Giovanni Mirabassi Trio & Strings

VIVA V.E.R.D.I.

Cam Jazz CAMJ 7860-5

Item: full_album_8052405140876_CD

Artists :
Giovanni Mirabassi ( Piano )
Gianluca Renzi ( Double bass )
Lukmil Perez ( Drums )
Bee String Orchestra ( Strings )
Release date
Mar 12, 2013
Duration
1:4:39
Barcode
8052405140876

Giovanni Mirabassi, an Italian pianist, but adopted Frenchman, makes his debut on CAM JAZZ. This trio album, accompanied by a string orchestra, was recorded live in the Goyang Aram Concert Hall in Goyang South Korea on November 27, 2011.


On the bandstand with Mirabassi are Gianluca Renzi on double bass and Lukmil Perez Herrera on drums, backed up by the 31 members of the Bee String Orchestra, directed by Lorenzo Pagliei.


The trio and strings create a perfect alchemy for generating themes of intense beauty and airy melodies. The principal creators of these themes are Mirabassi and Renzi, the latter of whom also arranged the entire album, apart from the two last tracks, “Bebè” (by Hermeto Pascoal) and the traditional “Arirang”, a kind of non-official South Korean national anthem. The arrangements of the string orchestra arouse dreams of romantic scenes for cinema, as if studied for imaginary soundtracks.


Most of Giovanni Mirabassi’s career was formed in France (he has been living in Paris for years), but the title “VIVA V.E.R.D.I.” was chosen quite intentionally. It is a reference to Italian culture (“Verdi is an icon – he tells his adopted fellow countrymen – a bit like Victor Hugo in France), but also to the spirit of unanimity that the acronym “V.E.R.D.I.” (Vittorio Emanuele Re d’Italia) kindled in the Carbonari (members of a secret revolutionary society founded in early 19th-century Italy), who were ready to fight for a unified country. It is his way of feeling close to Italy in a troubled moment. A way for him to continue to tell the world about Italy, together with other “foreigners”, like Gianluca Renzi, who lives in New York, and Lorenzo Pagliei, a Parisian like Mirabassi.


This CD, intense and dreamy, will enrapture you from the first track to the last.


Recorded live in Goyang (South Korea) on 27 November 2011 at Goyang Aram Nuri Concert Hall
Recording engineer Junghoon Choi

Reviews

Giovanni Mirabassi Trio & Strings: Viva V.E.R.D.I.

Da anni residente a Parigi e più noto all'estero che da noi, Giovanni Mirabassi è un pianista dotato di ottima tecnica e autore di alcuni bei lavori, specie in trio. E proprio su questa formazione è basato Viva V.E.R.D.I., registrato dal vivo a Goyang, in Corea del Sud, assieme al contrabbassista Gianluca Renzi, già in passato collaboratore del pianista e autore di alcune dei brani, e al batterista Lukmil Perez Herrera.
Ma la particolarità del lavoro è che assieme al trio è in scena un’ampia orchestra d'archi locale (con alcune aggiunte), diretta dal compositore e direttore d'orchestra italiano Lorenzo Pagliei. In programma (il titolo è solo un ellittico ossequio alla melodia italiana) brani originali, oltre a due omaggi: uno a Hermeto Pascoal, l'altro alla Corea, con la conclusiva canzone folk "Arirang."
Come spesso succede, non è semplice giudicare l'incontro tra jazz e orchestra d'archi: troppo distanti non tanto le sonorità e la tradizione, quanto le atmosfere che un numero così elevato di corde inevitabilmente evocano rispetto al dinamismo e all'asciuttezza di un trio piano-basso-batteria. E questo anche quando in scena ci sia un pianista comunque lirico ed estroverso qual è Mirabassi.
Ciò non significa che il disco manchi di qualità e attrattive: melodicamente indovinati pressoché tutti i temi, estremamente brillanti le improvvisazioni, curati gli arrangiamenti degli archi, molto coinvolgente l'assieme. I musicisti, poi, mostrano grandi qualità: Mirabassi ha un estro torrenziale e una grande varietà armonica, mentre Renzi si produce in alcuni assoli di grande profondità (Herrera, quasi fatalmente in tale contesto, rimane un po' più nell'ombra). E il pubblico, infatti, pare dalla registrazione gradire molto lo spettacolo.
Rimane quindi solo quella sensazione di dolce in eccesso prodotta dalle sonorità degli archi, per giunta così stridente con le improvvisazioni. Sensazione, tuttavia, certo soggettiva: se il palato di chi ascolta è in grado di apprezzarla, Viva V.E.R.D.I. è un lavoro piacevole e ricco di momenti trascinanti.

18/2/2015italia.allaboutjazz.comNeri Pollastri
Giovanni Mirabassi Trio & Strings VIVA V.E.R.D.I.

Registrato dal vivo in Corea de Sud il 27 novembre 2011, “Viva V.E.R.D.I.” vede il trio del pianista Giovanni Mirabassi interagire con la Bee String Orchestra diretta da Lorenzo Pagliei. Il titolo, più che richiamare la musica del grande compositore di cui non vi è traccia nell’album, auspica una sorta di risorgimento culturale italiano rifacendosi al famoso motto dei carbonari (Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia). Le partiture, suddivise fra Mirabassi e Renzi a eccezione delle ultime due tracce, alternano tenui accenti latin ( Viva V.E.R.D.I., Anna And Sevy, Bebé a firma di Hermeto Pascoal), a sognanti ¾ (Somewhere In Seoul). Un fraseggio melodico denso di romanticismo e swing, dagli sporadici accenni classici, esaltato da ampi e solari arrangiamenti orchestrali a opera di Gianluca Renzi. In chiusura il pianista rende omaggio al pubblico di Seoul rileggendone il brano tradizionale Arirang.

27/11/2013JazzitAntonino Di Vita
Giovanni Mirabassi Trio & Strings VIVA V.E.R.D.I.

In pieno clima di celebrazioni verdiane il titolo di questa registrazione suona ammiccante, allusivo al compositore di Busseto, eppure è altro il significato dell’operazione che il pianista Giovanni Mirabassi ha compiuto con questo suo “VIVA V.E.R.D.I.”. Un album in trio, con Gianluca Renzi al contrabbasso e Lukmil Perez Herrera alla batteria, e la Bee String Orchestra diretta da Lorenzo Pagliei, registrato dal vivo alla Goyang Aram Concert Hall a Goyang, South Korea, il 27 Novembre 2011.
Non troverete traccia della musica verdiana negli otto brani di “VIVA V.E.R.D.I.”, nemmeno un vago accenno, piuttosto Verdi vive nello spirito di questo disco come simbolo della cultura dell’unità d’Italia e il titolo corrisponde all’acronimo “Viva Vittorio Emanuele Re D’Italia”, motto dei carbonari, anche questo emblema del moto risorgimentale a significare una sorta di augurio per il nostro Paese di rinascere culturalmente e socialmente. Giovanni Mirabassi, italiano ma residente in Francia, e Gianluca Renzi, da New York, esprimono così la loro vicinanza ideale e il loro amore per l’Italia in un momento particolarmente difficile della sua storia politica, economica, sociale e culturale.
Le tracce di questa registrazione sono tutte a firma Mirabassi e Renzi, fatta eccezione per “Bebè” di Hermeto Pascoal e “Arirang”, omaggio alla tradizione della Corea.
Giovanni Mirabassi, già apprezzato compositore dalle spiccate qualità melodiche, ci offre temi musicali inediti cantabili in cui il fraseggio ampio e arioso non rinuncia alla pronuncia spiccatamente jazzistica nonostante la presenza dell’orchestra. Gli archi enfatizzano quegli elementi lirici e di romanticismo pianistico che sono propri di Mirabassi, dando prova nell’orchestrazione di duttilità ed eclettismo anche sotto il profilo ritmico. Fondamentale l’apporto di Gianluca Renzi, co-autore di alcuni brani e raffinato arrangiatore che imprime il suo indelebile marchio stilistico a tutta la registrazione. Il mondo del jazz non è nuovo a queste commistioni, basti pensare ai dischi registrati da Bill Evans in trio con la Symphony Orchestra diretta da Claus Ogerman o ai brani eseguiti dal nostro Enrico Pieranunzi con gli archi, un segno della innata apertura musicale che i grandi artisti esprimono nel corso della loro evoluzione artistica.

12/10/2013pianosolo.itPaola Parri
Viva V.E.R.D.I.

Landsmann Giovanni Mirabassi hat’s auf “Viva V.E.R.D.I.” gewagt: Ein Streichorchester begleitet sein Trio auf diesem Live-Mitschnitt aus SüdKorea. Und die Frage nach dem Warum muss umgehend folgen. Denn wer Mirabassi kennt, weiß, dass er ein perfekter Pianist ist, der seine Fähigkeiten und die seines Trios überhaupt nicht mit solcherlei Zierrat überdecken müsste – zumal die Streicher nicht als musikalischer Widerpart fungieren, an dem sich Mirabassi. Lukmil Perez Herrera an den Drums und Bassist Gianluca Renzi reiben konnten, sondern weitgehend nur die Themen der Kompositionen mit gefälligem Bombast aufmotzen. Das klingt dann eher nach populistischem Geschmacksverstärker als nach musikalischer Aufwertung.

1/7/2013Jazz PodiumMichael Stürm
Giovanni Mirabassi Trio & String Viva V.E.R.D.I.

Non è soltanto un concerto dal sapore classicheggiante ma un richiamo alle proprie origini e a tutti quegli eroi che sono riusciti a portare avanti l'unità d'Italia. Un aspetto che Giovanni Mirabassi non ha mai dimenticato e che ha voluto sottolineare nel bellissimo live dal titolo Viva V.E.R.D.I. registrato in Corea nel novembre del 2011. Un concerto, dunque, in cui il talentuoso pianista, da anni trapiantato a Parigi, è riuscito a fondere il jazz con il classico, due mondi spesso paralleli che possono stringersi la mano, grazie alla partecipazione di Gianluca Renzi al contrabbasso, Lukmil Perez Herrera alla batteria e soprattutto grazie alla Bee String Orchestra diretta da Lorenzo Pagliei. Una performance di altissimo livello in cui oltre ad un jazz accostato alla musica classica, che potremmo facilmente accostare alle più belle colonne sonore cinematografiche, si respira un'atmosfera di velata malinconia. E infatti Giuseppe Mirabassi pur essendo francese d'adozione, non ha dimenticato le sue origini ed il titolo della sua opera oltre ad essere un richiamo al grande compositore italiano Giuseppe Verdi è anche acronimo di Viva Vittorio Emanuele re d'Italia. Forse un modo per sentire più vicina la propria terra e per offrire un omaggio agli eroi del nostro Risorgimento.

11/6/2013SuonoCarlo Cammarella
Giovanni Mirabassi Trio & Strings Viva V.E.R.D.I.

En tant qu’Italien qui a beacoup parcouru le monde, j’ai honte de ce qui se passé dans mon pays”: c’est par ces mots que le chef Riccardo Muti infligea à Berlusconi, en plein opéra de Rome, un bis du Chant des esclaves de Nabucco. C’est cette déclaration qui inspire le militant Giovanni Mirabassi, pianiste de la diaspora transalpine résidant à Paris, dans ce concert en Corée du Sud. S’il ne joue pas une note de Verdi dans Viva V.E.R.D.I., le disciple de Bill Evans rend hommage à un compositeur symbole de l’intensité d’une culture. La musique est lyrique, élégante et désespérée, avec un Mirabassi époustouflant de virtuosité et de sensibilité, qui remet la musique au cœur de la cité.

30/4/2013Jazz NewsChristian Larrède
VIVA V.E.R.D.I.

Riconferma eccellente anche per il pianista Giovanni Mirabassi, all’opera con il suo trio affiancato da un’orchestra d’archi in VIVA V.E.R.D.I. (CamJazz): diteggiatura preziosa, seducenti curve melodiche mai banali, composizioni che invogliano al riascolto. Archi e registrazioni arrivano dalla Corea del Sud: global jazz, davvero.

27/4/2013Alias - Il ManifestoGuido Festinese
Giovanni Mirabassi Trio with Strings

Il est inutile de cherche la moindre influence de Verdi dans cet album. Il n’y en a pas, V.E.R.D.I. étant un cri de ralliement des garibaldiens pour l’unité italienne en forme d’acronyme qui signifie “ Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia!” (Longue vie à Victor Emmanuel, roi d’Italie). Verdi est évidemment bienvenu puisqu’il est précisément le compositeur national devenu le symbole de l’unification de l’Italie. Mais laissons de côté les références révolutionnaires annexes pour s’attacher plus directement à cet enregistrement live. Le jeu de Mirabassi est d’une clarté assez époustouflante, il faut bien de l’admettre. Et, étant donnée la formation, on ne peut s’empêcher de penser à cette perle éditée en 1966 sous la label Verve: le “Bill Evans Trio with Symphony Orchestra” dirigé et arrangé par Claus Ogerman. Le toucher du pianiste et les subtils arrangements du contrebassiste Gianluca Renzi s’inspirent à l’évidence de l’expérience classico-jazz d’Evans. Et les talents d’arrangeur de Renzo apparaissent ici très distinctement. Le très rythmé 5/4 de A Song For Sabrina sur la deuxième plage en donne une parfaite démonstration, Somewhere In Seoul qui est en forme de valse triste à la Sibelius également. Enfin le septième titre de l’album, Bebe, semble avoir été écrit par Michel Legrand tant du point de vue de l’orchestration que de l’agencement mélodique. Tant et si bien que, si le leader de la formation est bien Mirabassi et le chef d’orchestre Lorenzo Pagliei, le réel instigateur de cet album est l’arrangeur et contrebassiste Gianluca Renzi.

2/4/2013Jazzmagazine/JazzmanPhilippe Descamps
Giovanni Mirabassi Trio & Strings VIVA V.E.R.D.I.

Après "Adelante!" enregistré à La Havane en 2011, le pianiste italien Giovanni Mirabassi est parti en Corée du Sud (au Goyang Aram Concert Hall à Goyang) pour graver son nouveau projet "VIVA V.E.R.D.I.". Un disque enregistré live avec les fidèles Gianluca Renzi à la contrebasse, et l'excellent batteur cubain Lukmil Perez Herrera. Le trio est ici accompagné par les 31 membres du Bee String Orchestra dirigé par Lorenzo Pagliei.
Pas de méprise ici, ce "VIVA V.E.R.D.I." n'est pas un album de reprises célébrant les 200 ans de la naissance de Giuseppe Verdi. Non Giovanni Mirabassi lance ici un cri d'amour et de révolte à cette Italie "qui souffre tant aujourd'hui". "VIVA V.E.R.D.I." est, pour le pianiste exilé en France, l'équivalent de notre "Temps des cerises". C'est d'ailleurs sur le prestigieux label romain CAM Jazz que l'artiste nous propose ces nouvelles compositions ainsi qu'une reprise de "Bebè" d’Hermeto Pascoal et d'"Arirang", sorte d’hymne national non officiel coréen.
Une révolte que le pianiste traite avec un romantisme exacerbé; des thèmes d'une beauté intense où la rythmique délicate ou explosive du trio jazz épouse passionnément les envolées lyrique de l'orchestre à cordes. Une grande musique où plane le fantôme de Bill Evans à qui Giovanni Mirabassi rendait hommage il y a peu sur la scène parisienne.

4/3/2013 fipradio.freditorial