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Matteo Bortone

ClarOscuro

Cam Jazz CAMJ 7927-5

8052405143150 - ClarOscuro - CD

Artists :
Enrico Zanisi ( Piano )
Matteo Bortone ( Bass )
Stefano Tamborrino ( Drums )
Release date
Mar 30, 2018
Duration
66:00

Matteo Bortone is one of the most sought-after double bass players, also as sideman, hired by a number of Italian and French groups, such as Ada Montellanico Quintet, Greg Burk Trio, Manlio Maresca Quintet, Olivia Trummer Trio, Julien Pontvianne’s Abhra sextet, Christophe Imbs Trio as well as the already-mentioned bands of Roberto Gatto, Alessandro Lanzoni (“Dark Flavour”, “Seldom”), and Stefano Carbonelli (“Morphé”).   Bortone’s third album as a leader marks a crucial change of direction  in lineup and sound compared to his two previous albums, which were recorded with his French-Italian quartet, the ‘Travelers’. Here Bortone is frontman of an all-Italian trio featuring Enrico Zanisi on piano and Stefano Tamborrino on drums.  “ClarOscuro”, the name of both this album and the band, is a summary of Bortone’s musical vision: an alternation of sounds aimed at creating diverse moods through contrasts, airy grooves and spaces, edgy songs and themes, long, complex tracks and short compositions. All this merges into a common denominator that enhances ambiguity, the most inward-looking, mysterious side of music, emphasizing timbres and collective blend rather than the solo inspirations of each musician. In compliance with this line, the music on ClarOscuro focuses on conjuring rather than telling a story and discloses its sonic plots little by little, according to a specific pattern that allows the musicians to take a proactive role and alternate as leaders without diminishing the group sound. Improvisations unfold according to well-defined dynamics, combining chord progressions (Gloom, Diablos) with rhythmic elements that at times shatter and break down (Know Yourself, Blimunda) and at other times are gradually built by the whole group (Concretion, Wormhole, second part of B&B). Within this kaleidoscope, Bortone expounds the melodies and themes of “ClarOscuro” by creating sonic spaces that define his musical vision without going into detail, which is striking in Floating and Grotesque, two miniatures suggesting an eerie, repetitive ambience with instrument resonances brought into focus. This record opens up to forays of musique concrète, (Concretion I, in which the prepared double bass stands out), post-romantic French hints (Grotesque), poignant, abstract interludes (first part of B&B, Olvidao), fast, energetic tracks (Manimoto, Gloom, Diablos) and calm, twilight tones (Floating).


Recorded in Cavalicco on 1, 2 May 2017 at Artesuono Recording Studio
Recording engineer Stefano Amerio

Photos by Elisa Caldana

Liner notes by Brian Morton

Reviews

Matteo Bortone Trio ClarOscuro

Révélation! Pour son troisième album en tant que leader, le contrebassiste signe l’ensemble des compositions. Brian Morton pose dans le livret l’intéressante question des bassistes placés en situation de leader de trios de piano, et de la différence d’approche du jeu que cette singularité peut générer. Il préfère ici parler, faisant référence au trio Bley/Swallow/Giuffre, de juxtaposition plutôt que du “sacrosaint interplay”. , certaines passages de Diablos ou la partie centrale de Blimunda illustrent bien cette idée d’une véritable indépendance des trois membres, par rapport à la pulsation principale mais aussi dans l’intention et la sonorité. Dans B & B, après un exposé plutôt classique de ballade intimiste, chacun semble partir dans une direction différente sans jamais rompre le contact ni l’équilibre, jusqu’à de graduelles retrouvailles. Un tel concept induit des structures inédites où la notion de solo est quasi absente et entraîne l’auditeur à mille lieux des schémas attendus : dans Wormhole le thème principal ne s’impose finalement qu’au terme d’un long climax, tel le consensus émergeant du conciliabule. Le premier volet de Concretion allie la contrebasse préparée à la percussion dans un étonnant travail sur la matière et l’énergie, le second part d’un dialogue mélodique apaisé entre piano et basse. Le contraste entre la rythmicité haletante de Gloom et l’impressionnisme nimbé de mystère de Grotesque confirme le large spectre expressif de cet album attachant, unifié avant tout par une conception forte et originale du collectif. On en oublierait presque l’excellence des qualités individuelles, mises de façon exemplaire au service du tout.

2/7/2018Jazz MagazineVincent Cotro
Matteo Bortone Trio - ClarOscuro

Matteo Bortone ci ha abituati a sentirlo suonare in formazioni, di cui lui è leader, che hanno un assetto più largo magari con all'interno dei fiati. Questo almeno nei suoi dischi precedenti. ClarOscuro invece è un disco in trio, pianoforte, contrabbasso e batteria, dove, non cosa insolita ma neanche frequente nel jazz, il leader è il contrabbassista. In questo caso è anche autore dei dodici brani che ne fanno parte. Cosa c'è realmente di insolito in questo disco? C'è che è un lavoro binario, nel senso che da una parte c'è il dialogo tra gli ottimi Zanisi e Tamborrino, dall'altra un lavoro intenso, profondo, che traccia le esecuzioni con la timbrica di un contrabbasso sciolto nel tempo e nell'inventiva. I due binari chiaramente vanno in parallelo ma spesso contraddicono le convenzioni e la fisica per incontrarsi e intrecciarsi, e qui spicca il lavoro del leader con lo strumento in primo piano che scolpisce sagome timbriche dettando il percorso da seguire. Sintomatico è Olvidao #2, un pezzo lento, sognante, in cui ognuno stenta lentamente a svegliarsi sotto i colpi asincroni di un contrabbasso solido e legnoso. Il brano si trova al termine del disco, e volendo ripercorrere i binari in senso contrario, si potrebbe partire da qui per un esame all'incontrario di un disco dal forte fascino, misterioso e oscuro. Grotesque, per esempio, sembra sospeso nel tempo, incastrato tra Dalì e Magritte; mentre Concretion Part 1 e Concretion Part 2 aderiscono al free con il contrabbasso che prepara le fughe creative degli altri musicisti. È un eccellere di timbri che saturano l'aria per prendersi i propri spazi materici. In questo viaggio a ritroso Wormhole diviene una tappa necessaria per capire la musica di Bortone, figlia di una creatività che non si ripete ma che ha più centri d'irradiazione e d'espansione e usa lo spazio come piattaforma su cui sperimentare e costruire le sue narrazioni.

19/6/2018jazzconvention.netFlavio Caprera
Matteo Bortone Trio ClarOscuro

Dichiaratamente impressionistico il disegno guida del terzo album da leader del contrabbassista Matteo Bortone. A suggerirlo è prima di tutto un titolo apodittico come ClarOscuro e ancor di più i profili indefiniti ed elusivi dei dodici originali in elenco, spesso poco più che vignette stilizzate sulle quali i tre solisti si ingegnano a costruire scenari in continuo e cangiante divenire. Musica che si alimenta delle franche doti d’improvvisazione dei solisti (accanto a Bortone ci sono il pianista Enrico Zanisi e il batterista Stefano Tamborrino), ma senza che queste prendano mai il sopravvento sulla spiccata matrice collettiva della composizione. Per chi ama i “triangoli” à la Keith Jarrett e Paul Bley.

7/5/2018RockerillaElio Bussolino
Matteo Bortone Trio CLAROSCURO

"ClarOscuro" è un insieme di composizioni a doppio strato cromatico nel quale è possibile scorgere, nella parte sottostante, la superficie scura del contrabbasso di Matteo Bortone e al di sopra la materia chiara e plastica nelle melodie di piano e nelle interazioni di batteria (Enrico Zanisi e Stefano Tamborrino). Bortone è un contrabbassista giovane ma già affermato e anzi tutto il trio ha un'età e un respiro giovanile. I tre musicisti procedono simultaneamente nei solchi tracciati dal leader e, nei momenti in cui questo si impone, il contrabbasso delinea sempre figure di notevole rilievo timbrico. L'interazione cresce in Know Yourself e Diablos e si fa più libera in B & B, in cui ciascuno prende la propria direzione all'interno di una presupposta convergenza. L'ingresso deciso di Wormhole rappresenta la determinazione stilistica personale di Bortone attorno al quale ruota la forma ciclica del tempo, da percorsi e traiettorie differenti, senza mai tornare sullo stesso punto, in senso eracliteo. E' difficile infatti rintracciare nell'intero lavoro (non sembra proprio che ve ne sia) un tema o un motivo o una parte scritta che si ripete. Entrando nel cuore dell'ascolto e anzi già verso la fine, ci si trova nella parte sperimentale del lavoro (Concretion Part 1 e Concretion Part 2), con l'utilizzo nella prima del contrabbasso preparato, combinazione insolita nel prolungamento del suono sul legno. Grotesque, intermezzo di breve durata, ferma la macina del tempo messa in opera dal trio e prelude alla conclusiva e lenta Olvidao#2 che scende piano e greve negli scambi ritardati tra uno strumento e l'altro come accompagnata adagio da un'altura non ripida da cui stenta a cadere. Nel complesso, un trio formidabile e ineccepibile nell'esecuzione 'in contrattempo' dell'intero lavoro, in cui la parte scura è certamente ben definita e la parte chiara forse avrebbe dovuto essere maggiormente e più semplicemente delineata e rifinita.

10/4/2018distorsioni.netSergio Spampinato
Una passerella tra il jazz e gli altri mondi

Lasciate, per ora, alle spalle le atmosfere elettrico-elettroniche del suo quartetto franco-italiano Matteo Bortone (contrabbasso), alla terza prova da leader, va alla scoperta di spazi di ambiguità e ne sottolinea i contrasti. Con Enrico Zanisi (pianoforte) e Stefano Tamborrino (batteria) dà vita a un nuovo trio e si concentra sul lato più introspettivo della musica. Nasce così “ClarOscuro”, sintesi della nuova visione musicale di Bortone: un continuo alternarsi di sonorità volte a creare atmosfere che all’interazione preferiscono la giustapposizione. Seguendo questa linea, “ClarOscuro” predilige l’evocare al raccontare, trame sonore che si svelano poco a poco lasciando spazio alla sensibilità del singolo. “Ho sentito la necessità di cambiare sonorità, di dirigermi verso ambienti più acustici – spiega Bortone –. Di proporre un repertorio di brani molto lunghi e miniature brevi ma con al centro le molte possibilità aperte dal passare da parte scritta a improvvisazione e viceversa. Dinamiche che responsabilizzano molto pianoforte e batteria, per questo ho chiesto a entrambi di appropriarsene come se fossero scritti da loro”. La sensibilità dei singoli fa il resto, e permette loro di avvicendarsi nel ruolo di leader senza sminuire il suono di gruppo. Che intanto ammicca a sonorità contemporanee. “Gli anni di studio e formazione in Francia sono stati fondamentali dal punto di vista strumentale e compositivo. Ho avuto la fortuna di incontrare una didattica aperta verso ogni direzione – precisa Bortone –. L’elemento più decisivo sperimentato in Francia è proprio la passerella tra jazz e gli altri mondi, uno su tutti la musica contemporanea”. Con “ClarOscuro” si riscopre il piacere nel guardarsi intorno, dell’incontro con la musica senza limitazioni o settarismi da puristi. I 12 brani del cd ne sono dimostrazione, fra improvvisazioni che si snodano giustapponendo progressioni armoniche a elementi ritmici, ora sgretolati e ora ricostruiti collettivamente, per dar vita a un caleidoscopio dove si può definire un’idea musicale senza descriverla nei minimi particolari.

3/4/2018Il Fatto QuotidianoPaolo Odello
«ClarOscuro» il nuovo disco di Bortone - Emozionanti sfumature jazz

Nuovo disco per Matteo Bortone. Uscirà il 30 marzo, ma intanto è già partito il tour di presentazione, per “ClarOscuro” (Cam Jazz), che vede il contrabbassista salentino Bortone, originario di Otranto, suonare in trio accompagnato da Enrico Zanisi al pianoforte e da Stefano Tamborrino alla batteria. Anche quest’ultimo ha origini salentine, dato che la sua famiglia ha i natali a Supersano. “ClarOscuro” - nome del disco ma anche della formazione - è la sintesi della visione musicale elaborata da Bortone: un alternarsi di sonorità volte a creare atmosfere diverse attraverso l’uso di contrasti, groove e spazi eterei, tematiche taglienti, brani lunghi, articolati e miniature brevi. Il tutto racchiuso in un connubio che crea un comune denominatore, che esalta l’ambiguità, il lato più introspettivo, più misterioso della musica, mettendo in risalto l’aspetto timbrico e l’amalgama collettiva piuttosto che gli spunti solistici dei singoli strumentisti. Seguendo questa linea direttiva, la musica di “ClarOscuro” si concentra sull’evocare piuttosto che sul raccontare, svelando a poco a poco le trame sonore secondo uno schema ben preciso che lascia spazio ai musicisti di prendere l’iniziativa, avvicendandosi nel ruolo di leader senza sminuire il suono di gruppo. La tracklist è composta da: “Floating”, “Manimoto”, “Blimunda”, “Know Yourself”, “Diablos”, “B & B”, “Wormhole”, “Concretion (Part I)”, “Concretion (Part II)”, “Gloom”, “Grotesque”, “Olvidao #2”. Votato Miglior Nuovo Talento al Top Jazz 2015 di Musica Jazz, Matteo Bortone, trentacinquenne e cresciuto musicalmente a Parigi e ora residente a Roma, è alla sua terza uscita discografica, la prima prodotta da Cam Jazz. È stato definito uno dei più significativi talenti del jazz pugliese - nonostante la giovane età, ma in forza dei suoi «trascorsi formativi parigini» - nel volume del giornalista Ugo Sbisà “Puglia - Le età del jazz”. I dischi precedenti di Bortone, “Travelers” del 2013 e “Time Images” del 2015 hanno ottenuto ottimi riscontri di pubblico e critica in Francia e in Italia come dimostrano i numerosi riconoscimenti. Come compositore, Matteo ha contribuito anche nei dischi di Alessandro Lanzoni (“Dark Flavour” e “Seldom”), Roberto Gatto (“Now”) e Stefano Carbonelli (“Morphé”). Bortone è uno dei contrabbassisti più richiesti anche come sideman, e quindi partecipa in numerose formazioni in Italia e Francia: tra esse ci sono il quintetto di Ada Montellanico, il trio di Greg Burk, il quintetto di Manlio Maresca, il trio di Olivia Trummer, il sestetto Abhra di Julien Pontvianne, il trio di Christophe Imbs oltre alle già citate band di Roberto Gatto, Alessandro Lanzoni e Stefano Carbonelli. Le prossime date previste per il tour vedranno il trio guidato da Bortone domani a Perugia, il 17 marzo a Olbia e il 23 marzo ad Avellino, in attesa che faccia ritorno con alcune date in provincia di Lecce per la gioia dei suoi fan salentini.

15/3/2018 La Gazzetta del Mezzogiorno ed. LecceAngela Leucci
Matteo Bortone - Claroscuro

Questo terzo lavoro discografico da leader, vede un cambio di rotta decisivo dal punto di vista della formazione e del suono rispetto ai due albums precedenti, incisi insieme al suo quartetto franco/italiano ‘Travelers’; nel nuovo disco infatti, Bortone è alla guida di un trio tutto italiano insieme a Enrico Zanisi al pianoforte e Stefano Tamborrino alla batteria. ‘ClarOscuro’ nome del disco e della formazione, è la sintesi della visione musicale elaborata da Bortone: un alternarsi di sonorità volte a creare atmosfere diverse attraverso l’uso di contrasti...

1/3/2018traccedijazz.iteditorial