Mattia Cigalini

Astrea

Cam Jazz CAMJ 7887-5

Item: full_album_8052405141606_CD

Artists :
Mattia Cigalini ( Alto & Soprano Sax )
Gianluca Di Ienno ( Piano )
Nicola Angelucci ( Drums )
Release date
May 19, 2015
Duration
0:50:45

Mattia Cigalini and his apparently limitless expressive abilities. This talented young saxophonist released this new recording just a few months after Right Now, the duet album with pianist Enrico Zanisi.  Passionate as usual, Cigalini contributes a large bulk of musical concepts in Astrea, inspirations and ideas that make these tracks unpredictable. The steady evolution of this musician, even throughout this album, becomes much clearer if compared to his previous recordings on CAM JAZZ.  Cigalini’s saxophone takes listeners on a roller-coaster ride in “Horus”, the first of eight pieces, all emphatically demonstrating that he knows what kind of music he wants to play. This statement does not conflict with the opening one: even if investigating very different directions, his three latest albums nonetheless have a firm, diverse musical background ranging from Ligeti and Schoenberg to medieval and Balkan music. This results in a geometrical framework enabling Cigalini and his band-mates to improvise freely and find fresh expressive paths, while remaining faithful to the overall project design. “New Eyes Are Opening” was written for his daughter before she was born. “Est” is a riotous display of meters and vibes. “Joachin” only appears to offer a peaceful haven that then bursts into a quick-paced, frenzied mood in the finale. Intermittent pop echoes break through here and there, that had been quite prominent in “Beyond” (opening rhythms of “Day Of True Light”). The final surprise is a version of Irving Berlin’s “White Christmas”, originally intended for a CAM JAZZ Christmas compilation, which the trio could not but include in “Astrea”.


Recorded and mixed in Cavalicco on 16, 17, 18 June 2014 at Artesuono Recording Studio Recording & mixing engineer Stefano Amerio Photos by Andrea Boccalini Liner notes by Thomas Conrad

Reviews

Mattia Cigalini “Astrea”

Le doti tecniche e teoriche di Cigalini lo agevolano a frequentare con nonchalance ambiti linguistici multidirezionali. Sia negli algidi sentieri cameristici, sia nella movimentata galassia jazz, svela una fraseologia polivalente, padronanza armonica e rara adattabilità. Rischia semmai di rimanere impigliato all’interno di un pur attraente polistilismo che potrebbe farlo inciampare nella frammentarietà. Nel recente duo con Zanisi appariva tanto glaciale in studio (“Right Now”) quanto ammaliante e ruvido dal vivo. Nel più omogeneo “Astrea”, il sassofonista sembra invece tener conto degli appunti migliorativi suggeritigli da chi crede sinceramente nelsuo talento in crescita costante. Non risente dell’assenza del contrabbasso il groove ritmico del trio, che si diverte a spaziare dalla grammatica bop sferzante e fascinosamente sporca di Horus all’andirivieni di umori funk, latin e classici di Est, e dal descrittivismo di Solstice all’esponenziale lievitazione di Joachin. Chiude una diradata, sghemba, malata rilettura di White Christmas, unico non originale, qui smontato pezzo a pezzo.

26/4/2016Musica JazzEnzo Pavoni
Mattia Cigalini ASTREA

“Astrea” contiene sette nuovi brani di Mattia Cigalini, in questo episodio con trio con Gianluca Di Ienno al pianoforte e Nicola Angelucci alla batteria, e la rilettura di White Christmas di Irving Berlin. La scrittura del sassofonista piacentino è la somma di molte influenze: dalla musica contemporanea alla classica, dagli echi balcanici al jazz tradizionale. L’album si distingue per la leggibilità delle melodie, sempre cantabili, che oscillano da momenti essenziali, quasi trasparenti, a situazioni più marcate e muscolari.

6/10/2015JazzitRoberto Paviglianiti
Tre strumenti per caso

Nel jazz il trio per antonomasia è ritenuto quello con pianoforte-contrabbasso-batteria, benché la sua storia inizi relativamente tardi con il be-bop, mentre prima e dopo si afferma una serie quasi infinita di triadiche combinazioni fra strumenti a fiato, a corda, a percussione. Astrea (CAM JAZZ) del Mattia Cigalini Trio, vede il leader ai sax alto e soprano con Gianluca Di Ienno (piano) e Nicola Angelucci (batteria) affrontare il set con un piglio combattivo, senza che si avverta la mancanza dell’imprinting contrabbassistico.

8/8/2015Alias - Il ManifestoGuido Michelone
Sax alto e piano nel segno di Bartók

Affascinato dai suoni del mondo, Mattia Cigalini si è imposto sulla scena jazz con un sax alto suonato con “trasporto sfrenato”, e grazie a quel suo naturale eclettismo aperto alle più azzardate contaminazioni “pop”. Alla ricerca del nuovo mai fine a se stesso, ma pronto a tornare al jazz più intimo e vero, ora, temperata l’irruenza giovanile, Cigalini è arrivato a una visione più matura e consapevole della sua musica. Sensibilità sempre eclettica ma affinata dal confronto con una cultura musicale di più che solide basi – costruita in anni di conservatorio approfondendo la conoscenza di Ligeti, Schoenberg e Bartók, musica medievale e balcanica – che oggi si mette a disposizione del nuovo trio. Con la collaborazione di Gianluca Di Ienno (pianoforte) e Nicola Angelucci (batteria) Cigalini (sax alto e soprano) rende evidente la sua nuova maturità espressiva. “Astrea” ne diventa il manifesto con i suoi 7 brani (8 con lo standard di Berlin) dalla “struttura geometrica”, omaggio alle “simmetrie” di Bartók. Materia duttile, pronta a lasciarsi plasmare e arricchire dall’improvvisazione ma senza mai tradire l’estetica del progetto. A sorpresa l’assenza del basso esalta il ruolo pianoforte, comprimario in un dialogo costellato di continui rimandi e suggerimenti. Angelucci puntuale e perfetto fa “cantare la sua batteria”. In chiusura una rilettura di “White Christmas” da antologia.

19/6/2015il Fatto QuotidianoPaolo Odello
Cigalini, sax ed energia

Pochi giorni fa elogiavamo il sassofonista siciliano Francesco Cafiso; ora tocca al piacentino Mattia Cigalini, stesso strumento e stessa età (sono nati nel 1989 a due settimane di distanza). Cigalini ha bruciato le tappe con dischi sempre diversi e adesso si presenta con “Astrea” (CAM JAZZ) in un contesto insolito, un trio con il pianista Gianluca Di Ienno e il batterista Nicola Angelucci, che evitando ogni ruolo strumentale stereotipato crea una musica di gran forza corale. Merito, in particolare, delle composizioni di Cigalini (tranne un “White Christmas” totalmente rivisitato), varie ma accomunate da una grande cura per i dettagli e per quel caratteristico afflato che sa essere al tempo stesso lirico e aggressivo.

11/6/2015Corriere della SeraClaudio Sessa