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Francesco Cafiso

Happy Time

Cam Jazz CAMJ 7782-2

Item: full_album_8024709778222_CD

Artists :
Aldo Zunino ( Bass )
Francesco Cafiso ( Alto Sax )
Riccardo Arrighini ( Piano )
Stefano Bagnoli ( Drums )
Release date
Jan 20, 2006
Duration
0:59:51
Barcode
8024709778222

Defined as the reincarnation of Charlie Parker, the Mozart of sax, a genius and a wonder boy, Francesco Cafiso is a natural. On this album -- the fourth in his young career-- he delivers a fearless free-flowing performance together with his quartet.
All original compositions, by Francesco Cafiso.


Recorded in Cavalicco (Udine) on 31 October, 1 November 2005 at Artesuono Recording Studio Recording & mixing engineer Stefano Amerio


Liner notes by Ira Gitler

Reviews

Happy Time
What's in a title? In this case, a whole lot of helpful clues about the music on this disc. Francesco Cafiso was sixteen at the time he committed this music to posterity, and to say that he has everything a musician working in the modern mainstream context needs is not hyperbole.

A pedant might argue that the alto player is doing nothing new, and that's certainly the case. But this does not alter the fact that even in times when one-time prodigies like Joshua Redman are carving out their territory within the music's broadest continuum, Cafiso has essentially gone one step further at the outset by providing a whole programme of original compositions.

His efforts are aided in no small part by a remarkably empathetic trio, and on the likes of "She Loves Me," he manages to come up with some ballad playing of his own that shows little in the way of overt stylistic influences; in an area as overcrowded as this, that's no mean feat. By contrast, he has fire too, as evidenced on the alto sax-drums duet "Louisiana," which opens the disc.

If the ability to play the blues can still be realistically considered a prerequisite for any musician in this field, then Cafiso hits the mark on "Blues For Angel," despite the fact that his work perhaps unsurprisingly doesn't have the depth of pathos that, say, Sonny Criss would have brought.

Overall, Cafiso's innate musicality overrides any reservations about the fact that he's mining an already overworked musical seam. This is music that can put a smile on your face on a springtime Saturday afternoon--and in a world as troubled as this, that's a small but gratefully received mercy. If Cafiso chooses to make some innovations when he's reached the age of twenty or whenever, that's equally fine by me.
10/04/06www.allaboutjazz.comNic Jones
Dalla Sicilia a New York con ironia
Debuttò che aveva tredici anni, e si capì subito che il piccolo siciliano di Vittoria aveva un talento innato, col suo sax spopopolava. Wynton Marsalis se lo portò a New York. Lo ascoltiamo in quartetto con Riccardo arrighini (piano), Aldo Zunino (basso), Stefano Bagnoli (batteria), in un album CamJazz, titolo Happy Time. Quel che mi colpisce di Francesco Cafiso è la sensibilità ironica e divertita del suono, i magnifici vocalizzi.
07/04/06Il Venerdì di RepubblicaEnzo Siciliano
Piccolo Parker
Lo chiamano enfant prodige, o "piccolo genio". Ma la definizione migliore è forse: “il più giovane veterano” del jazz. Perché Francesco Cafiso, altosassofonista siciliano non ancora diciassettenne, suona come se masticasse blues e Charlie Parker da moltissimi anni, con swing, inventiva e ottima conoscenza dei segreti del mestiere. Dopo aver vinto a 11 anni il "Premio Massimo Urbani" e aver girato Europa e Stati Uniti con l'orchestra di Wynton Marsalis nel 2003 e 2004, ora Francesco rompe ogni indugio con questo disco che, oltre a vederlo assoluto padrone di casa, presenta solo composizioni sue. Accompagnato da Riccardo Arrighini al piano, Aldo Zunino al basso e Stefano Bagnoli alla batteria, Cafiso fa cose egregie, tanto da far sorgere spontanea una domanda: avanti così, dove arriverà?
02/04/06Famiglia CristianaRoberto Parmeggiani
Francesco Cafiso Quartet Happy Time - three stars
Francesco Cafiso is the young Sicilian alto saxophonist who so impressed Wynton Marsalis as a 14-year-old that the trumpeter added him to a number of gigs on his European tour in 2003 (I recall hearing him in Edimburgh, burning through "Cherokee" with Wynton and Wes Anderson on a Septet gig). That made him 16 when he cut this disc, and the ridiculous proficiency he exhibited that night is well in evidence here, as are the leanings to classic jazz idioms that must have helped endear him to Wynton. Not that he plays any standards -- all the tunes are his own, but a penchant for quoting and several clear nods to both swing and bop giants underline his commitment to those styles at this stage in his development. His fluent, inventive soloing is beautifully supported by Arrighini, a fine soloist in his own right, and a supple rhythm section. It's hard not to be impressed, and simultaneously to wonder what there might be still to come from a clearly prodigious talent in the making.
01/05/06JazzwiseKenny Mathieson
FRANCESCO CAFISO QUARTET Happy Time - three stars out of five
Nelle note di copertina lo si definisce, giustamente, come il più giovane "veterano" della scena jazz attuale. Francesco Cafiso, oggi diciassettenne, aveva solo undici anni quando fece il suo esordio alla grande sulla ribalta prestigiosa di Umbria Jazz guadagnandosi presto l'appellativo di bambino prodigio del jazz italiano. In effetti, sul piano tecnico, a dodici anni suonava già come un "vecchio" di settanta, che è forse il massimo complimento che si possa fare a uno strumentista jazz. Strumentista, abbiamo detto, non musicista: perché, prima di parlare di Artista con la A maiuscola nel caso di Cafiso bisogna andare cauti. Certo, il ragazzo è un fenomeno per quanto riguarda l'uso del sax tenore nel fraseggio, nel colore, nella scioltezza a improvvisare. Tuttavia si tratta pur sempre di un bravo solista, che forse nel jazz attuale non è il principale requisito o quello assolutamente indispensabile per dire qualcosa di nuovo, ammesso e non concesso che sia il nuovo l'ingrediente in più che fa la differenza. Detto questo, Happy Time, che ha sancito anche un cambio di etichetta e in un certo senso un salto di qualità, mostra un nuovo aspetto del potenziale espressivo di Francesco: la dote composita. Infatti per la prima volta si sgancia dal repertorio standard, al quale ci aveva abituati (e viziati) per proporre otto brani nuovi di zecca, da lui composti per l'occasione. Anabel, Blues For Angel, Goodbye Elvin, Happy Time, Louisiana, She Loves me, Sir Charles, The Bear sono otto pezzi vivaci che rendono omaggio tanto alla sfera private quanto alla storia jazzistica, ma in definitiva risultano efficaci letture di quanto espresso dall'evoluzione jazzistica: c'è un po' di tutto, insomma, swing, mainstream, bepop, hardbop, con una vena blues e un feeling caldissimo che mette a proprio agio persino gli "anziani" validi partners come Ricordo Arrighini (piano), Aldo Zunino (basso), Stefano Bagnoli (batteria).
18/04/06BuscaderoGuido Michelone
Francesco Cafiso HAPPY TIME
Quello che colpisce di questo giovanissimo musicista (ancora tale anche se si parla di lui da qualche anno) non è solo, come spesso viene sottolineato, la sua verde età, ma anche la dirompente energia emanata dal suo sax, che a tratti sembra depositario di tutta la scienza jazz dall'inizio della sua storia. Ascoltarlo, sia nei brani più sostenuti che nelle piacevoli ballate, è una esperienza notevole e lo sarebbe anche se avesse dieci anni di più. E pur senza la necessità di gridare al miracolo e senza la pretesa di attribuire a una ragazzo così giovane tutto il discernimento musicale possibile per un Sonny Rollins o per il compianto Charlie Parker (o per il magnifico Massimo Urbani di tempi ormai lontani) bisogna dire che questo musicista ha talento da vendere e lo vende con grande sicurezza e sapienza. Questo è un disco davvero bello e, al di là della bontà dell'accompagnamento garantito in modo professionale da Riccardo Arrighini, Aldo Zunino e Stefano Bagnoli, Francesco Cafiso e il suo sax sono assoluti protagonisti, in un modo sufficientemente variegato da dare un buon equilibrio a questo Happy Time. Poco da dire e molto da ascoltare: negli otto brani per circa un'ora di musica si toccano un po' tutte le corde del jazz acustico di grande tradizione, e si possono trovare tanti riferimenti illustri ma resta la qualità del musicista, che altro non può fare che crescere in un prossimo futuro. Oltre che bravo Cafiso sembra anche sorprendentemente smaliziato, tanto da imprimere un particolare ritmo al brano che sta suonando attraverso un prolungamento di nota, una inattesa insistenza sul tema, un indugiare apparentemente irrisolto che creano invece un mood che dona a tratti a questo lavoro un sapore old style che non guasta.

Commento tecnico:
qualità musicale: 8
qualità tecnica: 8,5
26/05/06SuonoSergio Spada
Happy Time
All eight tracks of this hour-long album are Francesco's own compositions, quite an accomplishment for a young man just approaching 17 as I write this. It is not too surprising perhaps for a musician who won the National Massimo Urbani Award, as well as first prize in the International Eurojazz Competition, at the age of twelve. At fifteen he took first prize in London from amongst 50 entrants to the third White Foundation World Saxophone Competition, open to players up to the age of thirty.

He sounds like a veteran from the very first note of the opening track, albeit a veteran who hasn't much progressed beyond a fairly constrained, modern mainstream. You might justly say on hearing this music that he is doing nothing at all new and I will echo that sentiment, but I will also temper it by adding that I'm not too surprised, for at still sixteen, he has a lot of feet to find. It is clear that he is in possession of an inherent musical character; this collection of works, as all his own, is a larger step forward than many tyros could achieve. Let us hope that the interest in him shown by Wynton Marsalis and the Lincoln Centre Jazz Orchestra will not lock him into a false sense of achievement so that he loses the path. He might well be open to better things.

The best example for me of this perceived focus on mainstream is "Blues for Angel". It actually sounds moribund and wrongly, for a blues, its content is its style: bathos that should be pathos. The best track on the album is the first, "Louisiana". It exhibits an understanding of Charlie Parker by referring to him rather than directly quoting from him. The track carries a flame and the duet between alto and drums is a real treat, one I was compelled to return to after hearing the rest through.

Francesco has a long way to go, but he has started well. Let's hope it is not spoiled for us.
01/06/06www.jazzviews.co.ukKen Cheetham
Happy Time Francesco Cafiso - three stars
Il nostro ragazzo prodigio, il più giovane veterano del jazz italiano, suona bene. Molto bene. Se così non fosse, Wynton Marsalis non l'avrebbe chiamato al Lincoln Center.
In questo album Cafiso ci propone una serie di composizioni originali, tutte rigorosamente mainstream, ognuna dedicata ad una persona (o personalità) che ha avuto una certa rilevanza nella sua formazione artistica. Ed oltre alle eccellenti ed unanimemente riconosciute qualità strumentali, Cafiso mostra anche una felice vena compositiva, in grado di spaziare con disinvoltura dalla ballad all'uptempo.
A diciassette anni, tutto questo è molto. Realisticamente, basta e avanza. E però ...
Guardando al percorso di Cafiso su una prospettiva di più lungo termine, ci sembra che l'attività del giovane sassofonista si stia avvicinando ad un bivio cruciale. Da un lato ci sono le sirene dello show business, le comparsate al festival di Sanremo, le collaborazioni con il sopra citato Marsalis. Attività che danno alta visibilità ma anche decisamente rassicuranti e poco stimolanti dal punto di vista artistico. Dall'altro lato c'è la ricerca di una forma espressiva propria, che non deve necessariamente (anzi!) dimenticare il passato, ma che tale passato deve superare per guardare oltre. La vita del jazzista, insomma. Con tutti i rischi e tutte le soddisfazioni del caso.
Trovare il giusto equilibrio tra queste due forze non è facile. Non conosciamo personalmente Cafiso. Dalle interviste che abbiamo letto, ci sembra che sia consapevole del bivio a cui si sta avvicinando. Da quello che ci farà ascoltare nel suo prossimo album, scopriremo quale delle due direzioni avrà imboccato.
14/06/06italia.allaboutjazz.comPaolo Peviani
FRANCESCO CAFISO QUARTET - Happy Time
Chi scrive è stato tra i primi a occuparsi di Francesco Cafiso quando l’altosassofonista siciliano era ancora una ragazzo e le voci sulla sua straordinaria bravura e precocità si stavano si stavano diffondendo a macchia d’olio; poi, la decisione è stata di sospendere in parte il giudizio per non essere influenzati dalle questioni anagrafiche e poter valutare non un musicista di quindici anni ma un musicista e basta. Ora è passato del tempo e questo nuovo album, il primo di Cafiso con il suo quartetto e con sue composizioni autografe, ci permette di tornare sull’argomento con molti più elementi. In primis confermiamo la nostra impressione iniziale.
Francesco è nato e rimarrà forse per sempre un altossassofonista di purissimo stampo be pop: i suoi modelli sono Parker e Phil Woods e il suo stile è ormai formato. Questo non vuol dire che Cafiso non abbia un sound contemporaneo, ma solo che sembra essere sua intenzione portare il be pop nel presente. Nel disco il leader è accompagnato da ottimi strumentisti quali il pianista Riccardo Arrighini, con il quale ha spesso suonato in duo, più Aldo Zunino al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria. Le composizioni sono altrettante dediche: da “Blues For Angel” per il padre a quelle per i musicisti James Williams ed Elvin Jones, e ancora per la fidanzata (una delicata ballad), per una compagna di corso, per il patron di Umbria Jazz Carlo Pagnotta e per uno dei suoi più fidi collaboratori (“The Bear”). Rispetto agli esordi di quattro anni fa Cafiso ha affinato la tecnica ed è più sicuro e riflessivo ma, per fortuna, mantiene intatto l’entusiasmo. Continuando così non potrà che essere un protagonista. Per il momento questo CD è di gran lunga il suo migliore.
Registrazione senza sbavature.

Commento tecnico:
qualità artistica: 8
qualità sonora: 8
01/08/06AudioreviewMarco Crisostomi
Francesco Cafiso quartet: Happy Time
Continua a crescere Francesco Cafiso che, da bambino prodigio, è ora jazzista precoce e pieno di esperienze, grazie all’ala protettrice dei tanti musicisti e organizzatori che l’hanno “artisticamente” adottato. Questa crescita (oltre che la giovanissima età) lo mette (per ora) al riparo dalle critiche per un mainstream prevedibile e per acrobazie strumentali spesso fini a se stesse. Ma questi sono gli unici appunti che si possono fare ad un ragazzo destinato a grandi traguardi e la cui musica sprizza passione, curiosità ed energia da tutti i pori. “Happy Time” è il primo disco in studio di Francesco Cafiso distribuito a livello internazionale. Un disco di dediche, in cui quasi ogni brano nasce dal ricordo di una persona per lui importante, da “She loves me”, dolce tema dedicato alla fidanzata, al “Blues for Angel” per il padre. Cafiso rivela una vena compositiva notevole e tutti i brani portano la sua firma. “Happy time”, pezzo che dà nome al CD, esalta le sue doti tecniche con repentini cambi di tempo e ritmo. In “Anabel”, dedicato a Anabel Anderson figlia del trombonista Ray, dopo un intro di Riccardo Arrighini e momenti “quasi” free si giunge al bel tema finale. Ma ce n’è anche per Carlo Pagnotta (“Sir Charles”), patron di Umbria Jazz, per il compianto Elvin Jones (“Goodbye Elvin”), e per Enzo Valsecchi (“The bear”), altra figura importante di Umbria Jazz. In quest’ultimo brano, che chiude il disco, è quanto mai evidente l’affiatamento del quartetto, formato inoltre da Aldo Zunino al contrabbasso e Stefano Bagnoli alla batteria, e che vede soprattutto in Riccardo Arrighini una sorta di “tutor” pronto ad esaltare ed indirizzare le infinite doti del leader.
06/10/06www.altrisuoni.orgDiego Librando
Happy Time
Francesco Cafiso is a marvel. An impressive bop-oriented altoist by the time he was 11, he toured Europe with the Lincoln Center Jazz Orchestra when he was 13. Cafiso was 16 at the time of this 2005 recording, sounding tone-wise like Phil Woods, playing with great maturity and swinging hard. Rather than re-creating the past or working on standards, Cafiso contributed all eight selections to this quartet date. Some of the tunes are partly based on earlier songs (including a blues), but the music overall is pretty original while in the straight-ahead tradition. Cafiso, who is joined by a top-notch Italian rhythm section, is an obvious jazz giant of the future. Happy Time allows one to hear him near the beginning.
06/10/06http://allmusic.comScott Yanow
FRANCESCO CAFISO Happy Time
C’est vrai qu’il est mignon sur la pochette Francesco. On se dit qu’on va avoir droit à un sax sirupeux et gentillet à faire regretter Fausto Papetti. Et puis vlan ! On s’en prend plein les esgourdes tout au long de l’album. Ce très jeune homme n’a que dix sept ans (!) et une technique à faire pâlir plus d’un vieux souffleur. Cafiso est un redoutable : souffle ininterrompu et jeu de langue sur la anche, percu sur les claves, il nous la joue Braxton déluré (“Louisiana”) fait son langoureux manière Paul Desmond sur les balades (“She Loves Me”) et trouve encore matière à inventer des stops chorus bouillonnants pour célébrer Elvin Jones (“Goodbye Elvin”). L’ado connaît ses classiques mais au-delà de son art de jouer le caméléon, il reste lui-même de boute en bout par son phrasé impeccable. Sur une grille harmonique on ne peut plus classique de blues (“Blues for Angel”) il se paye même l’audace de trouver encore des variations. Décidément, ce p’tit jeune craint dégun !
22/10/06La Marseillaise - Dimanche MusiqueC.M.
FRANCESCO CAFISO Happy Time
Francesco Cafiso is the 16-year-old Sicilian-born alto-saxophone virtuoso who has been causing the likes of legendary altoist Phil Woods and veteran critic Ira Gitler to marvel at his astonishing abilities. On “Happy Time”, he once again displays the beautiful tone, phenomenal technical control and mastery of the bop vocabulary that would be the envy of many seasoned saxophonists. He is featured here with an excellent hard-bop-oriented rhythm section of pianist Riccardo Arrighini, bassist Aldo Zunino and drummer Stefano Bagnoli.
Cafiso even composed all the tunes: a pair of blues numbers, a lilting waltz, a quick modal piece, a barnburner on “Rhythm” changes, a moving ballad and a couple of mixed-tempo pieces. Again, the quality is such that they could be the work of a much more experienced person.
Cafiso’s improvising style echoes those of bop-oriented models like Charlie Parker, Cannonball Adderley and Phil Woods, although he sometimes employs flashy virtuosic passages of a kind rarely if ever found in their music. According to all reports, the young altoist continues to mature musically as he ages, and one can eagerly await his next venture.
10/06/06JazztimesDavid Franklin
FRANCESCO CAFISO Happy Time
Con note di copertina in italiano, inglese e francese, la Cam punta a far camminare il più possibile per il mondo questo Cd, importante per lo stesso Cafiso in questa prima fase della carriera, come dimostra il fatto che ne ha anche composto tutti i brani. Il sassofonista apre “Happy Time” con autorevolezza, in un duetto a rotta di collo con la batteria di Stefano Bagnoli sul giro armonico di “I Got Rhythm: ecco una capacità molto veloce di invenzione e, insieme, la fermezza nel non voler restare circoscritto in orbita parkeriana. Di quest’ultimo aspetto si ha conferma in “Anabel”, con le sue inclinazioni free, e in “Blues for Angel”, tenuto a bassa temperatura.
Il talento di Cafiso si esprime soprattutto nella rapidità, che non lo limita nella ricerca di una pronuncia particolare, con umori quasi alla Cannonball, (Happy Time), oppure nello sviluppo di un fraseggio aereo e consistente allo stesso tempo (come nel modale “Sir Charles”). Fragile appare invece nelle ballad, dove si tiene troppo a freno e tende (come in “She Loves Me”) a tirare le cose un po’ per il lungo. Resta il fatto che in questo nuovo disco (registrato a Cavalicco il 31 ottobre e primo novembre) mostra di avere svariati e solidi modi di esprimersi; l’impressione è che stia legittimamente cercando quello nel quale incanalare la propria personalità. Il suo forte temperamento rischia di offuscare la prestazione dei compagni di viaggio (il citato Bagnoli, il fido Arrighini e il bassista Aldo Zunino), che sono tutti davvero eccellenti per sensibilità, intesa reciproca e attenzione ai vari percorsi da lui tracciati, siano questi allegramente swinganti o sottilmente allusivi.
10/06/06Musica JazzGiuseppe Piacentino
Francesco Cafiso Quartet Happy Time
Alto saxophonist Francesco Cafiso is that gifted friend who could not only play his instrument like a pro, but embodied an “everything you can do I can do better” ability that disheartened all but the most ambitious competition. But 17-years-old Cafiso is more than simply a talented teen.
On “Happy Time”, Cafiso shows astonishing speed, agile improvising technique and a touch and tone on ballad material that’s the sign of an old soul. Playing all original, mostly bop-oriented tunes with an excellent supporting quartet (including drummer Stefano Bagnoli), Cafiso proves himself to be a mature player with an identifiable style.
An album of dedications, “Happy Time” begins with a high-flying drums and sax duet in the “Salt Peanuts” -styled “Louisiana”. Cafiso’s warm-toned alto temper is revealed in the beautiful “She Loves Me”. He sprints like a swinging Phil Woods on the title track, and cavorts through semi-free ferocity in “Anabel”.
“Fasten your seatbelts,” Enrico Rava once said while introducing Cafiso to an audience. Consider yourself forewarned.
11/09/06DownbeatKen Micallef
Happy Time Francesco Cafiso
Happy Time is an ambitious studio date in which the young alto saxophonist is reunited with pianist Riccardo Arrighini, with bassist Aldo Zunino and drummer Stefano Bagnoli rounding out the quartet. Cafiso penned eight originals for the date, though it would be unfair to expect him to be as accomplished a songwriter as he is a player while still in his teens. His explosive opener “Louisiana” is dedicated to the late Williams (who died of cancer a few months after his 2004 performances with Cafiso); an “I Got Rhythm” variant shows off Cafiso’s formidable technique. The loping ballad “She Loves Me” was written for his girlfriend, a soft-spoken love song that doesn’t overplay its hand. Cafiso stretches outside of his normally bop-oriented music with the tense ballad “Anabel” that incorporates a bit of free jazz, kicked off with Arrighini’s superb solo introduction. “Blues For Angel”, a dark, sauntering blues, honors the leader’s father. The influence of Phil Woods is most apparent in Cafiso’s “Goodbye Elvin”, a memorial to Elvin Jones that wraps with a moving cadenza by its composer, much in the way that Woods finishes a performance of his own “Goodbye Mr. Evans”.
03/06/07AllAboutJazz.comKen Dryden
Francesco Cafiso Happy Time – three stars
Sarebbe ora, nel giudicare Francesco Cafiso, di abbandonare il ritornello dell’enfant prodige. A soli 17 anni, ha già una carriera abbastanza prestigiosa da consentire di giudicarlo come un musicista tout court. E questo “Happy Time” lo conferma in pieno. Intanto il disco è tutto di originali, che vanno dall’uptempo alla ballad al più autentico blues feeling (Wynton docet). Poi, il ragazzo esuberante di due o tre anni fa sta cominciando a tirare fuori le doti di uno strumentista maturo. Se le ballad sono ancora un po’ deboli quanto a profondità di interpretazione, basta però ascoltare “Blues For Angel” per rendersi conto di come Francesco abbia imparato a risparmiare le note, dando a ciascuna tutto il peso di cui abbisogna, e a sviluppare un assolo, invece di limitarsi as accumulare pattern su pattern. Le sezioni di free improvisation di “Anabel” e le inflessioni coltraniane di “Sir Charles” mostrano anche che il sassofonista sta cominciando a staccarsi dai suoi primi modelli (Phil Woods, Cannonball Adderley) per allargare lo sguardo a esperienze più moderne. E infine, rimangono intatti il senso istintivo del fraseggio, la sapienza nell’uso delle dinamiche e delle sfumature timbriche e la tecnica trascendentale (travolgente il duetto di Bagnoli su “Louisiana”, che apre il disco). E se non diamo tutte e quattro le stelle, è solo perché speriamo di riservarle per la prossima volta.
15/07/06JazzitS.P.
Francesco Cafiso Quartet Happy Time
Jeune prodige de 17 ans, ce saxophoniste ne manque pas d’arguments pour convaincre ses aînés. Du feeling et un phrasé d’enfer dans un son de velours. Il joue ses compos accompagné d’un trio coinvancu.
13/01/07Lyloeditorial
Miracles à l’italienne!
Un petit détour en Italie avec deux réussites incontestables…
Trop tôt disparu (à croire que le génie est fatal), le mythique saxophoniste alto Massimo Urbani est à l’origine de bon nombre de vocations: Stefano Di Battista, Rosario Giuliani ou plus récemment encore le prodige Francesco Cafiso. Dans son impétueuse précocité – il n’a que 17 ans ! – ce Sicilien brûle le jazz par tous les bouts, l’inspiration offerte à profusion et la tradition tournée vers le futur. Francesco est confondant de talent: la sonorité est magnifique, la technique foudroyante, le langage assimilé, le phrasé déjà personnel. Gorgé de swing, son foisonnant “Happy Time” est une renversante découverte.
16/02/07le generalistePhilippe Bourdin
FRANCESCO CAFISO Happy Time - three stars
Mais où Francesco Cafiso s’arrêtera-t-il? Trois mois après avoir signé un étonnant – et culotté – “Tribute to Charlie Parker”, le voilà qui enregistre un nouvel album avec la même remarquable rythmique qui lui sied à merveille. À seize ans, on n’a pas peur de grand-chose mais il faut tout de même une belle dose de confiance en soi pour assumer une telle prolixité. Cette fois, Cafiso interprète huit thèmes dont il est l’auteur. Tous sont plus qu’honorables même s’ils ne témoignent pas d’une originalité foncière mais leur signataire les interprète avec une telle conviction, une telle fougue qu’il emporte une fois de plus l’adhésion. Bien sûr, la “furia” qui sous-tend “Louisiana”, “Sir Charles” ou “Happy Time” avec ses changements de tempo, serait vite lassante si son dispensateur n’avait qu’une seule corde à son arc. Ce qui n’est pas le cas. Le saxophoniste dévoile une sincérité et une sensibilité de belle facture sur “She Loves Me” et “Goodbye Elvin” qui débute par un merveilleux duo alto/piano – il ne faudrait pas oublier de chanter les louanges de Riccardo Arrighini dont l’originalité au clavier est tout à fait réjouissante. Décidément Francesco Cafiso fait honneur au prix Massimo Urbani (qu’il reçut à l’age… de onze ans) en se situant naturellement dans la lignée de ce formidable altiste transalpin. Certes, il connaît sur le bout de l’anche les œuvres de Parker, Cannonball Adderley, Phil Woods et consorts, mais sa générosité foncière lui épargne la tentation d’endosser l’habit confortable du copieur. À l’image d’un autre Sicilien célèbre, le commissaire Montalbano créé par Andrea Camilleri, il travaille à sa manière.
10/12/06JazzmanAlain Tercinet
FRANCESCO CAFISO Happy Time
Quand on a sous la main un poulain aussi jeune et doué que Francesco Cafiso, la tentation doit être grande de tirer de lui le maximum. Le maximum sur un plan quantitatif, sans doute (huit disques entre ses 13 et ses 17 ans !), mais certainement pas le meilleur. Car si les doigts du jeune altiste possèdent la vélocité qu’on est en droit d’attendre d’un néo-bopper qui connaît ses classiques, il y a beaucoup à dire sur sa sonorité qui – et c’est bien naturel – a encore grandement besoin de mûrir et de s’affirmer, sans parler de son inspiration marquée par une esthétique rigide plutôt qu’alimentée par une culture véritablement assimilée. Une inspiration souvent engluée dans des plans datés, qui l’amène à recourir périodiquement à des effets d’un goût douteux (accélérations brusques et mécaniques, growls…) quand les idées ne sont pas au rendez-vous. De façon prévisible, c’est sur les ballades que ces défauts apparaissent le plus comme de véritables handicaps, et on en arriverait presque à en vouloir à la rythmique “adulte” du jeune saxophoniste de le laisser s’enfoncer dans cette ornière plutôt que de remplir à ses côtés un rôle d’encadrement pédagogique et stimulant. Mais cette rythmique est-elle autre chose qu’une formation de complaisance, un trio de “tuteurs” qui profitent de leur poule aux œufs d’or adolescente ? Et que dire de ces producteurs qui ont laissé Cafiso proposer huit de ses propres “compositions” truffées de clichés empruntés aux standards et au blues (comment, à cet âge, en serait-il autrement ?) En fait, on aurait envie de dire à ce Pinocchio du jazz : “Fuis pendant qu’il en est encore temps ! Ils veulent faire de toi leur marionnette. Fuis, si tu veux devenir un jour un homme, et un grand musicien”.
10/01/07Jazz magazineThierry Quenum
Le talent insolent de Francesco Cafiso
Voici un beau disque qui risque pourtant de désespérer les musiciens qui ont peiné, sué, souffert pour polir leur art et mûrir leur style. Francesco Cafiso a touché son premier sax alto à 6 ans, remporté son premier prix et sorti son premier disque à 11, et s’est produit dans son premier festival à 13…
Du haut de ses 17 ans, il publie aujourd’hui un album en quartet impressionnant de tranquille assurance, tant le jeune homme apparaît à son aise dans tous les départements du jeu, depuis les tempos rapides du bop jusqu’à l’exercice redoutable du blues, en passant par les longues balades. Fort bien accompagné, notre adolescent au talent insolent signe d’une plume élégamment variée les compositions de ce “Happy Time” dont on détachera notamment un tendre “She loves me”.
04/11/06La CroixYann Mens