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Antonio Sanchez

Three Times Three

Cam Jazz CAMJ 7891-1

8518740060014 - Three Times Three - LP

Artists :
Antonio Sanchez ( Drums )
Joe Lovano ( Tenor Sax )
John Patitucci ( Acoustic And Electric Bass )
Matt Brewer ( Acoustic And Electric Basses )
Brad Mehldau ( Piano )
John Scofield ( Guitar )
Christian McBride ( Electric And Acoustic Bass )
Release date
Nov 13, 2015
Duration
1:47:07
Barcode
8518740060014

NUMBERED LIMITED EDITION 180 gram Vinyl 


This first pressing 180 gram black vinyl 2LP special numbered limited edition (1000 copies) contains three bonus tracks that are not included in the prevoiusly released CD: three drum solos by Antonio Sanchez, recorded in New York in December 2014 at Avatar Studios. 


LP1 SIDE A: 1.Constellations 2.Rooney And Vinski 3.Patience SIDE B: 1.Nar-this 2. I Mean You 3.Battlefields


LP2 SIDE A: 1.Big Dream 2.Leviathan 3.States Of Mind SIDE B: 1.Fall 2.Nooks And Crannies 3.Firenze


Drummer Antonio Sanchez summoned a group of brilliant musicians for this recording. Three extremely different musical ideas, developed and entrusted to six sensitive, outstanding companions. The pieces featuring Brad Mehldau on piano and Matt Brewer on acoustic bass consists of two original tunes by Sanchez plus a revived standard, that is, Miles Davis' “Nardis”, renamed “Nar-this” here. Mehldau, obviously much in evidence, stands out against Sanchez and Brewer’s flowing rhythms while sailing through Miles Davis' tune as well as “Constellations” and “Big Dream”, both by Sanchez. The same pattern applies to the other two groups: the other trio is with Sanchez,  John Scofield on guitar and Christian McBride on both acoustic and electric bass – and a new triptych, opening with a gorgeous remake of Wayne Shorter’s “Fall”. The ambiance is different, the mood is different: “Three Times Three” shows its second personality, portrayed by Sanchez through two original pieces, “Nooks And Crannies” and “Rooney And Vinsky”. The last of the three trios stars Joe Lovano on tenor sax, John Patitucci on bass and, once again, the band leader on drums. Flowing out to us are “Leviathan” and “Firenze”, two original tunes, whereas the grand finale is entirely given up to the great Thelonious Monk’s “I Mean You”. “Three Times Three” excellently unfolds from an amusing, original idea that makes this record uniform and multiform, smooth and amazing to listen to, all at the same time.  On this special limited edition Sanchez delivers three brilliant and breathtaking previously unreleased drum solos. 


Brad Mehldau appears courtesy of Nonesuch Records - John Scofield appears courtesy of EmArcy/Decca Records - Christian McBride appears courtesy of Mack Avenue Records - Joe Lovano appears courtesy of Blue Note Records

Reviews

ANTONIO SANCHEZ “Three Times Three”

La prestigiosa label italiana CAM JAZZ consolida il suo connubio artistico-progettuale con il batterista e compositore Antonio Sanchez pubblicando, a pochi mesi dalla prima uscita in formato Audio CD, un doppio vinile 180 grammi che racchiude il suo significativo lavoro del 2014 “Three Times Three” a cui sono state aggiunte nel segno del numero “3”, tre nuove performances in solitudine con la sua batteria. Il fascino del vinile di qualità si sposa alla perfezione con il contenuto di un disco dalla rara e ragguardevole varietà estetica che, come già evidenziato in una precedente recensione del doppio CD, coinvolge per l’abilità del sontuoso Antonio Sanchez, nel riunire in una singola produzione discografica tre diversi organici composti da autentici fuoriclasse del jazz internazionale. In ragione dello spazio-tempo di ogni facciata del supporto “vinile”, la sequenza dei brani presenta un nuovo ordine, mischiando le carte fra le nove strutture del format “Audio CD” e l’alternarsi delle tre formazioni coinvolte, inserendo alla fine del Lato A, B e C una traccia in solo del virtuoso drummer d’oltreoceano. Tale rivoluzione, però, non ha sminuito il contenuto del lavoro, bensì ne ha arricchito la discontinuità estetica, avvicendando la chimica di ciascun trio allo scopo di esaltare le peculiarità formali dei maestri presenti nelle dodici tracce del doppio album. In tal senso, nel Lato A del primo vinile si manifesta, con la sua raffinata eleganza, il trio composto da Brad Mehldau (pianoforte), Matt Brewer (contrabbasso) e Antonio Sanchez (batteria) nella vibrante “Constellations”, incalzata dalla energetica “Rooney and Vinsky” con John Scofield (chitarra) e Christian McBride (contrabbasso) al fianco di Sanchez (autore di entrambi le composizioni), a cui fa seguito “Patience” (prima performance in sola batteria). Anche il Lato B annovera in apertura il trio pianoforte, contrabbasso e batteria, impegnato nella rilettura di “Nar-this” di Miles Davis, a cui succede dapprima l’infuocata “I Mean You” di Thelonious Monk che vede salire in cattedra il trio formato dal band leader, da Joe Lovano (tenor saxophone) e John Patitucci (contrabbasso), poi, la seconda performance in sola batteria dal titolo “Battlefield”. Una breve pausa per metabolizzare il contenuto del primo disco e, senza indugio alcuno, si passa al Lato C del secondo, immergendosi in due composizioni a firma di Sanchez: “Big Dream” e “Leviathan”. Se la prima pone in risalto il tratto elegante ed intimistico di Mehldau, Brever e Sanchez, la seconda conferma la robustezza dinamico-linguistica del trio Lovano, Patitucci, Sanchez, prima della chiusura in solitudine del virtuoso batterista messicano con “States of mind”. L’ultima facciata del Disc Two si apre con la rivisitazione di “Fall” di Wayne Shorter e “Nooks And Crannies” di Antonio Sanchez ad opera del trio chitarra, contrabbasso, batteria, a cui fa seguito un’altra composizione del band leader, la conclusiva e poetica “Firenze”, in cui Sanchez è in compagnia di Lovano e Patitucci. Cosa altro aggiungere… se non confermare che “Three Times Three” è un lavoro che, al di là del suo mero contenuto artistico, trova una sua ulteriore consacrazione nel sempre più richiesto supporto “vinile” 180 grammi? Questo, senza alcun dubbio, crea un valore aggiunto alla maestria delle tre formidabili formazioni sopra citate, condotte da uno dei maggiori talenti dell’attuale jazz mondiale.

26/2/2016NeapolisJazz MagazineFrancesco Peluso