Fulvio Sigurtà

House Of Cards

Cam Jazz Presents CAMJ 3309-5

Item: full_album_8052405140135_CD

Artists :
Fulvio Sigurtà ( Trumpet )
James Allsopp ( Reeds )
Federico Casagrande ( Electric Guitar )
Riaan Vosloo ( Bass )
Timothy Giles ( Drums )
Release date
Feb 24, 2011
Duration
0:58:35

"The most brilliant trumpet player among the new generations, as stated grandly in a trade magazine recently. A bit excessive? Not really. Fulvio Sigurtà is one of the most distinct, powerful players on today’s music scene. By instigating a reaction between traditional and revolutionary ideas and techniques with unconventional, bulimic knowledge, he himself is helping to write or, more aptly, compose this scene, by drawing on the most varied sources and scattering his work of concepts and practices, the significance of which is crucial to combining contemporary poetic trends. His style shows a slow, gradual development in the use of forms and language evolution. Here with James Allsopp on bass clarinet and tenor sax, Federico Casagrande on electric guitar, Riaan Vosloo on bass and Timothy Giles on drums." (F. Scoppio)


All original compositions.


Recorded in London on 8, 9, 10 September 2010 at Fish Factory Studio Recording engineer Ben Lamdin Mixed in Ludwigsburg on 4, 5 October 2010 at Bauer Studios Mixing engineer Johannes Wohlleben


Liner notes by Federico Scoppio

Reviews

House Of Cards

Italie, terre de chanteurs et de trompettistes. Après la génération Rava, celle de Fresu et Falzone, pointe celle d’Aquino et Sigurtà. Inconnu de ce côté des Alpes, le trompettiste de Brescia signe son premier album, après avoir contribué aux formations de Giovanni Guidi, Enzo Pietropaoli et Paolo Damiani. Son jeu posé et legato, son articulation soignée, sa prédilection pour les tempi lents et sa modulation attachée au canto, annoncent des liens esthétiques avec Rava et le post-bop de sixties. Lors d’un séjour londonien, il a enregistré “House Of Cards” avec un trio local et le guitariste Federico Casagrande. Non sans aussi une bonne dose d’humour (inspiré des affres de Berlusconi?), puisqu’il y signe un suggestif “Political Puppets”.

15/11/2011 Jazz News Francisco Cruz
HOUSE OF CARDS Fulvio Sigurtà

Da anni non ci si trovava di fronte ad un disco d'esordio così autorevole e compiuto come House of Cards. Ne è superbo protagonista il trombettista bresciano Fulvio Sigurtà, che si attesta così tra le leve più interessanti del jazz italiano. Il suo CD riunisce sapientemente le due anime del jazz continentale, per coniugare la sensibilità di musicista mediterranea con le architetture sonore e ritmiche della tradizione nordeuropea.
Ne discende un vivido contrasto di colori e dinamiche, in cui prevale una lucida moltiplicazioni delle linee ritmiche, frequentemente spezzate e contorte. Si avverte piacevolmente l'animo giovane ed entusiasmante per proiettare tradizione ed avanguardia jazzistica verso una condotta metronomica tipica delle metropoli contemporanei.
Potenza ed elettricità sia fisica che ritmica sono le carte vincenti di un disco ragguardevole, dove si impone la scrittura creativa del leader. Felice anche l'idea di aprire i temi jazzistici proposti alle esperienze musicali dei quattro musicisti, che vanno dal rock al funk. Ciò è indice di una energia e di una libertà espressiva che ci si può attendere dai giovani.

15/5/2011italia.allaboutjazz.comMaurizio Zerbo
Fulvio Sigurtà HOUSE OF CARDS

Un sound di gruppo ben riconoscibile, delineato dall’interazione fra la tromba del leader, la chitarra di Casagrande e la voce ricca e sinuosa del clarinetto di Allsopp; una ricerca compositiva originale (nove brani sono di Sigurtà, due di Casagrande); un’idea di jazz che sconfina volentieri verso altri territori; un’atmosfera generale caratterizzata da dinamiche contenute, scrittura di ensemble sottilmente articolata, melodismo aperto, pur su percorsi armonici che rifiutano di adagiarsi sulle strade più scontate. Sono gli elementi costitutivi di un lavoro che segna l’esordio del leader di uno dei migliori talenti delle ultime generazioni: un solista e compositore che ha molto da dire, e che ha cominciato a dirlo nel migliore dei modi.

10/5/2011JazzitSergio Pasquandrea
Fulvio Sigurtà HOUSE OF CARDS

Da Brescia transfuga a Londra, Fulvio Sigurtà è l’ennesima riprova, ahinoi, di come non solo ricercatori e scienziati sono costretti a fuggire dall’Italia, ma anche talentuosi musicisti.
Il corto circuito tra Brescia, Londra e Roma si chiude con House of Cards, gioiello jazz pubblicato dalla CamJazz, da sempre con le orecchie bene aperte per dare spazio e valorizzare talenti di tutte le generazioni, anche giovanissimi come quelli impegnati col trombettista Sigurtà in House of Cards.
Il jazz suonato in questo disco è diretto e senza inutili barocchismi, virtuoso senza essere ostentato, attento alla melodia senza rinunciare alle infinite possibilità offerte dall’arrangiamento e dall’improvvisazione.
Tentato da atmosfere filmiche, da ritmi afro e da fughe fusion, House of Cards è uno di quei dischi in grado di far gridare spesso al miracolo, ma anche di avvicinare al mondo del jazz semplici curiosi, che vi troveranno un album per nulla difficile e godibile dall’inizio alla fine.

28/4/2011rockshock.itMassimo Garofalo
Fulvio Sigurtà House Of Cards

Fulvio Sigurtà ha partecipato già negli ultimi anni a incisioni di una certa importanza e portatrici di novità significative nel jazz italiano (la Unknown Rebel Band di Giovanni Guidi), palesando il suo indubbio talento alla tromba, uno strumento che ha negli ultimi anni portato alla attenzione degli appassionati diversi interpreti degni di grande attenzione e di affiancare il già noto e famoso Paolo Fresu nel palmares del jazz nostrano. L’uscita per la Cam Jazz (e per la serie di CD che propone i talenti più giovani) di questo House Of Cards non fa che confermare quanto di buono si può dire su questo musicista bresciano, dotato di ricchezza inventiva e compositiva fuori dal comune, di un suono efficacissimo che sa alternare le note più delicate come quelle più accese, esplorando quindi i vari sottogeneri del jazz in modo fresco ed originale. In una sequenza di brani che mettono in evidenza, al suo fianco, musicisti bravissimi come James Allsopp (tutti i fiati) e Federico Casagrande (chitarra) insieme a Riaan Vosloo e Timothy Giles alla ritmica di base. Registrato a Londra, House Of Cards parte in maniera scoppiettante con Cookies’ Cream e va avanti senza sbavature, forse solo un tantino troppo lungo come disco. Ma i duetti fra i fiati, gli inserimenti sapienti della chitarra e soprattutto una magnifica solitaria tromba in Aurora (momento davvero d’alta scuola per un musicista ancora giovane, segno di grande personalità) valgono ampiamente l’acquisto del disco. Il quale conferma ancora la bontà di una scelta dell’etichetta di aprire spazi per musicisti giovani e molto talentuosi. Ben vengano nuovi appuntamenti di Jazz Presents.

15/4/2011SuonoSergio Spada
Fulvio Sigurtà: House of Cards

Twelves bassist Riaan Vosloo and drummer Tim Giles turn up on this album, too, led by trumpeter Fulvio Sigurtà and also featuring guitarist Federico Casagrande and reeds-player James Allsopp. Italy's CamJazz label (more usually devoted to Europe's established jazz artists) is opening up to new ensembles formed by younger players – and Sigurtà has a sophisticated understanding of the jazz tradition. Coupling improv ingenuity with a spine-tinglingly pure sound (like Arve Henriksen mixed with pre-funk Miles Davis), Sigurtà warms Kenny Wheeler's fragile lyricism with more brooding intensity, and, at times, exhibits a slinky bluesiness reflecting the earliest jazz. There are shimmery, cinematic passages for muted trumpet over soft snare tattoos and tango-like riffs, and subtle contrapuntal writing (Allsopp is excellent on bass clarinet and tenor sax). The laid-back feel and rather languorous compositions leave the session a little muted, but it's an intriguing insight into a tradition-bending trans-European jazz scene shared by a new generation.

7/4/2011 guardian.co.ukJohn Fordham
House Of Cards Fulvio Sigurtà

Una firma inconfondibile quella di Fulvio Sigurtà, un’attesa e una conferma per molti. Se ne parlava infatti da tempo e finalmente a fine gennaio esce "House Of Cards" (CamJazz). Si afferma, quindi, con sicurezza e personalissima eleganza una tromba che si spera vivamente di poter ascoltare nei futuri grandi festival. Nonostante il disco sia stato registrato nel Regno Unito, e della stessa lingua sono la ritmica così come il clarinetto basso e il tenore di James Allsopp, teniamo molto a sottolineare la paternità della preziosa fucina italiana. Un’affezione già stimolata dal precedente disco in duo con Casagrande, unico italiano presente in questo suo ultimo lavoro. Una nota di merito, su cui è doverosa una riflessione, è la scelta di un repertorio per nulla scontato, originale in tutti i sensi: molte composizioni portano la firma del leader e sono frutto di una scrittura creativa e moderna. Anche l’uso sapiente dell’elettronica è un elemento qualificante di questo bel lavoro, a dimostrazione che gli stimoli maggiori del panorama jazz contemporaneo provengono da una nuova generazione. E di questa generazione Sigurtà è il principe. Uno dei migliori esponenti; da questo disco in poi non più una delle promesse su cui puntare.

10/1/2011musicajazzGianluca Guido