Fellini's Waltz) ed a La città delle donne di Luis Bacalov. Il quintetto riunito per omaggiare il cineasta a dieci anni dalla sua scomparsa è di alto profilo: Kenny Wheeler (tromba e flicorno), Chris Potter (sassofoni), Charlie Haden (contrabbasso) e Paul Motian (batteria). La veste jazzistica cucita da Pieranunzi è sobria ed elegante, riuscendo a conservare intatto il fascino delle melodie originali e a donar loro quel quid improvvisativo che le arricchisce, data la statura dei «compositori istantanei coinvolti.
GUSTOSO
17/01/2004Il ManifestoLuigi Onori
Fellini Jazz
Alla guida di una formazione di stelle del jazz contemporaneo Enrico Pieranunzi corona probabilmente con questo lavoro uno dei suoi sogni nel cassetto: dedicare un intero lavoro alle grandi composizioni di Nino Rota per i film del grande Federico. Lo fa nell'ambito delle recenti celebrazioni a dieci anni dalla scomparsa del regista ed anticipando altre commemorazioni che riguarderanno nell'anno appena iniziato proprio la figura di Rota. I temi felliniani hanno sempre strizzato l'occhio al jazz ed ai suoi aspetti più onirici e dissacranti, sospesi fra la marcetta e la melodia più struggente, ma sempre con disincanto. Ed Enrico Pieranunzi, musicista dotato di ironia al di là del suo apparire serioso, ha saputo rimescolare i temi di Rota, rispettandone l'impianto originale ma connotandoli con un gusto più moderno e fornendo in tal modo di musiche così famose una rilettura non fine a sé stessa. Merito della sua straordinaria levatura di pianista (di livello assoluto) e della formazione che ha impegnato in questo ambizioso progetto, con una ritmica da sogno (Haden e Motian) e due solisti ai fiati (Potter e Wheeler) in grado di interiorizzare e rielaborare le note che il grande compositore pose a commento dei sogni di Fellini. Nel disco si susseguono temi famosi come Amarcord e La dolca Vita, godibilissimi, anche se è forse su brani meno noti, come le due tracce da Il Bidone che le esecuzioni raggiungono punte di originalità più interessanti. In scaletta anche due inediti di Pieranunzi, personali dediche a Federico e Giulietta.
13/02/2004SuonoSergio Spada
L'anima jazz di Federico Fellini
Fellini e il jazz, un incontro postumo. Il regista che, specie attraverso la storica collaborazione con il compositore Nino Rota, ha più sperimentato l'interazione fra immagine e suono musicale, è oggetto di un lavoro discografico rischioso: la rivisitazione in chiave jazzistica di alcuni fra i temi più noti delle colonne musicali felliniane, infatti, potrebbe darsi nella forma celebrativa dell'omaggio. Che è operazione sempre corretta, paludata e inevitabilmente rispettosa: dunque sterile e ridondante. Non è il caso, però del Fellini Jazz, interpretazione personalissima e antiretorica che il pianista romano Enrico Pieranunzi pubblica per la Cam in qualità di leader di un quintetto maestoso. Sia chiaro: la rilettura di Pieranunzi trasuda affetto per le melodie oniriche, circensi, nostalgiche care al maestro riminese, ma ha pure chiaro il disegno estetico che presiede ad ogni esecuzione propriamente detta. Non si accontenta, cioè, di "evocare" il testo musicale di partenza, ma si spinge a scrivere un "secondo testo" autonomo, che si sviluppa - come sempre nel jazz - a partire da un tema dato.

La musica di Rota fornisce l'idea melodica, l'esposizione della quale è affidata in prima istanza al sax tenore (Le notti di Cabiria), al flicorno (Amarcord) o addirittura al contrabbasso (I vitelloni). Ogni brano offre all'ascoltatore la presentazione di uno stile e insieme l'esplorazione di un particolare mood: per esempio, le prima versione di La dolce vita prende le mosse da un valzer con cadenze meccaniche, dal sentore oscuro, minaccioso, che infatti è il preludio ad un'esplosione free. Il tema di Rota vi resiste, ma la sua progressiva decostruzione riflette il dissolversi della struttura del brano: il riferimento melodico, allora, lascia il posto al tentativo sinestetico di evocare la deriva nichilista del personaggio di Mastroianni, il suo cupio dissolvi.

Cardine del quintetto è senz'altro la sezione ritmica, composta dal batterista Paul Motian, interprete sofisticato e cerebrale, e dal contrabbassista Charlie Haden, dotato di una riserva di energia propulsiva inesauribile, specie nel registro grave e medio. Così affiancato, Enrico Pieranunzi (qui in veste anche di arrangiatore e compositore), è libero di indagare e di rendere percepibile l'idea felliniana in tutte le sue sfumature, di dialogare con il solista di turno, di isolarsi pensoso attorno ad una frase emotivamente forte (I vitelloni), di arrivare infine, per sottrazione, a quelli che ritiene essere gli essenziali tratti di pertinenza del discorso felliniano (Fellini's waltz). Completano la formazione il trombettista Kenny Wheeler e il sassofonista Chris Potter.

Fin dal primo ascolto di questa preziosa incisione, ci si accorge che il jazz, nelle colonne musicali di Nino Rota, c'era già, in forma più o meno latente, e allora l'incontro con Pieranunzi, cronologicamente postumo, è come se fosse stato preparato accuratamente nel corso del tempo. "Sulle immagini del cinema quel che si è fissato è più un desiderio di jazz che una realtà tangibile", ha scritto André Clergeat: poche altre sonorità, oltre a quelle felliniane, hanno fatto nascere, nutrito e rilanciato questo desiderio.
26/03/2004La Gazzetta PoliticaLuca Bandirali
Fellini Jazz
One of Italy's top jazz pianists, Enrico Pieranunzi has assembled a remarkable quintet to explore some of the themes from Fellini's films. I suspect that this is the first time that trumpeter Kenny Wheeler and saxophonist Chris Potter have recorded together, but they sound as though they were made for each other. Their tones blend beautifully and they share a measured serenity of style. Similarly, bassist Charlie Haden (who seems to be everywhere these days) and drummer Paul Motian are not the most obvious partners, but they knit to perfection with Pieranunzi's approach. Most of the pieces are by Nino Rota, the giant of Italian film music, whose bittersweet style still finds an echo today, 15 years after his death. Their distinctive melancholy lends a special atmosphere to the whole session and brings out some exceptional performances, especially in 'I Vitelloni' and the two-part 'La Dolce Vita'.
18/04/2004The ObserverDave Gelly
Enrico Pieranunzi - Fellini Jazz
Never mind that Signor Pieranunzi is less than a household name here; park this on your coffe table and enhance your artistic cred on two counts.

First, it is inspired by the picaresque, many-layered films of Federico Fellini.
Second, Pieranunzi, a composer and pianist, has assembled a top-notch chamber jazz team: Kenny Wheeler, trumpet; Charlie Haden, bass; Paul Motian, drums; and Chris Potter, saxes. The quintet interpret themes mostly from Fellini's 1950s films, which were scored by Nino Rota. His work was often informed by jazz and these new version are subtle, impressionistic pieces. While there is nothing quite as resonant as Rota's Godfather theme, these revisits to La Dolce Vita, La Strada and Amarcord are full of grace and charm.
15/05/2004TimesJohn Bungey
Enrico Pieranunzi - FelliniJazz
All-star line-up led by Italian piano master pay tribute to legendary film maker.


Since the mid-'70s, Pieranunzi has been a cult figure among those who like their piano jazz cool, cultured and clean. With a lovely Morricone trio set already available on the aptly named CamJazz label, here Enrico pulls off quite a coup by gathering the mouth-watering cast of Kenny Wheeler (trumpet), Chris Potter (sax), Charlie Haden /bass) and Paul Motian (drums) to participate in an homage to movie director and fellow countryman Federico Fellini.
With typically urbane Pieranunzi arrangements of (mostly) Nino Rota themes, the music inspires super performances from all concerned. Sensitive, respectful and tartly romantic, Potter's playing is once again more involving when serving others' music and Wheeler sounds better that he has for a while.
01/06/2004MojoChris Ingham
Enrico Pieranunzi, FelliniJazz
CamJazz, the Italian label that specialises in sidelong glances at classic European movie music from some of the world's best jazz improvisers, has released Rome pianist Enrico Pieranunzi's appraisal of the themes of Nino Rota, who composed for Fellini. It's a fascinating venture in its own right, but also an interesting complement, for those who were there, to Hal Willner's recent Barbican version of the same pursuit with Carla Bley and others.

The Barbican show was a programme of alternative takes on Rota, from straight jazz to improv and noise. This album, though it handles much of the same poignant material (Il Bidone, Amarcord, La Dolce Vita, La Strada), is the work of a single bespoke jazz quintet, led by the experienced Pieranunzi (he has worked with Chet Baker, Kenny Clarke and Johnny Griffin in his time) and featuring Britain's Kenny Wheeler and America's Chris Potter on trumpet and saxes. Charlie Haden and Paul Motian make up the astute bass and drums partnership.

The set is an undeviatingly jazzy but warmly accessible affair, beautifully balancing the freedoms of the players against the fragile poetry of Rota's dolorous waltzes, sinister circus music and languorous love songs. Wheeler's falling-leaf articulation of long notes and bursts of impulsiveness contrast with Potter's seamless legato playing. On I Vitelloni, the trumpeter's hurt tone and tentative delivery shuffles in a trancelike dance with Potter's busy soprano sax. And the excellent Pieranunzi draws on the swinging effusiveness of Errol Garner on the uptempo Il Bidone. The open and spontaneously jazzy disposition of the album is at its loosest on Pieranunzi's own Cabiria's Dream, with its scintillating sax-playing from Potter.

The band sounds collectively uneasy only once, on its lurches across shifting time signatures on La Strada: as if throwing their hands up at the problem, they end up in a collective free-for-all. But then Le Notte di Cabiria turns into a sleazy blues after a racing opening over Pieranunzi's left-hand vamp. Sad, in the non-derogatory sense, but lovely.
21/05/2004The GuardianJohn Fordham
Fellini Jazz
Federico Fellini made cinematic masterpieces like La Dolce Vita and La Strada, but who remembers 50-year-old movie soundtracks anymore?
Enrico Pieranunzi remembers. In fact, anyone who has ever seen a Fellini film has Fellini imagery embedded in memory, and the medium of recovery is the music of Nino Rota, Fellini's musical collaborator for 29 years. It is a paradox: Fellini's visual imagery, with its clowns and freaks and obese dancing whores, is often grotesque. But the scores of Nino Rota are the opposite, gentle and melodic and whimsical. It is the music in Fellini films that carries their deepest themes of nostalgia and mystery and forlorn hope.
Pianist and arranger Pieranunzi has assembled a true all-star band to interpret Rota's scores: Chris Potter (tenor and soprano saxophones), Kenny Wheeler (trumpet and flugelhorn), Charlie Haden (bass) and Paul Motian (drums). What is most remarkable about Pieranunzi's project is how persuasively such strong individual voices become immersed in a time, culture and art form that is external to them.
Nino Rota will be remembered in popular cultural history as the composer of scores for Francis Ford Coppola's The Godfather. But he produced his greatest work for Fellini. His melodies like those for Amarcord and La Strada possess an aching yet ironic bittersweetness-and who better to explore bittersweetness than Wheeler, with his softly keening, inward brass singing? Who better than Haden, whose bass solos always darkly reverberate in yearning and poignancy? As for Chris Potter, he was born long after Federico Fellini began to define the conflicts of modernity, but he has never sounded more confident and fully engaged. On pieces like the two movements of La Dolce Vita, he delves deep into Fellini's spiritual landscape, making it his own with eloquence and clarity.
Fellini Jazz is highly recommended, both for its bold imaginative concept and its world-class execution.
01/05/2004JazztimesThomas Conrad
Enrico Pieranunzi - FelliniJazz
Who better to explore the music associated with the films of Federico Fellini than one of Italy's most celebrated jazz pianists? Enrico Pieranunzi, a native of Rome, expresses a deep affection for that city and the films that Fellini set there.

He is assisted by a truly all-star cast: veteran Canadian-born trumpeter Kenny Wheeler shares the frontiline with rising saxophone star Chris Potter, shile bassist Charlie Haden and drummer Paul Motian famously worked together in the Keith Jarrett Quartet of the 1970s. They blend happily here, due in large part to the evocative qualities of the musica; most of it was composed by Nino Rota for Fellini's films, but there are two Pieranunzi-penned tributes to the maestro.

My favourite track is Amarcord with haunting, muted trumpet from Wheeler, and elegant contributions from the pianist. Then again, Potter's yearning tenor on La Dolce Vita is quite moving. FelliniJazz should appeal to jazz buffs and novices alike.
01/09/2004Rhythms Magazine
FelliniJazz - Enrico Pieranunzi
Italian pianist, composer and arranger Enrico Pieranunzi has assembled a dream quintet, all with an affinity for European music, to explore some of the themes from the films of the great director Federico Fellini and Nino Rota, his musical collaborator for 29 years. Rota, the giant of Italian film music saved his greatest writing for Fellini's masterpieces La dolce vita and La strada. Even after nearly 50 years there is still a bitter sweetness, even sadness, about much of it described so eloquently by English jazz critic John Fordham as fragile poetry...with its dolorous waltzes, sinister circus music and languorous love songs.

This is the latest in the Italian label CamJazz's look at classic European movie music through the horns of top jazz improvisers and it's a fascinating exercise. The experienced Pieranunzi is one of Italy's leading jazz pianists, having worked in the past with Chet Baker, Kenny Clarke and Johnny Griffin. He is backed by a superb cast - trumpeter Kenny Wheeler, Chris Potter on tenor and soprano saxophones, and a dream rhythm ream, bassist Charlie Haden and drummer Paul Motian.

Wheeler and the confident Potter have never recorded together before but they combine beautifully. At times they are a study in contrasts, especially on I vitelloni with Wheeler's trumpet hauntingly tentative and Potter's soprano saxophone busy. Il bidone is done first as a ballad with Potter's tenor taking centre stage; then up-tempo with almost telepathic communication between Wheeler's flugelhorn and the young American and some excellent piano by the leader. The aching poignancy of Amarcord is transformed into a blues.

A stunning album.
01/09/2004Fine Music