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Francesco Bearzatti, Federico Casagrande

Lost Songs -- Live at Abbazia di Rosazzo Winery

Cam Jazz CAMJ 7932-5

8052405143303 - Lost Songs (Live) - CD

Artists :
Federico Casagrande ( Electric and Acoustic Guitar )
Francesco Bearzatti ( Tenor Sax, Clarinet )
Release date
May 25, 2018
Duration
0:56:00

"Our standard metaphor for duo improvisation is still conversation, even though the analogy breaks down all over the place. What kind of conversation is it when both parties speak at once, for instance? We tend to shy away from other, more obvious comparisons, like dance, because we’re still a little uncomfortable imagining two big guys in hold, whirling romantically round the floor.  Here’s a duo that underlines just how weak any attempt to explain the chemistry in words is bound to be. Is it a conversation? Yes, sometimes. Right at the beginning, Casagrande sets out a quiet, thoughtful proposition, before Bearzatti comes in with his own fuller and more defined articulation of it. At other moments on these pieces, all of them compositions by the saxophone player, there are elements of dance, even when there is no explicit dance rhythm involved. Sometimes, there’s an almost mathematical elegance to the conjunction of elements, which isn’t a belittling thought: mathematics is the most elegant of all the arts.  The only logical conclusion is that these “lost songs” – how did they come to be lost? how were they found again? or is this simply another metaphor for their deliciously faraway manner? – don’t lend themselves to analysis. They simply have to be heard and it’s astonishing how music so calmly unassertive should be so commanding, too. Bearzatti and Casagrande invite us in at the beginning and hold us right to the end".  (Brian Morton)


Recorded Live at Abbazia di Rosazzo Winery (Italy) on 8 June 2017
Recording engineer Stefano Amerio


Photos by Elisa Caldana



Reviews

Francesco Bearzatti, Federico Casagrande Lost Song

L’album s’ouvre sur une très belle « Nirvanina ». C’est très doux, léger, presque évaporé. Une onde, un murmure. Francesco Bearzatti ne nous avait pas habitués à ce genre. On lui connaît un net penchant pour le rock – il en vient, d’ailleurs. Un trublion en somme, explosant les limites du jazz (il n’est certes pas le seul) et transformant quelquefois, via l’électronique, son sax en guitare électrique (pour le coup, ils se comptent sur les doigts d’une main). Ici on se laisse volontiers gagner par une chaleureuse torpeur. Les tempos ralentis, les thèmes et les chorus hyper mélodiques nous emmènent du côté de la ballade. Le jeu de Federico Casagrande est bourré d’humilité, avançant à pas de chat. Mais il est riche, plein de volume. Pas une once de frime. Les conditions de jeu expliquent bien entendu la patte joliment indolente. C’est en effet dans une cave à vin que le duo s’est produit et a enregistré et c’est très certainement la raison pour laquelle, l’air de rien, Lost Songs a ce petit côté douillet.

14/10/2018citizenjazz.comGilles Gaujarengues
F. Bearzatti - F. Casagrande Lost Songs

Il sottotitolo di questo disco per molti versi sorprendente recita "Live at Abbazia di Rosazzo Winery". Una foto interna ritrae poi i due musicisti in azione, tra splendide botti e candele accese; uno spazio perfetto, dunque, per respirare l'aria dei secoli e avviare uno di quei dialoghi a due che, quando riescono, garantiscono un'aura quasi di magia. Si diceva "sorprendente" perché in genere il nome di Francesco Bearzatti è associato ad avventure sonore anche estreme, sui bordi rutilanti del jazz dove il medesimo incontra il rock, anche nelle declinazioni più rumorose. Basterebbe rammentare il progetto che incrociava le note di Monk con quelle di rockers non esattamente tranquilli; lì il sax, complice un bel lavoro di pedali e filtri, diventava tenebrosa e potente chitarra elettrica, con un gioco mimetico per molti versi inedito ed esaltante. Qui accade il contrario: il sax tenore di Bearzatti prende tutte le pieghe sontuose di un'eleganza blasé e raffinata, un quieto e colto conversare con le corde di Casagrande che rammenta le volute di un Paul Desmond; quest'ultimo, da parte sua, reagisce con un gioco serrato di arpeggi, accordi e note singole che sembra un piacevole incontro tra la sognante intensità di Bill Frisell e la mobilità inquieta di Herb Ellis. Quando invece Bearzatti imbocca il clarinetto, il suono piega verso lidi ironici e sferzanti, con pronuncia enfatica, timbriche grottesche, colpi di lingua sull'ancia; un riferimento diretto ai clarinettisti che oggi ad esempio si ritrovano nella "new radical jewish music" e che da sempre sono presenti nel jazz. Il mood generale resta però quello indicato: onirico e concentrato, una nuvola di suono che, davvero, restituisce mille rifrazioni delle "canzoni perdute" dell'azzeccato titolo.

1/9/2018Audio ReviewGuido Festinese
JAZZ ET VIN... en Italie du Nord-Est

Sous le titre générique 'A Night At The Winery', le label Cam Jazz (Harmonia Mundi) a suscité six soirées de concerts, du 5 au 10 juin 2017, dans les chais et caves de six vignobles de la région Vénétie-Frioul Julienne. Ce territoire italien, qui jouxte la Slovénie, est réputé pour sa vigne, et notamment pour ses vins blancs. Belle occasion de convier des jazzmen (pas de jazzwomen, pourtant j'en connais qui aiment et connaissent le vin....) à s'exprimer dans ces lieux de culture et de mémoire. Du solo au trio, des propositions musicales très personnelles (et très diverses)… Encore un duo, cette fois totalement autochtone, encore que le guitariste vénitien Federico Casagrande vive désormais... à Paris, et que son complice saxophoniste, Francesco Bearzatti visite souvent notre beau pays. Leur disque («Lost Songs»), est une balade empreinte de mélancolie parmi les compositions du saxophoniste : poétique et profondément musical…

22/6/2018lesdnj.over-blog.comXavier Prévost
CAM Jazz: “A Night At The Winery”

Da un’iniziativa di Elda Felluga e Stefano Amerio, e sposata dal produttore della CAM Jazz Ermanno Basso, nasce il progetto “A Night At The Winery”: sei diverse formazioni, un solo, tre duetti e due trio, registrate dal vivo durante una settimana, dal 5 al 10 giugno 2017, presso delle prestigiose cantine vinicole del Friuli-Venezia Giulia. Un lavoro meticoloso e intenso, basato tra l’incontro tra jazz e vino, tra musica e sensazioni annesse, che ha portato alla realizzazione di sei CD dal vivo, curati sia nelle riprese audio sia nei dettagliati artwork impreziositi dalle note di Brian Morton e dalle foto di Elisa Caldana.
Si compone di soli originali firmati da Francesco Bearzatti la scaletta di questo lavoro svolto in duo con Federico Casagrande. Due musicisti dalla notevole sensibilità espressiva, che riversano in ogni traccia la loro cifra stilistica, per un insieme dove troviamo atmosfere morbide, temi cantabili e strade melodiche percorribili. C’è il tenore di Bearzatti, o il clarinetto in alternanza, in primo piano, mentre le corde di Casagrande cuciono tappeti ritmici e sfondi di grande eleganza e leggerezza. Non mancano alcuni momenti di maggiore attrito, ma che non tradiscono la misura e l’intimità del momento artistico.

19/6/2018strategieoblique.blogspot.comRoberto Paviglianiti