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Javier Girotto - Aires Tango

20 years together

Cam Jazz BXS 3001

JAVIER GIROTTO - AIRES TANGO

Artists :
Aires Tango ( Band )
Javier Girotto ( Soprano & Baritone Sax )
Marco Siniscalco ( Bass, Electric Bass )
Michele Rabbia ( Drums, Percussion, Live Electronics )
Alessandro Gwis ( Piano, Keyboards )
Release date
Oct 3, 2014
Duration
10:23:32
Barcode
8052405141408

JAVIER GIROTTO - AIRES TANGO 20 years together


11 CD box-set


Includes: MALVINAS, MADRES, POEMAS, CRONOLOGIA DEL 900, ORIGENES, EN VIVO (double album), ANIVERSARIO, ESCENAS ARGENTINAS, TRENTAMILA CUORI, 10/15.


A celebration of AIRES TANGO, twenty years from their inception. Founded in 1994, the band lead by Argentine saxophonist Javier Girotto plays a genre that can be considered an addictive and compelling 'tainted Tango', originating from the fusion of tango melodies and pure jazz improvisations.  Alongside Javier are Alessandro Gwis (piano), Michele Rabbia (percussion) and Marco Siniscalco (electric bass).


 


 

Reviews

Aires Tango 20 años para decir

Aires Tango è un quartetto italo-argentino frutto di una sanguigna e terrestre fusione tra jazz e tango. Procede dalla lezione di Astor Piazzolla, spingendo il discorso verso temi decisamente più jazzistici. Il band leader Javier Girotto è nato a Cordoba nel ’65. Ventenne a Boston studia sassofono e quattro anni più tardi si ritrova in Italia dove ottiene il passaporto grazie alle origini pugliesi del nonno, direttore di un’orchestra tanguera e suonatore di bandoneón, che lo aveva avviato in tenera età allo studio del clarinetto. Negli oltre vent’anni trascorsi in Italia ha inciso più di trenta dischi come band leader e collaborato con innumerevoli artisti italiani e stranieri tra cui Randy Brecker, Gary Burton, Enrico Rava, Paolo Fresu, Antonello Salis, Gianluca Petrella, Roberto Gatto, Fabrizio Bosso e Rita Marcotulli. Un cammino professionale realizzatosi quasi interamente in Italia, mentre molti dei titoli dei suoi album e delle sue composizioni hanno un riferimento a tappe storiche fondamentali dell’Argentina e sembrano riflettere un irrisolto dualismo di fondo ed un costante sguardo alla situazione contemporanea d’oltreoceano. Un autentico spirito latino quello di Javier, arricchito dal jazzismo ortodosso acquisito negli States che lo ha portato a dar vita ad un fitto panorama di progetti musicali di vario genere tra cui questo quartetto Aires Tango con Alessandro Gwis al pianoforte, Michele Rabbia alle percussioni e Marco Siniscalco al basso, che abbiamo ascoltato il 20 febbraio scorso all’Auditorium Salvo D’Acquisto di Napoli in uno degli appuntamenti della rassegna Napoli Jazz Winter 2015. Il pianista Alessandro Gwis sembra essere una sorta di alter ego melodico di Girotto, che compensa le furibonde escursioni solistiche del sassofonista con un pianismo austero e struggente, ma anche capace di notevoli accelerazioni. Completa il quartetto Marco Siniscalco, la cui voce profonda ed umorale al basso elettrico non fa storcere il naso agli amanti del contrabbasso. La successione dei brani è molto efficace: si alternano brani suonati in formazione completa, con momenti di totale solitudine, dove ciascuno ha modo di mostrare la propria bravura strumentale. Così sul delicato arpeggio di pianoforte interviene un basso scuro e misterioso o gli acuti interludi di Girotto a volte furenti e più free jazz, altre volte connotati da un’accentuata componente folk, altre ancora in cui l’energia si converte in richiami profondamente strazianti, impetuosi o sussurrati, ma sempre geneticamente passionali come solo un’alma ispanica può concepire. Vent’anni di collaborazione trascendono le origini, i confini, le etichette lasciando spazio esclusivamente ad una scrittura musicale raffinata, complessa, vitale che consacra il progetto Aires Tango come uno dei migliori, e certamente uno dei più amati, tra i tanti a firma di Javier Girotto.
A celebrare l’anniversario del sodalizio, per i più appassionati, la CAM JAZZ edita “20 Years Together”, il cofanetto che ripercorre le storie e le avventure degli ultimi vent’anni di vita e musica di Aires Tango.

15/4/2015NeapolisJazz MagazineChiara Romano
Le melodie impetuose degli Aires Tango

Uscito in occasione dei dieci anni del gruppo, il cofanetto mescola jazz, ritmi sudamericani e magia.
Una musica impetuosa, strutturata e piena di poesia, impegno sociale, suonata da ventenni per un pubblico quasi sempre coetaneo. Questa, negli anni Novanta era la musica degli Aires Tango, un gruppo che in due decenni ha inciso undici album e visto i suoi componenti partire verso brillanti carriere personali. Javier Girotto (sassofoni), Alessandro Gwis (piano ed elettronica), Marco Siniscalco (basso elettrico) e Michele Rabbia (batteria e percussioni) hanno festeggiato il loro ventennale (1994-2014) con un recital antologico del loro repertorio, condito dai ricordi di Girotto e di Gwis: dagli inizi scalcinati sino alla celebrazione del gruppo che a Roma, nel locala La Palma, si costruì una fama nazionale che andava al di là dei jazzfan, e che si nutriva di performance dal vivo. Per chi c’era, il luogo ed il gruppo incarnarono un particolare momento culturale, un rinnovamento nella programmazione ed una diversa prospettiva di linguaggio. Girotto e compagni – anche se con un po’ di neve tra i capelli, come ama dire il sassofonista con suo particolare senso dell’humour – non si sono autocelebrati, preferendo offrire uno spaccato del loro vasto repertorio e mostrando, concretamente, le ragioni del successo di allora e, in fondo, di oggi. Il cofanetto della CAM JAZZ con tutti gli album degli Aires Tango (svariati da tempo introvabili) messo in vendita per l’occasione è andato a ruba a testimoniare il credito e l’affetto che “abbracciano” il gruppo. El viaje, Madres de plaza de Mayo, Il senso della vita, Escenas argentinas e Patagonia stabiliscono molte delle coordinate estetiche del gruppo. Intanto l’uso di metri e ritmi sudamericani, in particolare argentini, la patria di Girotto (nativo di Cordoba); poi la forte, esplicita memoria dei crimini della dittatura militare, evocata nei brani con spezzoni di trasmissioni radio; ancora la marcata e accorata valenza di canto dei temi; la dinamica interna ai brani che li vede mutare di colore ed atmosfera come se si trattasse di un’alba o un tramonto; gli arrangiamenti minuziosi che affidano parti tematico-solistiche al basso, incrociano piano e sassofono, affidano alla batteria-percussione di Rabbia un innovativo ruolo timbrico-ritmico. Del jazz c’è il gusto per l’improvvisazione, del tango la passione e del Sudamerica una dimensione narrativa che va dal più crudo e drammatico realismo all’impalpabile magia. Su tutto spesso si staglia il suono acuto e dolente del soprano di Girotto che, tuttavia, non può fare a meno del fluire – ora barocco ora essenziale – del pianoforte come del pastoso incedere di un basso che è anche chitarra. Ecco, allora, la dedica ai bandoneonisti come Anibal Troilo e Rubén Juárez, alla voce di Carlos Gardel. C’è spazio per evocare la follia della guerra delle Malvinas come perdersi dietro alla melodia incantatoria di Mi niño, con Javier Girotto che quando l’ha suonata in concerto faceva cantare al pubblico la nenia infantile mischiandosi agli spettatori in un gioco che porta (quasi) tutti a riscoprirsi bambini. Come un tempo la musica di Aires Tango fa sognare e scuote la coscienza, ti avvolge e ti strapazza con quel suo viaggiare tra la pampa argentina, Buenos Aires, Roma e la periferia metropolitana.

27/12/2014il manifestoLuigi Onori
20 years together

”Era già difficile venderne uno, figuriamoci undici tutti insieme!”. Con questa battuta Javier Girotto commenta “20 Years Together”, il cofanetto edito da CAM JAZZ che celebra al ventennale attività del suo gruppo. Il merito di questa operazione, come ribadito dal sassofonista argentino, lo si deve alla passione e alla grande dedizione del produttore Ermanno Basso che, con tenacia e pazienza, è riuscito a reperire tutte le uscite discografiche targate Aires Tango, alcune delle quali andate nel frattempo fuori catalogo. Sono dieci titoli, tra i quali il doppio “En Vivo” (2002, CAM JAZZ) registrato dal vivo al club La Palma di Roma che tracciano un percorso pieno di significati e di risvolti interessanti, sempre tesi al rinnovamento dell’intenzione espressiva. All’esordio del 1996 con “Malvinas”, incentrato sulle vicende delle isole Falklands, segue nel 1997 “Madres” con la partecipazione di Antonello Salis. Nel 1999 è la volta di “Poemas”, dove il gruppo si ispira alla letteratura latinoamericana contemporanea, al quale fanno seguito due album pubblicati dall’etichetta del Manifesto: “Cronologia del 900” (2000) e “Origenes” (2001). L’uscita più recente è “10/15” (Parco della Musica, 2009), dove le tredici tracce proposte sintetizzano in maniera esaustiva la cifra espressiva del gruppo.

10/12/2014JazzitRoberto Paviglianiti
Vent’anni di musica insieme: Aires Tango all’Auditorium Parco della Musica

Venti anni di sodalizio, 590 concerti, il tango, certo, ma anche una poderosa volontà innovativa che porta quel tango a mescolarsi con il Jazz, aprendo ad episodi di improvvisazione ampi e ricchi che trascendono la musica argentina, e a parti di musica scritta raffinata e complessa. Una coesione che non lascia alcuno spazio all’abitudine o alla mera reiterazione ma che invece dà vita ad un continuo arricchimento sonoro e di idee che, con un tale interplay, possono essere meravigliosamente estemporanee: è la creatività che può contare sulla sicurezza di capirsi al volo, di lanciare idee in maniera incessante senza mai lasciare che esse svaniscano. Javier Girotto al sax soprano, Alessandro Gwis al pianoforte, Marco Siniscalco al basso elettrico e Michele Rabbia a batteria e percussioni, hanno ripercorso i brani più significativi di ogni loro disco (raccolti, per la cronaca, in un prezioso cofanetto che li contiene tutti e 11, edito da CAM JAZZ), e hanno deliziato il pubblico della sala Petrassi che li ha applauditi, ha cantato con loro, e ha riso ascoltando i racconti bellissimi di venti anni magici raccontati sul palco da Girotto e Gwis. Temi melodici vibranti e pieni della esplosiva vitalità di Girotto partono sommessi e arrivano a momenti di intensità inarrestabile. Il pianoforte appassionato di Gwis è tango allo stato puro ma anche Jazz allo stato puro: un mix di stilemi armonico ritmici argentini, di blues, di improvvisazione a tratti dissonante eppure sempre gradevolmente “rotonda” e morbida.
Rabbia con le sue infinite bacchette, la sua batteria, i suoi mille rumori non accompagna, ma avvolge di suggestioni tutto il canto che proviene dal sax, e si fonde con il basso a dir poco eclettico di Siniscalco, che, pur nell’utilizzare effetti, sembra quasi uno strumento acustico, per il gusto squisitamente argentino che è capace di disegnare senza mai apparire stucchevole.
E’ musica a tratti divertente, a tratti drammatica, a tratti struggente, a tratti assertiva, a tratti descrittiva persino, e impegnata anche, in cui ognuno dei quattro musicisti è pregevole solista. E se quattro pregevoli solisti suonano insieme, per di più con questo affiatamento, il risultato è un suono che passa attraverso dinamiche ricche di svolte inaspettate, da momenti laceranti quasi urlati ed improvvisi sommessi sussurri. Il tango in tutta la sua bellezza, riletto anche alla luce di soluzioni armoniche diverse. Ci sono Carlos Gardel e Ruben Juarez, ma ci sono anche i brani di Javier Girotto che è argentino non solo di origine ma anche nell’anima. In poche parole, all’Auditorium gli Aires Tango hanno saputo emozionare: auguri a questo strepitoso quartetto Italo Argentino per altri vent’anni almeno di bellezza.

17/10/2014online-jazz.netDaniela Floris