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Regis Huby, Bruno Chevillon, Michele Rabbia

Reminiscence -- Live at Livio Felluga Winery

Cam Jazz CAMJ 7929-5

8052405143211 - Reminiscence (Live) - CD

Artists :
Michele Rabbia ( Percussion, Live Electronics )
Régis Huby ( Violin, Live Electronics )
Bruno Chevillon ( Bass, Live Electronics )
Release date
May 25, 2018
Duration
0:56:00

"One still hears a lot of special pleading for the violin in jazz, as if – despite the efforts of everyone from Stuff Smith and Joe Venuti to Jean-Luc Ponty, Zbigniew Seifert and Michał Urbaniak – it still isn’t considered quite “proper” for the music, too “European” or “classical”. In reality, the very first “jazz” groups were probably small string ensembles, playing after-hours in spaces down below the big house, maybe in amongst the master’s cherished clarets and ports, accompanied by strange echoes and bangs.  So maybe what Régis Huby, Bruno Chevillon and Michele Rabbia have created on Reminiscence, for all its modern means, is a set of music that goes back in form and feeling to the very earliest days of a great music. It takes a certain gift to make electronic effects as warmly immediate and physical as so-called “acoustic” instruments, as more than “effects”, but that is the gift of Huby, Chevillon and Rabbia on Reminiscence, a profoundly involving and often complex set of interlocked sequences recorded at the Livio Felluga Winery in Brazzano di Cormòns, Italy. This is music that doesn’t need scare quotes. Whether it is “jazz”, “post-jazz” or something beyond jazz altogether, ultimately doesn’t matter. What does is its intense and evolving engagement with the musical material and with an audience. In instrumentation and in setting it is just the latest and quite logical stage in a long creative evolution".  (Brian Morton)


Recorded Live at Livio Felluga Winery (Brazzano di Cormòns, Italy) on 5 June 2017
Recording engineer Stefano Amerio

Photos by Elisa Caldana

Reviews

Chi beve vino suona cent’anni

Chi segue i calendari dei Festival jazz della penisola conosce certamente Jazz & Wine of Peace che da più di vent’anni si svolge a Cormons, nel cuore del Collio italiano e sloveno. Unire jazz e vino è stata una intuizione preveggente e vincente. Chi frequenta il festival conosce bene la particolare atmosfera intima e conviviale che si respira nei concerti che si tengono nelle cantine. L’etichetta CAM Jazz ha appena pubblicato una collana che di quell’atmosfera restituisce l’incanto. «A Night at the Winery» propone sei dischi registrati dal vivo in altrettante prestigiose cantine friulane davanti ad un pubblico di invitati. I musicisti coinvolti sono tutti di prima qualità: questi i dischi: «Lost Songs» del sassofonista Francesco Bearzatti e del chitarrista Francesco Casagrande, «Vers la grande porte de Kiev» con Michele Campanella (piano) e Javier Girotto (sax soprano e baritono), «Two Grounds» con Claudio Filippini (tastiere), Andrea Lombardini (basso) e U.T. Gandhi (batteria), «Wine & Waltzes» del pianista Enrico Pieranunzi, «Nitido e obscuro» con Gabriele Mirabassi (clarinetto) e Roberto Taufic (chitarra), «Reminiscence» con Régis Huby (violino, elettronica), Bruno Chevillon (contrabbasso, elettronica) e Michele Rabbia (percussioni, elettronica). La qualità della musica è eccellente e il ventaglio stilistico sufficientemente ampio perché ognuno possa trovare interesse e coinvolgimento. Dalle riletture delle pagine della letteratura classica al jazz rock più groovy. Chi scrive è particolarmente colpito… e dal trio Huby-Chevillon-Rabbia al lavoro su un lungo brano improvvisato di quasi un’ora, suddiviso in fase di editing in quattro movimenti, dal sapore esoterico e visionario, ricco di invenzioni e sfumature timbriche. Particolarmente rilevante nell’operazione è la coerenza e la cura progettuale, assai rara se non unica nel panorama discografico nazionale. Decisivi per la riuscita sono la registrazione affidata a Stefano Amerio che restituisce una precisione nei dettagli e un suono complessivo di sfavillante bellezza e la parte visiva con le immagini della fotografa Elisa Caldana, abile nell’enfatizzare i chiaroscuri delle ambientazioni…

12/1/2019Alias - Il ManifestoFlavio Massarutto
Un suono di vino

La progettualità della CamJazz si unisce alla solidità e ampiezza della produzione discografica. La serie A Night at The Winery nasce dall’idea di unire il fascino del jazz a quello di cantine e «wineries». Sotto la produzione artistica di Ermanno Basso, sono nati sei album registrati dal vivo da raffinati e sperimentali organici: solo, duo, trio. Ecco da dove vengono Reminiscence con Régis Huby, Bruno Chevillon e Michele Rabbia e Lost Songs di Francesco Bearzatti/Federico Casagrande. I quattro movimenti del primo album (Live at Livio Felluga Winery) sono frutto dell’interazione tre archi, percussioni ed elettronica, in un suggestivo «ricercare» che valorizza radici ed echi «contemporanei» e jazz...

24/11/2018Alias - Il ManifestoLuigi Onori
Régis Huby Bruno Chevillon Michele Rabbia Reminiscence

Nouveauté. Ça n’est jamais qu’on concert enregistré dans le cadre d’une opération promotionnelle des vins italiens, mais parmi ces impromptus captés “au chai” de différents viticulteurs, celui-ci me parait le plus saisissant. Aucun autre titre que Mouvement I, II, III et IV. On devine l’impro totale et sans autre prétexte que la situation viticole. Et le moins que l’on puisse dire, c’est qu’elle a nourri les sens du récit de nos trois as de la composition instantanée: Régis Huby (vln), Bruno Chevillon (b), Michele Rabbia (dm).

11/9/2018Jazz MagazineFranck Bergerot
JAZZ ET VIN... en Italie du Nord-Est

Sous le titre générique 'A Night At The Winery', le label Cam Jazz (Harmonia Mundi) a suscité six soirées de concerts, du 5 au 10 juin 2017, dans les chais et caves de six vignobles de la région Vénétie-Frioul Julienne. Ce territoire italien, qui jouxte la Slovénie, est réputé pour sa vigne, et notamment pour ses vins blancs. Belle occasion de convier des jazzmen (pas de jazzwomen, pourtant j'en connais qui aiment et connaissent le vin...) à s'exprimer dans ces lieux de culture et de mémoire. Du solo au trio, des propositions musicales très personnelles (et très diverses)… Et pour conclure, le dernier mais non le moindre : un trio qui associe le percussionniste turinois Michel Rabbia à deux français amoureux de l'Italie : Régis Huby au violon, et Bruno Chevillon à la contrebasse. Un disque intitulé « Reminiscence ») et un répertoire signé des trois, et que l'on devine improvisé, mais dont la forme et les développements rappellent le meilleur des musique contemporaines écrites : le miracle du talent, du travail, de la concentration, de l'empathie et de l'extrême complicité. Bref pour ces funambules de l'improvisation (qui sont aussi des compositeurs), une étape de plus dans un parcours qui fait honneur à la musique (très) vivante.

22/6/2018lesdnj.over-blog.comXavier Prévost
CAM Jazz: “A Night At The Winery”

Da un’iniziativa di Elda Felluga e Stefano Amerio, e sposata dal produttore della CAM Jazz Ermanno Basso, nasce il progetto “A Night At The Winery”: sei diverse formazioni, un solo, tre duetti e due trio, registrate dal vivo durante una settimana, dal 5 al 10 giugno 2017, presso delle prestigiose cantine vinicole del Friuli-Venezia Giulia. Un lavoro meticoloso e intenso, basato tra l’incontro tra jazz e vino, tra musica e sensazioni annesse, che ha portato alla realizzazione di sei CD dal vivo, curati sia nelle riprese audio sia nei dettagliati artwork impreziositi dalle note di Brian Morton e dalle foto di Elisa Caldana.
È un fruttuoso incontro tra sonorità acustiche ed elettroniche quello che vede protagonisti Michele Rabbia, percussioni, Bruno Chevillon, contrabbasso, e Régis Huby, violino. Il trio utilizza effetti sulla strumentazione in modo da ampliarne sia le capacità timbriche sia i possibili sviluppi espressivi. Si ascoltano quattro movimenti, nei quali troviamo voglia di sperimentare, passaggi d’insieme, slanci solisti, e un continuo rimando di idee tra figura di primo piano e sfondo. Ci sono aspetti di sperimentazione e l’estetica che ne deriva porta nel proprio nucleo una costante atmosfera di inquietudine, soprattutto dovuta alle corde di Huby. I suoni, sempre scelti in maniera funzionale e mai banali, si affastellano andando a creare situazioni sempre nuove e dal notevole appeal concettuale.

19/6/2018strategieoblique.blogspot.comRoberto Paviglianiti