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Kalevi Louhivuori Quintet

Almost American Standards

Cam Jazz CAMJ 7900-5

8052405142030 - Almost American Standards - CD

Artists :
Jorma Kalevi Louhivuori ( Trumpet )
Ville Vannemaa ( Sax )
Mikael Myrskog ( Piano )
Eero Seppä ( Bass )
Jaska Lukkarinen ( Drums )
Kalevi Louhivuori Quintet ( Band )
Release date
Apr 29, 2016
Duration
50:53

Unbridled and in-the-zone Kalevi Louhivuori. The Finnish trumpeter, already in the spotlight with the outstanding Big Blue quartet, is releasing a new, fanciful and ironic project on CAM JAZZ. The concept here is to flirt with famous American standards, which would, so far, be rather conventional. But Louhivuori’s brainwave is not about reinterpreting them, more or less faithfully, but picking up on each of them to produce fresh compositions. That’s how a “Take 4”, clearly inspired by Paul Desmond’s world-famous “Take 5”, or a “6 Steps To Heaven”, just one step behind Miles Davis’, turned up on this CD. The eight tracks featuring “Almost American Standards” were recorded with the valuable contribution of an all-Finnish combo: Ville Vannemaa on sax, Mikael Myrskog on piano, Eero Seppä on double bass and Jaska Lukkarinen on drums. Fifty minutes of excellent music, in which the pleasure of listening is combined with that of searching for charm, reference and the refined art of flirting with sources and heading towards fresh, amazing sonic destinations. It’s up to the listener to find out which muse is behind each piece and try to trace the original, detecting similarities with and differences in Louhivuori’s writing.


Recorded and mixed by Abdissa Mamba Assefa at Studio Martin in Helsinki on August 24 and 26, 2015.


Photos by Andrea Boccalini

Reviews

Kalevi Louhivuori Quintet: “Almost American Standards”

Si completa con Ville Vannemaa (sax), Mikael Myrskog (pianoforte), Eero Seppä (contrabbasso) e Jaska Lukkarinen (batteria) il quintetto capitanato dal trombettista Kalevi Louhivuori, che per l’occasione presenta un repertorio di brani originali costruiti prendendo spunto da celebri standard, come nel caso di Take 4 ispirata da Take Five di Paul Desmond. Otto tracce dalle quali emerge un jazz mainstream compatto, con Louhivuori, in certi passaggi torrenziale, principale cardine espressivo del suono d’insieme nel quale gli altri interpreti trovano misurati spazi solisti. Il quintetto finlandese non tradisce in nessuno dei cinquanta minuti del CD l’estetica di un album il cui titolo, per certi versi ironico, ne denuncia l’intenzione stilistica.

25/9/2016strategieoblique.blogspot.itRoberto Paviglianiti
Almost American Standards

Jorma Kalevi Louhivuori è uno dei più conosciuti trombettisti e compositori finlandesi; ha tenuto concerti in tutto il mondo, alcuni insieme ad alcuni giganti della nostra epoca (tra gli altri Dave Liebman, Al Foster, Hugh Masekela, Bob Mintzer), e di recente è stato protagonista dei due album del Big Blue Quartet: “Strange Wonder” del 2013 e “Shooting Star” uscito lo scorso aprile, entrambi per la CAM JAZZ. In questo nuovo lavoro, accompagnato da un quartetto tutto finlandese, il trombettista gioca allo stesso tempo con le sonorità del jazz classico (bop, hard bop, swing, ballad, jazz modale) e con alcune celebri composizioni che si diverte qui a riscrivere e reinventare; i titoli sono abbastanza esplicativi e quindi non è difficile riconoscere come Take 4 sia ispirata a Take 5, o come 6 Steps To Heaven sia una variazione di 7 Steps To Heaven, e così via. L’album è costruito con un bell’equilibrio stilistico: l’introduttiva For Mr. Evans è caratterizzata dagli stilemi del be bop, con la melodia spigolosa che viene bilanciata dalla sezione B, costruita con un bel cambio di tempo e seguita da un assolo del leader virtuosistico e ridondante. La successiva Crise è invece un blues che richiama le atmosfere care a Horace Silver, con il pianoforte che espone un efficace vamp modale. Il primo assolo di Mikael Myrskog si ascolta in Praise: si tratta di una ballad dalla bella armonizzazione dei fiati e dal raddoppio di tempo sugli assolo; invece la melodia sinuosa con sfumature hard bop sovrapposta alla “traballante” scansione ritmica caratterizza Yes And Now, mentre il 5/4 di Take 4 sviluppa ancora le atmosfere Blue Note anni Cinquanta, con un tema bluesy basato sullo sviluppo di un frammento melodico di tre note; da segnalare in questo brano il bell’assolo si contrabbasso di Eero Seppä. 6 Steps To Heaven espone un tema spezzato, con lunghe pause riempite dalla batteria di Jaska Lukkarinen suonata con le spazzole, e lo stesso Lukkarinen è autore poi di un pregevole assolo, seguito da quello di contrabbasso eseguito in “quattro”. Blues For Joshua ha ancora un andamento bop, costruito però sul tempo di un veloce jazz waltz, mentre la conclusiva Alone Again richiama le atmosfere jazz degli esordi qui evocate dalla presenza del clarinetto. Il titolo del lavoro “Almost American Standards”, è particolarmente ben riuscito; si tratta infatti di riletture in carattere di standard americani, ben sviluppate e suonate spesso con virtuosismo. Nulla di nuovo nella visione musicale, ma chiaramente l’obiettivo del lavoro era ripercorrere e richiamare alcune delle sonorità più classiche del jazz del XX secolo: missione compiuta, con un disco divertente e realizzato con grande cura.

30/8/2016JazzitEugenio Mirti