Labels > Cam Jazz > Mauro Ottolini with Sousaphonix > The Sky Above Braddock

Mauro Ottolini with Sousaphonix

The Sky Above Braddock

Cam Jazz CAMJ 7831-2

Item: full_album_8024709783127_CD

Artists :
Dan Kinzelman ( Tenor Sax, Clarinet )
Daniele D'Agaro ( Clarinet, Tenor Sax )
Danilo Gallo ( Electric And Acoustic Bass )
Enrico Terragnoli ( Electric Guitar, Banjo, Podophone )
Fulvio Sigurtà ( Trumpet, Flugelhorn )
Giorgio Pacorig ( Piano, Fender Rhodes, Live Electronics )
Giovanni Falzone ( Trumpet )
Mauro "Otto" Ottolini ( Trombone, Sousaphone, Bass Trumpet, Slide Trumpet )
Piero Bittolo Bon ( Alto & Baritone Sax, Bass Clarinet )
Sousaphonix ( Band )
Vincenzo Vasi ( Theremin, Electronics, Vox, Toys )
Zeno De Rossi ( Drums, Percussion )
Antonello Salis ( Accordion, Piano )
Release date
Jan 25, 2011
Duration
0:56:17
Barcode
8024709783127

Trombonist Mauro Ottolini's diverse and multifaceted world completely unravels in this album; a maze of exciting and compelling sounds where, in the lucid madness of his band Sousaphonix, complete fulfilment is found.

"The Sky Above Braddock is a limbo, where one finds lost and forgotten souls. The music in this album was inspired by a short story I read about a borough of Pittsburgh, Braddock. It sweetly and subtly intoxicated my artistic vein... A thrilling provocation." (M. Ottolini)


Recorded and mixed in Cavalicco (Udine) on 10, 11, 12 May 2010 at Artesuono Recording Studio Recording & mixing engineer Stefano Amerio


Photos by Roberto Cifarelli

Reviews

Mauro Ottolini Sousaphonix The Sky above Braddock
Rumore di passi: qualcuno trova per strada un vecchio registratore e l’accende. Ne scaturisce, sfalsato e gracchiante, il suono di un’orchestra degli anni Trenta. Questo espediente innesca il processo narrativo che anima il disco, in uscita a novembre, ispirato al racconto “Il raccolto arriverà”, tratto dal romanzo di Mario Calabrese “La fortuna non esiste”. Braddock è una cittadina della Pennsylvania, in passato importante centro dell’industria metallurgica e poi spopolatasi a causa della crisi. Ottolini cerca di ripercorrere le tappe di questa parabola attraverso molteplici riferimenti ripromessati dall’approccio onnivoro dei Sousaphonix. “Working Man Blues” rievoca King Oliver, con tanto di banjo, C melody, piano stride alla Jelly Roll Morton. L’eredità di New Orleans traspare dagli impianti polifonici di molti brani; in particolare, emerge nella marcia di “The Funeral of Vocelli Pizza”, dove il theremin si fonde con clarinetti ed ottoni. “Lunar Rhapsody” e “Sunrise Serenade” riecheggiano l’Ellington degli anni Trenta per il rilievo dato ai clarinetti, il tenore websteriano e l’ampio impiego di ottoni sordinati. La riproposizione di “Pennsylvania 6-5000”, celebre successo di Glenn Miller, è frutto di una riflessione critica accompagnata dalla giusta dose di ironia. “Oclupaca” di Ellington è oggetto di un’accurata rielaborazione dell’impianto ritmico latin, con inserto di fisarmonica, interferenze degli ottoni sui clarinetti, crescendo collettivo sottolineato dalla chitarra distorta. Per contro, il reggae e gli aromi caraibici di “Strawberry Mango” virano decisamente verso Lester Bowie e l’Art Ensemble. Vicina all’estetica di Carla Bley risulta l’atmosfera sognante, felliniana, che caratterizza intro e chiusura de “The Wonderful Fable of Vicki Vargo”, con un denso intermezzo di fisarmonica. L’impronta friselliana di “Mayor John 15104” e il violento attacco free su tempo fast di “Crisis Program” si indirizzano verso climi rock: nel primo brano il riff conduce verso un insieme corale; nell’altro il beat – tramite il piano percussivo di Salis – si stempera in una marcia. Sempre palpitante, l’intreccio narrativo esplora in un contesto storico-sociale molti capitoli della musica afroamericana.
30/10/10Jazz ColoursEnzo Boddi