Labels > Cam Jazz > Claudio Filippini > Squaring the Circle

Claudio Filippini

Squaring the Circle

Cam Jazz CAMJ 7888-5

8052405141682 - Squaring the Circle - CD

Artists :
Claudio Filippini ( Piano, Fender Rhodes, Keyboards )
Marcello Di Leonardo ( Drums )
Luca Bulgarelli ( Bass )
Release date
Jun 30, 2015
Duration
0:52:47

Claudio Filippini is back with his latest studio-recorded album, as a celebration of the 10-year artistic partnership with his trio including Luca Bulgarelli on double bass and Marcello Di Leonardo on drums. Here, more than ever, one can say “nomen omen”: a record that squares the circle in the career of this pianist from Abruzzo and shows that he has artistically matured into one of the most sophisticated performers on the Italian jazz scene. Filippini explains: “Nearly all the languages of the world use the verb “to play” to mean both engaging in recreation and performing music. It seems to me that both meanings have perfectly blended into this album and its spontaneously born reinterpretations of standards from the American songbook.” Indeed, “Squaring The Circle” unfolds out of a revisitation of a number of standards that were chosen and performed from a different point of view. After just a three-day recording session of 50 tunes picked at random out of that huge treasure chest of the US jazz repertory, Filippini’s trio decided to make an album out of those tracks that could serve as fertile ground for plotting each trio member’s improvisations and, above all, reveal the trio’s way of playing with notes. This resulted in an album rich in nuances and charm, revealing a powerful empathy among the trio-mates, who show an undisputable command of their own instruments as well as that playful, easy mood rather uncommon in recordings of this kind. If at times Filippini delights in upsetting harmony and altering pieces radically (as is the case with Impressions), at other times compositions remain unchanged, though striking in the impulsive urgency of their performance (Autumn Leaves, Jitterbug Waltz). There are tracks with a more classical flavour here (I Didn’t Know What Time It Was) alternating with those enhanced through a skilful, moderate use of electronics (‘Round Midnight, Stolen Moments). Filippini’s fine arrangements and unique touch in refined piano-playing make this all-standards album a timeless, ever-elegant nugget. He carries out a two-fold job, straddling tradition and innovation: on the one hand he draws on standards, on the other hand he includes hints at electronic and psychedelic music. An exquisite work, meticulously thought out, though with a directness and freshness that are fully conveyed by the excellent interplay of the three musicians.


Recorded and mixed in Cavalicco on 30 - 31 October 2013 at Artesuono Recording Studio
Recording & mixing engineer Stefano Amerio

Photos by Andrea Boccalini

Liner notes by Daniela Floris

Reviews

Se è l’anima a suonare non c’è bisogno d’altro

Atteso ritorno di Claudio Filippini alla testa del suo trio. Deciso a celebrarne il decennale si regala un disco che è omaggio al sentire jazz più profondo, così vero e vivo da non avere bisogno di arrangiamenti barocchi per affascinare. Con coraggio e semplicità costruisce un intero album di “standard” ricordando anche ai distratti che nel jazz la musica appartiene sempre a chi la suona. Filippini è artista matura, consapevole, che giustamente guarda da sempre con indifferenza a un mercato povero di idee ma pronto a inseguire la novità a discapito della qualità certo dell’applauso di un pubblico sempre più globalizzato. Lui, che si alterna fra tastiere e pianoforte, ha quella rara sensibilità da vero uomo di jazz: sa arrivare all’essenza più profonda di ogni nota e farla sua. Squaring The Circle ne è la prova, se a suonarlo è l’anima il jazz non ha bisogno di altro. La poetica degli esordi è ora piena maturità espressiva di un trio affiatato, e cifra stilistica di un pianista che ha fatto tesoro dell’esperienza a fianco di Danielsson e Louhivuori. Con la complicità di Luca Bulgarelli (basso) e Marcello Di Leonardo (batteria), fidati partner di una vita, Filippini incontra la storia - da Coltrane a Monk, a Gillespie, Mancini, a Waller, Nelson, fino al Kosma di “Autumn Leaves” -, la attraversa e la fa sua rinnovandola, ma senza mai tradirne l’anima.

17/7/2015il Fatto QuotidianoPaolo Odello
Claudio Filippini Trio: “Squaring The Circle”

“Squaring The Circle” celebra in decimo anno di attività del trio composto da Claudio Filippini al pianoforte, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria. La loro è una realtà rodata, e pronta nell’approcciare i nove standard proposti con piglio singolare. I temi melodici dei brani, tra i quali troviamo classici come A Night In Tunisia e Moon River, sono spesso un pretesto per la personale visione d’arrangiamento del trio, che prevede, oltre ai passaggi improvvisati dei singoli, anche un equilibrato utilizzo di tastiere ed effetti. Armonie riviste con personalità, citazioni in filigrana, improvvisazione e unione d’intenti sono elementi sui quali si fonda questo lavoro, e la sensazione, netta, è quella di trovarci al cospetto di un nuovo inizio, un punto di svolta per il trio, come ci ha confermato Claudio Filippini: «Un paio di anni fa cominciavo a pensare che avessimo esaurito le nostre possibilità espressive, ma per fortuna mi sono dovuto ricredere. C’è sempre più intesa tra di noi e i concerti ne sono una conferma. Il trio si sta evolvendo, e nelle performance recenti diamo molto spazio all’improvvisazione e inseriamo i brani originali “a chiamata”. Inoltre, ci siamo organizzati per realizzare le parti elettroniche dal vivo come su disco, e questo è uno stimolo enorme per tutti e tre».

1/7/2015strategieoblique.blogspot.itRoberto Paviglianiti
Claudio Filippini – “Squaring the Circle”

Vi piace il classico trio pianoforte-batteria-contrabbasso che interpreta al meglio alcuni classici del songbook americano? Se la risposta è affermativa, questo è un disco da non perdere… anche se, francamente, ci sentiamo di consigliarlo a tutti gli appassionati di jazz, indipendentemente dalle loro specifiche preferenze. In effetti Claudio Filippini con questo album centra diversi obiettivi: innanzitutto dimostra di aver raggiunto un livello di maturità tale che gli consente di presentare in maniera originale brani celeberrimi ora stravolgendone l’armonia (“Impressions”), ora quasi giocando con l’elettronica (“’Round Midnight”, “Stolen Moments”) , ora limitandosi – si fa per dire – a rispettare del tutto gli originali (“Autumn Leaves”, “Jitterburg Waltz”). In secondo luogo evidenzia le sue squisite capacità di arrangiatore sofisticato e mai sopra le righe; di qui in ogni brano il giusto spazio lasciato all’improvvisazione che ben si amalgama con la pagina scritta, in un alternarsi di sfumature alle volte leggiadre alle volte più intimiste che rispecchiano l’animo dei musicisti. In terzo luogo si pone, di diritto, tra i migliori pianisti che oggi frequentano il pur variegato panorama del pianismo jazz italiano… e non solo. Infine festeggia nel migliore dei modi il decennale del suo trio con i fidi Luca Bulgarelli al basso e Marcello Di Leonardo alla batteria; e che i tre suonino assieme da molti anni lo si capisce fin dai primissimi istanti dell’album: la musica risuona fresca, allo stesso tempo sofisticata e spontanea, con una cura per i piccoli dettagli che fa di ogni pezzo un piccolo gioiello a formare una collana di grande musica. Di qui la difficoltà di indicare qualche brano in particolare anche se molto abbiamo apprezzato le esecuzioni del coltraniano “Impressions” per la bontà dell’arrangiamento, di “Jitterburg Waltz” soprattutto per il tocco di Filippini e “What A Wonderful World” un pezzo certo non irresistibile che nelle mani del trio diventa godibilissimo.

24/6/2015online-jazz.netGerlando Gatto
Squaring The Circle – Claudio Filippini Trio

Squaring The Circle: La tempesta perfetta.
Molti poeti e scrittori hanno narrato di tempeste perfette e la bellezza della quiete dopo di essa. Peccato per loro che non l’abbiano mai potuta vedere come è successo a me ascoltando Squaring The Circle. Sì, io la tempesta l’ho vista e l’ho ascoltata (sottoforma di musica), per ben 52 minuti. Un grande trio composto dal leader Claudio Filippini al piano, Luca Bulgarelli al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria, una formazione che con quest’album vuole celebrare il suo decimo anno di attività. Ci sono riusciti alla perfezione, hanno spento le candeline e hanno anche messo una bella ciliegina sulla torta. Che volere di più se non degli standard, tra i più conosciuti di sempre, arrangiati in maniera perfetta, diversa, elettrica, che ti fa sentire a casa e riscoprire il sapore di quando li hai ascoltati la prima volta, magari avvicinandoti a questo meraviglioso genere musicale? Beh, ma qui è diverso, ti senti a casa si, ma capisci che c’è quel valore aggiunto, che c’è il futuro della musica jazz e la scoperta di nuovi orizzonti che lasciano ben sperare. Sono nove i brani contenuti nell’album. Si parte al massimo, proprio come in una tempesta inaspettata, con il brano Impressions, passando per Autumn Leaves, ‘Round Midnight, I Didn’t Know What Time It Was, e da qui fino ad arrivare alla quinta traccia, che porta il nome di Moon River, non c’è segno di cedimento, non c’è segno di resa. I tre hanno forza e voglia di osare, ma poi come giusto che sia ci regalano una ballad che definirei da ‘’pelle d’oca’’ in una delle più belle versioni che le mie orecchie abbiano mai sentito. Si riprende con Stolen Moments, Jitterbug Waltz e A Night In Tunisia, anche loro tiratissime e piene d’animo giovane, piene d’animo jazz. L’album conclude in bellezza (ecco la ciliegina sulla torta di cui vi parlavo) con What A Wonderful World, che rappresenta la Quiete dopo La Tempesta, esprimendo un senso di pace e di bellezza, che vorresti non finisse mai, vorresti essere lì, dentro la musica. Un grande lavoro, un grande sogno realizzato (più che per i musicisti, per noi semplici ascoltatori), un lavoro che merita la lode per il benessere che crea all’anima e al corpo. Davvero un grazie gigante pieno di jazz a questi tre funamboli, che ancora una volta ci hanno fatto toccare il cielo. Consigliato a tutti quelli che hanno ancora voglia di sognare o che magari hanno bisogno per un’ora di staccare la spina entrando in un’altra dimensione. La casa discografia che ci ha permesso di ascoltare questo bellissimo album è la Cam Jazz. Voto 10

16/6/2015parliamodijazz.altervista.orgeditorial
Squaring the Circle'' di Claudio Filippini: il nuovo album di un''quadrato'' trio jazz

L’utopia matematica della “quadratura del cerchio” sembra aver trovato soluzione nel jazz e in quella perla discografica che è l’ultimo album di Claudio Filippini “Squaring The Circle”, in uscita per la CAM JAZZ. Attraverso la perfezione quasi trascendente del suo piano, Filippini dimostra una sofisticata maturità artistica che, dopo l’esperienza dell’ultimo album accanto al contrabbassista svedese Palle Danielsson, batte la scena internazionale insieme al suo trio, con Luca Bulgarelli al contrabbasso e Marcello di Leonardo alla batteria, festeggiando con loro 10 anni di sodalizio artistico. L’album rilegge e interpreta numerosi standard del repertorio jazz statunitense, selezionando tracce memorabili sulle quali costruire nuovi punti di vista, improvvisati viaggi e trasparenti giochi di note. «In quasi tutte le lingue del mondo» - spiega Filippini – «si usa lo stesso termine per definire i verbi suonare e giocare. Mi sembra che in questo disco questi due elementi si siano fusi perfettamente per la spontaneità con la quale sono nate queste nostre reinterpretazioni di classici del songbook americano». Uno spirito ludico ed elegante aleggia tra l’ottima padronanza degli strumenti e la straordinaria armonia negli arrangiamenti, in atmosfere ricche di sfumature, a cavallo tra tradizione e innovazione. Se da un lato l’album si riallaccia ai classici, pur colpiti dall’urgenza istintiva con la quale vengono interpretati (“Autumn Leaves”, “Jitteburg Waltz”, “I Don’t Know What Time It Was”), dall’altro ne stravolge radicalmente l’armonia (come avviene in “Impression”), attraverso riferimenti psichedelici e un interessante uso dell’elettronica (“’Round Midnight”, “Stolen Moments”). Ispirandosi ai grandi artisti incontrati nel periodo della sua formazione (Herbie Hancock, Kenny Barron, George Cables, Jimmy Owens, Joey Calderazzo, Enrico Pieranunzi, Franco D’Andrea, Otmaro Ruiz, Stefano Bollani, Stefano Battaglia), il pianista abruzzese ha suonato in numerosi club e festival in tutto il mondo tra cui Sweet Rhythm (New York), Jazz Showcase (Chicago), Blue Note Jazz Club (Nagoya e Tokyo), Ronnie Scott’s (Londra), Jazz at Pearl’s (San Francisco), Montreux Jazz Festival, Umbria Jazz, Istanbul Jazz Center. Nel corso degli anni, inoltre, si è esibito sul palco con artisti del calibro di Wynton Marsalis, Mario Biondi, Pino Daniele, Donny McCaslin, Ben Allison, Tony Scott, Mike Stern, Giovanni Tommaso, Maria Pia De Vito, Enzo Pietropaoli, Fabrizio Bosso, Roberto Gatto, Stefano Di Battista e tanti altri. Consapevole di queste esperienze, “Squaring The Circle” è un disco curato nei minimi dettagli e gratificato da un perfetto interplay tra gli strumenti, che segnano un’area trascendente e universale, proiettando il trio di Claudio Filippini tra i vertici più interessanti del panorama jazz contemporaneo.

19/5/2015recensito.netGiulia Sanzone