Edward Simon, Scott Colley, Clarence Penn

A Master's Diary

Cam Jazz CAMJ 7843-5

Item: full_album_8052405140517_CD

Artists :
Clarence Penn ( Drums )
Diego Urcola ( Trumpet )
Edward Simon ( Piano )
Scott Colley ( Bass )
Release date
Jan 24, 2012
Duration
0:52:17
Barcode
8052405140517

Theatre director Giorgio Strehler once said in an interview to discuss the works of one of the most important composers of the Twentieth century: "My theater is held together by the notes of Fiorenzo Carpi. Very often his music has given me--at the beginning or duration of my work--the inside 'clarification' that I needed most, the lighting of a 'whole' that I wasn’t able to capture."


The filmography that is penned by the Milanese composer is one that is boundless, with some of his worldwide successes alongside great directors such as Louis Malle, Luigi Comencini or Carlo Mazzacurati, randomly choosing among his infinite soundtracks. Today the notes written by Carpi are born again in this new project by renown pianist Edward Simon who, together with trusted players Scott Colley, Clarence Penn and Diego Urcola (here as guest), ties together the most beautiful pages penned by Maestro Carpi. From Le avventure di Pinocchio to Mio Dio come sono caduta in basso, performed by the splendid Laura Antonelli in 1974, through to Diario di un maestro and La baraonda.


The narrative force of the melody becomes a precious and poignant instrument in the hands of Simon, and the force of this narration reaches heights of absolute lyricism in the eight-eight keys of this pianist from Venezuela.Not a jazz rereading of a modified piece, but a reinterpretation able to give new life and new nourishment to Carpi's compositions. For this reason "A Master’s Diary" is without doubt one of the most intriguing works that Simon has recorded for CAM Jazz.


Recorded in July 2006 at Sear Sound Studio      Recording&mixing engineer Joe Barbaria

Reviews

A Master's Diary

Esistono diversi modi di parlare di un incontro che ha risvolti importanti per chi ne è coinvolto. È il caso di Edward Simon (pianista di formazione classica e jazz) che insieme a Scott Colley (contrabbasso) e Clarence Penn (batteria) interpreta le musiche di uno dei nostri maggiori compositori per il teatro e il cinema, Fiorenzo Carpi.
Strano destino questo, che porta il talentuoso trio a ricordarci alcune delle cose migliori del nostro repertorio musicale spesso messo in ombra dall'idea —fuorviante- che la musica sia un complemento e non una protagonista di un'opera cinematografica o teatrale.
Esemplare al proposito la riflessione di Strehler: «Il mio teatro è tenuto insieme dalle note di Fiorenzo Carpi. Molto spesso la sua musica ha dato, all'inizio o durante il lavoro, la "chiarificazione" interna di cui avevo bisogno, l'illuminazione di un "tutto" che non riuscivo ad afferrare».
Ed è una filmografia sconfinata quella musicata dal compositore milanese, costellata di successi ottenuti al fianco di grandi registi come Malle, Comencini o Mazzacurati. Oggi le "note di regia" (non semplici partiture) di Carpi rivivono in questo progetto: da segnalare, in particolare, Diego Urcola, special guest impegnato in un'avvolgente "Eugenia's Theme" (da "Mio Dio come sono caduta in basso"); liricamente mosso il "solo" di "Nel parco" (da "Maggio musicale"); la main title del disco è un'introspettiva meditazione drammaticamente accentuata alla maniera del Gould bachiano rivoluzionario. La forza narrativa della melodia diventa uno strumento prezioso e profondo nelle mani di Simon, con fraseggi ed interplay icastici e sinuosi che alimentano la forza della narrazione che tocca dei picchi di assoluto e brillante lirismo nella versatile ispirazione del pianista venezuelano che riesce a conciliare il sapore caraibico con le vaporazioni melanconiche nostrane di Carpi.
Sono temi di grande coinvolgimento emotivo. E' difficile non trasalire nel ripensare al maestro interpretato da Bruno Cirino che da solo valeva una storia recente del nostro paese (lo sceneggiato di Vittorio De Seta si basava, vale la pena rammentarlo, su "Un anno a Pietralata" di Albino Bernardini, 1968). La musica di Carpi riusciva, e riesce ancora ascoltandola in questa veste, ad assolutizzare questa verità di racconto, alla quale il trio aggiunge sapori e confronti di una lingua diversa ma ugualmente memore di una sofferta modalità di accenti. Un modo in più di pensare a cosa manca oggi.
Non si tratta di una mera rilettura jazzistica, ma di un'autentica reinterpretazione delle composizioni di Carpi, il cui risultato è accattivante e ben ponderato negli equilibri interni e complessivi.

13/6/2012italia.allaboutjazz.comFrancesco Giardinazzo
Edward Simon A Master’s Diary

Il pianista di origini venezuelane Edward Simon, conosciuto per la sua spiccata sensibilità espressiva, presenta in questo “A Master’s Diary” un coinvolgente percorso in jazz, utilizzando la musica del compositore Fiorenzo Carpi (considerato dal grande Giorgio Strehler suo indispensabile altre ego). Le composizioni di Carpi, per altro già riprese con grande successo da altri illustri nomi del Jazz europeo, rivivono in questo bel lavoro un nuovo capitolo della loro storia, grazie a una sequenza di rivisitazioni che donano alle stesse un’originale ed elegante veste estetica. Edward Simon al pianoforte, Scott Colley al contrabbasso, Clarence Penn alla batteria e Diego Urcola alla tromba nella traccia d’apertura “Eugenia’s theme” offrono una raffinata e significativa rilettura di alcune colonne sonore scritte dal maestro milanese. Queste, legate al successo di alcune amate pellicole della cinematografia italiana, vengono impreziosite dall’estro pianistico del bandleader che, sia in compagnia dei suoi partners, sia in piano solo, delinea i contorni melodici delle strutture incluse nel disco. In tal senso, la straordinaria sensibilità narrativa di Simon, nel trattare in piano solo la melodia, dona un valore aggiunto all’opera che raggiunge nei brani “Nel parco” e “In cerca di cibo” taluni picchi di struggente lirismo. Fiorenzo Carpi, noto per aver affiancato il suo nome alle più belle opere cinematografiche di Louis Malle, Luigi Comencini e Carlo Mazzacurati fra gli altri, ritrova in questo disco la sua peculiare vena creativa, in un succedersi di lampi solistici e momenti di assoluta pacatezza formale. Il fluire delle dieci strutture mostra l’attualità della scrittura del gioioso compositore, che riporta alla mente le immagini di “Le avventure di Pinocchio”, “Mio Dio come sono caduta in basso!”, “Diario di un maestro” e “La baraonda”. Dunque, non una consueta rilettura jazzistica del materiale a disposizione delal raffinata formazione, bensì un affresco collettivo che dona nuova vita e nuova linfa alle composizioni del bravo Fiorenzo Carpi.
La scheda tecnica di questo lavoro propende verso un giudizio sostanzialmente positivo: ad un discreto realismo timbrico, corrisponde un’apprezzabile nitidezza dell’immagine che rende gradevole l’ascolto e la fruizione del disco.

15/5/2012Fedeltà del Suono - La Bacchetta MagicaFrancesco Peluso
Simon-Colley-Penn A Master’s Diary

Fiorenzo Carpi (1918-97) legò le sue musiche al teatro di Strehler e Fo, al cinema, alla televisione. Un intelligente omaggio già gli resero nel 1999 Trovesi e Coscia con l’Ecm “In cerca di cibo”, e fu un successo, ma pregevolissima è anche la maniera del venezuelano Edward Simon, qui il vero protagonista tra i performers. Il suo è un pianismo di stampo classico che peraltro da una ventina d’anni (lui ne ha 43) ne ha fatto un ben radicato newyorkese: è di quei solisti che appaiono padroni dell’intera tastiera, per trovarvi sempre gli effetti giusti.
Ottima anche la corona di partner, con il forte impianto bassistico di Colley e la musicalità di Clarence Penn e con l’efficace apparizioncina dell’argentino Urcola, trombettista interessante per tecnica e fantasia, che l’etichetta Cam Jazz ha già fatto conoscere su entrambi i lati dell’Atlantico.
Per la cronaca, le fonti dei brani sono i film Incompreso e Mio Dio come sono caduta in basso, i televisivi Pinocchio e e un po’ d’altro ancora.

8/5/2012Musica JazzGian Mario Maletto
Edward Simon, Scott Colley, Clarence Penn, A Master’s Diary

A Master’s Diary”: “Diario di un maestro” è il titolo di uno sceneggiato televisivo prodotto nel 1972 con musiche di Fiorenzo Carpi, musicista e compositore che ha scritto molta della musica per il nostro teatro, in primis affiancando le produzioni di Giorgio Strehler per il Piccolo Teatro di Milano, ma anche per il cinema e la televisione negli anni in cui si andavano affermando come mezzi di divulgazione culturale per eccellenza.
Il nome di Fiorenzo Carpi ci associa automaticamente al celebre “Le avventure di Pinocchio” di Luigi Comencini, ma la musica di Carpi ha rappresentato molto di più.
Il disco che il pianista venezuelano Edward Simon in trio con Scott Colley al contrabbasso e Clarence Penn alla batteria dedica a Fiorenzo Carpi può essere considerato un’operazione che parte con l’intenzione dell’omaggio, ma la supera immediatamente, mostrando un uso differente della materia musicale del compositore romano, qua punto di partenza per nuove destinazioni musicali. Se qualcosa resta dell’originale è nell’intenzione: un affresco delle infinite sfaccettature della vita, la lotta quotidiana per la sopravvivenza, lo sconcerto nel pericolo, il coraggio, l’umanità e il suo universo di sentimenti che vanno dalla purezza alla crudeltà.
La differenza la fa il linguaggio che il trio adotta, un idioma moderno cucito sulla pelle del nostro secolo e sulla personalizzazione da parte del trio.
Ospite nella sola track di apertura è il trombettista Diego Urcola, con un groove veloce e scorrevole a cui fa da sostegno la tessitura ritmica puntuale e discreta di Edward Simon al piano che si concede solo un breve assolo, lasciando ampio spazio alla tromba nell’esposizione del tema di Carpi e nell’improvvisazione.
La forza di questo lavoro in studio è la forza narrativa stessa della melodia, la sua intrinseca capacità di tratteggiare con perizia stati d’animo. I tre episodi in piano solo presenti in questo lavoro “Nel parco” (dal film “Maggio musicale”), “Diario di un maestro” (dal film omonimo) e “In cerca di cibo” (da “Le avventure di Pinocchio”) corrispondono a tre momenti di elevato lirismo, una delicata poesia dell’animo umano perennemente in bilico fra entusiasmo e paura dell’ignoto, fra dolcezza e durezza, fra eroismo e desiderio di evasione. Il cantabile di “Nel parco”, realizzato sul registro medio del pianoforte, rimanda, con la sua limpidezza sonora, a una sorta di innocenza recuperata. Tutto il suono del disco ci fa pensare alla sincerità come cifra essenziale, a un alfabeto lirico di valori che sono universali.
Anche in “Diario di un maestro”, un brano più introspettivo, quasi metafora del film a cui era destinato sulla caparbietà e l’orgoglio dell’agire per la collettività, con entrambe le versioni presenti nel disco, offre questa intenzione di sincerità, di rigore, soprattutto nella ripresa, quando la costruzione del pezzo si fa quasi architettura polifonica, nonostante il piano solo, e il pensiero per un istante veloce sfiora Bach.
Interessante la doppia versione di “Passeggiata nel parco” (dal film “Incompreso”), due brani completamente differenti seppure costruiti sullo stesso materiale tematico: la prima versione quasi classica in senso di idioma jazzistico, la seconda estremamente moderna, con la frantumazione del tema in micro frammenti dall’accentuato cromatismo, in velocità. Un altro punto di vista.
A Master’s Diary” è il prodotto del genio di un trio ricco di riferimenti musicali e culturali in grado di gettare un ponte fra passato, presente e futuro, qualcosa che Carpi, moderno a sua volta nel suo tempo, avrebbe probabilmente apprezzato.

7/4/2012pianosolo.itPaola Parri
Simon/Colley/Penn A MASTER’S DIARY

Quando si parla di “standard”, almeno in ambito jazz, viene alla mente l’elaborazione dei temi più popolari dei musical americani degli anni Trenta e Quaranta. Ci sorprende, quindi, e riempie d’orgoglio il fatto che il trio del pianista venezuelano Edward Simon abbia celebrato il songbook del compositore Fiorenzo Carpi (1918-1997), autore di numerose colonne sonore per film e commedie teatrali. “A Master’s Diary” si presenta con una doppia anima: la prima, più intima, in cui Simon esplora le melodie di Carpi in piano solo, la seconda in cui l’azione interpretativa è gestita in trio o in quartetto con l’aggiunta di Diego Urcola alla tromba. Il pianista fa di tutto per allontanarsi dalle versioni cinematografiche dei brani, elaborando arrangiamenti che ne travolgono l’impianto ritmico, ma che ne mantengono integra la freschezza delle melodie: esemplare Eugenia’s Theme, trasformato in un tango nella versione in quartetto e in un latin nella versione in trio.

20/3/2012JazzitLuciano Vanni
Metti sei mani per un pianoforte

…L’argentino Edward Simon con gli statunitensi Scott Colley e Clarence Penn in A Master’s Diary scelgono appunto il maestro Fiorenzo Carpi, indimenticato musicista per teatro, cinema, tv (il titolo allude allo sceneggiato Diario di un maestro), riproponendone il delicato romanticismo in chiave post-bop con 10 temi da 7 score.

17/3/2012Alias-Il ManifestoGuido Michelone
Le voyage en Italie de Scott Colley

…Sur le second (A Master’s Diary), aux côtés de deux confrères américains (le pianiste Edward Simon et le batteur Clarence Penn), Scott Colley revisite avec intelligence et délicatesse quelques-unes des nombreuses musiques de film écrites par le Milanais Fiorenzo Carpi. Dans ces deux contextes très différents, le jeu sobre et expressif du contrebassiste, son impeccable technique font mouche. A noter tout particulièrement son beau duo avec Clarence Penn sur Eugenia’s Theme, extrait de la bande originale du Mon Dieu, comment suis-je-tombée si bas? de Luigi Comencini.

4/2/2012la CroixYann Mens
A Master’s Diary

On retrouve Scott Colley associé au batteur Clarence Penn dans A Master’s Diary, disque du pianiste vénézuelien Edward Simon consacré au compositeur italien Fiorenzo Carpi. Disparu en 1997 à l’âge de 79 ans, ce dernier composa de nombreuses musiques pour le metteur en scène de théâtre Giorgio Strehler et pour de très nombreux films. Ceux de Luigi Comencini sont ici plus particulièrement à l’honneur. Simon s’empare des thèmes de “L’incompris” e des “Aventures de Pinocchio”, et les trempe subtilement dans le jazz en les réarrangeant. Il n’hésite d’ailleurs pas à nous en offrir plusieurs versions dont certaines en solo. Pianiste du S.F. Jazz Collective, auteur de deux albums pour Cam Jazz dont le remarquable “Unicity” avec John Patitucci et Brian Blade, Simon joue ici un piano brillant et inventif. Les relectures mélodiques et rythmiques de ces pièces auxquelles son groupe reste étroitement associé emportent l’adhésion.

2/2/2012 Jazz Magazine Jazzman Pierre De Chocqueuse