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Ramberto Ciammarughi

New Music For Trio

Cam Jazz CAMJ 7865-5

Item: full_album_8052405141088_CD

Artists :
Gerald Cleaver ( Drums )
Miroslav Vitous ( Double Bass )
Ramberto Ciammarughi ( Piano )
Release date
Sep 24, 2013
Duration
0:50:44

Pianist Ramberto Ciammarughi makes his debut on CAM JAZZ with his "new music for a trio". A top-class trio, with Miroslav Vitous on double bass and Gerald Cleaver on drums. These two musicians are in perfect harmony with the leader, thanks also to the numerous collaborations during the course of their careers.
Ciammarughi wrote almost all of the tracks. He leaves Vitous the honor and task of starting up an excellent “ImproTrio”, which follows an outstanding version of Miles Davis’ “Bye Bye Blackbird” (opening the album), which represent the only exceptions in a musical discourse where the pianist’s style is always easily recognized, rich in touch and in the articulation of the musical architecture. In the overwhelming, intense piece “Anabasys”, we hear Ciammarughi and Vitous upfront, sustaining an obsessive, burning rhythm. The calmness of “Come Sempre”, some passages of which are almost movie-like, contrasts like chiaroscuro with “B-Loose”, an excellent example, and extremely energetic, of the feeling created by the leader with his valuable travel companions.
This journey confirms Ciammarughi as one of the most polished, original, curious interpreters of his instrument. The musician, who has accustomed us to phases of creativity alternating with moments of silence and thought, is captured here, live in 2006, recorded during some gigs at the “Teatro dei Riuniti” in Umbertide, not far from his native city of Assisi (Italy), and mixed by Miroslav Vitous in Mondovì, at Universal Syncopations Studios.
“New Music for Trio” is a CD to be listened to without a break, like those concerts, in which Ciammarughi asks the audience not to applaud between pieces, so as to keep each listener constantly poised on the edge of emotion.


Recorded live at Teatro dei Riuniti - Umbertide (Italy) June 2006
Live recording engineer Marco Cocchieri
Fazioli piano courtesy of Piano e Forte (Perugia)


Cover photo by Andrea Boccalini 

Reviews

Ramberto Ciammarughi New Music For Trio

Il pianista di origine umbra Ramberto Ciammarughi offre, in questo primo lavoro a proprio nome per la romana CAM JAZZ, un viaggio compositivo ed espressivo dalle tenui, sfumate ed eleganti coloriture musicali, registrato dal vivo nella sua terra natale nel 2006 presso il “Teatro dei Riuniti” di Umbertide (PG). In compagnia di due icone del jazz internazionale del calibro di Miroslav Vitous al contrabbasso e Gerald Cleaver alla batteria, Ramberto Ciammarughi mostra la propria cifra stilistica in un susseguirsi di performances in trio che alternano momenti di pura estasi riflessiva ad altri d’intensa esuberanza formale. In apertura, subito un sognante omaggio al vasto mondo degli standard con la evergreen “Bye Bye Blackbird” di Ray Henderson e pietra miliare di “Miles”, incalzata dall’irrefrenabile flusso ritmico di “Anabasys” a firma del band leader, in cui il binomio fra il corposo groove del contrabbasso e il dinamico esternarsi del pianoforte la fanno da padrone. Poi, “New Music For Trio” si dipana fra le malinconiche accezioni di “Johannes B” e “Come sempre”, che lasciano il passo alle tensioni ritmico-espressive di “B-Loose” e “In D”, in un imprevedibile e ammiccante saliscendi di atmosfere che, vedi l’intrigante “Impro Trio” di Vitous e la conclusiva “W On W” di Ciammarughi, mettono in gran spolvero il gusto estetico del bravo pianista di Assisi e il perfetto interplay raggiunto con i suoi talentuosi partner. Pertanto, la “nuova musica per trio” di Ramberto Ciammarughi rappresenta una poetica narrazione della sua personalità artistica, che regala circa cinquanta minuti di musica in cui è racchiusa una condivisa visione di jazz e laddove il navigato e granitico incedere del contrabbasso di Miroslav Vitous, il frenetico drummin’ di Gerald Cleaver e il sicuro pianismo di Ramberto Ciammarughi spaziano dalla musica dotta al modern mainstream, senza inciampare mai in alcun passaggio a vuoto o produrre soluzioni melodico-armoniche di maniera.
La ripresa audio di questo lavoro, mixata da Miroslav Vitous presso l’Universal Syncopations Studios di Mondovì, mostra un’ottima riproduzione timbrica e una strabiliante ricostruzione dell’originale spazialità live.

9/1/214Fedeltà del Suono - La Bacchetta MagicaFrancesco Peluso
Ramberto Ciammarughi New Music For Trio

Un pianista completo, capace di parlare diversi linguaggi, e che allo stesso tempo vanta una lunga carriera concertistica in tutta Italia. È la prima considerazione che ci è venuta in mente, avendo ascoltato New Music For Trio, progetto che porta la firma di Ramberto Ciammarughi, musicista dotato di una tecnica fuori dal comune, accompagnata da un tocco elegante e raffinato. Un disco al quale hanno partecipato due grandi del jazz come Miroslav Vitous e Gerald Cleaver, da ascoltare, secondo il consiglio dello stesso Ciammarughi, tutto d’un fiato, senza pause, senza interruzioni e magari con un'atmosfera adeguata. Non aspettatevi una serie di brani in cui viene dato spazio soltanto alle atmosfere cool, perché in questo disco c'è molto altro ancora. Dagli arrangiamenti caldi e malinconici che troviamo in alcuni brani, fino all'improvvisazione pura dove l'estro del singolo trova il suo posto in una musica corale. Per questo non stupitevi se alcune composizioni partono da atmosfere rarefatte per esplodere, in un secondo momento, nel fraseggio più estremo; perché qui siamo di fronte a una formazione che davanti ad una partitura è capace di fare ciò che vuole.

13/11/2013SuonoCarlo Cammarella
Ramberto Ciammarughi feat. Miroslav Vitous, Gerald Clever New Music For Trio

Il principio "la forma non è sostanza" qui casca male, perché già il booklet interno parla assai bene: zero parole in favore di sei belle foto in carta lucida che colgono, in bianco e nero, alcuni momenti salienti dei tre protagonisti. Nessuna presentazione può dirsi migliore. Un approccio visivo minimalista? Forse, ma ciò che conta è il risultato, e l'obiettivo è di voler dare alla musica una preponderante importanza. E qui si ascolta jazz di ottimo lignaggio, perché Ramberto Ciammarughi ha tanto da raccontare e la sua predilezione per il trio e il piano solo ne fanno un valente ricercatore di suoni e di note, di quelle non a grappolo e stuporose, ma pensate con un criterio atto a costruire la musica. I suoi compagni d'arme non abbisognano di presentazioni: il sessantaseienne Miroslav Vitous, già da tempo sodale di Ciammarughi, ha un bagaglio culturale che abbraccia l'intera epopea del jazz, mentre Gerard Cleaver è uno dei batteristi più accreditati nel panorama internazionale, interprete di una tradizione statunitense evergreen con l'occhio rivolto al futuro.
Ciammarughi paga il suo tributo da pianista allo standard per eccellenza: "Bye Bye Blackbird" e lo fa solo soletto, in meditazione e con il pieno rispetto delle armonie disegnate da Ray Anderson, scolpendo ogni singola nota e ogni singolo accordo. E questo è l'unico standard, poi una composizione del contrabbassista ceco "Impro Trio", dalla costruzione circolare, con gli accenti limpidamente lamentosi e larghi del contrabbasso, carichi di timbri sui quali il pianista di Assisi si immedesima con perfetta articolazione e forza pacata, costruendo il suo personale discorso improvvisativo sulle maglie polimetriche sensualmente ansiose di Cleaver. Gli altri brani sono farina del sacco di Ciammarughi, una creatività ben industriata, visti i risultati di valore che si accendono nell'energica "Anabasys", che mette l'accento sulla perfetta interazione tra i tre nel creare un corpo sonoro compatto, con il volume in ascesa sul periodare incessante di Cleaver, le spezzature di Vitous che si inserisce perfettamente nel discorso armonico gestito dal qui impetuoso pianismo di Ciammarughi, inappuntabile nel gestire ritmicamente il brano. Quasi a fare da contrappunto, segue "Johannes" carezza e pugno, perché l'abito che indossa è quello di una finta ballad, riletta secondo il vocabolario europeo.
Un album policarpico, dove la noia è bandita e ogni forma trova nuova sostanza, come nel modern mainstream rivitalizzato di "B-Loose" o nelle languide note melodicamente cesellate di "Come sempre".

28/10/2013jazzitalia.netAlceste Ayroldi