Journey to DonnafugataIl titolo richiama alla mente la località, e quest'ultima riporta al grande cinema italiano del passato, oltre che a luoghi mitici del sud ed eccellenti vini. Il progetto del pianista Salvatore Bonafede (meno decantato di altri italiani, ed a torto) è dedicato alla terra siciliana ed al mitico Il Gattopardo di Luchino Visconti (musiche di Nino Rota). Altro progetto ambizioso ed in linea con l'incontro fra jazz e cinema su cui la Cam lavora con passione da un po' di tempo. In un disco poliedrico, che sfugge a catalogazioni di sorta, con Bonafede si ritrovano Enrico Rava e John Abercrombie (già insieme in incisioni ECM di molti anni fa), una moderna ritmica statunitense (Clarence Penn e Ben Street) e la collaborazione preziosa in alcuni brani di Ralph Towner e Michele Rabbia. Enrico Rava ha ormai una popolarità consolidata nel mondo del jazz, ma ciò non gli impedisce di misurarsi con progetti diversi e stimolanti. La sua tromba esplora i temi del film di Visconti con grande intensità, e si alternano riflessive meditazioni sonore con fughe veloci e ritmiche incalzanti. Il tutto incrociato dalle scelte pianistiche di Bonafede, che contrappunta i momenti più intensi delle composizioni. La chitarra di Abercrombie dà un tocco di elettrico straniante, piccole distorsioni che deviano impercettibilmente la prevedibilità delle composizioni; gli interventi di Raplh Towner aggiungono un sapore classico cristallino. Un ensemble che sembra funzionare, capace come è di digressioni sonore di ampio respiro sulle grandi composizioni di Nino Rota. Un disco intenso e succoso, da gustare rivedendo magari le mitiche immagini viscontiane.
Voto Artistico: 8,5
Voto Tecnico: 7,5
13/02/04SuonoSergio Spada Journey to DonnafugataSalvatore Bonafede, a Sicilian pianist and composer, presents in this CD a suite of jazz arrangements of music by Nino Rota (he of Godfather fame) composed for Viscontis film The Leopard. The music is augmented by a two original pieces by Bonefede himself, the first providing the best of the jazz content, and a couple of smidgens of Verdi just to provide a bit of historical context.
I don't know what the film was about but that shouldn't matter because music should always speak for itself notwithstanding the programmatic element present in some of the pieces. The disc opens with three floating chords representing the three corners of the island of Sicily and after some impressionistic tinklings and murmurings Ravas bleak trumpet takes up a Mediterranean threnody against the flamenco like musings of Abercrombie's guitar. The pieces segues into a couple of bars of Verdi before Towner's acoustic guitar launches into the unpromisingly titled Reputation and Character in which everyone gets to open up in a most satisfying and swinging fashion. I particularly liked Ravas trumpet set against Rabbias castanets and Abercrombie's funky guitar episode which fades too soon into a tubular bell link to the next piece. This turns out to be a folk dance extravaganza by Rota cunningly intertwined with some down-home 2/4. Rava skilfully moves between the mazurka and the blues whilst Abercrombie ties it all together with his behind the beat earthiness. I should at this point make reference to Clarence Penn whose drumming is of such sensitivity and sophistication that like the bass playing of Ben Street it almost passes without notice. How noticeable it would be in less able hands.
Of the individual instrumental voices it is Rava's that comes to the fore by virtue of his role in conveying the main thematic content. Those who know his playing will be familiar with his rather austere tone which is just east of Chet Baker (more eastern-bloc than middle-east) but when he gets the opportunity to show his jazz paces, as on the medium tempo Quadriglia he proves to be a pleasing melodic soloist. Taceas me Species brings back the classical guitar of Ralph Towner for some atmospheric musings with Rava before the whole ensemble embark on the last of the serious jazz interpretations, a tune called Angelica. Enlivened by some vaguely barrelhouse piano from Bonafede, a better than decent player throughout, Abercrombie digs into a rock-funk groove whilst Rava soars overhead. Finally the title track is reprised to take the record out with Rava sounding like Miles in his Sketches of Spain phase as he negotiates the stately theme of Sicilian passion.
Bonafede is to be congratulated for bringing about this marriage of diverse talent and traditions to bring us music of rare delicacy.
01/03/04www.jazzviews.co.ukEuan Dixon SALVATORE BONAFEDE Journey to DonnafugataPianista molto conosciuto dall'altra parte dell' oceano, il suo precedente lavoro "Ortodoxa" era stato uno dei migliori cd del 2002, da anni suona con alcuni dei migliori jazzisti del mondo come Joe Lovano, John Scofield, Tom Harrell. Ma il suo nome non è fra quelli maggiormente "sponsorizzati"nel panorama europeo ed è un peccato.
Il talento di Bonafede è dono da musicista di razza e di cultura e "Journey To Donnafugata" lo dimostra appieno. Riprendendo i temi scritti da Nino Rota per il capolavoro di L. Visconti (Il Gattopardo), Bonafede, racconta in musica la sua terra di Sicilia, presentandocela ancora, in quel limbo temporale tra passato e futuro dove " per fare in modo che non cambi nulla , bisogna che cambi tutto".
Tutti i temi sono riarrangiati in chiave jazz e mantengono una loro decisa originalità, una modernità di suoni e armonie, anche grazie al perfetto interplay.
E. Rava, J. Abercrombie, Ben Street,C. Penn più R. Towner e M. Rabbia: sono questi i compagni di viaggio di Salvatore Bonafede e con questi compagni il viaggio è piacevole e difficile da dimenticare.
31/01/04Il Secolo XIXAntonello Mura Per rileggere Il Gattopardo ci vuole tanto BonafedeIl Gattopardo di Lampedusa-Visconti diventa jazz? L'album CamJazz, per merito di Salvatore Bonafede, risponde all'interrogativo.
Ascoltate il Gran Valzer di Verdi che Visconti utilizzò nelle sequenze finali del film così come la tromba di Rava in colloquio col piano di Bonafede lo realizza, e avrete sicuro sentore della cosa. Ma quello che conta è il jazz in sé sia di Bonafede sia degli altri, e il modo sottile, invaghito con cui tutti usano la colonna sonora di Nino Rota.
05/03/04Il Venerdi - La RepubblicaEnzo Siciliano JOURNEY TO DONNAFUGATALa CamJazz, etichetta romana specializzata in colonne sonore, ha negli ultimi lavori pubblicati il comune denominatore di riuscire a raccogliere per i suoi progetti musicali jazzisti di grande calibro. Journey to Donnafugata, uscito a nome del pianista siciliano Salvatore Bonafede, lo vede affiancato da Enrico Rava, John Abercrombie, Ben Street, Clarence Penn e il chitarrista Ralph Towner. Questa volta la musica ruota intorno alle composizioni di Nino Rota scritte per il film Il Gattopardo. Tredici brani che ripercorrono lo story-board cinematografico nelle sue parti principali, con l'aggiunta di due composizioni originali di Bonafede. Musica di grande fascino interpretata da musicisti di indubbio talento: ecco la formula indovinata dell'etichetta romana, che dà alla luce un altro prezioso lavoro.
11/03/04Grand Tour CultClaudio Sforza Salvatore Bonafede Journey to DonnafugataBorn in Palermo, Sicily, pianist Bonafede studied at the Conservatoire there, and draws on the greatest of Sicilian novels in his latest project. Donnafugata is the country seat of Fabrizio, Prince of Salina, The Leopard of Lampedusa's classic, who watches and waits as Garibaldi's unification of Italy heralds a new order. Visconti's film has recently been re-released, no longer the travesty which Hollywood made of it in 1963, and Bonafede treats Nino Rota's score as the basis for his jazz interpretations. He's assembled the dream team of John Abercrombie (guitar), Enrico Rava (trumpet), with Ben Street and Clarence Penn on bass and drums. In his adaptation of folk elements, broken up with snatches of Verdi, Bonafede has produced a brilliantly-conceived and realised project.
07/04/04The WireAndrew Hamilton Salvatore Bonafede QuintetSalvatore Bonafede ha arrangiato in versione jazz le musiche scritte da Nino Rota per il film di Visconti, rivelandone mille nuovi potenziali ed esaltandone le radici popolari.
Il pianista Salvatore Bonafede s'è circondato di amici fidati per trasformare la colonna sonora del Gattopardo, originariamente scritta da Nino Rota, in un trionfo di atmosfere jazz. Con lui infatti ci sono Enrico Rava alla tromba, John Abercrombie alla chitarra, Ben Street al contrabbasso e Clarence Penn alla batteria. Partecipano in alcuni episodi anche Ralph Towner alla chitarra classica e Michele Rabbia alle percussioni. Come dire sette delle stelle più luminose del jazz contemporaneo.
Insieme hanno ripercorso i momenti salienti della colonna sonora del celebre film, inserendovi anche due composizioni originali. Ma soprattutto hanno cercato di catturare lo spirito di Nino Rota e di trasferirlo in un impianto tipicamente jazz.
Le musiche composte dal grande compositore per il film di Visconti, infatti, hanno radici squisitamente popolari e prettamente siciliane. L'operazione voluta da Bonafede, quindi, aveva in partenza più di qualche rischio, quantomeno di banalizzare una materia sonora stabilmente radicata nel cuore degli appassionati.
E invece il risultato è stupefacente. Il lavoro di Nino Rota viene usato come punto di partenza per una ricchissima, fantasiosa e virtuosa serie di nuovi arrangiamenti che ne rivelano mille altri potenziali, esaltando così sia la materia originale che l'estro e il coraggio del quintetto di Bonafede.
Agli appassionati, inoltre, segnaliamo l'altissima qualità dell'incisione, uno standard a cui la CamJazz ci ha piacevolmente abituato.
14/04/04www.rockshock.itMassimo Garofalo Journey to DonnafugataDopo essere stata la fonte di ispirazione dell'eccezionale "Fellinijazz" di Pieranunzi, la musica di Nino Rota ha affascinato un altro "grande", il pianista Salvatore Bonafede, che si è confrontato con la colonna sonora scritta dal compositore milanese per "Il Gattopardo" di Visconti. Il risultato finale può essere apprezzato nel cd "Journey to Donnafugata", recentemente inciso dalla C.A.M., dove l'artista siciliano è contornato da altri musicisti di fama internazionale quali Enrico Rava (tromba), John Abercrombie (chitarra elettrica), Ben Street (contrabbasso), Clarence Penn (Batteria), con Ralph Towner (chitarra classica) e Michele Rabbia (percussioni) nel ruolo di "special guests". Prima di procedere alla recensione del disco, ennesima pietra miliare di una collana, quella dedicata al jazz, che non finisce di stupire, è indispensabile fornire una serie di notizie su Salvatore Bonafede, ancora oggi molto più noto all'estero (soprattutto negli USA), che in Italia.
Nato a Palermo nel 1962, Bonafede ha iniziato a suonare il pianoforte ad appena quattro anni, e a ricevere lezioni di musica classica ad otto. Nel 1973 si è iscritto al conservatorio della sua città dove ha conseguito il diploma di solfeggio e teoria nel 1980. Tra il 1974 e il 1978 ha partecipato, a trasmissioni televisive quali "Sapere: il jazz in Italia", "Chitarra e fagotto" e "Di jazz in jazz", suonando sia con un suo gruppo che con l'orchestra della RAI di Milano. Dopo il diploma ha frequentato corsi e seminari di musica jazz con Giorgio Gaslini e Franco D'Andrea, ma è nel 1986 che è avvenuta la svolta della sua carriera. In quell'anno ha vinto una borsa di studio del Berklee College, trasferendosi a Boston. Lì ha collaborato con Jerry Bergonzi compiendo due tournée in Australia, tenendo un seminario di jazz presso l'Università di Harvard ed in seguito è anche entrato a far parte dell'orchestra della Brandeis University, esibendosi nel circuito universitario del New England.
Nel 1989 si è trasferito a New York, dove ha svolto la sua attività nei vari jazz club della città e, contemporaneamente ha lavorato con la Vanguard Jazz Orchestra, Lew Tabackin e Dewey Redman. Nel 1990 ha inciso il primo cd dedicato a sue composizioni, dal titolo "Actor-Actress", per la casa discografica giapponese Ken Music, alla testa di un quartetto con Joe Lovano, Cameron Brown e Adam Nussbaum e l'anno successivo, sempre per la stessa etichetta, ha registrato con Marc Johnson e Paul Motian. Nel 1992 è stato impegnato in una tournée con Joe Lovano, Marc Johnson e Paul Motian, quindi in duo con Eddie Henderson in Martinica, e ha partecipato anche al Brooklyn Lager Festival. Nel 1993 ha proseguito la sua attività nei club di New York, esibendosi con Rufus Reid, Tom Harrell, Bill Goodwin e Joe Lovano.
Tornato in Italia Bonafede ha suonato con Lester Bowie, Sheila Jordan, Norma Winstone, Billy Cobham, Tom Harrell, Charlie Mariano, Han Bennink, Bobby Watson, Lee Konitz e John Scofield, compiendo poi una lunga tournée europea a fianco di Joe Lovano. Numerosi i riconoscimenti ricevuti, fra i quali ricordiamo quello come Miglior Nuovo Talento, a seguito del referendum "Top Jazz" (1991) e il premio per il migliore disco dell'anno ("Premio Arrigo Polillo" 2001), entrambi annualmente indetti dalla rivista specializzata Musica Jazz. Ha inoltre partecipato allo spettacolo "Sinfonia dei due mondi" del regista Jérôme Savary e scritto la colonna sonora del film "Il ritorno di Cagliostro" di Daniele Ciprì e Franco Maresco. Dal 1997 ha intrapreso anche un'intensa attività didattica, prima al Conservatorio di Reggio Calabria e poi al Conservatorio "A.Scontrino" di Trapani. Infine, va ricordato che Bonafede ha composto circa 350 brani ed è presente come pianista in circa 30 registrazioni delle quali 7 sono dedicate alla sua produzione.
Dopo aver descritto in breve la carriera artistica di Bonafede, torniamo a parlare del cd della C.A.M., che si apre con "Viaggio a Donnafugata", traduzione italiana del titolo del disco. Fin da questo pezzo si entra in un
mondo musicale vastissimo, costitu
03/05/04Sedicinoni.itMarco Del Vaglio Salvatore Bonafede - cd del meseBonafede è un eccellente pianista e un ottimo compositore ma è sopratutto un musicista con delle idee. I suoi dischi non sono mai una semplice raccolta di brani staccati, bensì opere ben strutturate e messe insieme con una non comune cura del dettaglio e della visione complessiva. Ecco quindi che al brillante "Orthodoxa", che nel 2002 aveva riscosso un meritato successo nel referendum di Musica Jazz, fa oggi seguito questo lavoro altrettanto riuscito (ma profondamente diverso), che rivisita e integra le musiche composte da Nino Rota nel 1963 per Il Gattopardo di Visconti, cui si aggiunge il Gran Valzer, un brano inedito di Verdi che lo stesso Visconti inserì di persona nella colonna sonora.
Ciò detto, bando agli equivoci: questo è un disco animato da uno spirito profondamente jazzistico, non certo una distratta rilettura di temi da film. E il gruppo messo in piedi da Bonafede, autentica all stars, sembra cogliere appieno la felicità dell'occasione, sfoderando una prestazione eccellente (con Rava a livello dei suoi giorni migliori, tra l'altro nello splendido assolo in Quadriglia). SEzione ritmica di straordinaria duttilità, due chitarristi in grande giornata, superbo lavoro di coloritura di Rabbia, arrangiamenti - tutti di Bonafede - che illuminano di nuovi, sorprendenti angoli il turgido melodismo della partitura originale, tre brani di Bonafede che confermano l'apparente inesauribile vena del pianista palermitano, stupore, veemenza, passione: cosa chiedere di più?
01/06/04Musica JazzLuca Conti SALVATORE BONAFEDEDal vivo in studio, senza sovraincisioni, e vicino ai luoghi dove Visconti girò Il Gattopardo. Così Bonafede ha voluto il suo omaggio, con le musiche di Nino Rota della colonna sonora usate come una sonda per arrivare a tanti piccoli cuori di una storia siciliana che è crocevia di tante storie possibili. Accanto ci sono Enrico Rava con una tromba fatata, John Abercrombie conciso e affilato come mai nei suoi dischi solistici, Ben Street al basso, Clarence Penn alla batteria. Ed eccellenti apporti da Ralph Towner e Michele Rabbia. Per dirla con Rava, un gran bel modo per far affiorare «certi angoli segreti» che sono parte della nostra memoria.
Gustoso
25/06/04Il ManifestoGuido Festinese Journey to DonnafugataJourney to Donnafugata è la lettura da parte di Salvatore Bonafede delle musiche, delle immagini e delle suggestioni legate al Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, alle musiche di Nino Rota, alle scene del film di Luchino Visconti; il pianista palermitano si cimenta nel compito di tradurre e trasporre musiche, concepite per accompagnare le immagini, in un linguaggio diverso, nel quale inserisce ritmi e pulsioni tipiche del linguaggio del jazz, facendole divenire compiute in se. Questo tipo di atteggiamento e lavoro è, ormai, divenuto un fatto abbastanza percorso e se, da una parte, sta creando una letteratura italiana di standard (Morricone e Rota su tutti) e ci consegna dei lavori che uniscono stimoli di provenienza diversa, tanto da attraversare forme espressive, generazioni e matrici di ispirazione a volte molto distanti tra loro, dall'altra sta divenendo in un certo senso un filone e un terreno di confronto e "sfida" tra i musicisti e le loro interpretazioni delle musiche da film.
Il lavoro di Salvatore Bonafede sorprende nel riuscire a coniugare queste diverse anime: la melodia e le danze che Nino Rota ha composto per il film, il Valzer di Verdi e la passione per il canto che da sempre ispira Enrico Rava; le atmosfere mediterranee, sottolineate dalle incursioni di Michele Rabbia e Ralph Towner e dalle aperture di Taceas, me spectes, uno dei tre brani composti da Bonafede, che si legano in modo più immediato alle pagine del romanzo, a certe pulsioni più estreme, quasi free, di alcuni passaggi in cui il filo della melodia diventa sempre più esile, suggerito da uno strumento, magari sovrastato dagli altri che esplorano gli angoli più nascosti del brano.
Una delle idee, dei trucchi, utilizzati per rendere al meglio il disperato anelito conservatore dei protagonisti del romanzo e, allo stesso tempo, il turbine di personaggi e scenografie con cui Visconti aveva rappresentato il romanzo, è la riproposizione di frasi, estratti e tracce, in modo da offrire una visione musicale dell'attitudine che il mondo dei Salina aveva di ripiegarsi su sè stesso per mantenere fede alle proprie convinzioni. Le note della colonna sonora e quelle scritte da Bonafede si mescolano in un gioco di intersezioni e di avvolgimenti, di riprese e letture che escono dalle armonie e dalla ritmica, dagli scarti, come nella Polka, che dopo l'introduzione sulle tracce della danza, si tramuta in un blues, condotto con tranquilla autorità dall'assolo della tromba di Enrico Rava, con le incursioni di John Abercrombie, per chiudersi sulla frase del tema.
Le letture più consone allo spirito del Gattopardo, sono date dai brani scritti da Bonafede, come Angelica, che si sviluppa in un certo senso come una sorta di compendio della colonna sonora, con la parte di Rava incentrata sulle frasi di Rota e uno splendido assolo di John Abercrombie e Reputation and character, che già dal titolo manifesta la propria aderenza al mondo dei Principi di Donna Fugata, che viene aperta dalla chitarra di Ralph Towner e condotta a turno da tutti i musicisti che di volta in volta propongono il tema e incalzano il solista. Tra i brani provenienti dal film, alcune versioni sono più calzanti all'originale, come il Gran Valzer di Verdi affidato alla tromba o il Valzer del Commiato eseguito da Rava e Bonafede, la Mazurka e la Quadriglia vengono legate a una visione diversa, legata a ritmi sincopati la prima, allo swing la seconda, Viaggio a Donnafugata riceve, nelle due versioni, l'imprinting dello stile dei diversi musicisti, Galop, infine, ha uno sviluppo free... soluzioni, forse, non immediatamente affini con lo spirito del Gattopardo, ma sarà proprio nel discostarsi in modo eccentrico e divergente da quello spirito che si interpreta al meglio il motto saliniano "Che tutto cambi, perchè tutto resti uguale"?
Con i nomi in gioco è facile parlare dell'esecuzione: va da sé, Journey to Donnafugata è un disco in cui più volte gli strumenti prendono lo slancio e volano alto, splendidi gli assolo di John Abercrombie e di Ralph Towner, gli interventi di Enrico Rava e di Salvatore Bonafede,
28/05/04www.jazzconvention.netFabio Ciminiera Journey to DonnafugataThe Italian CAM Jazz label seems to be on a mission to present the music of renowned film scorer Nino Rota in a more improvisational context. First, pianist Enrico Pieranunzi's FelliniJazz was dominated by many of his more memorable themes. Now pianist Salvatore Bonafede delivers Journey to Donnafugata, homage to Rota's score for the Visconti film The Leopard. Capturing the diverse musical legacy of the island of Sicily where the film took place, Bonafede manages to blend loose interpretations of the Rota score with his own compositions, even throwing in a piece by Italian composer Guiseppe Verdi, whose lifetime coincided with the historical setting of the film.
With an intriguing cross-cultural group that includes Italian trumpeter Enrico Rava along with guitarist John Abercrombie, bassist Ben Street, and drummer Clarence Penn--Americans all--Bonafede has assembled a group that is not only comfortable playing within the more overt jazz tradition of pieces like the swinging "Quadriglia," but also in the more moody European impressionistic style of "Controdanza/Taceas, Me Spectes."
Going as far back as the '70s and seminal ECM albums The Pilgrim and the Stars and The Plot, Abercrombie and Rava play together like no time has passed, although Rava's approach seems, these days, more centred in a kind of '50s-era Miles Davis style whereas Abercrombie's tone and manner feel more in the present. On the stream-of-consciousness freedom of "Galop," their ability to anticipate each other's every move is a rare treat. On the two versions of the moody and rubato "Viaggio a Donnafugata" that bookend the disc, Abercrombie and Rava may be in more lyrical territory, but their instincts are equally vivid.
Elsewhere Bonafede's own compositions, "Reputation and Character" and "Angelica," are as thematically rich as Rota's. Bonafede's playing style is a true amalgam, blending a propensity for the density of Bill Evans with, amongst other things, a touch of Keith Jarrett's ability to generate gospel folksiness within more complex harmonic movement. And like any good film score, both pieces share certain common motifs which not only link them together but, positioned at near opposing ends of the disc, tie in with the Rota compositions, creating a narrative flow that defines the whole programme.
An all-too-rare guest appearance by guitarist Ralph Towner on "Reputation and Character" only illustrates how pitifully under-recorded he is these days. The word is that there will be a new Ralph Towner project out this year, and his playing here only whets the appetite for more.
Meanwhile, Journey to Donnafugata succeeds on many fronts: as a testament to the broader potential of Nino Rota's compositions; as an example of the kind of interplay possible when a group of sympathetic players are brought together; and as illustration of the many talents of Salvatore Bonafede who, as part of Joe Lovano's Caruso band and with the North American release of this album, deserves to realize the kind of recognition in the US that he has been garnering in Europe for the past fifteen years.
14/02/05www.allaboutjazz.comJohn Kelman Journey to DonnafugataOn this atmospheric set, Italian pianist Salvatore Bonafede performs a set of themes from the film The Leopard. While a few of the melodies are brief and act as transitions (particularly a couple Verdi pieces), there are some strong compositions here that are uplifted by the superior trumpet and flügelhorn playing of Enrico Rava. Rava sometimes sounds a bit like Miles and at other times drops the coolness for some hotter solos. Guitarist John Abercrombie also adds to the atmosphere, as does guest acoustic guitarist Ralph Towner. Although none of the themes (mostly by film composer Nino Rota) are destined to become standards, the rich melodies, Rava's tone (which is often filled with longing), and Bonafede's arrangements make this a haunting and memorable outing.
01/02/05www.allmusic.comScott Yanow Salvatore Bonafede "Journey to Donnafugata" (Cam)Pianist Bonafede, fascinated by Nino Rota's score for the 1963 film "The Leopard," revives it here for a jazz quintet, with guest appearances by guitarist Ralph Towner and percussionist Michele Rabbia. Bonafede's scoring finds remarkable jazz linkages: the sprightly rhythmic whimsy of "Mazurka" and "Polka"; the manner in which the arrangements provide settings for trumpeter Enrico Rava's flowing, Miles Davis-tinged lines and guitarist John Abercrombie's blues-shaped melodies; the exchanges between Rava and Abercrombie on "Galop," their phrases suspended in an open space filled with darting bursts of percussion from Rabbia and Clarence Penn; the bright, upbeat swing in Bonafede's piano soloing on "Quadriglia." Not well known in this country, Sicilian-born Bonafede clearly merits a wider hearing.
20/02/05LOS ANGELES TIMESDon Heckman Journey to DonnafugataThe Italian CAM Jazz label seems to be on a mission to present the music of renowned film scorer Nino Rota in a more improvisational context. First, pianist Enrico Pieranunzi's FelliniJazz was dominated by many of his more memorable themes. Now pianist Salvatore Bonafede delivers Journey to Donnafugata, homage to Rota's score for the Visconti film The Leopard. Capturing the diverse musical legacy of the island of Sicily where the film took place, Bonafede manages to blend loose interpretations of the Rota score with his own compositions, even throwing in a piece by Italian composer Guiseppe Verdi, whose lifetime coincided with the historical setting of the film.
With an intriguing cross-cultural group that includes Italian trumpeter Enrico Rava along with guitarist John Abercrombie, bassist Ben Street and drummer Clarence Penn -- Americans all -- Bonafede has assembled a group that is not only comfortable playing within the more overt jazz tradition of pieces like the swinging "Quadriglia," but also in the more moody European impressionistic style of "Controdanza/Taceas, Me Spectes."
Going as far back as the '70s and seminal ECM albums The Pilgrim and the Stars and The Plot, Abercrombie and Rava play together like no time has passed, although Rava's approach seems, these days, more centred in a kind of '50s-era Miles Davis style whereas Abercrombie's tone and manner feel more in the present. On the stream-of-consciousness freedom of "Galop," their ability to anticipate each other's every move is a rare treat. On the two versions of the moody and rubato "Viaggio a Donnafugata" that bookend the disc, Abercrombie and Rava may be in more lyrical territory, but their instincts are equally vivid.
Elsewhere Bonafedes own compositions, Reputation and Character and "Angelica," are as thematically-rich as those of Rota. Bonafede's playing style is a true amalgam, blending a propensity for the density of Bill Evans with, amongst other things, a touch of Keith Jarrett's ability to generate gospel folksiness within more complex harmonic movement. And like any good film score, both pieces share certain common motifs which not only link them together but, positioned at near opposing ends of the disc, tie in with the Rota compositions, creating a narrative flow that defines the whole programme.
An all-too-rare guest appearance by guitarist Ralph Towner on "Reputation and Character" only illustrates how pitifully under-recorded he is these days. The word is that there will be a new Ralph Towner project out this year, and his playing here only whets the appetite for more.
Meanwhile, Journey to Donnafugata succeeds on many fronts: as a testament to the broader potential of Nino Rota's compositions; as an example of the kind of interplay possible when a group of sympathetic players are brought together; and as illustration of the many talents of Salvatore Bonafede who, as part of Joe Lovano's Caruso band and with the North American release of this album, deserves to realize the kind of recognition in the US that he has been garnering in Europe for the past 15 years
01/03/05www.jazzviews.co.ukJohn Kelman Journey To DonnafugataEnrico Rava weaves his passionate trumpet through "Viaggo A Donnafugata," the opening track of pianist Salvatore Bonafede's new album. Kicking Journey To Donnafugata off with a nostalgic tone, he creates a prayerful introduction to an album which pays homage to the beloved island of Sicily, the setting for Luchino Visconti's 1963 film Il Gattopardo (The Leopard). Journey To Donnafugata is actually an exploration of Nino Rota's soundtrack to the movie, complete with Giuseppe Verdi's "Gran Valser," played as a solo trumpet piece.
With a robust crew of musicians (Bonafede and Rava are joined by guitarist John Abercrombie, bassist Ben Street, drummer Clarence Penn, and special guests Ralph Towner on classical guitar and Michele Rabbia on percussion), the group seeks to honor Rota's score, while celebrating the glory of Sicily's rich musical culture and expounding on the work with its members' own adventurous ideas as musicians and improvisers. One of Bonafede's three original compositions on the disc, "Reputation And Character," mixes Towner's gypsy plucking with Abercrombie's wicked rambles and Bonafede's impish tinkling, all thrown into a steaming stew filled with both the exotic and the familiar. They play off each other, complementing and contrasting, but joining up as well, like musical mates finding their "buddies" on a field trip. They ramble together through whimsical passages like the courteous jaunt between Rava's flugelhorn and Abercrombie's guitar on "Mazurka."
The swinging jubilance of "Quadriglia," propelled by Ben Street's jousty bass and Penn's paunchy drums, allows Bonafede to wield freely among his mates. Slowing things down, Towner's mysterious classical guitar on Bonafede's "Taceas, Me Spectes" arouses the long tones of Rava's trumpet for the 24-second "Gran Valser" that follows.
For "Angelica," Bonafede's tune named for the film's female lead, Abercrombie busts out with a rock solo, setting up an anthemic atmosphere for Rava to blow on that culminates in a bristling polyrhythmic chandelier of guitar, piano, drums, and bass. The pianist rented a studio in Sicily next to the Villa Boscogrande, where parts of The Leopard were shot. His arrangements of Rota's work are commendable, but his own compositions are where this band really breathes.
05/05/05www.allaboutjazz.comCeleste Sunderland Journey To DonnafugataRiecheggia immediato, alla lettura del solo titolo, il riferimento al celebre romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa "Il Gattopardo" e alla pellicola di Luchino Visconti che lo ha reso tale, fino anche ad oltrepassare l'ambito strettamente letterario: Journey to Donnafugata del pianista e compositore palermitano Salvatore Bonafede, è un viaggio, appunto, attraverso la sua Sicilia e, se vogliamo, lungo le immagini e l'immaginazione che il film è riuscito a rendere indelebili nella mente di tutti, Siciliani e non. Anche grazie ai temi musicali scritti da Nino Rota, che qui vengono catturati, rispettati e proiettati nella Sicilia di oggi. Sì, perché non si tratta soltanto di un viaggio metafisico che parte da alcuni dei luoghi in cui vennero girate alcune scene del Gattopardo, nei pressi dei quali il musicista palermitano ha voluto comporre, ma pure di un viaggio metatemporale, che traduce nel linguaggio jazzistico quelle preziose melodie e le sensazioni che esse da sempre suscitano. Un linguaggio jazzistico che è quanto di più moderno ed universale la cultura del '900 abbia prodotto e che quindi costituisce senza dubbio un ponte ideale attraverso quelle pagine letterarie, il film degli anni '70, il nostro tempo.
Ecco che mai come in questo caso la session di all stars messa su da Bonafede non risponde affatto, come spesso nel jazz avviene, al bisogno di circondarsi di figure rappresentative di questa musica, ma è al contrario posta al servizio di quelle melodie e di quelle sensazioni, ed il risultato è suggestivo, penetrante e malinconico al tempo stesso. Suggestivo perché riproduce, innovandole e caricandole di ulteriori sfumature, le stesse emozioni del film e del suo significato intrinseco nel momento stesso in cui affiorano alla mente e si riconoscono i vari temi. Penetrante in quanto scava dentro la storia culturale della Sicilia per coglierne nell'intimo alcune peculiarità ed estrinsecarle in musica. Ma anche malinconico perché uno dei sentimenti, dei caratteri della sicilianità è anche la malinconia, intesa non come ricordo o rimpianto di qualcosa che ormai è andato e non è più, ma come consapevolezza che l'ieri appena trascorso avrà un significato e spessore maggiore del domani incognito ed incerto: una dimensione dell'oggi dunque precaria e che spinge a vivere alla giornata all'interno dell'immanente e permanente immobilità perfettamente raccontata dalle vicende del romanzo. Una ineluttabilità dell'accadere all'interno della quale il siciliano Bonafede immette la freschezza delle sue costruzioni estemporanee, coadiuvato da maestri dell'improvvisazione e del linguaggio jazzistico, con i quali condivide da vario tempo un sodalizio musicale oltre che amicale: ne sono mirabile esempio la chitarra di Towner, in Reputation and Character, sui cui tre movimenti potrebbe perfettamente adagiarsi, in coda, il motivo del celebre valzer verdiano, e in Taceas, me spectes, entrambe fra gli unici tre brani originali firmati dal titolare; la tromba di Rava, nel solo trumpet del Gran Valzer e in duo con il piano per il Valzer del commiato, che torna pure ad intrecciarsi su Angelica, l'ultima di quelle composizioni originali, che regala un fluido intervento di Abercrombie; l'interplay negli ensemble di Mazurka e della multitematica Polka, che sul ritmo della celebre danza infila atmosfere innegabilmente blues, ed in Quadriglia, dove l'apporto di ciascuno, piano in primis, autore di un brillante assolo, si fa organico all'impasto sonoro della formazione; senza dimenticare le interessanti movimentazioni ritmiche di Penn nei chiaroscuri della Controdanza o le colorazioni timbriche e percussive di Rabbia, disseminate qua e là per il disco.
E come per ogni "itinerarium" che si rispetti, l'album, fatto di tracce tutte consecutive l'una all'altra, si chiude così come s'è aperto, con Viaggio a Donnafugata, tornando lì da dove si è partiti ma certamente non nello stesso stato, bensì
01/02/07Jazzitalia.netAntonio Terzo Salvatore Bonafede Journey to DonnafugataIl disco, in forma di suite “aperta”, si schiude soffusamente, tra le colorazioni di Abercrombie che costruisce un tappeto cesellato di note liriche e repentine sul quale Rava distende la sua arcaica, iperbolica ascesi. Il rallentato tema di “Viaggio a Donnafugata”, cresce e si smorza come una tempesta che si placa, infine, col rullo “borbonico” di Clarence Penn. Il piccolo valzer di Verdi è un “solo trumpet” di Rava, il quale introduce una delle tre composizioni del pianista palermitano. “Reputation And Character”, con un mood di bossa sovrastato dagli incantevoli effluvi di Towner che inscena un amichevole duello con l’amico Abercrombie, è uno dei momenti più alti del lavoro. Altra traccia curiosa, è la breve e divertente “Mazurca”. Brevi cenni danzanti anche nell’apertura della “Polka”, in seguito sviluppata modernamente dentro un inaspettato piglio spiritual con un Rava davvero grandioso. La “Controdanza” di Rota viene invece tramutata in tema introspettivo che si fonde a certa nostalgia tipica della scrittura di Bonafede. Dopo il bel momento di libertà di “Galop”, arriva la “Quadriglia”, che in realtà è uno swing del Bonafede migliore, il quale regala al progetto “Taceas, Me Spectes”, altro pezzo a sua firma, splendidamente dipinto da Towner come un notturno affresco mediterraneo. Dopo il “Gran Valzer” arriva poi “Angelica”, che rimarca in refrain il bel tema di “Reputation”. Il lavoro si chiude quasi come l’apertura, dentro un sogno astrale, quieto e rarefatto, suggellando una delle intuizioni discografiche più belle ed emozionanti di questo inizio 2004.
06/05/04JazzitGianmichele Taormina