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Giovanni Guidi

We Don't Live Here Anymore

Cam Jazz CAMJ 7836-5

Item: full_album_8052405140050_CD

Artists :
Giovanni Guidi ( Piano )
Gianluca Petrella ( Trombone )
Michael Blake ( Tenor Sax )
Thomas Morgan ( Bass )
Gerald Cleaver ( Drums )
Release date
Feb 15, 2011
Duration
0:55:06
Barcode
8052405140050

The fourth album by pianist Giovanni Guidi, here with friends Gianluca Petrella on trombone, Michael Blake on sax, Thomas Morgan on bass, and Gerald Cleaver on drums.   This recording catches you off-guard and has nothing to do with his previous ones... Giovanni claims once again with awareness and tenacity his desire to stay in the game.  "Awesome!" "Extraordinary!" "Mature!"


Recorded and mixed in New York on 17, 18 May 2010 at Sear Sound Studio Recording & mixing engineer James Farber Assistant engineer David Schoenwetter


Photos by Jack Price

Reviews

Giovanni Guidi We Don't Live Here Anymore

Il pianoforte di Giovanni Guidi con Gianluca Petrella al trombone, Thomas Morgan al basso, Gerald Cleaver alla batteria e il sassofonista dei Lounge Lizards Michael Blake, è di nuovo il protagonista principale dell’avventura sonica del ‘nuovo’ jazz italiano. Lo strumento introduce nell’apertura con Dess un viaggio che fa della memoria del tempo passato una dimensione su cui ragionare e comporre. Che sia il sentimento di perdita della gioventù, che sia l’assenza di tempo e l’aumento degli impegni, che sia una difficoltà nell’approcciarsi al nuovo in una struttura monolitica come è da sempre quella del jazz canonico, non è dato a sapere. Ma sono questi i punti focali su cui il discorso estetico del giovane di Foligno va a parare.
La tracklist si trascina in paesaggi meditativi tagliati da sentieri free (Furious Seasons) che richiamano la lezione di Ornette Coleman (uno dei maestri riconosciuti dal giovane pianista), armonie d’insieme (We Don’t Live Here Anymore) e controcanti ispirati in solitaria (The Dreamers) con potenzialità che ricordano le formazioni dei migliori coniugi Bley. Per rarefazione, concentrazione, istinto e pacatezza, la carriera di Guidi diventa al quarto disco l’emblema di una ricerca stilistica che ad ogni passo medita sul “come dire la sua”, un tormento che a tratti si arroca sul tecnicismo e che subito esplode sulla liberazione anarchica, ma che in fondo è il tentativo riuscito di trovare la propria voce. Giovanni guida con forza uno dei combo più promettenti dell’improvvisazione tout court, distaccandosi dalla lezione dei maestri (Enrico Rava in primis), e aprendo ad un orizzonte più che mai internazionale. Un tassello importante per la discografia jazz italiana, che fa già scuola. Entrare nel mondo di questo artista non è facile per l’ascoltatore medio, ma è proprio per questo che il disco si fa ascoltare a ripetizione, senza perdere lo smalto della prima passata. Chapeau.

12/07/2011 sentireascoltare.com Marco Braggion
Giovanni Guidi: We Don't Live Here Anymore

This exhilarating session, nominally led by young Italian pianist Giovanni Guidi, is dominated by Gianluca Petrella on trombone, Craig Taborn's inspired rhythm section of bassist Thomas Morgan and drummer Gerald Cleaver, and former Lounge Lizards saxophonist Michael Blake. Though it echoes the sprawling, rough-edge ensemble sound of Carla Bley's brass-powered bands or Charlie Haden's Liberation Music Orchestra, the set balances pace with rich improv ideas, all delivered with casual authority. The opening is pensive, but raucous trombone sounds soon smear across fast, bowed-bass figures and cyclonic free-jazz drums, before settling into a wry, Bley-like theme. The title track is a delectably smoky romantic melody for trombone and sax, but a skimming Ornette Coleman-like melody (effortlessly negotiated by Petrella) is not far behind. Begatto Kitchen is like Mediterranean and South African jazz merged; In Pursuit of Silence is exactly the exploration of space and minimal action it sounds as if it should be. This is an album made with heart, technique and freewheeling confidence.

7/04/2011 guardian.co.ukJohn Fordham